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Autore

Maurizio Cortese

in archivio dal 27 ott 2009

12 marzo 1956, Verona

mi descrivo così:
Sono un uomo colpito dalla bellezza che lo sguardo coglie e la parola veicola, ma sono anche convinto che tale bellezza è un dono offerto e talvolta immeritato.

06 novembre 2009

Sera di giugno

Cala le palpebre il giorno
ma tu capricciosa rimandi
l’istante di darti al tuo sonno.
Dopo l’Ave Maria recitata
per fare più pura la notte
"Ancora!" la voce reclama
"Ancora!" imploranti i tuoi occhi.
Sorpreso e invero commosso
da tale innocente richiesta,
rinnovo la prece più amata
da chi si avvicina alla morte.
Il canto di quell’usignolo
l’innalzi al cielo più lieve.

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