username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Marco Gabrielli

in archivio dal 13 feb 2012

Roma - Italia

04 aprile 2012 alle ore 8:08

Sophia

di Marco Gabrielli

editore: Aletti

pagine: 60

prezzo: 10,80 €

Acquista `Sophia`!Acquista!

Sicuramente - splendidamente e musicalmente - una poesia d'amore: tutte le 36 liriche sono ispirate e dedicate alla donna amata.
Un piccolo romanzo fatto di poesie in rime per descrivere con tocchi delicati il primo momento del riconoscimento dell'insorgere d'amore, che l'autore definisce "Dolce Primavera la tua conoscenza....", e proseguire  con una corte serrata e attenta che si dipana in una sensazione di tensione quando dice: "un cruccio m'affatica/ da molti giorni ormai..." e poi lo svelarsi della bellezza squisitamente fisica della donna che lo porta a esprimere in parole esultanti il progredire della conoscenza reciproca.
Si succedono  poesie in cui viene proclamato l'entusiasmo dell'uomo che ha finalmente raggiunto la meta tanto agognata, ha ottenuto che il suo amore sia ricambiato da quella donna che ha tanto desiderato; eppure, così infine raggiunta, ancora trova in lei motivi di incanto, quando ripete "sei tenera e incerta/ perciò ti fai amare così tanto".
Descrive il poeta la sua donna in svariati momenti, pennellate delicate mentre il gioco dei due innamorati si fa altalenante: "diletto ti prendi al negarti/ quand'io seriamente ti ammiro....", impeto di passione e costante attenzione alla sua seducente bellezza.
Pare quasi di salire con allegra baldanza su uno stretto sentiero di montagna, in una mattina di  sole di prossima estate, e guardandosi intorno cogliere l'infinita bellezza della natura, mentre ci prospettiamo la vetta ed il paesaggio che potremo finalmente di là ammirare: eppure la salita si interrompe bruscamente, c'è stato un passo falso, in questo amore ascendente, un blocco improvviso, una caduta.
E per questa caduta si levano i dolenti accenti del poeta, che non si dà pace: "Non posso, non posso perdonare a me stesso/ che al tuo tenero sorriso/ pudico sul niveo viso/ io debba amaramente rinunciare/ perché altro che errori non seppi fare...", e proclama testardamente "Giammai in vita mia/ deporrò la volontà/ d'averla tutta....".
Racconta il tentativo di riconciliazione, la sua incapacità di uomo "che non sai mai dimostrare a chi ami/ quanto potresti donare dei tuoi tesori"; e poi il ritorno, il riconoscimento, l'impegno: "guardo il presente/ dove in ogni attimo ci sei continuamente tu".
Eppure deve amaramente concludere che "E' buffa la storia di me e te, che per anni/ siamo insiem stati, d'una decade/ come folli innamorati, per lite/ indiretta separati/ conclusa con stizza/ l'acerba lizza/ che non dovrebbe scinder gl'innamorati...".
Che dire di questa storia d'amore che vediamo trascorrere sotto i nostri occhi? La seguiamo con interesse, partecipiamo delle sue scoperte, restiamo muti davanti ai riti d'amore e poi silenziosi ci accostiamo in rispetto al dolore della sua fine.
Tuttavia, non possiamo ignorare che il poeta ha volato alto, molto alto, quando ha proclamato alla sua amata "Da te esigo un amor imperituro...": a cadere da tali altezze, ci si fa molto male.
Gradevole e veloce da leggere, l'autore ci fa il regalo delle sue emozioni e dei suoi sentimenti, e noi a lui in cambio regaliamo i minuti che occorrono alla lettura del suo libro e portiamo in cuore le chiare sillabe delle sue rime eleganti.

recensione di Niva Ragazzi

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento