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Autore

Mirco De Pretto

in archivio dal 05 lug 2011

15 febbraio 1956, Thiene (VI) - Italia

12 luglio 2012 alle ore 19:26

L'abbracciatore

Il racconto

Fu una mattina di fronte ad una chiesa...
Con le campane martellanti nei timpani.
... Che incominciarono la sua fortuna ed anche la sua sfortuna.
Potremo dire.
Era in quel luogo per l'ultimo saluto al padre di un grande amico.
Con il quale si erano conosciuti oramai quarant'anni prima.
... Quando avevano quindici sedici primavere.
E mai avrebbe potuto mancare dunque.
Solito capannello di persone con la faccia seria.
Soliti saluti di parecchi conoscenti comuni.
Solito arrivo del carro con bara.
Un minimo per fortuna composto di scene di disperazione.
E via tutti in chiesa per la cerimonia.
E lui ancora al solito ad aspettare di fuori.
Caffettino con alcuni "colleghi".
Cicchetta nervosa e la salma presto riapparve dal portone.
... Sorretta dall'amico e dai suoi fratelli o parenti stretti...
Che dopo averla inserita in macchina si fermano dietro e sono a disposizione per condoglianze ed onorificenze... al morto queste... varie.
Lui allora fece come tanti... arrivò dall'amico e gli strinse la mano guardandolo negli occhi.
E ciò fece sì che un abbraccio forte forte stretto stretto per nulla programmato ed incredibile...
Sorse ad entrambi spontaneo.
E carico carico carico.
Non riusciva più a terminare da solo l'abbraccio.
E l'adrenalina nel frattempo straripava fin quasi ad uscire per dentro i pantaloni.
... Dove questi si appoggiano alle calze.
E l'emozione invitava lacrime a materializzarsi per alleggerire sensazioni pesanti.
E la sensazione di mai immaginato porse così le sue migliori credenziali.
Tanto che gli scapparono perfino un tot di gocce di pipì ed uno sguardo di odio alla persona che li interruppe.
Pazzesco pensò mai provato una cosa simile.
Ma quale primo bacio.
Ma quale prima scopata.
Ma quale diploma o laurea.
Ma quale realizzazione lavorativa.
Ma quale paesaggio.
Ma quale scoperta.
Ma quale vincita alla lotteria.
Ma quale nascita di figlio.
Niente niente niente aveva suscitato altrettanto in lui.
E decise di per cui che l'avrebbe voluta ancora questa sensazione.
E la moglie di suo fratello dopo un mese morì senza una valida motivazione.
E la mamma della sua sposa fu trovata morta in circostanze anomale.
Ed il fratello del suo caro collega cadde nel burrone accidentalmente.
Ed il figlio di un altro amico fu trovato morto di overdose.
Che non aveva giammai nemmeno fumato uno spinello.
E altri casi strani insomma cominciarono ad apparire intorno a lui.
Che nel frattempo oltre a cogliere a dismisura ed avere una dimensione ottimale di quello che poteva donare il mondo...
Si era pure organizzato di conseguenza.
Mettendo ad esempio un pannolone prima di recarsi all'ennesimo funerale.
Alla fine comunque lo beccarono che era rimasta solamente una vecchia bisnonna... tra i parenti prossimi di tutto il suo entourage ed era guardata a vista.
Che oramai qualche sospetto aveva cominciato a serpeggiare.
Il giudice... pur trovando per una volta le motivazioni interessanti... non poté non dargli un ergastolo per ogni omicidio e...
Se non fosse che la gemella del suo compagno di cella... appena sei settimane appresso... si è suicidata stranamente soffocandosi con centotrenta big bable ingerite contemporaneamente...
Tutto sarebbe finito lì.

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