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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 28 febbraio 2011 alle ore 20:57
    Soliloquio

    Soliloquio, sOliloquio, soLiloquio, solIloquio, soliLoquio, solilOquio, 
    soliloQuio, soliloqUio, soliloquIo, soliloquiO, SoliloquiO, sOliloquIo,
    soLiloqUio, solIloQuio, soliLOquio, SOliloquio, soliloquIO, soLIloquio,
    soliloQUio, SOLILOQUIO, SOLiloquio, soliloqUIO, soliloquio, soliloquio,

    Soli.

  • 28 febbraio 2011 alle ore 20:56
    Birilli

    come se tirare a campare fosse una partita a bowling
    e queste bocce difficilmente ci azzeccano, troppi birilli
    da abbattere,  così si sprecano energie e torni a casa
    con gli amici e insieme bocce, biglie, sfere da schivare.

  • 28 febbraio 2011 alle ore 20:54
    Sbobba

    nel divagare del più e del meno, sempre il meno
    raggiunse il consenso,  un dubbio sinistro (ci sarà mai un dubbio destro?),
    metafora del  non-essere nell’essere,  s’insinuava
    tra l’incertezza della certezza rendendola
    una sbobba priva di condimento.

  • 28 febbraio 2011 alle ore 20:53
    Si poteva sperare

    si poteva sperare in qualcosa di meglio
    all’uscita dall’anatomica  concitata selva
    ma gli exit pool non facevano ben sperare
    ché le percentuali  nella comune somma
    minimizzavano quell’unico un per cento 
    che si opponeva e chiedeva  venia per l’entrée
    e mai aveva implorato per quella luce, già accecante,
    in un’asettica sala e altri abbaini,  come puzzle in dissolvenza,
    aspettavano il malcapitato per  scaraventarlo
    nella luce fioca senza che potesse
    dire: “ io non volevo, io non ho chiesto, non sono figlio vostro”

  • 28 febbraio 2011 alle ore 19:51
    Primavera...

    Sento la tua dolcezza avvolgermi
    soffice petalo di rosa in primavera...

    La tua brama
    mi fa sentir
    la Regina in un campo in fiore in primavera...

    Alba sul nascere
    bocciolo di rosa che già profuma
    dei colori del mondo...

    ...primavera che fà sorgere il mio cuore...

    Primavera
    primavera chè al nascere non hai fine...

  • 28 febbraio 2011 alle ore 18:06
    Riflessa nelle stelle.

    Il sole si oscura all'improvviso,
    le nuvole si mescolano alle mie lacrime
    che urlano alla luna
    il sogno più bello dentro di me.
    Ascoltare te!
    Ascolto la tua voce e la malinconia….se né andata già!
    Tutto s’illumina!
    Facile ora è l'addio,
    delle mie lacrime
    al suono della tua ombra,
    che come un'aquila
    nell'infinito del cielo,
    mi dona un arcobaleno
    riflesso nelle stelle.
    Tu che guardi me!

  • 28 febbraio 2011 alle ore 18:02
    Scrivimi una poesia.

    Mamma scrivimi nella notte,

    quando non riesci a fermare il respiro…

    E fermati un istante,

    ferma il tuo sorriso

    che si appoggia sulle onde del mare,

    e, scrivimi .

    Scrivimi del soffio di vento,

    del raggio di sole,

    della stella che trafigge l’amore.

    Scrivimi col cuore,

    scrivimi della figlia tanto amata,

    di me…creatura che non ti ha mai persa,

    né dimenticata

    e che nel silenzio

    ti ascolta.

    Scrivimi con voce spezzata

    “figlia mia adorata”

    Scrivimi delle lacrime che solcano l’anima,

    sulle spiagge deserte

    nascondendoti

    sotto un cielo di notti insonne…il tuo amore per me.

    Cercami tra la pioggia,

    tra lo scrigno del tuo cuore,

    riabbracciami con amore,

    oppure, domani…

    la mia anima sarà buia,

    senza te.

  • 28 febbraio 2011 alle ore 17:59
    Il grido di una lacrima

    Vorrei una tempesta di neve
    che posi sull'anima una lettera,
    che piova nel cuore
    un imperturbabile silenzio
    di un'ombra.
    Quel che resta del sogno,
    una favola...
    senza coscienza, senza sapore,
    cucita da un filo di sorriso
    di chi la gloria cerca
    sensuale
    in una pagina autunnale.
    Scivolo lentamente
    sui boccioli di rose
    bagnati da sorrisi del cielo
    in abito celeste,
    e bolle di stelle.
    Mi manchi tu... e
    si è spento il sorriso,
    nel silenzio delle stelle
    al grido di una lacrima
    in un cuore autunnale.

  • 28 febbraio 2011 alle ore 15:07
    Testimone regale

    Prediletto è,
    un gioioso portento viene annunciato,
    foriero di compiacimento, che ha recato
    tutto con sè, tutto è manifestato,
    e pare un progetto incompreso,
    un pegno non degno,
    ma
    un talento atteso è,
    onere di fatica, che nel deserto trova
    rinvigorito, nuova vitalità,
    dopo arriverà sospiro e pace,
    un attimo che ha il tempo dimenticato,
    ed ora, lietamente colmato,
    sembrava un invitato
    e ci trasmetteva un cifrato,
    che era ed è la buona novella,
    quella che egli ha lanciato,
    reale testimone,
    che dal fato è stato chiamato.

  • 26 febbraio 2011 alle ore 22:47
    Vorrei

    Vorrei essere la notte per poterti cullare tra le mie braccia.
    Vorrei essere il primo raggio di sole per accarezzarti al mattino.
    Vorrei essere un’onda per infrangermi contro le rocce dei tuoi occhi.
    Vorrei essere il tuo orgoglio per provare ad autodistruggermi.
    Vorrei essere una stella per cadere e avverare ogni tuo desiderio.
    Vorrei essere un tramonto per avere il tuo sguardo poggiato su di me e riempirti di speranze.
    Vorrei essere un sorriso e tenerti sempre compagnia sul tuo volto.
    Vorrei essere una lacrima per averti senza barriere e poi provarti a consolare.
    Vorrei essere un turbinio di gioia per riempirti il cuore di emozioni.
    Vorrei essere un sogno per sapere che vivi di me.
    Vorrei poter alleggerire il fardello delle tue paure.
    Vorrei essere un’ombra per ricordarti che, anche nei momenti più bui, io ci sono, sono sempre lì.
    Vorrei essere un arcobaleno per colorare i tuoi giorni.
    Vorrei essere coraggio e trapelarti l’anima, darti la forza di agire e di dire.
    Vorrei essere sostanza e non una semplice presenza.
    Vorrei essere un cielo sereno per impedire alla tempesta di travolgere il tuo umore.
    Vorrei essere il sussurro del vento e il ticchettio della pioggia che accompagnano i pensieri.
    Vorrei essere silenzio per farti sentire il peso della distanza che ci divide.
    Vorrei essere l’ispirazione che dà moto alle tue idee.
    Vorrei essere quegli attimi vissuti insieme per correre e raggiungere il tuo oggi, anziché restare ancorati e dimenticati in quello “ieri” che ormai non esiste più.
    Vorrei essere tutto o forse niente, non lo so.
    Vorrei semplicemente essere…
    …per credere che tu esisti davvero.
    Che ci sei.
    In qualche parte del mondo, ti nascondi, ma ci sei.

  • 26 febbraio 2011 alle ore 22:45
    Lei

    Lei che guarda ma non vede,
    non le importa se è menzogna, lei ci crede.
    Ha negli occhi tanta amarezza,
    gliel’ha lasciata lui andando via, è una corazza.
    Si accontenta di un bisbiglio.
    Lei è sabbia, ma si finge scoglio.
    Si getta a capofitto nell’errore
    e quel male lei è certa che sia amore.
    Poi, nei pugni, stringerà forte il niente,
    quando di nuovo cadrà di fronte a chi la inganna spudoratamente.

    Lei è tutto, lei è il nulla.
    Se la sfiori, è una bolla.
    Se la tocchi, poi ti scotti.
    Diventa vetro, se ci sbatti.
    Ha negli occhi tanta amarezza.
    Se solo lui tornasse… gli basterebbe una carezza!

  • 26 febbraio 2011 alle ore 22:44
    Sogni di cartapesta

    Se i miei sogni dovessero rivelarsi di cartapesta, faticherò per renderli più solidi e sicuri, li rivestirò di cemento.
    Impasterò impegno e sacrifici, ma non mi arrenderò e non permetterò a nessuno di distruggerli.
    Se dovessero essere solo pure fantasie, tornerò bambina e imparerò a disegnare per scoprire nelle mie mani il mondo che continuamente rincorro.
    Se le mie forze non dovessero bastare, mi farò aiutare dalle mie debolezze a trovare la stabilità che non ho.
    Se le certezze mi si dovessero polverizzare sotto i piedi, starò attenta a dove poggerò i miei passi, calpesterò solo i terreni che la mia ragione fiuterà come concreti.
    Abbandonerò le utopie che non portano a niente.
    Tenderò a fidarmi meno degli altri e più di me stessa.
    Se il mio coraggio dovesse iniziare a barcollare, cercherò un alibi per fornirgli la resistenza di cui necessita.
    Se dovessi accorgermi che non sto facendo altro che credere nel nulla, farò di tutto perché quel nulla prenda forma e diventi ciò che io voglio.
    Se dovessi imbattermi in porte chiuse, non mi fermerò ad aspettare che si aprano perché il tempo scorre e non attende certo me: mi vestirò di pazienza per cercare la mia strada. La troverò!
    ...e se le mie aspettative dovessero essere troppe o troppo poche, raccoglierò le briciole delle mie pecche finchè, anche con quelle, non riuscirò a costruire qualcosa di nuovo e altrettanto grande e forte. Perchè è sbagliando che s'impara.

  • 26 febbraio 2011 alle ore 22:43
    Ma tu dove sei?

    Sarò lì, ogni volta che ne avrai bisogno.
    Sarò un pensiero lontano, un ricordo smarrito.
    Ma non sarò mai troppo distante da non far sentire quanto è forte la mia presenza.
    Sarò lì, a leggere in quegli occhi un’emozione che non saprai a chi svelare.
    Cercherò il consiglio per sconfiggere quel dubbio che t’intralcia il cammino.
    Sarò lì, nel silenzio in cui troverai risposte e in quello stesso silenzio ti farò compagnia.
    Sarò un abbraccio quando la solitudine ti verrà a trovare.
    Sarò una lieve luce quando ci saranno le tenebre a farti paura.
    Sarò un errore. Un errore a cui rimediare. Uno di quelli da cui s’impara una lezione.
    Sarò una foto già scattata.
    Quella lettera mai scritta.
    Quella canzone che ancora tu ascolti.
    Quella frase mai pronunciata.
    Quel sorriso ormai negato.
    Quella lacrima nascosta.
    Sarò quell’idea che ti sfiora la mente, l’idea che tu scacci e che s’incastra nel cuore.
    Sarò un nodo in gola che rimane insieme ai rimpianti che la ragione non permette.
    Sarò l’indifferenza che divide, che sottrae da quell’ “insieme” gli istanti non più nostri, fino a moltiplicare il tempo che prolunga quell’assenza.
    Sarò un oceano in cui sprofondano i desideri irrealizzabili.
    Eppure non mi arrenderò2BYRtSMMT1zDVYPY4om+XuR1ytnH4rllare di speranza.
    Imparerò rimanendo lì, a coltivarla giorno dopo giorno.
    Sarò lì, sempre lì…ogni volta che avrai bisogno.
    E se non saprai dove cercarmi, accarezzami in un sogno. Sarò lì.

    Ma tu, invece, dove sei?

  • 26 febbraio 2011 alle ore 22:42
    Voglio tutto da questa vita

    Cosa voglio da questa vita?
    Che sappia emozionare e far ridere di gusto. Che sappia esserci e non dissolversi in fretta.
    Che sia ricca. Ricco di sentimenti, di speranze, di soddisfazioni e di vittorie.
    Che sia generoso e regali serenità. Che sia tutto e il contrario di tutto.
    Che sia addirittura incoerente se può servire, ma non noiosa.
    Che renda capaci di stupire e capire. Guardare e vedere. Sfiorare e toccare. Percepire e sentire. Cercare e trovare.
    Che sia come l’arcobaleno, sfumata di colori intensi e vivi.
    Che sostenga le anime pure. Che le difenda e che riesca a cambiare quelle che di buono hanno ben poco.
    Che avvicini coloro che non sanno riconoscersi. E anche coloro che, per orgoglio o per un gioco del destino, si allontanano.
    Che ritrovi ciò che si è perso strada facendo e che non porti con sé rimpianti, rimorsi o dispiaceri.
    Che prometta e mantenga la sua parola. Che dia senza chiedere nulla in cambio.
    Le chiedo troppo?
    Forse. Ma sarebbe più sbagliato se mi accontentassi. 
    Voglio tutto da questa vita.
    Voglio così tante cose che non m’importa se sarò in debito con lei.
    Voglio così tante cose che sono disposta a prendere il posto di Atlante e sostenerlo io il peso di questo mondo. Sono disposta a smontarlo e a capovolgerlo completamente purchè sia come io vorrei che fosse.

  • 26 febbraio 2011 alle ore 17:08
    L'arcobaleno della vita

     Il colore dell amore,

    il mare calmo riflesso nei tuoi occhi...

    L'alba che saluta con dolcezza

    il bagliore della luna...

    come la tua bocca fa sorridere il mio cuore...

    Il colore del desiderio,

    la tua pelle sulla mia...

    ...velluto di emozioni...

    sei un mare in tempesta...

    sole accattivante...

    Notte di un giorno che verrà

    mentre vedrò l'arcobaleno della vita...

  • 26 febbraio 2011 alle ore 2:18
    Stella cadente.

    Ti avevo nelle trame della vita,
    disponibile allo sguardo intenso,
    ti avevo intorno a me
    col tuo fare malizioso,
    ma non era quello il tempo,
    non era la stagione,
    eri tu come neve d'agosto,
    rarità incomprensibile
    ed incompresa,
    gesto macchiato
    dalla mancata intesa.
    Non capivo il tuo fervore,
    nell'incontrare me,
    per passar giornate
    piene d'invisibile colore,
    non capivo ogni tuo gesto,
    grigio come il temporale,
    non capivo che d'intorno
    c'eri tu, a me uguale.
    E come una stella cadente,
    sei passata, così veloce,
    e il ricordo del tuo sguardo,
    fa piangere il mio cuore,
    non capivo il tuo valore,
    ed ora è tardi, non v'è più amore. 

  • 25 febbraio 2011 alle ore 16:18
    Premio

    La mia poesia e' la piena ineducata dalla diga se sfiora la tua mano oltre l'argine scomposto. Una sola stagione di secca ha imputridito il letto con un canto di rami ammalati. La mia poesia e' il bacio dell'esule alla soglia di cui non e' più padrone.

  • 25 febbraio 2011 alle ore 16:18
    Premio

    La mia poesia e' la piena ineducata dalla diga se sfiora la tua mano oltre l'argine scomposto. Una sola stagione di secca ha imputridito il letto con un canto di rami ammalati. La mia poesia e' il bacio dell'esule alla soglia di cui non e' più padrone.

  • 25 febbraio 2011 alle ore 12:12
    IL PETALO E IL GEODE

    Cristalli
    al riparo nel geòde
    la pittografica mano
    fu ultima specie.

    Al tremore della terra
    il petalo
    soffio veloce
    non farà più ritorno.

    Inconsapevole volo
    un fremito
    spazi infiniti
    ritornati alla profonda natura.

    Riflesso di luce
    caleidoscopico raggio
    era smarrimento
    ora è corolla.

    In quel paradiso
    eternità perduta
    erano cristalli
    ora è un senso alla vita.

  • 24 febbraio 2011 alle ore 20:15
    Unwilling to let go - Riluttante a mollare

    I used to build huge sandcastles
    on a beach made of bloody clay
    waiting eager for the tide to come
    and finally sweep them away.
    Eroding the cruel sense of loss
    I felt when I missed your voice
    though I never yielded to despair
    for I see now it was not your choice.

    Trad.

    Costruivo enormi castelli di sabbia
    su una spiaggia di creta insanguinata
    aspettando ansiosa l'arrivo della marea
    perchè ogni cosa fosse infine cancellata.
    Erodendo il crudele senso di perdita
    quando era la tua voce a mancarmi
    senza mai cedere alla disperazione
    perchè ora so che tu non volevi lasciarmi.

  • 24 febbraio 2011 alle ore 15:34
    Borderline

    Mi destreggio con grazia
    mai conquistata
    su quella corda malferma
    confine
    che voi conoscete
    …non io.
    Cavalco il tempo
    nella terra di nessuno
    sul dorso nudo
    d’uno scapestrato destriero.
    Cerco un’ancora all’ipocondria
    in un dissestato spuntone di roccia.
    M’adescano sabbie mobili
    in inconsulto fobico slancio.

    Non chiedetemi
    se ad occhi aperti
    afferro un paradiso
    o se l’essere mi è di peso.
    Senza condizioni
    scelgo l’ignoto
    e forse non torno dal fronte.
    E’ lei la nemica…
    è la linea
    che mi uccide.

  • 23 febbraio 2011 alle ore 20:18
    Suavemente besame...

    Suavemente besame...
    Te quiero mucho,
    quiero que me ames...
    suavemente besame...

    Rocìo de una noche encantada...
    Suavemente besame...

    Mi alma infinita...
    ...mi corazòn..

    Suavemente besame... 

  • 23 febbraio 2011 alle ore 15:25
    Non importa..

    Non importa se la marea

    conduce e ruba

    alla mia riva

    se il vento porta via il respiro

    e lo riporta a me

    più ricco e più compiuto.

    Importa che mi sento

    parte di quel mare

    e di quel cielo

    infiniti

    colmi di piccoli fiori che galleggiano

    e di profumi che stordiscono.

    Importa che le nere onde minacciose

    non li sommergono

    e le piogge li intensificano.

    Importa che sento oltre l’orizzonte

    la voce di un gabbiano

    ostinato e solo

    Importa ...

    che col suo pensiero volo

    e così

    la terra

    il cielo

    il vento ... il mare

    imparano ad amare.

  • 23 febbraio 2011 alle ore 13:35
    Istante

    Ci sono giorni di gioia breve.
    Quando la vela è incinta di vento,
    si allarga la rotta ed approdo alle tue mani.
    Poi il cielo muore in una piega viola.
    Ed io torno in attesa dell'onda che non sopporta peso.

  • 23 febbraio 2011 alle ore 13:34
    Vendetta

    Non ho talento nell'odio.
    Gioco ad allontanarti, ma tremo di assenza.
    So solo spalancarti il cuore.
    Come se il mio destino fosse
    darti rifugio per una breve notte di pioggia
    e temere il sole.