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Autore

Marco Stagnitta

in archivio dal 12 dic 2008

19 ottobre 1986, Giardini Naxos

15 dicembre 2008

spiga di grano

Parlerò del disagio di un uomo, della triste storia di lui, che un giorno fu bambino.


Canterò di lui come si canta nei campi, flagello mietitore, trebbia la tua spiga che un gioro ricrescerà.


Taglia, taglia, raccogli, semina, il triste processo che triste non è, la vedi nascere, la vedi crescere, la vedi morire, tu suo unico boia, lei tua unica speranza.


Canterò di lui come si canta nei campi, suda la tua fronte, sanguina la tua mano, piange la tua scure, ansima il tuo pensiero.


Canterò di lui come si canta nei campi, pranzo chiama pranzo, cena chiama cena, la mano di tuo figlio che chiama costante la sua spiga di grano.


Spiga tremante, battente dai colpi della tua fame, alta, bella, generosa, cosciente al suo destino.

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