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Poesie di Pierfrancesco Di Matteo

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  • 29 aprile 2008
    Arbeit macht frei

    Dicono che è importante
    brillare sempre di luce propria
    anche quando si parla senza riflettere/

    Che è importante
    sapere, saper fare, saper essere/

    Che è importante
    riuscire a mettere sempre
    il nero sul nero, ed
    il bianco sul bianco/

    Che è importante
    credere, obbedire, combattere per
    prendere il prima di tutto e
    lasciare il dopo di niente/

    Da questi inutili consigli
    - sempre lontano e foresto -
    il mio senso di incertezza
    continua a non tacere/

  • 29 aprile 2008
    Creperie Saint Germain

    Malchiusi e malcelati
    questi debordanti
    pensieri che ritornano
    prepotenti e
    su tremolanti e incerte
    scale della memoria
    arrancano dolenti

     

    Maldestre e malsinistre
    le mie mani
    che parlano
    una lingua diversa
    e si stupiscono ancora
    osservando l’immobile viaggio
    di queste coraggiose parole

     

    Rubate al tempo
    mute e straniere
    mi crescono dentro
    e strappano le ultime foglie
    dall’ingiallito mosaico
    di questo morente autunno

     

    Parole

     

    vuote a perdere
    in quest’aria ferita
    dai volti taglienti
    di manichini di carta.

  • 29 aprile 2008
    Platonica lontananza

    Assuefatta alla polvere
    l’impronta tua sulla soglia dei
    miei ripensamenti
    serenamente assente
    torna
    dove la fine è nota
    lasciando grumi di
    rabbia sotto unghie e ciglia
    - platonica lontananza -
    sei vertigine e
    del pensiero
    divergi le zolle.

     

    Se anche
    dell’incerto camminare
    potrei
    ad ogni andirivieni
    serbarne il ricordo
    so che nella vita non
    t’appartengo,
    ma del seguirti non mi stanco.

  • 29 aprile 2008
    Panta rei

    Dal tempo, il soffitto incollato,
    pensieri, che senza importanza,
    riceve, e non fanno
    i ricordi, che cerchi
    negli anni a venire

     

    L’assurda ed ingrata
    salita, incerta,
    col passo s’attende
    sepolta, ad ognora,
    è la vita, nel dare,
    s’impara, alla terra

  • 29 aprile 2008
    L’amara spora

    T’inginocchi ai rigidi altari,
    vizzo dai moti e dai pensieri,
    - gerbido cuore -
    arido è il tuo scanno,
    nella città annoiata,
    tra i vuoti scaffali
    mangiati dalla polvere
    dove non crescono più libri
    e nell’antica età.

     

    Come, sempre priva d’accento,
    pareti e acquemorte,
    l’amara spora, in segreto
    avanzare, corrompe.

     

    Così, a separar le braccia
    oziose dei salici, farsi terra,
    quand’anche in te, la noia,
    spinge radici per rimandare
    la vita, al maturar delle stagioni.

  • 29 aprile 2008
    Cartastraccia

    Allenta e sostiene
    - spezzata dal vento -
    le nere fatiche
    quest’onda leggera.

     

    La réna, che antica
    formava castelli,
    trasporta i miei sogni.

     

    Freddo marino
    asciutte voci e
    disadorni pensieri
    - tra le nervose rocce -
    proteggi.

     

    Allegre utopie
    - sul fondo adagiate  -
    in gomitoli di cartastraccia,
    ritrovo.

  • 29 aprile 2008
    Litografia

    Anche per te
    osserverò la cadenza dei fiocchi di
    neve, riposando
    le tempie sulle indicibili
    ortiche.

     

    Ad ogni giro di vite
    rimetterò a posto i ritardi
    nel nostro tempo
    lasciando
    - sulle bianche pareti -
    le quotidiane incisioni
    della mia noia discreta.