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Racconti di Mattia Airoldi

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  • 05 settembre 2006
    Cohen, demone precario

    Come comincia:

    La città è ormai completamente assorbita dal male.

     

    Non c’è più lavoro per gente come Noi.

     

    Io sono Cohen, un giovane demone del mondo di Lucifero.

     

    Giovane per i nostri standard ovviamente: 213 anni compiuti il 30 ottobre scorso.

     

    Sino a poco tempo fa,si può ben dire che fossi pure una piccola stella del male in ascesa.

     

    Possedevo abilmente la povera gente,contadini più che altro, ma anche qualche uomo di cultura, facendo mobilitare più di un esorcista; eccellevo non poco nel procurar il dolore altrui e avevo anche una particolare indole letteraria nella composizione di Inni blasfemi a suon di bestemmie in rima baciata.

     

    Tuttavia le cose ora sono notevolmente cambiate; Satana in persona mi ha convocato chiedendomi spiegazioni.

     

    Il fatto è questo: c’era, in una cittadina poco distante dalla nostra capitale, una famiglia apparentemente molto pia e devota e il mio compito era quello di tentare la figlia diciassettenne alle brame della lussuria e della carne.

     

    Quella fanciulla invece, oltre ad essere di per sé una bramosa, già lungamente votata a piaceri erotici di ogni tipo, mi recò oltre al danno ,di non poterle cioè fare più nulla per istigarla al male, anche la beffa, in quanto convocò il Maligno mio superiore che riferì direttamente a Satana che ero un buono a nulla!

     

    Robe da pazzi!

     

    Come se fossi un idraulico e mi chiedessero di fermare una perdita inesistente.

     

    Ed eccomi qua, ora, pronto a subirmi terzo, quarto e quinto grado dal Signore degli Inferi.

     

    Sicuramente mi toglierà quel po’ di prestigio che mi ero abilmente accumulato presso i migliori club infernali: niente più Martini nei peggiori locali del Tartaro, niente più finesettimana a scialare nel basso e caldissimo Inferno e soprattutto, cosa ben più grave, se ne andava l’idea ormai lontana, di poter essere redarguito col Forcone Verminaceo, da sempre simbolo di Abominio Supremo nel Regno.

     

    “Povero Coehen”, mi dicevano gli altri miei colleghi, quei bastardi, che intanto sghignazzavano e bestemmiavano e latravano come cagne rabbiose compiaciuti della beffa; tra loro qualcuno avrebbe

     

    certamente preso il mio posto.

     

    Questa è la realtà: oggi anche i Demoni sono precari.