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Poesie di Marco Corvelli

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  • 27 giugno 2007
    Se la vita fosse un sogno

    Come attori annoiati,
    recitiamo un ruolo che non abbiamo scelto;
    nella vana ricerca di un copione che non esiste,
    percorriamo strade senza meta;
    Ci aggrappiamo con forza alla ragione,
    dimenticando che non basta per comprendere
    ciò che solo la fede può spiegare;
    Osserviamo indifesi la corsa sfrenata del tempo,
    derisi dal paradosso dell’età,
    che a vent’anni ci fa sentire onnipotenti,
    senza sapere che l’immortalità a volte si paga con la vita;
    Ma in certi momenti,
    anche solo per un attimo,
    qualcosa sembra cambiare,
    niente ha più senso se non quello di fermarsi,
    godersi quella scintilla divina,
    forse troppo luminosa da guardare,
    o troppo calda da toccare,
    ma non così veloce da passare inosservata;
    Quell’attimo da solo può dare un senso alla nostra vita,
    è la risposta ad ogni dubbio,
    il significato profondo di qualsiasi dolore,
    il motivo per il quale lottiamo ogni giorno,
    Perchè quell’attimo si chiama FELICITA’!
    Se la vita fosse un sogno,
    noi, i nostri pensieri, le nostre emozioni,
    saremmo soltanto la trama sbiadita creata da una mente superiore,
    la fervida immagine di un mondo che non ci appartiene,
    faremmo parte di quel copione che inutilmente andiamo cercando.
    Ma se la vita fosse un sogno,
    io voglio viverla lo stesso,
    anche ad occhi chiusi rincorrere il futuro
    credendo di poter cambiare il destino,
    guardare mio padre dondolarsi sull’altalena,
    regalare un sorriso a mia madre,
    abbracciare mio fratello,
    amare la donna che ho sempre desiderato,
    aspettare con impazienza il ritorno di un figlio,
    e poter scoprire un giorno di essere finalmente sereno.
    Quindi,
    se la vita fosse un sogno,
    non fate troppo rumore:
    c’è il rischio che qualcuno si svegli!

  • 26 giugno 2007
    L'eterno morire

    Aprire gli occhi e non vedere il tuo volto,
    Accarezzare un corpo senza provare il calore della tua pelle,
    Ascoltare invano la tua voce leggera, sovrastata dal frastuono assordante della vita,
    Percepire soltanto, nel profumo di un fiore, la lontana tua presenza,
    Quando, ancora generose
    Le labbra tue sfioravano le mie,
    Così timorose nel pensiero di un gesto proibito,
    E tuttora invidiose di un momento fuggito,
    Quando, ancora consolanti,
    Le tue braccia circondavano i mie giorni,
    Un tempo colmi di presente,
    Oggi prosciugati da un passato
    Che il tempo crudele mi ha rubato,
    Quando, ancora condivisi
    I nostri sospiri alimentavano l’amore,
    E trascinati dal vento della passione,
    Lasciavamo bruciare
    Nel perenne fuoco dell’istinto,
    la fragile spada della ragione.
    Potrò ancora,
    Di notte sognare,
    E di giorno sperare,
    Quel sorriso ingenuo che di luce bianca illuminava il tuo volto,
    Quei gesti lenti e sicuri che rapivano il mio sguardo,
    Quel ventre casto, che palpitare faceva di desiderio la mia carne,
    Quei capelli soffici, che di seta avean la leggerezza e di rosa il profumo.
    Potrò ancora,
    Di notte sognare,
    E di giorno sperare,
    Perché un  solo attimo senza il tuo ricordo
    E’ eterno morire.

  • .

    Mi piacerebbe vederti come ti ho immaginata,
    mi piacerebbe ascoltarti come nessuno ha mai saputo fare,
    mi piacerebbe viverti come ti ho sognata,
    mi piacerebbe baciarti come non ho ancora fatto,
    mi piacerebbe riuscire a dirti com’è bello guardarsi, senza bisogno di parole,
    vorrei che il mio respiro si confondesse col tuo e che il tempo si fermasse in quel momento,
    e allora vivremo insieme in una contrada celeste, scale di seta soffice ondeggeranno leggere sotto il nostro balcone e assaporeremo l’inebriante respiro dei fiori;
    In una notte d’estate, rassicurati dal tiepido sospiro del vento, ci addormenteremo abbracciati guardando la luna, che narcisa riflette la luce del sole ormai calato;
    Ma come la luna ha bisogno di quella luce per non cedere spazio al buio, così quella stessa luce ha bisogno della luna perché altrimenti sarebbe dispersa;
    Capirò solo allora la fortuna di abbracciare il mio sole e l’infinito privilegio di essere la tua luna.
    Passeremo attraverso la notte come fossimo un unico corpo e vivrò i miei sogni sperando siano i tuoi stessi sogni;
    Prima dell’alba mi sveglierò e con ansia aspetterò che il giorno scopra il tuo volto;
    Il primo raggio insicuro, come un lento sipario svelerà lo spettacolo più bello che abbia mai visto; dal chiaro scuro dei tuoi lineamenti, ormai non del tutto celati, ripercorrerò la strada prima sconosciuta che mi ha condotto a te;
    Il secondo raggio seguirà ancora tremante, superato dal terzo, fino a quando pian piano la luce sicura trasformerà l’incertezza delle forme dando vita alla bellezza del tuo corpo.
    Consapevole che l’alba del mio giorno dovrà ancora schiudersi, aspetterò trepidante il risveglio dei tuoi occhi, ancora schiavi nell’onirica prigione del sonno;
    Presto quel momento arriverà, giungerà inatteso, preceduto da un fremito, e sarò pronto ad accoglierlo, come fa la luna con la luce del sole.