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Poesie di Michele Prenna

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  • 02 febbraio 2016 alle ore 19:05
    Candelora

    Alla festa della Candelora in febbraio
    s'è appena lasciato gennaio alle spalle
    col sole freddo dei giorni d'inverno
    e pioggia tanta spesso mista a neve.

    Le bancarelle coi dolci hanno messo
    attorno alla chiesina piena di gente
    per le candele benedette del tempo
    perché riporti alla campagna tepore.

    Dalla collina si scorge il lago grigio
    copre il cielo ancora un velo di nubi
    alabastro sottile soffuso di chiaro.

    E zucchero filato chiedono i bimbi
    mentre i grandi si affannano
    ma infine danno ai golosi i soldini.

     

  • 16 novembre 2015 alle ore 13:37
    Per il compleanno dell'amica fiorentina

    Ho cercato la rosa
    a darmi l'ispirazione
    per il progresso d'età
    dell'anno che si aggiunge
    ai tuoi splendidi, amica,
    e non è stato facile
    trovarla graziosa
    da poterla donare:
    calice di felicità
    che ti voglio augurare.

  • 02 ottobre 2015 alle ore 22:57
    L'ariete di Polifemo

    C'era rimasto male l'ariete
    per lo scherzo al Ciclope
    che gli aveva parlato
    mentre nascosto Odisseo
    sotto il vello se ne beffava
    nella fuga verso la salvezza.

    La vicenda molto colpisce
    dei giovani la fertile mente
    tanto di storie assetata
    più belle in veste poetica
    ineguagliata del cieco
    vate ellenico Omero.

    È nascondimento sapiente
    d'intelligenza vincente
    sulla violenza forzuta
    del monocolo dell'isola
    di Poseidone il gran figlio
    dal piccolo uomo battuto.

    E vederlo ancora ci pare
    il masso scagliare in mare
    con la nave squassata
    dalla vana ondata violenta
    con il finale sberleffo:
    "Nessuno t'ha fatto questo!"

  • 29 agosto 2015 alle ore 13:21
    Compleanni

    Feste importanti i compleanni
    coi giorni in fila allungata
    dal primo vagito all'oggi
    che poco o tanto lo distanzia.

    Nei giovani anni si è figli
    d'uscire impazienti da casa
    poi responsabili adulti
    nel tempo compiuto di crescita.

    Trascorrono le stagioni
    nel ciclo perenne in natura
    finché diventiamo maturi.

    Infine ci è compagna vecchiaia
    e ci presenta i suoi conti
    che ci auguriamo da amica.

  • 06 agosto 2015 alle ore 13:11
    Little boy

    Sei stato fortemente voluto
    creato per la distruzione
    micidiale contenitore
    dal nome di ragazzino.

    Ti hanno portato in volo
    in un mattino di sole
    con l'atomica da esplodere
    per il nucleare olocausto.

    Settanta anni fa d'agosto
    su Hiroshima giapponese
    un fungo letale s'è alzato.

    Niente è stato più uguale
    da allora per l' Uomo:
    sa che si può suicidare.

  • 03 agosto 2015 alle ore 14:32
    La ricca pensione

    Te lo ripetono da qualche tempo
    che sei un ricco pensionato
    oltre tre volte il minimo
    e che è da egoismo esagerato
    protestare di sentirti schiacciato
    nel diritto del corrispettivo
    ai tanti anni che hai lavorato
    i contributi sempre pagando
    per i giorni vicini al tramonto.

    Ti rinfacciano di vivere troppo
    nella crisi pesante del lavoro
    che manca o è precario
    e generi invidia al confronto
    ai giovani rubando il compenso
    per il tuo peso sull'erario
    della miseria pensoso
    dei nuovi arrivi da profugo.

    E di convincerti cercano
    come gocce sul sasso
    le prediche dal mediatico pulpito
    di affrettare il trapasso
    le spese sanitarie tagliando
    sprecate per chi è vecchio
    lasciando il mondo al più presto
    contribuendo al risparmio.

     

  • 27 giugno 2015 alle ore 21:37
    Sousse

    Mostrano il volto dell'assassino
    con brevi note biografiche.

    Una faccia comune di ragazzo
    fornito di elevata istruzione.

    Della strage hai visto un filmato
    con spari, grida e vittime.

    Com'è successo t'informano
    il mitra nell'ombrellone
    e l'incredibile attacco
    a turisti d'esotico mare.

    Il terrorista è annientato
    giace al suolo il cadavere
    con distesa accanto l'arma.

    E' la notizia del giorno
    su cui il mondo s'interroga
    incerto in tanta paura.

     

  • 08 giugno 2015 alle ore 22:27
    Similitudine

    Non è contento il muro
    crepato dal tempo
    da scritte insultato
    a cadere prossimo.

    Si credeva eterno
    con dentro un mondo
    dai nemici protetto
    facendogli scudo.

    Non diverso l'uomo
    d'opere superbo
    a lungo applaudito.

    Proverà un giorno
    dai verdi anni lasciato
    che sbagliava pensiero.

     

  • 22 maggio 2015 alle ore 7:53
    Una domanda

    Che ne sapete voi
    al privilegio nati
    che pontificate
    gente che mai ha sofferto
    della condizione degli emarginati
    di quelli che vengono evitati
    messi all'indice dai pregiudizi
    visti come la peste sociale?

    Voi legiferate
    per un ordine che non disturbi
    che ostacoli ricambi dal basso
    avete il potere delle parole
    che condannano e assolvono
    ma dimenticate
    che potrà accadere
    anche a voi di cadere.
     

  • 12 maggio 2015 alle ore 11:45
    Bussa

    Bussa all'uscio del cuore
    incerto del suo rispondere
    con tocco leggero l'amore
    che il desiderio sospinge.

    Ma chiusa resta la porta
    da cassaforte blindata
    che la ruggine ha presa
    tanto da renderla sorda.

    Che fai Amorino, desisti?
    Arretri con passi tristi
    credendo vano il bussare?

    Deh, come timido sei!
    Insisti e spessi fai i picchi!
    Vedrai che infine a te s'apre.

  • 09 maggio 2015 alle ore 8:12
    La felicità

    Il problema della felicità
    somiglia a quello d'amore
    tenuto da tutti gran bene
    che difficilmente perdura.

    E' desiderio fra i primi
    avere di gioia un tesoro
    a far risplendere i giorni
    il tempo cupo vincendo.

    Vigili stiamo col cuore
    per lì tenerla con cura
    gradita come bel fiore.

    E se per caso è fuggita
    ricominciamo a chiamare
    perché ci torni a abitare.

  • 07 maggio 2015 alle ore 8:48
    Serenata

    E' volo buono
    quello di poesia
    con le parole scelte
    in dolce canto
    che d'usignolo sa
    quando in amore
    leva alla luna
    melodiosi accenti
    perché il brillare
    suo tocchi l'amante
    e poi discreto
    non palesi i baci.

  • 05 maggio 2015 alle ore 20:16
    Memento

    Sei stato bisognoso di tutto
    com'è naturale a chi nasce
    ma hai dimenticato l'inizio
    superbo del tuo progredire.

    Credi di conoscere tanto
    e apprendere t'affatica
    dal piacere più attratto
    ignaro di sciuparti la vita.

    Disprezzi chi non ce la fa
    né sulle cause t'interroghi
    spingendolo nella fanghiglia.

    In caso strano non rientri
    perché alla tua figura
    un demone mise le vesti.

  • 02 maggio 2015 alle ore 20:30
    La tristezza

    Guardo al vecchio pesco contorto
    secchi tanti suoi rami
    il verde curvato da un frutto.

    Tocco la pelle che arrossa
    con la peluria e i rigonfi
    duri che acerba la dicono.

    Penso alla pianta com'era
    nel primaverile fiorirsi
    nel caricarsi di frutto.

    E la tristezza m'arriva
    come se lì dentro fossi
    in fantasia fatto tronco.

    Poi risalgo alla gioia
    delle stagioni dei fiori
    dei frutti del tempo bello.

    E ammiro quanto si sforza
    fino agli ultimi giorni
    a maturarmi il buon dono.

  • 30 aprile 2015 alle ore 20:22
    Pensaci!

    Guadagnano in tanti
    se vai in depressione
    dagli strizzacervelli
    agli addetti alle medicine.

    Ti incoraggiano in tanti
    in questa occasione
    contando che ci resti
    per terapie costose.

    Allora su, pensaci,
    lascia l'ira montare
    e ritorna fra i sani!

  • 20 aprile 2015 alle ore 13:47
    L'amaro verde

    Se il rosso colora la passione
    brilla dal chiarore il bianco
    opposto al nero buio mortale.

    La gelosia abita il giallo
    viola s'addice al crudo dolore
    mentre la gioia sta nell'azzurro.

    Ogni colore richiama all'istante
    buono o cattivo un sentimento
    però speranza prende del verde
    e se delusa non cambia veste.

  • 14 aprile 2015 alle ore 14:08
    La ricetta

    Se avessi la ricetta
    che tu mi chiedi
    d'una vita piena
    non la rifiuterei.

    Su me farei la prova
    poi te la donerei
    ma sappi che finora
    ho magri risultati.

    E' buona la poesia
    carezza i sentimenti
    e appaga la mia voglia
    di tirar fuori i belli.

    Le foto insieme ai viaggi
    anche san darmi gioia
    scoprendo aspetti nuovi
    riempiendo la giornata.

    Qualcosa però manca
    anche ai felici istanti
    forse una fede viva
    o un po' di sana noia.

  • 14 aprile 2015 alle ore 13:09
    Le vittime

    Come non notare il numero
    praticamente uguale?

    Vittime della follia suicida
    immolate a un ego
    folle che a morte le porta.

    Vittime di violenza fanatica
    ammazzate per odio
    là dove s'educa alla vita.

    A poca distanza il massacro
    a disperare sospinge
    e inarrestabile pianto.

    nb. a poca distanza di tempo: 149 persone uccise dal pilota suicida nello schianto dell'aereo sulle alpi, 148 giovani studenti "giustiziati" da guerriglieri in kenia.

  • 02 aprile 2015 alle ore 16:42
    La risposta possibile

    Cos'è la carne senza il soffio
    che l'uomo chiama anima?

    Cos'è l'uomo senza il pensiero
    che lo rende vera persona?

    Siamo quelli che cercano
    esseri in viaggio della natura:
    tutti vorremmo capire il traguardo.

     

  • 21 marzo 2015 alle ore 18:32
    L'urlo

    Veniva dalla montagna
    l'urlo interminabile
    della dolente frana
    con le piante trascinate
    nell'abisso dall'onda
    insieme a case e strade.

    Si rifletteva nelle grida
    di pianto straziate disumane
    rimbalzava nella paralisi d'aria
    l'apocalissi del povero paese
    nelle crude immagini di cronaca
    fino al sipario buio della notte.

  • 21 marzo 2015 alle ore 13:02
    Che fare?

    Scrivere poesie
    il foglio davanti
    come al pittore la tela
    le parole prese a colori
    vestite di musica
    e in cornici di fiori
    serene
    com'è impossibile a vita.

  • 04 marzo 2015 alle ore 13:40
    Piccolini

    Seguono la mamma piccolini
    soffici batuffoli sul lago
    i brutti anatroccoli di cigno
    abbracciati dal sole coi riflessi
    stelline che rilevano di chiaro.

    Vigila la madre sulla prole
    nell'uscita meridiana per il cibo
    fra i tuffi a raccogliere le alghe
    soffiando quello che da monello
    si scosta come chi vuol esplorare.

    Il padre penso avrà altro da fare
    come succede alle famiglie umane
    ma certo mai ai figli mancherà
    esempio da imitare dai papà
    a volte nostri di scarsa qualità.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 23:05
    A tempo e luogo

    Certo che ballerei sotto la pioggia
    se abitassi un sabbioso deserto
    arrostito da un caldo tremendo.

    Certo che danzerei per il sole
    se quasi annegassi nell'acqua
    d'un diluvio distruttivo alla terra.

    E potrei continuare gli esempi
    dimostrando che a tempo e luogo
    ogni cosa ha valore di bello.

    Se per caso detesti la scuola
    o il lavoro per le loro regole
    ciò dovresti riconsiderare.

    Vuol la vita i suoi tempi ed i luoghi
    per lo studio e il divertimento
    per ricevere e dare contento.

    E' un elenco qua su minimale
    tante più son le scelte vitali
    vivi bene se giuste le fai.

  • 08 febbraio 2015 alle ore 10:54
    La porta

    Bussano alla porta
    infuriano gelo e tormenta
    fuori del calore di casa
    che il picchiare desidera.

    L'entrata tieni sbarrata
    un tempo subito aperta
    alle novità che accoglieva
    ora respinte dalla paura.

    E' un effetto della violenza
    dell'insicurezza in ascesa
    che per te chiami prudenza.

    Bussano alla porta
    e la mano va alla maniglia
    per garantirsi ch'è chiusa.

  • 12 gennaio 2015 alle ore 23:13
    La febbre

    Quando ti tocca ti tocca
    come diceva il buon Tonio
    dell'immortale romanzo
    con una storia d'amore
    dentro degli anni di peste.

    Oggi è cosa più semplice
    si sa che non c'entran le stelle
    da don Ferrante imprecate
    e ci son farmaci buoni
    dai morbi a guarir quasi tutti.

    Resta la noia della febbre
    l'arsura e il girare di testa
    la lucidità che vien meno
    il fatto di doversi arrendere
    al male e a curare che cessi.