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Autore

Nelle Harper Lee

in archivio dal 07 apr 2015

28 aprile 1926, Monroeville - Stati Uniti

19 febbraio 2016, Monroeville - Stati Uniti

segni particolari:
Nel 2007 sono stata premiata con la più alta onorificenza civile statunitense, la Medaglia presidenziale della libertà, per il mio primo e più famoso romanzo: "Il buio oltre la siepe".

mi descrivo così:
Scrivere il giusto e scriverlo bene. A me è bastato il mio primo romanzo a rendermi celebre. 

07 aprile 2015 alle ore 14:33

Il buio oltre la siepe

di Nelle Harper Lee

editore: Feltrinelli

pagine: 310

prezzo: 7.23 €

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Il mondo visto da una bambina di dieci anni. Se fosse un mondo normale, “Il buio oltre la siepe” sarebbe un tenero romanzo di formazione, di sbirciate nel mondo dei grandi. Il mondo raccontato da Harper Lee, Premio Pulitzer 1960, è invece il sud dell’Alabama, in cui bianchi e neri stanno imparando a comprendersi e a vivere insieme. Nella cittadina immaginaria di Maycomb, Scout e suo fratello Jem vivono di riflesso un evento importante nella vita del padre, Atticus, avvocato noto e rispettato in paese. Atticus Finch è stato infatti assegnato alla difesa di un uomo di colore. La giuria deve scegliere fra lui, che non ha mai fatto del male a nessuno ma è “negro”, e l’uomo più malfamato del paese, che è bianco. La storia viene raccontata nello spirito innocente e ingenuo della protagonista, la voce narrante, che molte dinamiche non le afferra ma le rende evidenti al lettore anche soltanto descrivendole, e mette in scena questa lotta attualissima e spaventosa fra la comunità e il singolo, la massa e l’individuo; la resistenza e il cambiamento.
L’arringa di Atticus è meravigliosa; il modo in cui la vicenda si snoda sarebbe facilmente indicabile come strategia narrativa “di comodo” ma, forse per questo, è altrettanto verosimile.
Il titolo originale del libro è “To kill a mockingbird”, ossia “Uccidere un merlo”. Il merlo, nel romanzo, è simbolo di innocenza, perché in un passaggio in cui si parla della caccia viene detto che è vietato ucciderlo, perché non fa del male a nessuno. La dicotomia tra innocenza e colpa, bianco e nero, torna continuamente e la metafora viene riproposta, in chiusura, dalla stessa protagonista, nel momento in cui realizza che ha ricevuto molto bene ma non si è mai preoccupata mai di restituirlo.
Dopo questo romanzo l’autrice, grande amica di Truman Capote, ha iniziato molti lavori ma non li ha pubblicati: per la metà di giugno 2015 è stata annunciata la pubblicazione del suo secondo libro, “Go set a watchman”, il seguito di “Il buio oltre la siepe”. 

recensione di Cristina Mosca

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