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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 28 aprile 2006
    L'albero di città

    Ero un giovane albero

    quando piantai le mie radici qui

    ed ora mi sradicheranno

    e mi pianteranno altrove.

    Ero solo una pianticella

    quando voi piantaste

    la vostra amicizia

    nel mio cuore

    che ha messo radici profonde

    che non verranno sradicate.

    Verrà il momento

    in cui lascerò le radici

    e volerò

    in quello stesso cielo pulito

    che da giovane

    mi era così famigliare,

    ogni giorno

    il vento

    accarezzava le mie foglie

    e ogni notte

    migliaia di stelle

    dormivano tra i miei rami,

    come teneri uccellini

    dagli  occhi lucenti

    mi davano il loro calore.

    Ma ora tutto ciò che vedo

    è solo grigio...

    a perdita d'occhio.

  • 28 aprile 2006
    Metropolitana

    Hai presente i fondali quando si prende il largo e
    si sciolgono nel blu
    Hai presente le facce in metropolitana, dopo le ferie,
    la prima settimana

    Hai presente le rondini quando i cieli sono grigi e
    si radunano sui fili
    Hai presente il gatto che si scalda sopra il cofano
    dell'auto appena arrivata

    Ma perché non ti fai vedere più,
    perché non ti fai sentire

    Potrei darti, potrei darti sì di più,
    una canzone allegra come vuoi tu
    Vorrei darti, vorrei darti sì di più,
    una canzone allegra come vuoi tu

    Ma mi senti, ma mi senti almeno tu, in mezzo a tutto
    a tutto questo blu

  • 28 aprile 2006
    I miei pamphlet

    I giorni qui erano i miei pamphlet:

    pensavo a eretiche sottane su marrane,

    a ricchezze a centomila libri, a mille quadri.

    A ladri d’anime che attanagli in pugno

    Per farli schiavi in un consommè…

    E con piacere rido di me stesso

    Fino alla sera fino a che è già ieri.

    Fino a che i pensieri, stanchi fringuelli,

    Si appollaino su rami senza vita…

    Allora ritornano due dita

    vincolati da due cerchietti d’oro;

    ma sono già stanco per dire se è successo

    in un cesso, in una chiesa, o in un deserto.

  • 26 aprile 2006
    La bellezza di una donna

     Se fossi un filo d'erba,
    avvolgerei i tuoi capelli fino a confondermi con essi,
    di edera li profumerei,
    e dalle punte risalirei fino al dove in cui s'addormentano,
    dietro il rosa con cui ascolti il mio amore.
    Scopri il collo,
    sii poesia per i miei occhi,
    tu,
    foresta vergine che sorride a chi pensa di nascondersi,
    dietro le tue stesse fronde,
    senza essere visto mentre piange.
    Creatura mia,
    che mia dentro e solo dentro sei,
    legami i polsi,
    e flagellami coi tuoi sorrisi.
    Perché?
    Perché la tua bellezza mi ha fatto innamorare,
    ha disorientato le mie stelle,
    e ora non so più come ritrovarmi.

    31/07/2005

  • 26 aprile 2006
    Mio Angelo

    Specchiati. Nel mio amore.

    Posa il tuo sguardo in questi occhi,

    oh alata creatura tra l'oro e l'azzurro,

    e fa che m'innamori della vita.

    Avvicinati. Al mio amore.

    Vesti le mie labbra coi tuoi baci, così che io

    comprenda il primaverile dolore del desio,

    prima che si realizzi.

    Fidati. Del mio amore.

    Prendi per mano le mie paure,

    accompagnale lungo i battiti del cuore,

    ché io affronti con coraggio

    i dubbi e le delusioni,

    le ansie e le solitudini.

    25/12/2005

    POESIA PREMIATA COL FRANCOBOLLO D'ARGENTO AL 24 PREMIO DI POESIA FRANCO BARGAGNA (DOMENICA 23 APRILE 2006)

  • 26 aprile 2006
    Gli eredi

    Lo dicono i manifesti
    dopo le elezioni -
    le crepe sulla faccia
    di Prodi e Berlusconi
    lasciano
    un fitto parolame
    a farci da cerume.
    Nulla accade fra quei Signori
    dai mille occhi, la guerra
    di carta è solo simulata.
    Noi siamo le buone bestie da soma
    utili per il solco,
    per il sangue alla bisogna...
    nessuna eredità è prevista:
    il vuoto comanda più di cento promesse
    e dopo i grandi fuochi
    ora è tempo della gogna, e le teste
    hanno gli occhi di sempre: i tuoi, i miei...

  • 26 aprile 2006
    Sagra paesana

    Musica nell'aria

    diversa dalle campane

    dai grilli e dalle rane.

    Un forte odor di ciambelle

    che nausea ma che piace

    come il profumo delle donne

    come il vino troppo dolce.

    Una finestra aperta

    può fare entrare questi umori

    nelle case più lontane

    in quella dei due vecchi

    che stanno ad aspettare.

    Un ribollir di valzer li sorprende nel sonno

    si alzano, si vestono a festa

    e nell'aia dei ricordi balbettano un ballo

    sotto la luna.

  • 24 aprile 2006
    Nascono dentro

    Nascono dentro,

    dove il dolore sedimenta,

    dove le tue parole

    scavano come una lama

    rovente nella carne.

    Nascono dentro,

    dove più  smisurata

    la sofferenza pulsa alle tempie

    e non dà  tregua.

     

    Per giorni e giorni,

    confusi e ripetuti

    fra discorsi persi.

     

    Nascono dentro,

    i miei tristi versi.

  • 24 aprile 2006
    Ed ecco

    Ed ecco che solo da ieri,

    io sono più  vecchio di te.

    Tu fermo, laggiù, a quella sera

    che il male ti colse

    improvviso.

    Ed io che continuo

    la strada nel tuo ricordo,

    di primavera in primavera.

    Sereno ed immobile  in un

    accennato sorriso,

    mi appare il tuo volto.

    Ascolto nella memoria,

    il fischio, un sibilo a labbra serrate,

    che usavi talvolta a chiamarmi,

    se ti ero lontano,

    senza gridare il mio nome.

    Ti incontrerò, padre,

    e non so dove e come,

    quando il Cielo che solo

    scandisce i miei passi

    deciderà  che si chiuda il mio tempo.

    Fa che risenta l'antico richiamo,

    se finiranno le mie giornate.

  • 24 aprile 2006
    Adolescente

    Di te, adolescente,

    fonte di sogni,

    è stato detto tutto.

    Del fermento che brucia

    la tua carne acerba,

    della tua pelle tiepida

    e levigata

    come un marmo d’arte,

    o di velluto morbida

    al tocco delle dita.

    Canta da millenni Salomone

    il miracolo delle tue cosce tornite,

    del grembo caldo e saporoso,

    dei tuoi seni d’avorio…

    Tu non sai la folgore

    che trafigge la mente

    ad ogni tuo sorriso.

    O adolescente,

    il mondo attorno a te svanisce

    e non ti accorgi della tua magia,

    mentre scateni invano

    la fantasia.

    Basta soltanto

    il lieve tocco delle tue labbra

    in un casto bacio, a dare vita.

    Tu certo lo sai, ma non sai quanto

    in un cuore a te troppo lontano

    s’addensi il pianto.

  • 24 aprile 2006
    Cristina

    Quando ti vedo m'intenerisce il cuore

    Lustri gli occhi pari del'animo

    La tua voce è un canto soave

    I tuoi movimenti la grazia d'un cigno

    Al tuo cospetto, alla tua vista, il sottoscritto si sente un teppista

    Se il meglio forse persona,

    lo sai Cristina

    a te dona.

  • 24 aprile 2006
    Il ribelle

    Sbaglio dopo aver scelto con l’anima fino in fondo.

     

    Accetto le sconfitte fino all’ultima senza un lamento dopo aver lottato.

     

    Sbaglio:

    è colpa mia, mia soltanto.

     

    Dico quello che penso.

    Sempre.

    Soprattutto alle persone che amo.

    Le ferisco a volte.

     

    Voglio sembrare quello che sono:

    sincera.

     

    Chi vuole il ribelle?

    Chi lo nota non lo può più ignorare

    impresa di construzione sentimenti involontari.

     

    Deglutisco caramelle amare

    che mi danno lo zucchero per continuare a camminare

    ma mi intorpidiscono la gola

    per ricordarmi che ho accettato un compromesso.

    Non nero, non bianco, grigio:

    il colore degli spettri.

     

    Fluttuano tutti nella stessa direzione

    coperti dagli stessi stracci

    legati dalle stesse catene

    chiusi nelle gabbie che si sono fabbricati.

    Guardano fuori

    e piano piano dall’alto sibilano:

    “Guarda il ribelle!”

     

    Chi ama il ribelle?

    Domanda sbagliata.

    Chi conosce veramente il ribelle?

     

    Non provo invidia di nessuno.

    Guardo avanti e cammino.

  • 19 aprile 2006
    Scirocco

    Acceso da Scirocco il giorno si spegneva all'apparir d'un delizioso spicchio di luna flebile.
    La cenere orientale di quel demone lasciò il suo seme ovunque: mura colorate d'ambra, strade lastricate d'un rosso scuro d'Africa che si macchiano di sangue al suo pianto.
    Preludio a stagioni perdute, ove immemori riecheggiano tremendi i timori d'ieri; incespicando tra le nebbie del mio virtuoso cammino ritorno all'agognato nido e tra le onde perdute delle parole risuona l'eco della mia vana speranza.
    Come un battello varato ma mai ammarato m'imbarco in fantastici viaggi senza mai sfiorare l'acqua.

  • 19 aprile 2006
    Dove?

    Dove sono ormai i baci di brace che m'accoglievano fragili ad ogni peregrinare?
    Dove le limpide carezze che m'avvolgevano rosee nel tuo più intimo affetto?
    Dove le risate allegre che accompagnavano i nostri tormenti quotidiani?
    E le notti insonni dell'uno nell'altro e i docili fraintendimenti e le amate incomprensioni?
    Tutto ci abbandona, amore, tutto scompare senza più tornare?
    Se tale risucchio sarà per noi fatale, dammi ancora tutto il rancore, fammi tremare un'altra volta sola, affinchè tra noi di nuovo scorra l'agognato sangue e l'antico amore.

  • 19 aprile 2006
    T'amo

    T'amo d'una luce scura e misteriosa, come s'amano i segreti sepolti nell'anima dove per tempo riposano solenni ossidandosi in una spessa coltre di verità che diverrà, presto o tardi, mera fantasia.
    T'amo con il soffio delle parole non dette, conficcate alla gola sanguigna e macera ove giacciono i pensieri nascosti della mia passione confusa, mischiati alla polvere acerba della mia più torbida paura.
    T'amo come s'amano i vecchi libri polverosi e saggi, antichi amici ingialliti, caparbi mentori delle mie pulsioni, muti inquisitori dei miei mutamenti.
    T'amo struggendomi, annegando in te l'ovvio delle cose, rivedendo alla tua luce il respiro del mondo ed adeguandomi ad esso di conseguenza.
    T'amo d'un amore che non t'ho mai detto perchè non ne conosco le vocali e, se mai le conoscessi, non fiaterei.

  • 19 aprile 2006
    Clessidra

    Arde nel silenzio

    e divora onde di soffice

    sabbia. Io sono in lei

    infinitamente breve,

    un eco riflesso nello spazio

    di poche lettere.

     

    Un sanatorio diventa la stanza,

    appena il movimento si consuma

    verso l'infinito.

     

    Questa immobile bica

    reca in sé il peso del mondo:

    ricade sulle spalle di chi guarda.

     

    Non ho che qualche

    secondo per ricordare

    il mio nome.

    Poi, nulla.

     

    Bello il riemergere

    confuso il sogno,

    nel colmo limite

    della mano, che recede:

    trattiene altro, nelle

    striature di vetro che

    assorbono la tua voce.

  • 19 aprile 2006
    Musica

    La musica:

    il ritmo del mio cuore,

    chiudo gli occhi

    ed è come se

    vedessi per la prima volta

    le distese stellate...

    mi sento più vicina al cielo!

    Mi bagna, mi rinfresca:

    tintinna

    come le note più acute

    di un pianoforte,

    mi porta

    in grandi foreste

    tinte di verde.

    E' una nota di colore,

    un raggio di sole,

    un pezzo di paradiso.

  • 19 aprile 2006
    Disarmi le mani dell'odio

    AMORE:

    dolce, amara agonia

    di un cuore tenero,

    di una passione

    che si infrange sull'innocenza.

    Tu che disarmi

    le mani dell'odio

    per riempirle di dolcezza,

    di carezze

    per poi germogliare,

    come una pianticella fragile,

    nel cuore di chi

    amore

    non conosce... 

  • 19 aprile 2006
    Caro amore

    Caro amore

    che ancora non sei nato,

    quel primo bacio,

    quello che ancora non ci siamo scambiati,

    lo custodisco e proteggo

    in un angolino del mio cuore:

    insieme alla notte di luna piena

    che tra breve condivideremo

    e a quella stella che vedremo,

    staccarsi dal cielo, insieme.

    Dolce amore, un giorno

    mi comparirai davanti:

    allora, sarà il mio cuore a dirmi

    che proprio te stavo cercando,

    i tuoi occhi incontreranno i miei,

    mi sfiorerai il viso

    e riconoscerai in me

    la tua compagna per la vita.

  • 19 aprile 2006
    Oltre l'orizzonte

    Ci sono periodi in cui

    ti senti malinconco, distante...

    e hai come la sensazione

    di stare in riva al mare,

    allungando lo sguardo,

    cercando di vedere oltre i confini,

    oltre l'orizzonte

    come se là ci fosse

    tutto ciò che hai sempre sognato,

    un'irraggiungibile traguardo.

    E' proprio così che a volte mi sento,

    i miei pensieri volano come gabbiani

    verso l'orizzonte, con fatica...

    smarrita impaurita

    mi distendo nella sabbia calda

    cercando sollievo,

    cercando di sciogliere quello strato sottile

    che mi copre il cuore

    e come un naufrago

    scruto l'orizzonte

    in attesa di qualcuno

    che mi porti via da quest'isola deserta.

  • 19 aprile 2006
    Basterà uno sguardo

    Lasciami parlare

    prima che scoppi una tempesta

    e il vento rubi ogni suono.

     

    Non lasciare che la pioggia mi bagni,

    offrimi riparo,

    tra l'intreccio dei tuoi rami.

     

    Se resterai solo ti conforterò,

    con devozione,

    lascia che soffi via la nostalgia dalla tua anima.

     

    E quando la pioggia cesserà di battere

    lasciami tacere:

    basterà uno sguardo...

  • 19 aprile 2006
    Tace la città

    Tace la città

    alle quattro del mattino,

    il vento inveisce

    sulla serranda.

    Tra le nuvole

    si scorge qualche stella:

    tutto è intessuto

    dell'attesa di un domani

    differente...

  • 18 aprile 2006
    L'amore

    Come un lampo a ciel sereno

    ti prende l'animo, ti prende il senno 

    Un canto d'angeli hai dentro il cuore

    come una droga è l'amore.

    Ti può lustrare saper amare

    portare alla polvere

    portare all'altare.

  • 18 aprile 2006
    Sedici anni

    Sedici anni, non so cos'è

    forse il più bel fiore della tua vita.

    La gioia, l'incoscenza del nuovo, la via smarrita.

    Tutto il possibile ti sembra fare,

    ognuno, ogni cosa di conquistare.

    Ma quando cresci e ti cimenti,

    lo scoprirai

    Son solo momenti...

  • 18 aprile 2006
    Strade blu

    Come sono strane le strade

    bluastre, nere, strisce di corrente,

    nella sera sembrano cortecce

    divelte dai boschi,

    lembi appassiti, srotolati, finiti

    tra i resti delle rovine

    lungo città annerite, pietrificate

    negli sguardi assassini dei complici.

     

    Sono estraneo a queste fughe

    parallele tra noi e la cuspide divina:

    se la mano mi aggredisce

    sradico parole, di contro alle

    stazioni di servizio, ai segnali

    di fine e divieto,

    alle luci, sole, che divampano

    e accecano i cani,

    prima dello schianto e della ripulsa

    nel sangue.

     

    Strade di cenere,

    pomice leggera e franta,

    voce straniera:

    perdersi è un nulla, il girare del pollice verso

    tra le dita,

    il bacio sulla mantide

    plastificata, la smorfia

    nel pugno che si fa verso

    nella ferita.