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in archivio dal 27 ott 2009

Maurizio Cortese

12 marzo 1956, Verona
Mi descrivo così: Sono un uomo colpito dalla bellezza che lo sguardo coglie e la parola veicola, ma sono anche convinto che tale bellezza è un dono offerto e talvolta immeritato.

elementi per pagina
  • 25 luglio 2012 alle ore 0:16
    Ode ai giorni normali

    Chi si ricorda dei giorni
    che non dicono niente?
    Chi si ricorda degli uomini
    che riempiono i giorni
    che non dicono niente?
    Il 1 gennaio apre la fila
    di quelli importanti,
    il 31 dicembre chiude la serie
    degli insignificanti.
    Ma senza un 14 agosto
    non ci sarebbe Ferragosto,
    come una perla precede
    l’altra in una collana.
    È giusto celebrare
    le date che han valore,
    le feste comandate e
    le patrie ricorrenze,
    ma il grosso di una vita
    scorre su carrozze di seconda
    che fermano a stazioni di paese.
    Per conto mio,
    basta il cantuccio serale
    di un giorno qualunque
    a farmi gustare
    la grazia di esser vivo,
    quando i pensieri vanno
    a riposare non so dove
    mentre guardo il mio gatto
    accomodarsi a confinare
    la testa con la coda.

     
  • 25 luglio 2012 alle ore 0:15
    La tua risata

    Mi ha toccato
    ciò che è successo
    in quella giornata:
    le mille espressioni
    di cui va vestita
    la vera allegria 
    non ritrovavo
    nella tua risata,
    troppo esagerata,
    molto forzata,
    un po’ malata.

    Ho ripensato
    a quella tua risata:
    forse era un segno
    che ti volevi amata.

     
  • 25 luglio 2012 alle ore 0:13
    Sofferenze

    Le nostre pene sono
    come un castello
    inespugnabile
    da cui teniamo lontani
    gli altri.

    Ogni giorno scendiamo
    di lassù
    come aquile
    a ghermire un nuovo
    dolore
    che prolunga
    la tela esistenziale.

    Al nostro fianco,
    silenzioso,
    siede un angelo
    in ascolto:
    conosce tutto
    prima ancora
    che parliamo.

     
  • 25 luglio 2012 alle ore 0:12
    Amore mai provato

    Quarant’anni già vissuti
    nel corpo ancor piacevole,
    sguardo interpellante 
    in cerca di occhi che
    infine incrocino i tuoi,
    mani immacolate che
    chiedono carezze da donare,
    bocca disegnata che
    di un’altra attende il suggello.
    Hai vissuto troppi giorni
    in cui il sole sorgeva
    su desideri mai tramontati;
    hai visto solo in versi,
    eccessivi e melensi,
    i fremiti di un amore
    mai provato.
    Non so affrontar la pena
    di chi non sa l’amore;
    serbandola nell’animo,
    passo il testimone a chi,
    leggendo in un minimo
    vibrare dei tuoi occhi,
    domani forse busserà
    alla porta del tuo cuore.

     
  • 23 aprile 2011 alle ore 0:37
    La possibilità

    Quand’anche un evento
    si presentasse
    ai miei occhi
    come l’ultimo,
    mi nascerebbe sempre
    la speranza
    di un’altra alba.

    Ma se l’anima mia
    perdesse le ali
    della possibilità,
    sul tramonto
    di quel giorno
    scorgerei la parola
    fine.

     
  • 27 gennaio 2010
    Dove gli angeli

    Da un po’ di tempo
    vado accorto
    per il mondo:
    avvicino uomini bifronte,
    ascolto doppiezza di parole,
    ricevo segnali equivocabili.

     

    Ma proseguo tenace
    il mio percorso
    nella vita,
    chiedendo che
    il mio piede
    non si posi
    là dove esitano
    anche gli angeli.

     
  • 27 gennaio 2010
    Inseparazione

    Non ci potranno
    essere confini
    alle nostre anime,
    tanto esse
    annullano,
    nel tempo
    di uno sguardo,
    di un abbraccio,
    di una parola,
    la distanza che
    le separa.

     
  • 27 gennaio 2010
    Le onde del dolore

    Impreviste e gelide
    giungeranno a frangere
    gli scogli del tuo cuore
    le onde fatali del dolore.

     

    Quel giorno improrogabile
    non ti colga impreparato
    a fronteggiare una burrasca
    che sembra annichilirti.

     

    Un pezzo dopo l’altro
    verrà eroso dai marosi,
    ma il cuore sarà roccioso
    ad implorare ancora vita.

     

    Poi le onde torneranno
    là dove son venute,
    si placherà pian piano
    lo strazio del soffrire,
    dentro una lacrima
    dal cielo
    che si unirà alle tue.

     
  • 27 gennaio 2010
    Estensione

    Srotolarsi
    di speranza
    per estendersi
    d’infinito.

     
  • 27 gennaio 2010
    Occhiali speciali

    Oggi voglio inforcare
    occhiali speciali
    per vedere
    cosa produce la mente,
    cosa batte nel cuore,
    cosa nasconde il sospiro:
    niente di ciò
    che è umano
    mi sarà estraneo
    e imparerò l’amore.

     
  • 09 dicembre 2009
    Le lacrime

    Gocce salate
    nate per emozione,
    morte per niente.

     
  • 09 dicembre 2009
    Commiato

    "A Dio":
    bastò il tempo
    di due sillabe
    per augurarci
    l’aldilà

     
  • 09 dicembre 2009
    Le caldarroste

    Gusci bruniti
    che nascondono cuori
    messi a fuoco.

     
  • 09 dicembre 2009
    Rughe

    Perché togliere le rughe?
    Sono il segno indelicato
    che avanza ormai l’età,
    intarsio sulla pelle,
    ragnatele del tempo
    che cattura inesorabile
    sospiri e risate,
    dolori e speranze,
    cesellandole in superficie,
    forgiandole in profondità,
    perché disegnino
    l’immagine del cuore.

     
  • 09 dicembre 2009
    Questa vita

    Profumi di altre terre,
    acque di altri mari,
    case di altre città,
    chiese di altri dei,
    corpi di altri noi:
    le stagioni
    che trascorrono
    non bastano
    a rappresentare
    un’altra vita.

     

    Il tarlo del diverso
    scava nei nostri cuori
    gallerie di sogni;
    dall’altra parte,
    immancabilmente,
    compare ancora
    questa vita:
    una, vera e buona.

     
  • 09 dicembre 2009
    Opposto ungarettiano

    M’oscuro
    Di limitatezza.

     

     
  • 09 dicembre 2009
    Déjà vu

    Immagini già
    viste evocate per
    ripetizione.

     
  • 09 dicembre 2009
    Attesa

    Lungo non è
    questo sfibrante
    autunno,
    ma di un altro inverno
    lunga è l’attesa,
    nella quale
    si distende
    l’anima mia.

     
  • 09 dicembre 2009
    Circonferenze

    Nell’abbraccio dei corpi
    si abbandonano
    tracciando
    circonferenze d’amore
    con le loro anime.

     
  • 09 dicembre 2009
    Acquerugiola

    Spilli di pioggia
    sopra visi sorpresi
    da grigie nubi.

     
  • 09 dicembre 2009
    Il cuore

    Unica sede
    che serra esigenze
    elementari.

     
  • 09 dicembre 2009
    La pazienza del vento

    Qualche volta mi scopro
    a immaginare
    quanto veloce
    avanzerebbe il vento
    se il mondo fosse
    un’immensa pianura.

     

    Non conoscerebbe ostacoli,
    arriverebbe là dov’è partito,
    s’acquieterebbe di spossatezza.

     

    Invece con infinita pazienza
    si piega a sfiorare ogni cosa:
    s’eleva, s’abbassa, si gira
    fiero della sua missione.

     

    Come indomita carezza,
    come pungente brivido,
    infallibile c’invita
    a preferire la vita.

     
  • 09 dicembre 2009
    Perfezione

    Talora invoco l’immagine
    ideale di me,
    mi trastullo a sognare
    l’io che potrei
    se non fossi così.

     

    Abito dimore esemplari
    dove ogni cosa
    è al suo posto
    e non alligna l’errore.

     

    Ascendo vette platoniche
    spazzate da venti di perizia
    a cui manca l’aria reale.

     

    Da quelle altezze
    rinvengo lentamente
    la mia miseria,
    celebro stupito
    l’essere consueto,
    perfetto perché esisto,
    perfetto perché sono amato.

     
  • 06 novembre 2009
    Una nuova cura

    Né a lui è dato toccare
    né guardare né udire né parlare:
    uno spazio di silenzio e lontananza
    sembra aprirsi vittorioso.

     

    Ma presenti ad un compito nuovo
    al suo posto ci immergiamo vigilanti
    nella realtà che così non ci separa.

     
  • 06 novembre 2009
    Autunno nel cuore

    La castagna esce dal riccio,
    la melagrana lacera la buccia,
    la noce rompe il mallo:
    i frutti autunnali
    percorrono sentieri di fatica
    per dispensare la propria virtù.


    Anch’io per te
    vado sgrossando
    perle d’amore:
    le puoi scoprire
    varcando la soglia
    del mio apparire.