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Poesie di Marco Goi

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  • 01 settembre 2010
    L'estate sta svanendo

    Cos’è questo sole tiepido
    questo brivido di gelo che ti coglie in un’altra giornata d’estate
    l’ennesima vuota di emozioni
    cos’è?


    Cos’è questo vuoto che senti dentro
    quando hai tutto e tutto è diventato poco
    e in un niente poco è diventato nulla
    un nulla raggelante come un inverno senza gas

     

    Le cose non cambiano mai
    cambia solo la percezione che ne abbiamo
    tutto resta immobile
    diventa cristallo

     

    L’estate sta svanendo
    e un inganno arriverà
    stai diventando grande
    questo lo sai già

     

    L’estate sta svenendo
    un’altra onda non arriverà
    stiam diventando grandi
    l’autunno è già qua

     

    L’estate sta morendo
    e finiremo tutti a danzare
    in un oceano di pioggia e lacrime
    pioggia e lacrime

  • 07 luglio 2009
    Il sogno americano

    C’era una volta una fiaba ambientata nella terra della polvere
    solo un altro bacio tra due poveri ragazzetti bianchi
    in una contea come tante nel profondo Sud
    correva l’anno 1961
    lunghi capelli castani e occhi da pazza, tu
    una sorta di stropicciato principe azzurro all-american reject, lui
    Ti cantava una serenata coi blue jeans addosso
    Moon River, riaffiora nella tua memoria
    ma forse era un’altra canzone

    Eri una Cenerentola vestita da party-girl
    che voleva sembrare una principessa
    ma c’era il diavolo seduto in un angolo a sfregarsi le mani
    in attesa della resa dei conti
    l’ho visto in agguato alle tue spalle
    stava dando un coltello al tuo principe azzurro

    Quando tutto sembrava andare per il meglio arrivò il cambiamento,
    sapevi sarebbe arrivato, prima o poi
    e i decenni sparirono come navi affondate nell’oceano
    Hai continuato a pregare Dio, affinchè ti desse coraggio
    ma non hai mai smesso di tremare nascosta sotto le coperte
    La tua mente si è avvelenata
    grazie a castelli costruiti per aria che hanno i cancelli bloccati
    il ponte levatoio si sta chiudendo davanti a te
    non ti permette di entrare
    e tu non diventerai mai una principessa

    Eri una Cenerentola party-girl
    con il diavolo che già pregustava la resa dei conti
    seduto in un angolo a leggere un libro di fiabe
    arrivato al lieto fine decise di voltare pagina
    A quel punto sono scappato
    sì, io, il tuo principe azzurro
    mi sono trovato con le mani sporche di sangue e sono fuggito
    via, veloce, verso il confine
    verso il luogo dove i sogni vanno a nascondersi
    verso il luogo dove il vento ha smesso di soffiare
    verso il luogo dove anche i sogni delle brave ragazze muoiono e il cielo è sempre immobile
    Lì non sento più gli uccelli cantare
    Lì non vedo più l’erba crescere, e i fiori spuntare
    Lì non sento più nemmeno le campane suonare
    Lì i sogni delle brave ragazze continuano a morire

    E allora, mia Cenerentola, non andare a dormire
    i sogni sono un conforto così amaro
    Non hai sentito che il Regno si sta sfaldando?
    Il Regno di cui saresti voluta diventare principessa
    Il Regno in cui tutti ti avrebbero ammirata
    Quel Regno, il nostro, ormai non esiste più
    Quando la mattina guardi il sole spuntare, riesci ancora a vedere la magia
    o l’hai lasciata per sempre in quel dannato 1961?
    Là in quel luogo dove tutti i sogni si nascondono,
    riesci ancora a vederla,
    la magia dentro agli occhi invecchiati di quel giovane principe azzurro americano?

    (poesia liberamente ispirata al testo e al video della canzone A Dustland Fairytale dei Killers)