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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 7 ore fa e 28 minuti fa
    L'uomo che non muore

    Ho voglia di terra, di arte,
    d'amore.
    Invece mi ritrovo qui
    a parlar con un dottore:
    di cose che neanche penso,
    di figli, di puttane
    a ore.

    Voglio vivere di arte
    e mi sento anche artista.
    Voglio vivere di terra
    anche se non son portato.
    Voglio vivere di te
    e questo l'hai capito.

    Sognare ancora un po' 
    non costa quasi nulla,
    la sveglia suona già 
    è il tempo di mia figlia.

    Lo dico anche lei,
    che voglio vivere di terra,
    di arte e di amore.
    E mi ritrovo qui
    a fissarti per ore,
    col sorriso di un uomo,
    di un uomo che non muore.

  • 16 ore fa e 9 minuti fa
    25 settembre 2017

    è mezzanotte, di silenzio dodici tocchi
    fuori dalla porta, nemmeno la pioggia
    oscilla un po' breve
    mentre il vento alla mia finestra siede.
    In Tv volti informi con poche voci,
    tutti sazi di secondi e di film senza soldi.
    Sempre c'è un lavoro che ognuno ignora,
    cuoce nell'illusione chi fugge ridendo,
    e chi solo va a stendersi sul letto.
    Eppoi torna il silenzio, ancora, nei muri
    e il caldo mi confonde perdutamente.
     
     

  • Ieri alle 20:33
    Lo splendore delle mie albe

    Nel mio giardino tutto adornato
    ti vedo al dì fior germogliato
    sei un giglio color purezza
    tutto lucente nel sol che t'accarezza
    E nel mio sguardo che a te s'inchina
    amor furente s'intarsia e t'avvicina
    del mio cuor pregno di pace
    sei divenuta rondine e aquila rapace
    Or io ti amo e per te io vivo
    e il tempo infame fo divenir giulivo
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti(e gli obbrobri)riservati

  • Ieri alle 20:19

    Indubbiamente FIERA!
    Fiera di aver capito che nella vita solo alla mia coscienza devo render conto e  dimostrare chi sono... Il resto è solo il pensiero  di chi mi vede con gli occhi suoi... Oppure solo il banale giudizio di chi mi guarda come in realtà, dovrebbe guardare se stesso. 

  • Ieri alle 17:23
    Orizzonti operai

    E sei fuori e ti fermi
    Guardi avanti e avanti a te orizzonti
    Orizzonti gialli di ferro e acciaio
    E tubi verdi
    E il rumore di fluidi arrabbiati
    Il graffio è forte
    E impianti troppo grandi per non farti paura.
    Guardi avanti e avanti a te orizzonti
    Operai
    Orizzonti azzurro cielo e bianco nuvole
    E poi il desiderio forte e folle di scavalcare il muro
    E scappare, lontano, salvarti in città.
    Ma la città è troppo vicina
    Forse non è salva neanche lei.
    Guardi avanti e avanti a te orizzonti
    Orizzonti blu mare e color di sabbia
    E pensi di scappare lì, sdraiarti, tuffarti in mare respirando il sale.
    Libertà.
    E sei fuori e ti fermi
    Guardi avanti e avanti a te orizzonti
    Orizzonti di libri e sogni
    E ti rifugi in loro.
    E leggi

  • Ieri alle 17:19
    La Libertà

    Sei tu
    Volando felice nel cielo
    Ad ali spiegate, libera.
    Sei tu
    Sdraiata serena sorridendo al sole
    Nuda, libera

  • domenica alle ore 21:18
    Le visioni del cuore

    Nel turbine di fulmini e saette

    che tagliano all'orizzonte
    il cielo scuro di pioggia

    sono qui a rimirare il mare

    felicemente abbracciato
    alla mia stupenda solitudine

    e all'inutilità dei lidi

    ancora composti sulla spiaggia deserta
    e squadrati nel loro vuoto d'anime

    Ah!!! se il mondo fosse il piacere di un sogno...

    m'addormenterei in questo mio sguardo

    nel tempo che resta ormai
    al vivere che mi è stato concesso

    E non ho altro che questa luce
    e l'aria che respiro al suono di queste onde

    mentre lascio che la loro musica
    si sposi con le note soavi della mia anima
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • domenica alle ore 21:03
    Il nostro amarci

    Gloria di noi stessi

    del vivere dolce e sorridente
    nella nostra passionevole sensualità

    e del sentimento che ci distingue

    celebriamo l'eterna giovinezza
    in turgide virilità giornaliere

    approfittando del calore della passione

    alimentato con dedizione e costanza
    dal fuoco dell'amore in sogni e strusciamenti

    E esploriamo i nostri corpi

    nel profondo desiderio
    d'una intimità senza scadenza

    nel piacere di sapere

    quando la mente é libera dai pensieri

    che non c'è felicità più ebbra
    d'essere immersi ogn'ora nel nostro amarci
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • domenica alle ore 20:58
    La cultura non salverà la mia natura

    Datemi un deserto
    e lasciatemi là
    nella mia solitudine
    a godere della mia autostima
    E non m'interessano
    nè oggi nè domani
    i rimproveri
    per le mie iperboli comiche
    né i biasimi
    per il mio inchiostrare esagerato
    Io mi chiedo ogni giorno
    cosa posso farne
    del mio talento
    ...e penso che
    potrebbe andar bene
    anche per concimare
    i tanti terreni della retorica
    E penso pure che è inutile
    che cerchiate aghi
    nel mio pagliaio
    in essiotroverete
    solo il mio essere un uomo
    di questa umanità
    e...nient'altro
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • domenica alle ore 20:33

    Sei Donna quando sai esattamente quello che vuoi e di ciò che "Potrebbe anche bastarti" non ti accontenti più. Sei Donna, quando non risparmi il vero volto dei tuoi pensieri a nessuno, esprimendoli con schiettezza e senza paura delle conseguenze. Sei Donna quando conosci te stessa in ogni angolo, in ogni minimo dettaglio e in ogni sfumatura. Quando conosci meglio i tuoi difetti, i tuoi limiti e le tue paure di quanto tu possa conoscere i tuoi pregi, le tue qualità e il buono che c'è in te. Sei Donna quando non nascondi la mano se sbagli, ma sai chiedere scusa senza preoccuparti del fatto che possano essere accettate o meno. Perché "Scusami" non è una parola di cui doversi vergognare. Sei Donna quando di ciò che sei non ti vergogni più, quando non ti nascondi dietro false vesti per la paura di un giudizio... Sei Donna quando non proverai gelosia ed invidia verso altre donne, ma saprai valutare quali di esse potrebbero starti vicino in modo pulito e sincero. Sei Donna quando classificare, sminuire o distruggere non ti interessa più perché una vera Donna conosce già il suo valore ed ha capito da un pezzo che non aumenta screditando gli altri, ma solo lavorando su se stesse. Sei Donna soprattutto quando non hai interesse a mostrare ciò che sei, non serve ostentare... Ormai sei abbastanza saggia e matura per sapere che ad una vera Donna ciò che basta è potersi permettere di camminare a testa alta con una coscienza pulita e la dignità ancora intatta.

  • domenica alle ore 19:13
    Dove sei

    Che fine hai fatto signorina giustizia,
    dove sei?
    Perché ti sei nascosta amata libertà.
    Hai paura di questo mondo malato,
    siete stanche di noi.
    Signorina giustizia, dove sei?
    Dove sono le tue mani pulite amata libertà.
    Torna a noi, con tutta la tua bellezza, i tuoi colori.
    La tua, la nostra serena e tranquilla felicità.
    Dove sei, dove siete
    signorina giustizia
    amata libertà
    abbiamo bisogno di voi.
    Ora, sempre.
    Soffoco, soffochiamo 

  • domenica alle ore 12:11
    Ottobre (acrostico)

    Origlia puntuale l’autunno da botti
    Terrigne in arcioni ed imbriglia
    Tenebre d’acqua al vento che fionda.
    Olezza in frammento di sogno
    Brezza a fermenti.
    Risali dal fondo
    E arride un vociare di scuola.
     
     

  • domenica alle ore 8:07
    Mentre resta il fiore d'agave

    Mentre resta sull’acqua
    quel vecchio fiore d’agave
    ho perso l’abitudine
    di contare i flutti e anche i viaggi
     
    e quanti vetri
    lisi dall’aria del domani
    sono ambientati qui, nel giro
    che fanno gli occhi
    da una piccola morte
    e morbidezze imbambolate.
     
    Mai svegliatemi
    da questo nocciolo ispessito
    oscuro di galassie
     
    non ho che due carezze
    di cura autentica
    e sorrisi in ginocchio 
    come uccellini
    nel petto di gennaio.
     

  • sabato alle ore 21:22
    La vita e vita

    Nell'arroganza del mondo
    di pensarmi arrogante
    non vado in giro
    a vantarmi d'esser poeta.
    E m'aiuta l'esser limpido
    nel mio comportamento rude
    che esclude il mio Essere
    dal dominio del visibile
    E ancora leggo l'uomo
    e ancora scrivo l'uomo
    nel sogno di una vita
    che non ho mai vissuto
    nella libertà di pensare
    nella libertà di comunicare
    E tu inspirami e tienimi fermo
    dentro il tuo cuore
    e fammi sentire accolto
    nel tuo Essere
    in quegli istanti in cui
    la violenza del mondo
    sembra sospesa
    e permettimi nei tuoi sospiri
    di superare soggezioni e umiliazioni
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • sabato alle ore 21:15
    L'anima sorniona

    A volte converso con l'anima
    Vedo i miei errori
    Le mie debolezze
    Capto i desideri
    I miei sogni
    Mi guarda
    M'ascolta senza dire una sola parola
    Lei sa tutto di me
    E mi lascia parlare
    Come fossi un bambino
    che ama narrare le proprie avventure
    Sa
    ma vuole stupirsi
    Le svelo così
    ogni intima essenza
    Poi mi sorride, sorniona
    Io la osservo...                                                                                                                       e ritrovo me stesso

  • sabato alle ore 21:07
    Interiori sensazioni...parlano

    Mosaici di onde

    dove ciascuna goccia
    col suo suono melodioso

    incanta il mio cuore

    mi ricordano che ora godo
    di lunghe ore di libertà

    quasi scandalosa agli occhi dei più

    a riprendermi un po' alla volta
    tutto il tempo trascorso

    incatenato all'onore
    e alla dignità di marito e padre

    E passeggio per le vie

    da uomo semplice
    magari avaro d'ingegno

    acuto e pungente
    per come son sempre stato

    godendo solo
    di ciò che m'è rimasto dentro

    nel tempo che mi resta
    e che mi porta via

    passioni ricordi e tanta nostalgia

    E tu viandante

    quando ritornerai per questa via

    ricorderai ai giovani
    la tua giovinezza

    e racconterai ancora di me
    e di ciò che fui
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • io sono insieme a te lì che t'abbraccio
     
    non devi essere triste amore mio
     
    se puoi sentire il sangue che ti scorre
    io sono lì con te che t’attraverso 
    se puoi sentire il petto che s’affanna
    io sono lì in quel ritmo che t'ascolta
    se puoi sentire il soffio che ti chiama 
    io sono dentro te in un fiato lieve 
     
    non devi essere triste amore mio
     
    se puoi vedere il cielo che s’espande
    io sono lì che stringo un suo pigmento 
    se puoi vedere l'alba che si scioglie
    io sono lì che m’apro al tuo disvelo 
    se puoi vedere il buio che s'appressa
    io sono lì in un bacio sulle palpebre 
     
    non devi essere triste amore mio
     
    io sono insieme a te lì che t'abbraccio

  • venerdì alle ore 23:18
    Seduzione

    Mi sono inoltrato
    nel tuo delizioso giardino.
    Mi sono inebriato follemente
    del tuo profumo

  • venerdì alle ore 21:57
    Le tempeste dell'anima

    M'incontro spesso
    con la mia anima

    per capire quanto
    possono essere
    ancora importanti

    le mie emozioni

    quando scoramenti
    mitizzati in disaffezioni

    m'invitano a dismettere
    gli ardori che s'accendono
    per conquiste ottenute a denti stretti

    E mi amo sempre di più

    per poter leggere
    tra le righe dei miei tormenti

    insidiosi e drammatici

    e saperne comprendere
    giocando con l'ironia
    i significati nascosti 

    E rimanere entusiasta
    e a bocca aperta

    nel capire da dove arriva
    il vento che trasporta
    la mia tempesta
    .
    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati
     

  • venerdì alle ore 21:04
    Al tempo dei lager

    Elegie guerresche
    si muovono silenziose
    in cuori di pietra
    animando in toni mesti
    sentenziosi eroismi
    e cantandone le passioni malate
    evocando dolori e crudeltà
    ferocemente schernite
    E in questo spirito d'insofferenze
    che il popolo plaude
    piangono innocenze e candori
    di giovani vite
    trucidate nella malvagità
    di suoni confusi e intenti indistinti
    E mi sembra che siamo
    ancora nel tempo dei lager
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • venerdì alle ore 21:03
    Il mio pianto

    Passeggio nell'anima piano e a passo d'arte

    indulgente con gli avvoltoi che a turno svolazzano
    lungo il percorso di passioni e d'impressioni

    che come dense nebbie avvolgono il mio andare

    nel piacevole stupore interiore

    d'incontrare suggestive icone
    stampate in mille incantesimi di carta

    semi germogliati della mia necessaria follia

    dentro la quale si nasconde il meglio d'ogni mio pensiero

    E conservo il tutto in scaffali d'alta quota

    ben allineati al centro del mio mondo

    testimone silenzioso della mia fragilità e del mio pianto

    dinanzi alle tragedie della vita
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • venerdì alle ore 19:20

    Oggi mi è successa una cosa e ve la voglio raccontare:
    Su Facebook spesso girano annunci pubblicitari di agenzie immobiliari. Improvvisamente nella Home mi appare sponsorizzato uno di essi e mi cade l'occhio sulla prima foto... UNA CUCINA. La guardo attentamente e non so come spiegarlo ho come la sensazione di esserci già stata. Clicco la foto e la guardo meglio e comincio a scorrere le altre foto... La sala, una camera e man mano che sfoglio ho come la sensazione di entrarci in quella casa. Poi ecco la foto della camera più piccola ed è esattamente lì che ho capito! E' stato esattamente lì che l'ho riconosciuta! Era proprio lei si... La mia prima casa! La casa dove sono nata e cresciuta. La casa di Porta a Mare a Pisa. Esattamente lei, in quella corte, al quarto ed ultimo piano di quel palazzo. Improvvisamente sfogliando quelle stanze mi rivedo là... Mi rivedo bambina:
    Mi rivedo in quella cucina fare colazione, oppure in piedi su una sedia da piccolina quando mamma mi vestiva per l'asilo. E sono riuscita anche a ricordare il mio panierino rosa, con il tegamino dove mamma mi metteva il pranzo ogni giorno. Il mio asciugamano rigorosamente contrassegnato dal simbolo che l'asilo mi aveva assegnato: "Un Dado"! Rivedo la mia camera, il mio letto sulla sinistra, quello di mio fratello sulla destra ed un'enorme scrivania al centro proprio sotto la finestra. Rivedo me e mio fratello piccolissimi in piedi sul mio letto guardare fuori dalla finestra i fuochi d'artificio la notte della Luminara di S.Ranieri.
    Nel ricordare tutto questo, ecco che riaffiorano anche le sensazioni...
    Riaffiora mamma con la sua camicia da notte di flanella a costine con quei fiorellini ricamati in alto sul petto attorno ai bottoncini. Cavolo, mi sembra quasi di sentirne anche il profumo di quella camicia. Perché quelli erano tempi in cui se si stava male, per guarire era sufficiente il suo abbraccio, il suo profumo e quel magico "Va tutto bene". Rivedo babbo rientrare la sera con la sua divisa da lavoro; pantaloni, giacca e cravatta blu, camicia celestina e il suo borsello. Me che gli corro incontro e lui che appoggia la sua mano sulla mia testa, sorride e dice: " Ciao birbante". (Ero già capa tosta da piccola evidentemente :P ). Ma il ricordo più bello l'ho avuto ricordando l'ingresso...
    Quell'ingresso dove in fondo si innalzava grandissimo l'albero di Natale che ogni anno io e mio fratello facevamo, ma non è stato tanto questo a commuovermi, ma quello che la mia mente ha riportato alla luce subito dopo:
    Due bambini nel loro letto la mattina di Natale; io e mio fratello Andrea. Ci svegliavamo sempre molto presto quella mattina, perché il pensiero che quella notte Babbo Natale passava a lasciarci i suoi regali ci faceva dormire poco. Così molto spesso alle 4/5 del mattino eravamo già svegli. Ecco, è stato li che mi si sono riempiti gli occhi di lacrime, quando ho risentito il dialogo mio e di mio fratello risuonarmi nella mente, quel dialogo che era lo stesso ogni anno la mattina del 25 Dicembre, un dialogo fatto sottovoce, quasi impercettibile:
    Andrea: "Silvia"...........
    Io: "E'"...
    Andrea: "Sei sveglia si"?
    Io: "Siiiii sveglissima"...
    Andrea: "Si va a vedere"?
    Io: "Si, andiamo"...
    Andrea: "Corri"....
    E scattavamo fuori dai letti come due cavallette, ma eravamo due topini, lui di 5/6 anni io circa 4. Così arrivati sotto l'albero magicamente ci dimenticavamo che era presto e che dovevamo fare piano perchè mamma e babbo ancora dormivano. Ma la felicità tracimava in l'euforia:
    Andrea: "Silviaaaaaaaaaaaaa guardaaaaaaaa la Gru che volevooooooo guarda come è grandeeee brummmm brummmm"...
    Io: "Adreaaaaaaaaaaa ( che manco riuscivo ancora a dire il suo nome io tra un po :P) tato tato guardaaaaaaaa ciccio belloooooooooooo"....
    Mi scendono due lacrime anche adesso riscrivendolo e quindi lascio che questo ricordo termini così:
    Con l'immagine esatta di due bambini meravigliosi. L'immagine di un fratello ed una sorella complici che dopo 40 anni, ancora si amano e si rispettano. Con due anime bellissime, piene di sogni e speranze. Due cuccioli felici dei doni ricevuti da Babbo Natale, perché credere a Babbo Natale è una delle cose più belle che ci sia. Vi lascio con l'immagine di due bambini cresciuti nell'amore e nei valori di una vita semplice. Due bambini che hanno avuto alle spalle una famiglia che del poco che aveva ha saputo fare in modo che a loro non mancasse mai niente dentro. ECCO... SOPRATTUTTO DENTRO perché quei due bambini mai, credetemi, mai ... Si sono sentiti vuoti o soli. 

  • venerdì alle ore 8:00
    Il tavolo dell'infelicità

    Ma come fate ogni giorno, ogni sera,
    ogni notte
    a bere dal calice della noiosa noia
    al bicchiere della vostra inutile inutilità
    Alla bottiglia della vostra monotona monotonia.
    Ogni giorno, sempre
    ogni giorno fermi lì al palo sempre da sempre.
    Ma come fate ogni giorno, ogni sera
    ogni notte
    a deridere qualsiasi cosa,
    chiunque non beva dal vostro calice,
    dal vostro bicchiere
    dalla vostra bottiglia.
    Ogni giorno, sempre
    per non deridere voi stessi, voi
    pur di non deridere il vostro immobile immobilismo.
    Per non ridere del vostro cieco sguardo
    orbo sul mondo
    sui vostri dieci metri quadri di libertà
    la vostra falsa, taroccata felicità
    seduti al tavolo dell'infelicità.
    Ma come fate ogni giorno, ogni sera
    ogni notte
    ad essere così

  • giovedì alle ore 20:55
    Obiettività perdute

    Smodate avidità
    indeboliscono l'anima
    in cospirazioni moralmente guaste
    Falsi alfieri di nobiltà
    decrepite e degenerate
    arricchiscono l'aria
    di parsimonie svigorite
    portando scompigli
    alle menti incamminate già
    sulle strade dei delitti
    a farle divenire ormai
    fruttuosi alberi
    di corruzione e pessimi costumi
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 20:52
    E scrivo

    Lapidari pensieri

    che appartengono all'anima mia

    e ai quali solo Io
    Cesare di me assoluto

    posso provvedere e descriverli

    m'invadono
    nel potere d'esprimere la mia mente

    cercando in me stesso

    tutta l'imparzialità
    nelle sentenze del mio condannarmi

    E mando continuamente

    ambasciate d'emozioni pregne d'entusiasmi
    al cuore

    a trattare condizioni di resa
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati