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Autore

Paolo Goglio

in archivio dal 03 ago 2011

29 agosto 1960, Milano - Italia

14 settembre 2011 alle ore 11:10

Aria di libertà

Il racconto

Rifletto, ragiono, elaboro, penso, cammino… mi soffermo a guardare le sottili nubi lontane, giungono dall’orizzonte spinte da questo vento tropicale e si scompongono, si ricompongono, vanno e vengono e continuano ad andare, venire, creando dal nulla forme gassose sempre diverse, silouhette curiose, a volte divertenti, alcune sembrano animali, altre sembrano simboli… sì.. certamente lo sono…

come possiamo noi umani limitare sempre tutto quello che non è scientificamente dimostrato al “sembra” … ?

e chi può permettersi di decidere cosa “sembra” e cosa, invece… “è” ?

La scienza, la scemenza, la deficienza, la neurodegenza, gli abitanti di Piacenza, un pescatore con la lenza? Ma che cazzo stiamo a dire… ? perché la scienza non prova scientificamente a dimostrare che tutto ciò che non è scientificamente dimostrato non esiste? Voglio vederli io sti cazzo di cervelloni che riempiono gli alambicchi e le provette infette dei loro virus materiali e spesso coltivati in loco per propagare qualche nuova forma influenzale per poi rifilare qualche milionata di vaccini inutili alla popolazione avicola, ovicola, bovinica, suinica, umanica… Prendono le loro belle ricette, il peso specifico delle loro spalle ricurve… il diametro del proprio globo oculare rinsecchito e già che ci siamo anche un paio di bigini riassuntivi delle grandi leggi fisico-matematiche, qualche parallelepipedo e mezzo chilo di logaritmi, per non parlare poi di quelle utilissime tangenti all’infinito o di quelle equazioni lunghe sette chilometri con decine, centinaia di passaggi che ci vuole 4 ore a risolverle e poi hanno come risultato: “i” ossia impossibile… ma che cazzo di uno stracazzo di boiate sono ste cose?

Vengano questi malati di cancro matematico, algebrico, algoritmico… questi deformi handicappati ingolfati, intossicati di formule, tabelle, risultati, esperimenti, certezze… sì… certezze… ogni 2-3 anni qualcuno scopre la certezza successiva ma nel frattempo quelle sono le certezze…

la certezza dell’incertezza, ecco di cosa stiamo parlando…! Vengano questi dotti luminari che si ammassano in seminari e laboratori, in centri di ricerca e sotterranei a prova di sisma apocalittico… vengano a vedere, leggere il linguaggio del cielo, del vapor acqueo, mi diano la formula, la risposta, la prova, la conferma, la scientifica dimostrazione di queste forme… provino a misurarle… si spostano continuamente, si espandono, si dividono, si sfilacciano, si agglomerano, non c’è formula, sapete perché?

Perché sono libere!

Le nuvole sono libertà, spazio di muoversi nello spazio, sono movimento, aria libera, forme e contorni indefiniti modellati dalla libertà espressiva dell’universo, dal linguaggio di un cuore cosmico che non ha bisogno della scienza, né della deficienza umana, per creare l’amore…

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