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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • Il maestoso monolite nero, levigato e imperioso si staglia alto verso un cielo terso.
    Sotto quel cielo un mondo attonito segue la scia del tempo che scorre eternamente uguale a ieri
    La rappresentazione va in scena ogni giorno in questo palcoscenico malconcio
    l'attore reclama a gran voce una parte, una battuta  o solo un attimo di luce che lo riveli al mondo.
    Ma il mondo è uno spettatore distratto che guarda altrove senza vedere.
    Poi il miracolo, il suono di un torrente che scorre lieve e gioioso nella trasparente armonia di quelle note bagnate che si rinfrescano in un movimento forte e delicato.

  • 31 marzo 2008
    Umanità perduta

    La sensazione
    che spiaccicare un minutissimo moscerino
    che mi volteggia reiteratamente intorno
    non tolga nulla al reale
    mi sgomenta.
    Potrei essere spiaccicato
    sulla riva di un fiume ruandese,
    insieme ad altri milioni di moscerini
    e... lasciare indifferente il mondo!

  • 31 marzo 2008
    Su un masso appollaiato

    Fra i tralci delle viti tesi
    radi ulivi protendono rami argentei
    al sole.


    Stormi di passeri
    spazzati dal vento
    come i miei pensieri
    impazziti
    fuggono fra tutori bene allineati
    sfiniti.


    Su un masso
    appollaiato
    leggo
    e rileggo
    la mia vita.

  • 31 marzo 2008
    Discarica

    Vi getto
    tutto il nero
    che offusca la mia mente:
    la timidezza innata
    un lucifero mai domo
    qualche fallimento
    il dubbio sul divino
    e l'inutile lamento.

  • 28 marzo 2008
    Ricordi

    Quelle labbra,
    quegli occhi,
    quelle mani.
    Perché non riesco a dimenticarle?
    quei momenti nei quali queste tre cose sono immortalate.
    Fisse.
    Immobili.
    Non vedi altro.
    Speri chiudendo gli occhi che tutto scompaia,
    che quel ricordo svanisca,
    che quelle lacrime non scendano.
    Che quei momenti si cancellino dalla tua testa,
    dal tuo cuore.
    Che quel ricordo abbia solo un viaggio di andata.

  • 28 marzo 2008
    Pace

    Condizione di un popolo o
    di uno stato che non sia
    in guerra [Garzanti -cfr-]


    Il secolo trascorso ci ha insegnato
    a contare sulle dita gli uomini di pace.
    Questo che stupisce: la pace
    esiste quando non c'è guerra.
    Un inquietante viceversa, secco
    come un teorema matematico;
    come un referendum abrogativo
    ove dici no per affermare.
    L'evoluzione umana avrebbe dovuto
    portare in altre direzioni:
    il condizionale ha portato fino qui?
    vedere naturale chi violenta, uccide
    piuttosto che un'aberrazione?
    In questo senso abbiamo guerre in corso
    di cui nessuno sa; le grandi,
    passate, non insegnarono al mondo
    che, però, ha imparato a conservarle
    spicciandole in tante piccoline
    ottenendo il benestare delle armi
    mantenendole come in una  legge fisica
    costanti: cento tutte in una – per loro –
    non differisce da dieci ogni dieci.
    C' è contraddizione nell'imporre
    qualche cosa con la forza, anche
    fosse la democrazia, la pace.
    C'è una cosa insita nell'uomo:
    coloro a cui male è fatto,
    male faranno in cambio
    .*
    Resta di fatto la contraddizione
    seppure non dovrebbe essere
    perfino il vocabolario non l'afferra:
    è la pace a interrompere la guerra.

    [* W. H. Auden]

  • 28 marzo 2008
    New York

    Ma qui mi sembra che… – ed alzai la testa
    amore! guardalo è il Flatiron.
    Ricordi come tutto era romantico?
    L’arrivo in camminata sulla quinta;
    Tiffany. C’inseguiva ovunque Ferragamo
    tra un Dunkin Donuts ed uno Starbucks.
    Le grandi opere erano lì, superbe,
    a grattare bene – il Chrysler, l’Empire –
    e l’Arco di Harry e Sally, scontrino per le coppie.
    Il ponte George Washington mentre la pioggia
    faceva a pezzi il nostro ombrello dopo
    una ardimentosa capatina a Chinatown.
    E ancora sulla Bowery, le foto notturne,
    gli autoscatti, gli scoiattoli di Union Square.
    Le torri erano ancora su, più tardi resistemmo
    al loro crollo, e non abbiamo resistito a noi.
    Ci siamo dissolti ma New York si ricorda di noi
    e noi ricordiamo lei, ma ciascuno per se stesso.

  • 28 marzo 2008
    Locuzione

    Marzo, incessante la pioggia
    porta a passeggio gli odori del porto.
    Per quest’anno non ci sarà altro freddo
    ma nemmeno se ne andrà, per ora.
    Sorrido – tra me e me – come un idiota
    completamente escluso, nella musica.

    La voce è ritornata dal telefono
    ma il profumo no, proprio come
    non potrebbe il mio, di farina lattea,
    se per posta spedissi questi versi:
    una lettera non porta con sé
    – seppur dovrebbe – odori del mittente.

    Pensavo che – da me – sarebbe stato
    capolinea: eravamo così uniti che
    se facevi un tiro dalla cicca
    io espiravo il fumo dalla bocca.
    Invece ero penultima stazione,
    ossia: una ripartenza.

    Come per lusso e amore che insieme
    non possono convivere – non c’è
    spazio sufficiente per entrambi,
    nell’uomo – lasciai per il secondo il primo.
    Lasciai anche il due e m’è restato il tempo:
    quello a venire ed il presente che

    prendo a disporre per passato, ma
    l’autoscatto non può farti più bello
    della foto che vorresti ti scattassero.
    Ora – se amo – penso più ad un’eruzione,
    imprevista e temporale o una reazione
    chimica che non si riesce a controllare.

    Marzo, una pioggia da terzo girone
    batte e lucida il selciato che non porta
    in nessun posto, se non all’auto.
    Un’altra serata ingannatempo,
    di vino, di brindisi alla buona sorte
    che basta per la lunghezza dei pensieri.

  • Non vivono, le principesse
    nelle case popolari e se ci stanno
    è solo un intermezzo transitorio.
    Ci si trovano per ingiustizia,
    cattiveria, lotte di palazzo,
    per un vattelappesca sortilegio.

    Di sicuro hanno un castello altrove
    che le aspetta, paziente e lucente
    di tutto il lieto fine della favola.
    È quindi sorta di disavventura
    (ma solo per le principesse?)
    essere nelle case popolari.

    Ma il mondo pullula di principesse:
    vivono nelle case popolari;
    sono la maggioranza!
    Loro – senza corona né castello,
    e senza neppure il lieto fine –
    non ne fanno, di certo, una vergogna.

  • 26 marzo 2008
    Fiori di prato

    Ondeggiano
    in primo piano
    come esili bianchi fiori di prato
    i miei pensieri
    sfocati.

     

    Immobile
    sullo sfondo
    è il mio vissuto
    distinto.

  • 26 marzo 2008
    Comme l'ambre et le musc

    Amo il canto della nuda gioventù
    le cui voci lanciano luci dorate.
    Innocenti, senza vergogna
    giocavamo l'amore
    come il cielo accarezza
    le schiene d'erba.
    Ci sfamavamo con l'incenso
    delle labbra - comme l'ambre et le musc -
    e le pelli s'univano agli specchi
    delle emozioni.
    Per guardarci scagliavamo
    le lingue nelle braci
    mostrando il seno
    alle viscere gelide.
    Entrambi ingenui
    e viaggiatori: nessuno
    intorno ai nostri cuori,
    nessuno che conoscesse
    il nostro intimo timore.
    Ecco, eravamo primavere
    profumate di carne,
    trionfante ricordo
    della soffocata libertà.

  • 26 marzo 2008
    Gas se n'è andato

    E l’Equatore chiede caffè occidentali.
    Lei accende la sua sigaretta
    e ascolta annoiata la vita.
    Poi butta uno sguardo
    E non si chiede il perché.
    Esistenze come format,
    capelli ricci occhiali neri.
    La gioventù consuma sguardi
    ritarda pensieri
    Il mutuo del Futuro!
    L’incoscienza del Passato!
    E tavoli arroccati su pavimenti assolati,
    i portacenere rimangono in silenzio
    mentre le gambe si incamminano lontane.
    Quando ascoltare le pulsioni di oggi?
    Il barista palestrato porta via i suoi bicchieri.
    Io il mio cuore stanco.

  • 26 marzo 2008
    "Chat"

    Un altro mondo vivo,
    mi connetto ad esso e scrivo.
    Scruto,osservo...
    vivo!

    Se non mi garba cambio verso.

    Mai mi sento criticato
    da un popolo che non conosco facce
    e che quindi non giudica
    se non quel tanto che può supporre.

    Resto ore ed ore,
    mi sembra quasi di far l'amore...

    quando poi la stanchezza cala
    le membra stanche s'accasciano
    e le palpebre lasciano
    posto al nulla
    del sonno vero, profondo, rilassante.

  • 26 marzo 2008
    Parole impertinenti

    Queste parole sono personaggi di un sogno,
    non sono reali,
    non esistono.
    Non possono essere pensate,
    solo lette,
    dalla mia testa alla tua,
    dal mio stomaco alle tue orecchie.
    Queste parole per dirti che il mio pensarti somiglia al cielo:
    che ci sia il sole o il disco bianco della luna,
    il cielo è sempre lo stesso,
    sempre sorprendente,
    anche se vestito di colori diversi.
    'Notte mio infinito pensiero...
    strappa queste parole,
    alcuni sogni rimangono ugualmente addosso,
    al risveglio.

  • 26 marzo 2008
    Questa vita

    Il tuo sguardo...
    si illumina
    nel riflesso di un tramonto
    mentre gli occhi... riprendono
    i colori del mare!
    Il tuo sguardo...
    poi s'adombra
    pensando a malincuore
    del tempo che passa...
    velocemente...
    ma il sentimento rimane
    per rallegrare questo cuore
    nel ricordo!
    Che cosa rimane?
    Forse i ricordi
    non soddisfano...
    ed il presente
    appare noioso?
    Saremo stati forse diversi
    senza questo sentimento
    d'amore?
    Ma è pur vero
    che tutto di noi indica,
    forse inconsciamente,
    che bisogna...
    andare avanti…
    che bisognava andare avanti...
    e viverla intensamente…
    questa vita!
    Viverla intensamente...
    questa vita…
    con passione e ardore ...
    perché essendo l'ultima
    e unica..  non c'è possibilità...
    per riviverla... nuovamente!

  • 26 marzo 2008
    Una speranza di pace

    Una speranza di pace
    mentre bagliori di luce
    infuocano l’orizzonte
    e stilla pietosamente
    lacrime nell’uomo,
    nella speranza di vita!
    Uomo, che vittoria attendi
    nell’ultimo respiro?
    Abbracciare vuoi forse il corpo inerme
    di un bimbo che urla pietà?
    La vittoria è questa?
    Non assopirti in un sonno
    eterno senza luce e verità!
    Ti prego, solo per un istante,
    alza lo sguardo in un limpido cielo
    e ascolta il soffio del vento!
    Avvertirai certamente un carezzevole canto
    che saprà cambiare il tuo cuore
    ancora pieno di odio e di vendetta!
    Non tirarti indietro,non nasconderti
    in parole e smorfie per fingere
    perché tu possa credere
    d’essere felice
    e far felici gli altri!
    Non ha senso vivere così!
    Una speranza di pace
    in questo strano mondo,
    dove uomini stanno aspettando
    un segno
    una luce diversa
    e parole vere
    per amare
    sempre!
    Una speranza di pace
    per un anelito d’amore!

  • 26 marzo 2008
    Solite visioni

    Rami scheletriti su acquitrini,
    ricurvi come lunghe dita,
    che si immergono in salmastre
    acque maleodoranti,
    quasi alla ricerca di tesori
    immersi e dimenticati!
    Nuvole che si stagliano
    su un orizzonte infinito,
    dove voli di uccelli
    disegnano acrobatiche figure
    che finiscono per svanire
    in un cielo appena velato!
    Stelle grandi
    in questa strana notte,
    quasi nell'attesa di una esplosione
    di colori e abbaglianti luci,
    forse per calmare il mio animo,
    anche oggi tremendamente triste!

  • 26 marzo 2008
    L'incontro

    Silenzio dell'attesa!
    Gioia della Resurrezione!
    La Madonna
    paziente nella sofferenza
    incontra il Cristo col Suo sorriso
    e gli occhi dell'uomo
    per la sua resurrezione!
    E' festa di luci e colori
    in un arcobaleno improvviso!
    Echi lontani
    in un presente spirituale
    nel tripudio della Pasqua.
    L'incontro della collettiva memoria
    in una festa della speranza
    e dell'incessante ricerca
    della propria identità!
    Incontro di sapori
    e profumi inebrianti
    che si mescolano
    nell'animo tormentato
    dell'uomo moderno,
    inesorabilmente superbo,
    che continua a guardare avanti
    senza fermarsi un attimo
    per voltarsi e meditare;
    rivedere l'immagine splendente
    di Nostro Signore Gesù Cristo
    Risorto per la nostra salvezza!

  • 26 marzo 2008
    Avevo udito

    Avevo udito il canto mattutino
    del gallo tra la nebbia leggera.
    Ascoltavo nel giorno appena nato
    il gregge che ritornava all'ovile!
    Gli occhi avevano voglia divedere
    oltre il limite dello spazio
    ed ero felice in quell'attimo!
    Il cielo era come dipinto
    di un azzurro insolito,
    mentre lontano
    diradava la nebbia
    scoprendo i monti.
    Un quadro stupendo avevo davanti
    e mi sentivo felice,
    di una felicità insolita!

  • 20 marzo 2008
    Un altro mattino

    Il mattino appena nato
    odora di petrolio,
    e sulla strada carica
    di polvere nera,
    quasi di fuliggine
    che ti ferisce gli occhi,
    come nello scrutare attento
    del giorno che trascorre lento,
    pensi di farcela e resisti!
    E  fontane e rivoli d’acque
    nella memoria  ritornano,
    e dolci ricordi del passato
    racchiudono scrigni
    di pietre preziose,
    lasciando intravedere ombre
    con  sembianze umane
    che cercano di allontanarti,
    e quasi tremante cerchi 
    di raggiungere l’altra riva
    sperando di salvarti.
    Ti salvi ma ti ritrovi solo   
    nell’ultimo sguardo dal ponte,
    e verso il mare intravedi
    pescatori chini su ceste
    lasciate senza null’altro
    che speranze e forse
    incertezze di sempre. 
    Poi quando il giorno finisce,
    ti ritrovi dietro un bancone
    tra fumo e odore
    di tabacco scadente
    e cadenzati passi
    che riescono appena
    a nascondere l’assordante
    rumore di un battello
    che scompare nella nebbia,
    oltre la banchina,
    prima che un’altra  sirena
    annunci un altro mattino
    che forse odora di niente!

  • 19 marzo 2008
    Salvazione

    Settembre
    Giorno di tuoni
    Piove
    Ostriche a mezzodì
    Da cubici imprevisti
    piccole teste
    incantate spiovono
    Dietro umide
    finestre
    qualcuno fa all’amore
    in un angolo
    dell’Io

     

    Saran le prossime
    quelle volte
    che spogliate della messe
    scivoleranno nella pioggia
    assieme a queste

     

    Spiove
    Un lampo è già passato
    Le ostriche han salmodiato
    Le perle sulle foglie
    Din Don Dan
    Si gioca al teatro
    giù nel cortile
    Qualcuno alla finestra
    si adatta
    al davanzale

     

    La morte può attendere
    Ed anche l’arcobaleno

     

    Ripiove
    Si piangono lacrime
    di nessuno
    In cortile il teatro
    si continua a giocare
    Qualcuno ha sotto i tacchi
    della penna chilometri
    di versi da masticare
    ma vola giù
    dalla finestra

     

    salvo,
    finalmente.


    Convento di Montemalbe, Perugia. Settembre 2006

    (Da "L'inquietudine dei fiori" , Gruppo Albatros Il Filo editore, 2009) 

  • 17 marzo 2008
    Versi per una notte

    Preso dall’intreccio
    di queste luci
    d’oro
    inciampo nel vuoto
    di un imprevisto
    oblio

     

    Ogni parola
    è una mancanza
    infinita

     

    Ed un silenzio di stelle
    a me solo
    stregando i miei occhi
    con tremuli
    lumi pare stanotte
    che tutto
    riveli

    (Da "L'inquietudine dei fiori" , Gruppo Albatros Il Filo editore, 2009) 

  • L’ora delle passioni
    è bruciata
    si consuma
    il fumo
    delle ferite
    aggiogati i cavalli
    delle tempeste
    tornano
    le nuvole
    buone

     

    Ma l’alba timida e silenziosa
    promette solo la speranza.

  • Io che assomiglio
    a tutti e per niente
    a me stesso

    Da sempre
    mi cerco


    Ho colorato gli alibi
    del credo con le risposte più
    domandanti

    E non ne ho avuto
    che una moltiplicazione
    di geni

     

    (Sono stato fecondato da numerose dottrine
    Incroci d’incroci, sono i nostri figlioli)

     

    Ma... a che pro? Se ora seduti al banchetto al mio simposio
    interiore non trovo che gli aborti scuciti al mio Ideale
    bizzarro barcamenarsi dintorno
    con occhio infedele?

    Mi ritrovo a sfogliarli con occhi rivoltati..
    E dire.. nemmeno uno in cui riconoscersi Ideale!
    Ah! Se non esistessi forse avrei una formazione
    unanime per tutti?
    Ma davvero...
    sono così contraddittorio?

     

    Quello specchio di purezza
    in cui mi ci perdevo 
    frantumato ora
    dall’ennesima capriola
    ancor più confonde le mie idee
    con mille e mille immagini riflesse..

     

    Ah! Sono stanco di questa allegra buffonata!
    Una tragedia, di quelle serie, non guasterebbe!
    Si sta così maledettamente bene in questo mondo
    Ma non è forse il tempo troppo breve?
    Abituati alla vita nella misura in cui
    ci trattiene la morte
    fuggiamo il pericolo con ogni sorta
    di plastica facciale..

     

    E allora che resta?
    Morire forse, sulle tue labbra
    glaciali, per sentire le mie, roventi
    fumare, assieme alle tue,
    nelle disperate piroette dell’Amore...?

     

    Ah, povero clown!
    Saltimbanco dell’anima!
    - Costretto a rinnegare te stesso
    per un gomitolo di fumo!

    (Da "L'inquietudine dei fiori" , Gruppo Albatros Il Filo editore, 2009) 

  • 17 marzo 2008
    Respiro

    Come del cielo
    attraversa
    un aliante
    l’intera volta
    dispiegata

     

    attraverso me stesso
    per un solo
    sguardo
    un divenire
    infinito
    passa.

    (Da "L'inquietudine dei fiori" , Gruppo Albatros Il Filo editore, 2009)