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Autore

Matthew Gregory Lewis

in archivio dal 02 mag 2011

09 luglio 1775, Londra - Inghilterra

14 maggio 1818, Oceano Atlantico

segni particolari:
Sono morto di febbre gialla durante un viaggio di ritorno dalla Giamaica. Il mio corpo fu gettato in mare perché la terra ferma era ancora lontana.

mi descrivo così:
Noto per il romanzo gotico "Il monaco". Dovetti modificarlo in alcuni passaggi e ristamparlo, perché la prima pubblicazione fu ritirata a causa di alcuni contenuti ritenuti scabrosi.

02 maggio 2011 alle ore 10:27

Il monaco

di Matthew Gregory Lewis

editore: Bompiani

pagine: 324

prezzo: 7,23 €

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Insieme al "Castello di Otranto" di Horace Walpole, "Vathek" di William Beckford e "I Misteri di Udolfo" di Ann Radcliffe, è uno dei romanzi gotici inglesi più famosi del XVIII secolo, a tal punto che Antonin Artaud negli anni '30 del XX secolo (già conosciuto per avere alle spalle una ricca esperienza di uomo di teatro, cinema e letteratura) decise di farne una copia francese.
Il romanzo racconta la storia di Ambrosio, un severo monaco spagnolo, ammirato in tutta Madrid per i suoi sermoni. Un giorno scopre che il suo ammiratore più fedele all'interno dell'abbazia che lo ospita, è in realtà una donna (Matilda) che lo seduce e lo coinvolge in un gioco perverso di peccato e lussuria. Per appagare i suoi desideri carnali, infatti, Ambrosio non si ferma alla passione per Matilda ma s'innamora di un'altra giovane (Antonia) e per sedurla, ricorre alla stregoneria.
La trama va avanti su questa scia, facendosi sempre più cupa e prendono, così, forma gli incubi gotici del nostro Io: mostri, ossari, labiritni, teatrini di tortura e, soprattutto, l'eros visto come rifiuto (perché in teoria, non dovrebbe appartenere alla cultura ecclesiastica), diventa una minaccia e si trasforma in atroce violenza. E' proprio qui che Lewis centra la sua trama: la bestia che fa parte dell'essere umano, non può essere uccisa e prende la sua forza interna proprio dalla pressione esterna che l'ipocrisia cerca di sottomettere.

recensione di Francesca Arangio

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