username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 31 ottobre 2012 alle ore 19:02
    scelta

    giocavamo a testa o croce
    come se dovesse cadere la zucca
    dell’antico imperatore
    o nux kai hemera,
    o giorno o notte,
    lo spegnersi nel buio quotidiano.
    cosa cambiava, poi ,
    nella stupida casualità
    dell’esito?
    potendo scegliere,
    il gioco del carrello al supermercato
    era vivere.

  • 31 ottobre 2012 alle ore 17:27
    Haiku-"Catarsi!"

    Lenta la pioggia
    E' pianto di astri in coro
    Pathos cosmico!

  • 31 ottobre 2012 alle ore 14:38
    Tracce

    Qualunque cosa
    tu possa sognare,
    di fare,
    incominciala,
    così che
    dietro il tuo passaggio
    rimanga polvere
    sulla quale lasciare...tracce...
    <> <> <> <> <> <> <> <> <> <>
    La mente in ostaggio
    di pensieri e parole,
    a Te,
    che nel bene o nel male,
    mi hai regalato
    frammenti di vita normale,
    vorrei affidare
    un'impronta di me,
    traccia in cui potrai
    cercarmi e ritrovarmi;
    e rivivermi,
    in questi ricordi
    che ti lascio,
    incantevoli spazi immensi
    dove sarà seducente
    perdersi e ritrovarsi,
    felice d'averli condivisi.

  • 31 ottobre 2012 alle ore 14:15
    Halloween

    Cara ai bimbi la notte delle zucche
    facce ghignanti di streghe
    dall'incarnato arancione
    che luce attraverso candele.

    Svolazzano i pipistrelli
    sui cappellacci sghembi
    dai tenebrosi lembi
    fra scherzetti e dolcetti.

    E' Halloween che torna
    scaramantica festa
    dall'America giunta.

    Molti vuole dolci frutti
    maleficamente trasformati
    gioiosamente distrutti.

  • 30 ottobre 2012 alle ore 21:48
    Chocolatefall

    Hands in chains
    and the sweet
    warm liquid
    flows on your back
    and your breast.
    I watch it running down
    with satisfaction
    while my desire for you
    closes my stomach.
    But the wait is exciting
    a cake to be eaten
    and tasted slowly
    like your honey
    mixed with the chocolate
    now that both
    reached my tongue
    givin' to me
    the flavour
    of your moans.

  • 30 ottobre 2012 alle ore 19:06
    Cerei

    ora cerei
    o erano bagliori
    da ancestrali pance?
    ora questo grigio flou
    nel-non-so-se
    effetto seppia
    vintage
    di arredi muti
    in-parvenze
    sonore

  • 30 ottobre 2012 alle ore 14:21
    Colori

    Partire per vedere correre
    le cose
    sentirle lontane
    sempre più
    Lontano
    tutto lontano
    Vedere solo il colore
    una pennellata
    di un pittore distratto
    Partire non fuggire
    per uccidere l'angoscia
    sentirla lontana
    sempre più.

  • 30 ottobre 2012 alle ore 12:48
    Cliché

    questa storia del cliché
    che è tutto un clichè,
    cambiamo almeno l’accento
    grave o acuto, un altro sapore
    likes ma è la solita zuppa. Oh
    si stupiscono del cambiamento
    ché, anche chè, non hai percorso la retta via.
    tollerano il sound quasi uguale
    ma non uguale. questa volta
    sei perdonato ma che sia l’ultima
    e non ti scordar di loro e se
    scriverai clicè o clicé scomunicato
    sarai per l’eternità dal cliché
    chè o ché la scrittura è uguale
    solo per i pochi o pòchi o po’chi.

  • 30 ottobre 2012 alle ore 9:42
    Venni...vidi..persi...

     Spirava quel dì uno zefiro gentil,
    soave melodioso degli uccelli
    il canto, di profumi fiori  erbe
    arbor odorava il bosco, fresco
    il capanno, soffice il giaciglio,
    lì la mia ninfa, ignudo, d’amor
    pronto alla tenzone qual dio
    Pan ardente il desiderio pronto
    sol attendeo poi venne, vide,
    persi, irata irose le parole disse:
    non può esservi pugna non
    battaglia con simile zagaglia!

  • 30 ottobre 2012 alle ore 8:27
    Amicizia

    L'amicizia è cosa rara,
    è merce che non si scambia,
    che non ha scadenza,
    è uno sguardo, un silenzio;
    non ha bisogno di titoli
    ne di strilloni.
    A volte
    mi sorprendo a girovagare
    perso nel mio tempo,
    evanescenti fantasmi
    mi parlano 
    cercando verità palesi
    in un domani che,
    forse, sarà tutto da inventare.
    La fantasia
    vagabonda in strade vuote,
    piene solo del solito ritmo
    e mi accorgo
    che il nulla mi corre davanti.
    Dentro le nebbie
    dei miei pensieri
    scorgo Te,
    davanti la porta del cuore,
    compiere cenni d'intesa:
    entra, t'aspettavo.

  • 29 ottobre 2012 alle ore 23:03
    Mia!

    Se
    trovo te
    nell'anima
    Mi
    inebrierò
    di bellezza!

  • 29 ottobre 2012 alle ore 22:01
    Le nostre ombre

    La cosa più bella per me
    è unire le nostre ombre
    in una sola più grande
    e vedere se riusciamo 
    a proiettarla oltre l'orizzonte.

  • 29 ottobre 2012 alle ore 19:10
    Non credo più

    Non credo più nell'amore
    non credo più in niente.
    Non credo più in me stessa,
    odio la vita
    e tutto quello che ci gira attorno.
    Avevo creduto in un sogno
    in quel miraggio di una mattina
    di un giorno ...
    Mi sei apparso come una luce di sole,
    come un magico bagliore
    come l'inizio della vita,
    come da un passo verso la felicità.
    Aspettavi qualla mattina
    il nostro primo incontro
    il nostro primo appuntamento.
     Li è iniziata
    la nostra vita d'amore.
    Ma oggi ho capito
    che solo io ho avuto quel miraggio
    solo io ho visto quella luce
    solo io ho avuto quel bagliore
    solo io ho creduto nel nostro amore.
    Ed ora
    sono sempre e solo io
    a soffrire
    e a non capire niente
    di cosa ci sia successo.
    e di come mi trovi qui
    a scrivere di tutto questo,
    della mia vita- non- vita
    e della mia sofferenza.

  • 29 ottobre 2012 alle ore 18:53
    Più e Meno

    Se il tuo +
    è +
    del mio +
    il tuo -
    è -
    del mio -

  • 29 ottobre 2012 alle ore 15:55
    Sulle corde di te

    E morire d’amore

    Fermarsi

    fotogramma bruciato
    dalle palpebre accese
    che si schiudono appena
    a sfiorarti la pelle
    o un profilo di più

    Spaccarsi sui fianchi
    a schiantare tremori
    lunghissimi
    dalla nuca alla terra
    e ritorno
    se mi sfiori di neve
    sulla strada assolata
    di me

    Mi ascolto
    con il fiato spaccato
    come goccia riarsa
    se mi imbatto in qualunque
    respiro

    Artiglio
    la mia mente avvampata
    a graffiare la luce
    che frantuma le dighe
    tracimando il non so

    Stregato
    quello sguardo vibrante
    tra ingordigia e pudore
    a immolare i miei sensi
    sulle corde di te

  • 29 ottobre 2012 alle ore 0:03
    Rose sulla strada

    Cercando una strada
    cosparsa di rose
    casualmente una spina
    infonde dolore.

    Se il fiore appassisce
    il profumo non muore
    e resta l'essenza
    che inonda e che vuole,
    colmare di nuovo
    le grige giornate
    con scintille di Sole.

    L'asfalto consuma
    il tempo che vola
    gli anni che vedi
    e che vuoi vedere
    ti sembrano ieri
    se pensi al domani
    racchiuso per sempre
    nelle tue mani.

  • 28 ottobre 2012 alle ore 23:30
    Incanto

    Calma, pacata immensità dell’universo,
    palpito dell’infinito:
    sogno, immergersi rapito,
    palpitar d’acque tremolanti,
    risorsa ai sonori ardori,
    attimo immobile e incantato,
    anelito ad emergere,
    rimaner sopito,
    rifuggire sommerso.
    Rifulge lo specchio che traluce,
    che trapassa, si allontana:
    pur divampa, pur s’immerge,
    senza tempo.

    (1/4/1998)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 28 ottobre 2012 alle ore 23:19
    Haiku- "Passi di danza!"

    Corpi in concerto
    Anime a ritmi caldi
    Tango sensuale!

  • 28 ottobre 2012 alle ore 21:55
    Candido fiore

    Sei stata bambina
    ma non lo ricordi.
    Alla tua memoria riaffiora
    la trappola nelle sue mani callose.
    Scappa, scappa bambina e la bestia non ti troverà.
    Nei tuoi occhi da cerbiatto tanta paura, tanto dolore ma lui non si fermerà.
    Ora il tuo candido fiore è macchiato di rosso, ma l'innocenza
    rubata mai sarà dimenticata nella tua esistenza.
    Scappa, scappa bambina e la bestia non ti troverà.
    Non vergognarti, diventerai donna e il tempo
    saprà lenire la tua rabbia, non è colpa tua.
    Alza lo sguardo e sii fiera di te stessa, nel mondo
    non solo bestie, ma in mezzo a loro si nasconde anche l'uomo che ti amerà 

  • 28 ottobre 2012 alle ore 16:36
    Sommelier

    Un intormentimento bizzarro mi colse
    ché sorseggiai un forestiero nettare
    che con stupore il palato mio scosse.
    Un’ardente passione pian piano mi accese.
    Pareva ambrosia, tinta giallina,
    che poscia mi avvinse il core,
    quando un guizzo di luce da parte a parte passò
    e quel tono ravvivò.
    Subitamente!

    Un nascimento focoso
    la sua freschezza
    col suo salso sapor stuzzicò
    e l’animo mio allor incantò.
    Un’euforia profonda
    nella mia essenza,
    di sorpresa,
    gocciola dopo gocciola, suscitò.

    Lo annusai: che fragranza fruttata!
    Nel calice lo agitai,
    indi, lo fiutai ancor:
    captai d’acacia prelibato odor.
    Lo gustai:
    saporosità d’erbe notai.
    Ancor lo centellinai:
    morbidezza al palato ravvisai.
    Il calice poi alzai
    e i suoi riflessi giallognoli osservai:
    che goduria alle iridi provai.

    Di nuovo lo annusai: mi estasiai.
    Ancor lo sorseggiai: sedotto fui.
    Un'altra volta lo guardai: affascinato rimasi.

    I primi verbi a trovare indugiai:
    volevo bisbigliare
    l’equilibrato senso
    che quel nettare al bevitor
    con amor infonde.

  • 28 ottobre 2012 alle ore 16:29
    Il gelo è arrivato all'improvviso

    Il gelo è arrivato all’improvviso,
    ha tolto potenza al mio fervore,
    ha infuso squallido livore,
    le forti membra inermi ha reso.
    Non so più cosa fare.
    Non so più cosa dire.
    Non so come reagire.

  • 28 ottobre 2012 alle ore 12:42
    Refolade

    La sburta lontan
    parole e pensieri
    la fa confusion
    sbatendo sui muri

    La gente se sveia
    rumor tropo xe
    che nei piani alti
    ghe trema el role'

    E solita storia
    ''camina sul molo''
    cussi' che'l clabuk
    fa un tufo da solo

    'Sta ''granda'' persona
    altro no ga de far
    che far el mona
    e 'ndar rente el mar

    Spetemo momento
    co'l refolo bon
    dele clanfe tandul
    te diventi campion

    Bon desso vado
    xe matina bonora
    preparo cafe'
    anche per la bora

    © gianpacco 28.10.12

  • 28 ottobre 2012 alle ore 11:32
    haiku n. 100 (mesto l'umore)

    mesto l'umore -
    nella mattina scialba
    pioggia leggera

  • 28 ottobre 2012 alle ore 7:24
    Ode a Te,mia luce...sempre,ovunque,comunque

    La mia gioia per il tuo primo anno...dopo i cinquanta.
    ---------------------------------------------------------------------
    Ti vidi,un pomeriggio,
    passeggiare,
    un sentimento d'inquietudine m'invase,
    una sofferenza d'emozioni
    riempì il vuoto ch'era in me
    e non conoscevo
    ancora la "Tua Ricchezza".
    Là ho capito già quanto t'amavo !
    Ho cercato di liberarmi
    di qualsiasi cosa
    non fosse giusta per noi:
    vizi,amici,situazioni
    e qualunque altra cosa
    potesse nuocere al nostro amore.
    Molte volte ho sbagliato,
    quando tentavo di forzare
    i miei desideri su di te,
    col mio egoismo
    non riflettevo che certi momenti
    non erano quelli giusti
    e tu non eri pronta
    ad assecondarmi.
    Oggi, che anche
    un giorno soltanto senza te
    è come un respiro senza aria,
    e mi accorgo che sei
    il più bel castigo subìto,
    per non aver saputo
    rimanere da solo,
    Ti ringrazio
    per la pace e la sicurezza
    che m'infondi,
    per l'amore e la serenità
    che sai donarmi;
    per aver cambiato la mia vita.
    E se anche avessi cercato,
    e trovato, il regalo più bello
    che esista al mondo,
    non sarebbe mai stato
    così bello di quello
    che ogni giorno, 
    fai tu a me,amandomi.
    A me basta amarti
    ed esistere solo per Te.
    Buon compleanno,amore mio...

  • 27 ottobre 2012 alle ore 21:34
    Come metronomi

    Sequele di parole senza senso
    echeggiano
    alternandosi al  silenzio
    rispondono le voci assonnate
    degli infermieri stanchi

    Stridio di ferri
    e odori acri
    tagliano l’aria
    coi loro dardi...

    recita di un copione
    per corpi avviati allo sfascio
    che avanzano barcollando
    come metronomi
    che segnano il tempo.