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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 31 gennaio 2008
    Incanto

    Il sole all' orizzonte
    bacia la terra
    riverbera la neve
    calde luminescenze.
    Nel mattino
    il silenzio d'argento
    risuona d' immensità.
    Una  Luna assopita
    saluta la notte.
    L'anima dipana
    sentieri di parole
    in cerca di verità.
    Veleggiare e sconfinare
    nell' Assoluto
    di un istante senza Tempo -
    nell'azzurro felice
    dell'incanto.


    06.01.06 dal libro "Pianeta Poesia", Ed. Montedit

  • 31 gennaio 2008
    Viaggio chiaroscuro

    Ombre innamorate si attorcigliano
    Lungo tenere tende blu elettrico
    In preda e vittime della piacevole
    Energia frizzante dell'inspirazione

  • 31 gennaio 2008
    Amore passato

    Penso al tuo nome
    E più non provo emozione.
    Soffro di non saper piangere.
    Eppure sono a cavallo di attimi
    Che ho sognato con te, ancora:
    Io ero il cielo, tu il sole.
    Ora sei parte del mio cuore.
    Io, il mantello che più non vuoi indossare.

  • 31 gennaio 2008
    Virgole di poesia

    Riccioli d'aria
    Nascono e si disfano
    Tra le mie dita.
    Virgole di poesia.
    Estasi del niente
    Sospesa come pace
    Al centro di un ciclone.
    Vibrazioni della quiete.
    Riposo dolce delle onde.

    Leggere curve verde mare
    Si fanno mia veste mentre
    Violini crescenti guidano
    L'orchestra continua della vita.

  • 31 gennaio 2008
    27 gennaio

    Incancellabile percezione
    del vissuto
    ancora presente.
    I fumi dei forni
    ancora scorrono
    nel cerchio d’aria:
    grida d’anime
    nelle traiettorie
    dei binari
    ancora in bianco e nero.
    Tatuaggio storico
    indelebile.
    Malattia d’uomo
    ancora avvelenata…

  • 31 gennaio 2008
    Forse

    Non è il fumo
    dell'ennesima sigaretta
    che epigrafa la mia fretta
    né il rumore
    del pendolare treno
    senza anima
    viaggiatore a tempo...

    fratellino
    io maggiore sono solo un lampo
    perso nel ritrovarsi
    a girovagare
    in tempi sparsi  forse
    come fogli arsi
    da riordinare, rimare
    sapendo che quel forse
    è da reinventare.

  • 30 gennaio 2008
    Cose da vedere

    Cose da vedere

    son fatte

    per la mente,


    cose da toccare

    la mente

    sono;


    l'individuo non fa

    niente,

    ed anzi perde tempo

    o si illude

    di potere

    magari

    sorridendo,

    magari

    fa come i poeti

    di mestiere,

    l'ipocrita.

  • 30 gennaio 2008
    L'inferno ch'è in noi

    Tra i fiumi di mercurio di questa città di cemento
    S’alza un vento di fuoco; è il suo eterno sbadiglio
    Che c’inghiotte nella noia dove nulla va a rilento
    Tra il traffico e le strade in perpetuo groviglio.


    Tra lamiere attorcigliate che solcano l’Acheronte
    Di cemento, tu, solo, tra il transito ed il tormento
    Ridono i corvi sull’albero presso il ponte;
    Ci spiano numerosi nel nostro accecamento.


    Il nuovo Dio è il tempo! Litània i battiti del cuore
    Trascinando in te il suo caldo veleno
    Tremilaseicento* volte prima della fine del sole!


    Il tuo aguzzino è il tempo! Non esiste un freno
    Al dilatarsi della morte. E arrendevole
    Sei giunto a casa, a tuo pianterreno.


     


    * citazione di E.A. Poe

  • 30 gennaio 2008
    Nebbia a Bologna

    Ero persa nei pensieri, sola in mezzo a tanta gente
    la mia ombra tra la nebbia che oscurava anche la mente
    ed il sol parea di ghiaccio ma brillava ugualmente
    col suo argenteo miraggio ovattato ed incoerente.
    Mi fermai e fui rapita dalla luce impallidita
    di quel sole mascherato come luna ermafrodita;
    cupo, latteo e selvaggio, una perla tra le dita
    che accecò il mio coraggio: chiusi gli occhi infastidita.
    Poi d'un tratto all'orizzonte vidi forse una chimera
    che s'ergea tra vie e palazzi come spettro della sera;
    cupo e grigio baricentro tra la terra e il cielo era
    riconobbi in lei la torre ch'è più alta e in ogni impera.
    Com'è torbido l'inganno che ti rende un'illusione
    ai miei sguardi paventati chiusi dentro a una prigione
    dove segrego la rabbia, e la gioia, e la passione,
    dove anch'io sono di nebbia, è la mia maledizione.

  • 30 gennaio 2008
    Naufragio

    Silenzio insensato
    Sillabato
    Trascinato
    Sfumato se penso
    Se penso
    Al silenzio.

     

    … E all’improvviso naufrago nel mare
    D’incanto questo cauto sillabare
    Trascina me e la vita fino in fondo
    Senza perché ma dubbi in questo mondo.
    Parole come remi di una barca
    Il sole poco a poco che s’inarca
    Ci bagnerà di raggi e di pensieri
    Poi tutto tornerà com’era ieri.
    Silenzio distratto
    Distrutto
    Dal tutto.
    Silenzio corrotto
    Silenzio
    Di botto.

  • 29 gennaio 2008
    E' giorno

    Giorno d’inverno.
    Il sole tiepido nascosto dalle nubi
    sa di nostalgia e di pianto.
    L’aria sparge malinconici
    e umidi umori,
    e l’anima mia dolente,
    ingoia blocchi di delusione
    e grigi bocconi
    di perdute illusioni,
    ricacciando nello stomaco
    speranze
    e visioni di azzurri bagliori.
    Non c’è posto per la rabbia.
    Non è il temporale.
    Nessun tuono scuote il sentire.
    Piove piano,
    a lavare con costanza
    e pazienza
    la polvere
    dai tetti che fumano
    aliti
    di interni calori.
    Mi cullo.
    Aspettando la notte,
    aspetto il sorgere
    di un nuovo sole.

  • 29 gennaio 2008
    ... Di te sogno

    … Di te sogno
    il profumo delle spezie della Persia
    il tuo corpo che avvelena la mente
    l’inatteso incanto

     

    … Di te sogno
    il desiderio di un fiume
    che scorre su un letto di rose
    per possedere il piacere

     

    …  Di te sogno
    la fiamma accarezzata dal vento
    delle anime oscene
    in un istante di vibrante passione

  • 28 gennaio 2008
    Ancora salirò

    Ancora salirò su quel versante
    percorrerò da sola la collina
    che addormentata giace sulla valle
    a cingere l’azzurro della cala


    e giunta in cima
    ti chiamerò coi nomi dell’amore
    ovunque tu sarai tra nubi e cielo
    o tra le linfe delle tamerici
    oppure nel trifoglio della china
    avrai sussulti ancora e desideri


    farai di te nel vento una carezza
    mi giungerai come un sospiro d’ombra
    e per avere ancora un solo bacio
    ti farai filo d’erba e mio respiro


    e sarai ovunque
    mare del mio mare
    onda che torna e torna e mai si stanca
    illanguidita sabbia sulla riva
    di me dalla collina un’ala bianca
    ti lascerà l’impronta del mio amore.

  • 28 gennaio 2008
    Adolescenza

    E’ finita ma non nel ricordo
    Presente nel quotidiano assorto
    L’adolescenza di quei giorni lontani
    Crocifissa da mille pensieri umani.
    Ed eccomi là, pensosa e contorta
    Nelle orecchie e nel cuore di chitarra distorta
    Tra muri e cemento e lacrime amare
    Cercando nel cuore qualcuno da amare
    Il fango sugli anfibi, l’anima lacerata
    E sopra ai jeans una maglietta strappata
    Son chiare le rime di chi non teme il dolore
    Ma trova nel nero il più caldo colore
    Di me che amavo e sognavo l’estremo
    Del sogno, dell’odio, di amore e tremo
    Perché come allora io e la musica nella stanza
    Siamo unite da una forte e sorda alleanza.

  • 28 gennaio 2008
    Il vino

    Avvelena le vene rubino DiVino
    Accogli le lacrime di un bambino
    Che dorme in un cuore già morto di noia
    Infondi i profumi di sole e di gioia.
    Un demone in testa che tu puoi fermare
    Dionisio io danzo, tu potrai fecondare
    Quell’arte ch’è in me e non vuole morire
    Tra giorni pesanti e pericolose aritmie.
    Allevia le pene e infondimi incanto
    Svanisci le lacrime di ogni pianto
    Tu strana alchimia tra il sole e Natura
    Che impregni il mio cuore di magia pura.
    Tramonto di ambra, esplosione di colori,
    Vibranti le essenze, paradisiaci i sapori
    Mi rendi vicina ad un Dio inesistente
    E affidi a te solo il mio cuore e la mente.
    Ora brindo e te bevo, che voglio affogare
    Purpureo miraggio, tramonto da abbracciare,
    Compagno di un giorno di noia e dolore
    Tu sei medicina, il mio candido dottore!

  • 28 gennaio 2008
    Janis the butterfly

    Fragile come un fiore, triste come farfalla
    La tua voce riecheggia, candida ninna nanna.
    Janis cielo di fuoco, vita immensa d’amore
    Vibra, l’anima brucia nel tremante dolore.
    Donna fino all’estremo, il tuo ventre maledetto,
    Janis anima pura, figlia dell’intelletto
    Quanti giorni hai vissuto sino alla fine estrema
    E la musica sale e il suo suono in me trema.
    Quella rabbia che graffia che esplode e riversa
    Nella voce tua il grido di una donna diversa
    Di te Janis, mia amica, sorella, fervore,
    Quanti giorni passati piangendo da sole…
    Janis fuoco che brucia, femmina immortale
    Quanti ti hanno derisa, affogata nel male
    Sei ogni giorno rinata, ogni giorno più forte
    Fino a quando hai trovato l’amor della morte…

     

    A Janis Joplin

  • 28 gennaio 2008
    La masquerade infernale

    Il viso specchiato su di una vetrina,
    Corpo di donna, sguardo da bambina
    Sembri assente sull’altro marciapiede
    Il cuore tuo dorme, la mente non vede…
    E un attimo appoggi la mano alle ciglia
    Nutri il tuo corpo di qualche meraviglia?
    O sembra il mondo così triste e scontato
    Da perder la voglia e ritirar fiato?
    In macchina sola tra il caos della gente
    In quali luoghi approda la mente?
    O pensi soltanto a fare il tuo dovere
    Pulire la casa, imparare un mestiere…
    Ostenti l’avere, ti senti realizzata?
    Hai casa, un lavoro, la maglia firmata
    Poi sola magari accendi la televisione
    Che trovi per te una mera opinione..
    O ascolti nel vuoto il sapor della pioggia
    E nel bordo dell’animo il corpo si poggia
    Attendendo estasiato uno squarto dal cielo
    Un tuono che renda il paesaggio più vero?
    Masquerade, amica, masquerade infinita
    La città che rende ogni cosa assopita
    Né calore né erba che accarezza i tuoi piedi
    Solo asfalto e te stessa allo specchio che vedi.

  • 28 gennaio 2008
    Onirica

    Era autunno profondo, forse quasi mattina
    L’alba cauta fioriva mentre il sogno incupiva:
    D’improvviso ero dentro ad un buco profondo
    Scivolavo sospesa dall’altra parte del mondo.
    Vorticosa volavo fino al ventre velato
    Di un pensiero mai detto, un sospiro mai nato.
    Il terrore gelava di ignoto le membra
    Solo buoi e paura, niente luce ne ombra.
    Non potevo gridare per esprimer l’orrore
    Di quel viaggio abissale nell’onirico dolore,
    Tra le molli pareti non potevo afferrare
    Che l’ignoto che avanza fino a soffocare.
    Poi la luce e le fiamme mi mordettero il cuore
    Infilzato da lance taglienti come l’onore
    Non sentivo più il sangue scorrer nelle mie vene
    Ma un veleno vischioso che uccideva le pene.
    Fu lì che mi destai angosciata e sgomenta
    Tra le palpebre un’unica lacrima spenta.
    Nel silenzio racchiusi il sospiro di vita
    Alienata dal senso di ogni cosa capita.

  • 28 gennaio 2008
    Stelle di trincea

    Respira il mio sguardo

    carico di bellezza e ardore
    Amami nel sonno fra le stelle di trincea,
    stringimi al petto e scaccia il gelo
    che latrando morde le tue ossa.
    Attendo, il giorno in cui ritornerai.

  • 28 gennaio 2008
    Femmina

    Ancheggi invitante e felina,
    figlia immortalata dal tempo
    profumata d'acqua e sudore
    traspiri memorie e sensualità
    di corpi perduti sul lino grezzo
    materasse dischiuse
    come gigli notturni colmi di nettare
    a suggellare sospiri.
     
    Nascondi col nero
    ogni lembo di pelle, Femmina
    lava il sapore che ti rode il corpo
    velandoti nella falsa innocenza.
    Naiade pudica fremi passioni
    arrotolando cuori,
    oltre la porta sbarrata
    della tua esistenza.

  • 28 gennaio 2008
    Capitano di ventura

    Navigano sogni
    dentro un bacile di acqua stagna
    onde di carta bagnata e lacrime
    - pensieri -
    affogano dentro la tempesta privata
    di mente e cuore
    scogliere ardue oltre il corpo nudo
    che nel vuoto ondeggia
    sferzato dal desiderio di lasciare  quella terra.

    Naviga,
    capitano di ventura,
     soldato imperbe catturato dalla vita
    solca
    ad occhi chiusi
    mari di solitudine e squallore
    trappole di ragno
    che senza tregua assaltano
    il giorno.
    Soffocano te
    che ne fai parte
    - bambino fra le guerre -
    gli uomini che bombardano
    vascelli di carta
    inabissandoli col sole
    che ogni giorno nasce e muore.

  • 28 gennaio 2008
    Gocce di noi

    Parlami.
    Amore tremabondo di donne
    di sapori dolciastri
    innaffiati di vino

     

    Guardami.
    Velata di pudore e passione
    bianco e rosso
    su cosce tornite e seni floridi

     

    Toccami.
    Creta calda per le dita
    impronta di fuliggine
    strascico di fuoco sui muri.

     

    Gocce di noi
    pazze imbrigliate
     nell'aroma di tabacco e sudore
    perdendosi lungo la scia della notte.

  • 24 gennaio 2008
    Il morso della tarantola

    Con il suono asfissiante dei tamburi
    danza una donna sventurata del Sud
    nella magia di una superstizione antica

     

    Dal veleno della tarantola
    vuole liberarsi con un rito antico
    inventato in un Sud prigioniero

     

    Danza con in mano un fazzoletto
    disegna nell’aria grandi figure
    si dimena strisciando nella polvere

     

    Il suo male non le dà pace
    il fuoco della follia è nel suo corpo
    i suoi occhi smarriti guardano il nulla

     

    Nel nulla cerca il sollievo
    invoca una guarigione che non c’è
    la credenza ha vinto la sua libertà.

  • 24 gennaio 2008
    Il giorno del giudizio

    Ogni notte ed ogni mattina, nascono alcuni alla rovina
    ogni mattina ed ogni notte, nascono alcuni al soave diletto,
    nascono alcuni al soave diletto,
    nascono alcuni ad infinita notte!

  • 24 gennaio 2008
    donna

    Sento a volte solitudine amara che sale
    E in balia di quell’onde annego nel mare
    Salato di lacrime, profondo come il dolore
    D’un gabbiano senz’ali, una vita senza amore.
    In questo mondo violento dove domina l’orgoglio
    Dove vince la rabbia, il disprezzo, è meglio
    Indossare una maschera, imparare ad odiare?
    Ripudiar la mia essenza, finger e non lottare…
    Ogni pianto di donna brucia in me come foco,
    Sola, vittima e schiava, per l’uomo questo gioco
    È iniziato là dove ha concepito la paura
    Di trovarti più forte, magica e sicura.
    Forte come un ghiacciaio dove sgorga la fonte
    D’acqua pura e vibrante, l’antitesi della morte
    Nel tuo ventre è racchiuso il più grande mistero
    E come colpa il tuo corpo è protetto da un velo.
    Donna amara, violata, derisa, picchiata,
    Donna considerata sol per esser sfruttata
    Così grande è l’amore che riversi nel mondo
    Dignità appassita, ma il coraggio non ha fondo..
    Verrà il tempo in cui ogni tua lacrima versata
    Sarà nuvola in cielo, l’anima liberata
    E dal pianto nascerà un fiore di speranza
    E non resterai sola, mai più nella stanza.