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Autore

Marco Porru

in archivio dal 07 giu 2012

29 aprile 1979, Cagliari - Italia

mi descrivo così:

07 giugno 2012 alle ore 18:53

L'eredità dei corpi

di Marco Porru

editore: Nutrimenti

pagine: 303

prezzo: 15,30 €

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“L’eredità dei copri” di Marco Porru (finalista Premio Calvino) è un romanzo che ti entra dentro come un chiodo picchiato da un martello. Il chiodo si conficca nell’anima, il martello inizia a battere e lui entra sempre più dentro costringendoti a pensare, a riflettere, a solidarizzare con Gabriele, Raniero, Rosaria e persino con l’abominevole Cesare. Perché nel leggere questo romanzo ci si addentra pagina dopo pagina in una storia di dolore e di sofferenza non ostentata ma sottile, acuta, complessa, una storia di difficoltà e di continua scoperta, di sconfitte e di rinascite, di amicizia e di paura. Raniero e Gabriele sono due ragazzi adolescenti della contemporaneità rappresentati con tutte le insicurezze e le problematiche dell’età, impacciati davanti alla grandezza della vita eppure sempre così desiderosi di godere appieno della bellezza del mondo. Accanto a loro, come tanti personaggi alla ricerca di se stessi, la zia Rosaria, i genitori fragili di Gabriele, Gilla, la madre problematica di Raniero, anime dolenti che si aggirano nella propria esistenza come burattini rimasti ingarbugliati nei loro stessi fili, uomini e donne che si trovano a dover fare i conti con l’eredità del proprio corpo, del proprio passato, dei propri errori. Tutta la storia sembra correre verso un punto d’arrivo che finirà poi per rivelarsi un nuovo punto d’inizio e che assume la forma di una nuova consapevolezza del proprio valore di esseri unici e irripetibili. “L’eredità dei corpi” è sicuramente un romanzo di formazione che, con una prosa incisiva e magnetica, descrive il processo di crescita di due ragazzi comuni che riescono a percepire l’importanza più che dell’accettazione di sé soprattutto della comprensione della propria identità perché non può esservi accettazione del proprio essere, inevitabilmente imperfetto, se non vi è prima una profonda comprensione di quello che realmente si è. L’imperfezione, sembrano dire le parole di questo romanzo, lungi dall’essere qualcosa di negativo, è ciò che riesce a dare un senso al modo complesso nel quale si dispongono gli eventi della vita divenendo un valore profondo che porta alla riscoperta della propria umanità. In una Sardegna magnificamente descritta si snoda dunque una storia d’amicizia complessa e universale fatta di desideri, pulsioni, incomprensioni, senso di appartenenza, senso di rifiuto e di protezione reciproca. Un’amicizia che passerà attraverso una dolorosa scoperta della propria sessualità, quella sessualità che passa proprio attraverso i corpi cui allude il titolo e che, riguardando la sfera più intima e profonda di ognuno di noi, chiama in causa ogni essere umano.

recensione di Claudio Volpe

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