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Autore

Massimiliano Sannino

in archivio dal 08 apr 2014

15 maggio 1981, Torre Del Greco NA) - Italia

mi descrivo così:
La testardagine fa parte del mio carattere, ma anche la comprensione e la disponibilità...

18 aprile 2014 alle ore 3:42

Suor Teresa

Intro: La storia di Teresa non è molto diversa da quella di San Francesco. Anche lei decide di lasciare la ricchezza, il suo lavoro e le comodità della vita, per aiutare coloro che sono meno fortunati; anche se questa decisione arriva al termine di un episodio molto doloroso.

Il racconto

“ Forza ragazzi, andiamo”. Era la frase che Teresa ripeteva alla sua comitiva quando veniva organizzato un evento che accomunava tutti. Teresa era l’anima del suo gruppo di amici, sempre disponibile con tutti nei momenti di necessità.  Era descritta da coloro che la conoscevano come una persona dolcissima e sempre con il sorriso stampato sulle labbra. Teresa apparteneva ad una famiglia napoletana benestante; suo padre era titolare di un’azienda alimentare che da molti anni contribuiva a sfamare l’intero nucleo familiare. Teresa lavorava al suo interno e, a detta del genitore, svolgeva la sua attività con estrema professionalità e dedizione.
La giovane aveva trovato anche il tempo per innamorarsi. Era fidanzata con Fabio: un giovane, anche lui di buona famiglia, che non le faceva mai mancare le sue piccole attenzioni quotidiane. Quasi ogni mattina Teresa riceveva da parte di Fabio mazzi di fiori e regalini di ogni genere: piccole dimostrazioni d’amore che per lei significavano molto.
Anche il volontariato faceva parte della vita della ragazza. Quando il suo lavoro glielo permetteva, prestava servizio presso alcune organizzazioni umanitarie grazie alle quali aiutava le persone bisognose.
Tutto sembrava girare per il verso giusto per la giovane Teresa e glielo si leggeva nel profondo dei suoi occhi azzurri come il mare che trasmettevano tutta la sua felicità.
Nonostante la sua giovane età, le prime delusioni per la ragazza non tardarono ad arrivare. Fabio, il ragazzo che amava tanto e in cui aveva riposto molte delle sue aspettative  perse improvvisamente la vita in un brutto incidente stradale.
Questo evento portò un’enorme tristezza nel cuore di Teresa, aveva perso da un giorno all’altro la persona che amava e con cui aveva deciso di costruirsi una famiglia tutta sua. Ben presto la personalità della ragazza mutò in maniera repentina; l’incidente del suo fidanzato modificò notevolmente il suo modo di essere. Trascorreva ore intere fuori di casa spesso tralasciando anche il suo lavoro nell’azienda di famiglia. Quasi ogni giorno usciva a tarda sera per poi rincasare a notte inoltrata provocando l’ira dei genitori. “Teresa” le dicevano “E’ mai possibile che tu sia cambiata di punto in bianco"? "Dov’è nostra figlia, la ragazza dolce e disponibile di un tempo e sempre dedita al lavoro e al volontariato”? Era un ritornello che si ripeteva spesso e puntualmente Teresa rispondeva fra le lacrime: ” Basta, della mia vita ne faccio ciò che voglio”.
Ormai Teresa era una persona diversa, quel brutto evento l’aveva portata ad una vera e propria morte interiore e, al suo posto, aveva fatto nascere una ragazza ribelle e a volte anche molto superficiale.
I suoi genitori, che nonostante tutto continuavano ad amarla di un sentimento incondizionato, facevano anche l’impossibile per riportarla sulla retta via.  Avevano consultato i migliori psicoterapeuti ma nessuno era riuscito a curare il malessere che Teresa si portava dentro dal giorno di quel maledetto incidente.
Sembrava ormai che quel brutto male interiore si fosse divorato la giovane vita di questa ragazza, ogni giorno era sempre più scostante, era diventato quasi impossibile parlarle e farla ragionare, come se vivesse in un mondo parallelo tutto suo.
Anche ai suoi amici mancava Teresa, quella di un tempo e nemmeno loro riuscivano a riportarla in sé.
Un giorno, l’organizzazione per la quale faceva volontariato, le propose un viaggio di beneficenza in Africa per offrire aiuto alle popolazioni in difficoltà del luogo.
A questa richiesta la giovane, seppur ancora scossa dalla terribile perdita, accettò e dopo pochi giorni volò in Congo.
Giunta sul posto, Teresa dovette scontrarsi con una realtà molto diversa dalla sua. Era abituata alla ricchezza, al suo lavoro e, nonostante la grande esperienza maturata nel volontariato, mai avrebbe immaginato che potessero esistere persone con quegli enormi problemi. Ogni giorno i suoi occhi erano costretti a vedere famiglie che per procurarsi da vivere erano costrette ad ammazzare animali o andarsi a procurare l’acqua al pozzo più vicino. C’erano addirittura bambini, anche molto piccoli, che presentavano sui loro corpicini segni evidenti di malnutrizione.
Lo spettacolo che si presentava agli occhi di Teresa era dei più allucinati; ogni sera si addormentava pensando a ciò che aveva visto durante il giorno e ciò le provocava un’enorme tristezza nel cuore. Capì ben presto che voleva fare qualcosa per aiutare quelle persone e questa convinzione maturò ancora di più in lei quando conobbe suor Angela: una suora missionaria che da anni viveva in Africa. Spesso Suor Angela raccontava a Teresa delle sue esperienze e la ragazza era molto interessata ai racconti della religiosa.  I giorni passavano e Teresa si legava sempre di più a Suor Angela e ai bimbi che aiutava tanto che stava valutando un’importante idea per il suo futuro. Durante quel soggiorno in Africa le venne in sogno un angelo che le disse che il suo destino era di aiutare quella gente e che il Signore voleva che lei entrasse nell’ordine di Suor Angela per affiancarla in questa bellissima missione.
Al ritorno dal viaggio comunicò la notizia ai suoi genitori che la accolsero con un sentimento misto tra felicità e perplessità. Non riuscivano a immaginare la loro figliola con l’abito da suora.
“Sei sicura cara che questa è la tua strada”? Le chiesero i genitori “tu hai un lavoro importante nella nostra azienda, sei sicura di volerlo lasciare”?  “ Si certo” rispose Teresa con voce tremante: “questa è la strada che il Signore ha scelto per me e devo seguirla. Quelle persone hanno bisogno del mio aiuto ed io so che posso fare qualcosa per loro.” Le parole della ragazza provocarono un sussulto al cuore di entrambi i genitori che le dissero: “Figliola cara, se questo è il tuo desiderio noi, ti appoggeremo come abbiamo sempre fatto e che Dio ti benedica.”
Qualche giorno dopo Teresa rincontrò Suor Angela che nel frattempo era tornata in Italia, per un breve periodo e insieme si recarono in convento, dove Teresa venne presentata alla madre superiora e alla sua maestra di noviziato. In convento quasi tutto il giorno era dedicato alla preghiera e alla meditazione e la ragazza sembrava essersi ben adattata a quel tipo di vita, del resto si trattava di ciò che ultimamente aveva tanto desiderato. Anche la Madre Superiora era molto contenta della nuova arrivata; lei e Teresa avevano avuto modo di parlare molto e di conoscersi e anche qui la giovane era apprezzata per la sua dolcezza e la sua semplicità. Sarebbe diventata certamente un’ottima suora. Gli anni del noviziato passarono in un batter d’occhio e arrivò il tanto atteso giorno dei voti. La cerimonia si svolse all’interno del duomo di Napoli alla presenza del vescovo e delle più alte cariche della Chiesa. Teresa era emozionatissima, proprio come una sposina nel giorno delle nozze e lei infatti stava per sposare il Signore.  A quell’evento accorsero tutti i parenti e gli amici più cari di Teresa per ammirare la novella sposa di Cristo. La cerimonia si concluse con un lunghissimo applauso e quella ragazza, che era stata a un passo dal baratro, era finalmente diventata Suor Teresa. Da religiosa Teresa si recò in moltissime altre occasioni in Africa ma, a differenza della prima volta, aveva una maggiore consapevolezza di poter aiutare tutte quelle persone grazie anche al suo cuore  sempre colmo d’amore verso il prossimo.

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