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Autore

Peter Cameron

in archivio dal 08 nov 2013

29 novembre 1959, Pompton Plains, New Jersey - Stati Uniti

segni particolari:
Ho iniziato con i racconti, per poi finire al romanzo.

mi descrivo così:
Sono uno scrittore statunitense, molto attento agli stati d'animo dei miei personaggi.

08 novembre 2013 alle ore 9:07

Il weekend

di Peter Cameron

editore: Adelphi

pagine: 177

prezzo: 13,60 €

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“Come si fa a sapere chi sono gli altri? Forse non lo sapremo mai, forse è impossibile afferrare le persone: ci scivolano tra le mani come l’acqua, che non è mai la stessa”.

Così Cameron scrive nelle prima pagine riportando una citazione della scrittrice Rose Macaulay.
La storia è abbastanza semplice: narra le avventure di un weekend che Lyle va a passare dai suoi migliori amici John e Marian.
Fin qui sembra una cosa normalissima. Ma oltre questo c’è dell’altro. Questo weekend non è come tutti gli altri, non è una data a caso, questo viaggio coincide con primo anniversario di morte di Tony, che è il fratello di John e che è stato l’amante per dieci anni di Lyle.
In questo quadro familiare ci sono anche Roland, il bambino della coppia di amici, e Robert la nuova fiamma di Lyle.
Tutta la storia si svolge in una villa di campagna, tutt’altro che modesta. Che succede in questo weekend? Apparentemente nulla, la narrazione rimane statica e non ci sono notevoli colpi di scena, ciò che mutano veramente sono gli stati d’animo dei personaggi, con i loro umori, sentimenti, atmosfere.
I due nuovi innamorati si domanderanno se il loro rapporto è solo semplice attrazione, se è amore, se la loro storia è destinata ad andare avanti. Forse Lyle ha sbagliato a portare Robert nel luogo proprio dove c’era il suo precedente compagno. Un anno alla fine è forse troppo poco affinché gli animi, i ricordi, le emozioni associate a Tony possano essere svanite.
E’ normale che i due amici seppur trattano benevolmente la nuova figura che accompagna Lyle, ne facciamo sempre e comunque dei paragoni.
La tensione è sempre più forte, accentuata anche da quella strana figura, già inviata precedentemente, non calcolando l’arrivo anche di Robert. La scintilla scocca durante una cena con un episodio di galateo che dietro racchiude molteplici significati.
Pubblicato per la prima volta nel lontano 1994, dimostra ancora una volta quanto Cameron sia bravo a descrivere la geografia dei sentimenti, non tralasciando però nulla al caso, quasi come se ogni piccolo dettaglio dovesse essere quello e basta, e non un possibile altro. Un’accuratezza che giova all’animo del lettore, che si sente portato per mano in ogni pagina, anche nelle cose più piccole, quelle che a molti possono sembrare insignificanti, ma che racchiudono la materia dei sogni. Quei sogni che dovremmo alimentare sempre.

recensione di Gino Centofante

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