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Autore

Maurizio Cortese

in archivio dal 27 ott 2009

12 marzo 1956, Verona

mi descrivo così:
Sono un uomo colpito dalla bellezza che lo sguardo coglie e la parola veicola, ma sono anche convinto che tale bellezza è un dono offerto e talvolta immeritato.

27 ottobre 2009

Come ferita che si rimargina

Mentre ignara quel germe di vita
trepidante crescevi nel grembo,
una prova ahimé inaudita
il destino ti ha assegnato:
straziata da disperazione trovare
all’interno di una nascita la morte.


La gente avrà pensato
che forse non si dà
maggior contraddizione;
ma io sono sicuro
che il tuo dolore offerto
comunque ha generato
in te e in chi ti è vicino.


Incancellabile l’immagine
di quegli istanti atipici
trafigge il petto quotidiana,
ma impercettibile alla mente,
come labbri di ferita
che lenta va rimarginando,
prepara il cuore ad affrontare
un dolce compito inatteso:
più amare d’essere insegnante,
scoprendo in volti pur diversi
i lineamenti del tuo bimbo.

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