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Autore

Nando Farro

in archivio dal 12 mag 2006

03 agosto 1979, Salerno

mi descrivo così:
Odio descrivermi.

10 agosto 2006

Buio-PuntoLuce-Buio

Intro: Potremmo definirlo un intermezzo letterario questo scritto di Nando Farro. Qualcosa tra una riflessione introspettiva e una veduta a 360° di ciò che ci circonda. Farro chiede qualcosa, pretende qualcosa dal mondo, dal mercato. Indovinalo leggendo, quello che vuole... Se ci riesci.

Il racconto

Buio-buio-buio-puntoluce-buio. Questa si chiama sintesi e serve ad evitare di descrivere i momenti puntuali. Prima di tutto perchè ricordarli con la coscienza del fatto che sono solo delle piccole pozze d'acqua in un terreno perfettamente arido è un pò deprimente. E anche perchè in fondo per chi legge potrebbe trattarsi di sciocchezze, di gesti minimi e banali. E allora va bene così, buio-buio-buio-puntoluce-buio. Estrapolate voi stessi la storia che volete, formulate delle congetture, create i personaggi e fateli interagire. Se vi serve qualche dettaglio in particolare potete anche chiedere ma non è detto che vi risponderò. In ogni caso siamo lontani dalla realtà, sia io che voi. Io. Seduto per terra davanti a un bar con qualcosa di fresco tra le mani. Qualcosa di fresco ma molto alcoolico, che fa sudare da matti. Col battito accellerato per la preoccupazione di non riuscire a pensare-proporre-proporsi-ordinare. Io che recito la mia filastrocca ricolma di citazioni, io che esprimo il mio odio per le citazioni, io che non so davvero cosa voglio e allora mi guardo attorno. E vedo cosa offre il mercato. E il mercato è in ribasso, sarà il caldo, ma il mercato è in ribasso credetemi. E l'unica cosa che voglio giustamente se ne strafrega di immischiarsi col mercato. Mentre io sono quasi diventato un agente di borsa, faccio piani e previsioni e investo e sudo e bestemmio e bevo per dimenticare e mi sciacquo il viso per ricordare. Rispondo anche alle domande e questo magari non è da me. Il punto è che sono inCOLLAto. InCOLLAto mani e piedi. Raccolgo tessere qua e là, ma questo non è un puzzle. Sta venendo fuori un disegno orrendo, privo di gusto e di valore. Uno di quei disegni esteticamente apprezzabili del tipo natura-morta-con-bambino. Ma privi di vita, spenti, smorti, decadenti. Non era questo quello che volevo, lo giuro. Si. Ma. Allora. Cosa. Vuoi.? Oh un'altra tessera. Cosa voglio? Indovina.

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