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Autore

Maurizio Cortese

in archivio dal 27 ott 2009

12 marzo 1956, Verona

mi descrivo così:
Sono un uomo colpito dalla bellezza che lo sguardo coglie e la parola veicola, ma sono anche convinto che tale bellezza è un dono offerto e talvolta immeritato.

02 novembre 2009

La casa vuota

Forse mai tanto vuota
mi è parsa la casa,
da quando quel morbo
le strade ha diviso per giorni.


Ora i giochi son fermi
le pupe giacciono mute;
dov’è quello spirto di gioia
che tu da sola infondevi?


Anche il dì così muto
in notte mi sembra cangiato;
nel buio è gravoso ancor più
auscultare un respiro che manca.


Sarò solo accanto alla porta
ad attendere i piccoli passi,
a tornare a gioir del perdono
che sempre i tuoi ricci mi strappan.

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