username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Massimo Di Rienzo

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Massimo Di Rienzo

  • 20 novembre 2007
    Desiderio o difesa

    Desiderio o difesa…
    Non sapere bene,
    se dichiarar la resa
    delle labbra,
    prosciugate
    dopo un lungo
    ed estenuante assedio
    o
    comprimere le vene,
    combattere con lacrime di sale
    questa febbre,
    come d'estate,
    quando un temporale
    è l'unico rimedio.

  • 12 novembre 2007
    Hemingway

    Svegliato dall'odore del pesce
    del mercato sotto casa.
    Tonni, merluzzi e grida,
    vecchie signore che annusano
    la mercanzia…

    Io le osservo e penso
    alla notte insieme a lei…
    Lasciare intere parti
    del suo corpo inesplorate
    e andare via…

    Come… Hemingway.
    Di notte, dopo la scrittura,
    lasciava che un'idea
    girasse ancora in testa
    e sulla scrivania…

    Suppongo lo facesse
    per la mia stessa,
    stupida ossessione.
    Sapere sempre, il giorno dopo,
    come riprendere la via…

  • 12 novembre 2007
    Sparatemi sulla luna

    Disse la morte:
    - Ho considerato praticabile l’ipotesi
    di farmi sparare sulla luna.
    Una specie di ultimo desiderio.
    Oppure una compensazione
    per il fatto che l’Umanità
    spara ancora sull’Umanità
    … inerme… -


    … morte…
    Sono croccanti i tuoi pensieri.
    Sopportare anni di praticantato
    tra vite complicate
    ti ha reso complessa.
    Io ti ho stupito,
    con insulse associazioni.
    Ma stai cambiando in fretta.
    Ti adatti al resto della ciurma.
    E non c’è parte di me
    che non cambia insieme a te.

  • 12 novembre 2007
    MIsurazioni

    La distanza tra il ginocchio e la caviglia,
    piglia un paio di palmi e butta l'occhio
    sul polpaccio largo, che poi diventa stretto.
    Alla base c'è un groviglio di peli.

    Mi si inumidisce di sudore,
    se si muore di caldo o quando flescio
    in mezzo al casino e mi agito.

    (Esagero?)

    Il mio pugno, delle dimensioni di un panino,
    fino come la caviglia, è in condizioni
    pessime, visti i segni che ci lascio
    con i denti e per la pelle scorticata.

    Non riesco quasi a stringerlo
    A saperlo, non passavo gli ultimi sei mesi
    A smozzicare unghie.

    (Esagero?) - Forse esagero -

    La distanza tra i capezzoli mi informa
    Della forma delle spalle… strette.
    Poco più di un palmo e mezzo
    Con al centro un buco magico.

    Dove cadono la rabbia e la paura.
    Rimbalzano così, nelle budella,
    da quando sono nato.

    (Esagero?) – Ora esagero –

    Ma se mi vuoi veramente…
    Ama il mio ginocchio,
    le mie spalle strette,
    il pugno fino e la caviglia.
    Ama ogni centimetro
    di questo corpo confliggente.

    Diga di fiume.
    Buconero di stelle.
    Satana di Dio.

  • 12 novembre 2007
    Kavafis vs Freddy Mercury

    Fatto ancora quel sogno,
    quello strano sogno che mi sveglia ogni mattina
    e mi lascia senza fiato
    con l'amaro in bocca
    - Non dovrei leggere
    Fino a tardi, lo so -

    Kavafis, il poeta 
    di Alessandria d'Egitto, dove si parla il greco
    inseguito per vie polverose
    da un Freddy Mercury sporco ed ubriaco
    che l'ha fatto suo
    sui gradini del famoso Faro…

    Così, mentre Freddy il focoso
    lo spingeva dolorosamente dentro,
    Kavafis teneramente piangeva,
    declamando i suoi bei versi.
    Ma Freddy andava avanti,
    noncurante.

    Non è proprio questo, forse,
    il destino del poeta?
    Che mentre il mondo glielo mette
    dolorosamente in culo,
    lui gli rivela la verità?
    Ma il mondo è noncurante.

    Distratto, disattento,
    diversamente affaccendato.
    Non cercherò un ruolo nuovo
    per il poeta. No.
    Mi batterò per trovargli
    una nuova posizione.

    Magari… caro il mio poeta,
    guardando il mondo dritto,
    negli occhi,
    gli puoi dire quanto puzza,
    quanto lo odi.
    Sarà costretto ad ascoltarti.

    Chissà. Ad una donna
    queste cose,
    non le avrei mai raccontate.
    Se non c'è la confidenza.
    O forse queste cose
    le riveli solo davanti al Creatore,

    che rischi di essere frainteso.
    Ma chissenefrega
    della poesia, del mondo,
    di tutti i Freddy Mercury
    che stanno in giro, se stanotte
    non c'è sonno per me.

  • 12 novembre 2007
    Le tue scarpe rosse

    Le tue scarpe rosse, i pois bianchi.
    Le tue mosse da regina sui tuoi fianchi
    stretti, come un acronimo.

    Non ho mai imparato l'arte
    di starmene a distanza, come Marte
    con la Terra, o come il dòmino,

    che se cade uno gli va appresso l'altro.
    O sono Orlando, Rosalinda, o sono il matto scaltro,
    che brucia dentro a un sordido pseudonimo.

    Dal giorno in cui la febbre ed il delirio
    aprirono il mio cuore a quel martirio,
    di cui "passione" è debole sinonimo,

    come un derviscio giro su me stesso
    e mi lascio trasportare nell'abisso
    di chi non ebbe mai d'amor battesimo.

  • 08 novembre 2007
    Forme di governo

    Amo le tue forme di governo.
    Vorrei svegliarmi accanto a te
    Accarezzare la tua democrazia

     

    Osservare immobile
    Una federazione di capelli
    Costituirsi sul cuscino

     

    Ascoltare l'aristocratico
    Battito del tuo cuore
    Gonfiarti il petto

     

    Mentre una rivoluzione
    Dolce e sanguinaria
    Gonfia la mia spada

     

    Sperare ancora
    Di contare col mio voto
    E addormentarmi di nuovo

     

    Sognando di restare
    Per sempre incatenato
    Alla tua folle tirannia