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Autore

Menotti Lerro

in archivio dal 15 nov 2006

22 febbraio 1980, Milano - Italia

mi descrivo così:
Nota Biografica: http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2257&biografia=Menotti+Lerro

18 marzo 2015 alle ore 13:17

Aforismi e pensieri

di Menotti Lerro

editore: Zona

pagine: 100

prezzo: 8.50 €

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Giovane l'autore per questi giovani pensieri: cinquecento aforismi numerati che si fanno leggere e rileggere, rintracciando velocemente la similarità di una sensazione, il riconoscimento di un'illuminazione che trova riscontro nel nostro vissuto, che si confronta e si ritrova nelle sue parole.
L'autore esprime stringatamente sentimenti e speranze, paure, anche ricord,i un momento preciso in famiglia (133), la certezza d'essere amato (204, 209), con riconoscimenti improvvisi (160, 291), e percorrendo il cammino che viene svelando davanti ai nostri occhi, lo vediamo rivolgersi con accenti accorati all'inesplicabilità dell'esistenza (202), interrogandosi sulla felicità: (210): "La felicità è l'illusione di essere felici, l'infelicità è la paura di esserlo". 
A me particolarmente graditi sono gli aforismi che si rivolgono o prendono spunto o in esame gli animali: il leone, i lupi e in special modo i gatti: "Stasera io e il mio gatto ci siamo confessati. Io gli ho detto che mi piacerebbe fosse un uomo, così da potergli parlare. Lui ha risposto che gli piacerebbe fossi un topo, così da potermi mangiare".
Patisce, il nostro giovane autore, il mistero dell'esistenza e dei sentimenti, vive il disagio del disamore e dei tradimenti, ma non potrà mai rinnegare il suo anelito di infinito e l'infinita eterna riconoscenza di sapersi degni d'amore.
Fulmineo e brutale l'aforisma 285: "A volte per non arrendersi bisognerebbe arrendersi", riscattato da un dolente invito a considerare anche i silenzi (480).
La poesia è la sua musa, la sua donna, la sua vagheggiata eterea meta: salva dall'ignoranza, è musica, fotografa sentimenti, eppure l'autore la sfida, la maledice. Ma ribadisce con accanimento che è la sua ossessione e conclude con il desiderio di farsi lui stesso poesia.
Eppure, seminato nel libro fra i vari aforismi, l'autore ne ha nascosto uno davvero irriverente, definendo il suo stile letterario (85), ma è al suo animo più profondo che si rivela brevemente, quasi inconsapevolmente, con il tenerissimo appena bisbigliato desiderio di un vero amico (300).
Ma sì, davvero vale la pena di leggere questo breve libro: così veloce, così facile, così maledettamente affascinante al punto da diventare un compagno di cammino.

 

recensione di Niva Ragazzi

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