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Autore

Massimo Dagrada

in archivio dal 05 dic 2012

26 luglio 1957, Santa Cristina e Bissone (PV)

mi descrivo così:
Tristallegro a minuti alterni, insonne perenne, grafomane notturno, pensatore diurno. Sognatore sempre.

17 aprile 2013 alle ore 1:32

Blood, sorrow and tears

Si son presi da me
sangue, dolore e lacrime,
Così, senza pensare.
Così, senza rimorso.
Come se fossi niente.
Un niente da schernire,
da prendere e buttare,
come una cosa rotta
dopo finito il gioco.

Sangue non più ho da dare.
Per angustianti pene
ne potrei fare dono.
Potrei farlo a difesa
del debole, incolpevole,
sconfitto, calpestato,
afflitto o depredato,
per donne sopraffatte,
o per bambini offesi

Aridi sono gli occhi.
Secche dune biancastre
Han pianto Dei crollati,
ideali abbandonati,
assurde morti han visto,
grandi amori dispersi,
anime solitarie,
madri piangenti figli,
bimbi imploranti aiuto.

Dolore, è custodito,
con cura e con affetto.
Lo tengo dentro al cuore,
nell’anima, la mente,
e nella carne inflitto
a mia memoria rendere
Non voglio condividerlo.
Non voglio regalarlo.
Rimanga mio soltanto.

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