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Autore

Melania Gaia Mazzucco

in archivio dal 24 mag 2013

06 ottobre 1966, Roma

segni particolari:
Vincitrice del "Premio Strega" nel 2003 con il romanzo Vita.

mi descrivo così:
Ho vinto diversi premi letterari nel corso della mia carriera da scrittrice. Collaboro con varie testate giornalistiche e i miei romanzi sono tradotti in 23 paesi.

24 maggio 2013 alle ore 9:02

Un giorno perfetto

di Melania Gaia Mazzucco

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

pagine: 409

prezzo: 10,32 €

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Tutto accade in una notte di Maggio, in una Roma spettrale, imprevedibile, silenziosa. Degli spari, la polizia che irrompe nella palazzina, un flashback che racconta le 24 ore precedenti l’accaduto, unendo svariati personaggi diversi da loro, ma che si incontrano per un inesplicabile motivo. Nel libro scontro e incontro di tutto è l’avvicendarsi di due famiglie. Tutto inizia in via Carlo Alberto, dove conosciamo Emma Tempesta, separata dal poliziotto scelto Antonio Bonocore, e i due figli, Valentina ragazza adolescente e Kevin dall’età prematura. Per l’altra famiglia abbiamo: Elio Fioravanti cui Antonio fa da caposcorta, la seconda moglie Maja, il figlio avuto dal primo matrimonio Ari, definito anche Zero per la assenza di personalità, e Camilla. Le vite degli uni si incontrano con le vite degli altri, attraverso processi di conoscenza, di esclusione, di possessione, di vittimismo, di autocommiserazione; attraverso ritratti psicologici conosciamo più profondamente ogni singolo personaggio: Emma che incarna la donna delusa dalla vita, Maja donna delicata che prova un’inspiegabile attrazione per Ari – che rappresenta tutto ciò che il suo mondo non è -, Antonio che si mostra come un cane bastonato, ma in realtà è il carnefice e trama la sua vendetta, Fioravanti che è ormai al capolinea della sua carriera politica, sente sfumare ogni barlume di speranza e crescita sia individuale del proprio aspetto interiore, sia lavorativa.
Tutto è corredato e presentato attraverso gli occhi di una Roma quotidiana, semplice – ma non troppo - , attraverso il disfacimento familiare, attraverso l’ignoranza e la svalutazione del concetto di appartenenza, tutto questo inevitabilmente ricadrà sulla vita dei figli che ne presentano disfunzioni, mancanze, assenze che gridano il desiderio alla vita, il supremo vivere in un giorno qualunque, possibilmente perfetto. Ma si sa il concetto di perfetto è questione solo di simmetrie...

“Uno deve essere disposto a perdere tutto, solo così si vede quanto è profondo l’amore che c’hai per l’Idea. L’hai detto tu, eh? L’Idea viene prima di tutto… se ciò che possiedi possiede te, se hai perso tutto e sei disposto a tutto, sei un barbaro.”

recensione di Gino Centofante

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