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Racconti di Maria Stamegna

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  • 28 giugno 2006
    Amnesia

    Come comincia: Sento le sue gambe accanto alle mie: sono gelide… gelide come blocchi di ghiaccio… gelide come la morte.

    Non ricordo chi sia, né da dove venga, so solo che voleva me, desiderava il mio corpo e l’avrebbe ottenuto se non glielo avessi impedito… ed ora è qui, riverso sul mio letto ed io non ho il coraggio di voltarmi.

    Fuori nevica e già si formano piccole stalattiti di ghiaccio intorno alla finestra. Ieri no, ieri era San Valentino e non nevicava, anzi sembrava quasi primavera, ma ha davvero importanza?

    Ieri ero felice, oggi ho ucciso un uomo e non ne ricordo nemmeno il nome.

    Probabilmente mi conosceva, perché, mentre lo colpivo, continuava a ripetere il mio nome e mi urlava: “Perché? Perché mi stai facendo questo? Io ti amo!”

    E poi le sue foto… sono ovunque in questa stanza, come se fosse casa sua, e molte sono fotomontaggi perché ci ritraggono insieme.

    Fa freddo qui dentro…

    Dio, se solo avessi la forza di alzarmi per chiudere la finestra!

    Le sue gambe sono ormai due tronchi di ghiaccio e il loro gelo mi sta opprimendo.

    Vorrei dormire, abbandonarmi ad un sonno senza sogni, annullarmi completamente per non vedere più le mie mani macchiate dal suo sangue, per non sentire più questo odore acre che mi sta facendo impazzire, e poi magari svegliarmi e capire che lo sto solo immaginando.

    Non posso addormentarmi proprio adesso, devo mettere in ordine le idee e ricordarmi tutto. A momenti potrebbe arrivare qualcuno e dovrei parlare, spiegare cosa è accaduto…Ma cosa è accaduto veramente? E perché non ricordo nemmeno il mio nome?

    La neve entra nella stanza.

    Fa sempre più freddo qui dentro…