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Autore

Oriana Fallaci

in archivio dal 22 giu 2006

29 giugno 1929, Firenze

15 settembre 2006, Firenze

segni particolari:
Ho vissuto a New York, nell'Upper East Side di Manhattan. Per molti anni ho lottato contro il cancro, da me definito "L'Alieno".

mi descrivo così:
Giornalista e scrittrice italiana. Con i miei libri e articoli sulle tematiche dell'11 settembre, che hanno suscitato sia interesse che contestazioni nel mondo politico e nell'opinione pubblica, mi colloco ideologicamente in una posizione che io definisco di "difesa della cultura occidentale".

14 settembre 2011 alle ore 12:15

Un cappello pieno di ciliege

di Oriana Fallaci

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

pagine: 859

prezzo: 12,75 €

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Leggere questo libro è una delle esperienze più affascinanti che possa fare chi ha un debole per le saghe familiari. L'autrice ha impiegato dieci anni per scriverne cento della storia dei suoi antenati, sviluppando anche interessanti parallelismi con la vita presente, anche se purtroppo interpretati attraverso lenti ideologiche. Le sue ottocento pagine e più scorrono via senza fatica nelle scorribande dei suoi antenati, a partire dalla indomita Caterina, che segna l'immaginario con in testa quel cappello pieno di ciliegie (nel titolo volle lei stessa che "ciliege" fosse scritto senza i), passando per Francesco, la cui vita è stravolta dai pirati algerini, fino alla leggiadra Anastasìa, che salpa per l'America lasciando in Italia una figlia illegittima, concepita con un misterioso e nobile "Innominato" di Torino, di cui l'autrice conosce benissimo l'identità. Vicende raccontate con quello che si è potuto ricostruire dopo tre secoli, integrate con la voce del sangue. Laddove il racconto si fa impenetrabile perché vengono a mancare troppi elementi, Oriana si fa aiutare dalla Storia: un escamotage che forse rallenta un po' il libro ma che permette anche di riprendere il fiato.
"Nascere non è forse un eterno ricominciamento e ciascuno di noi il prodotto d’un programma fissato prima che incominciassimo, il figlio d’una miriade di genitori?" (Oriana Fallaci)

recensione di Cristina Mosca

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