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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 3 ore fa e 42 minuti fa
    E della pioggia

    e della pioggia
    che spiega chiusi strappi
    libiamo
    germogli nudi
    in cerche
    irrorate d’affanno

  • Ieri alle 22:30

    Fate pure i santi, i perfetti, i totalmente educati e raffinati. Siate pure persone calme, razionali al massimo e mai fuori luogo. Continuate pure a vivere le vostre vite spesso tenute in piedi da una finta realtà. Fatta di amori eterni e infedeli. Io continuo ad essere la rompi balle che sono, la pazza e l'impulsiva. Io vivo d'istinto, di emozioni e sensazioni. A pelle sento, con la mente penso, con il cuore amo e in certe cose la razionalità non vincerà mai. Io amo la mia vita imperfetta, piena di casini e fatta di pochi amici... Quelli veri però! Amo il mio essere single, perché storie fasulle ne vedo già troppe attorno a me, e credetemi a volte stanno in piedi per miracolo. Preferisco godermi la vita e aspettare la persona giusta. Amo me stessa e il tempo che mi dedico per me non è mai sprecato. Sono testarda e assai diffidente. Arrivare a me non è impossibile, ma entrarmi nel cuore, conquistare la mia fiducia, la mia stima e riuscire a restare nel mio mondo, credetemi è maledettamente difficile. 

  • Ieri alle 20:42
    Cuori impavidi

    E il cuore

    quando beato

    riflette l'allegria dell'anima

    allora

    sembra che la vita
    sia giardino seminato d'amore

    quando la mente

    immerge le sue ombre

    nel vivere cosparso di Luce
    e non teme i suoi raggi e sussulti

    quando

    anche se ormai pigro
    e tremante nel debole corpo

    gioisce ancora d'estremi battiti
    e si pone come ultimo dono

    regalandosi

    ancor più dolci soffi di vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Ieri alle 20:41
    La tua compagnia

    Nel vortice dei tormenti patiti
    al furore dei sentimenti

    scopriamo ogni giorno

    il nostro sogno bellissimo
    da cui non vorremmo svegliarci mai

    Sofferenze d'amore

    che mai hanno turbato i nostri sospiri
    e i raggi del nostro sole sfolgorante

    a sopportare la nostra scontrosita'
    senza mutare la nostra natura

    senza ferirci

    ben sapendo che le ombre
    non sono meno importanti della luce

    E non ci sono nubi nei nostri giorni

    ma cieli tersi e notti colme di stelle

    sulle quali sognare ancora
    l'indipendenza del nostro spirito

    E dolce rimane ancora per me
    la tua compagnia

    nel destino che Dio ci ha concesso
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • Ieri alle 20:39
    Senza nessuna eco

    Salto

    esacerbato anacoreta

    sugli scogli scivolosi
    del mio eremo

    ove vive prosperosa
    la mia solitudine

    E gioisco dello squallore d'intorno

    che riempie d'irrispettosi afflati
    l'anima mia

    nel fantasticare i piaceri del mondo
    quando la mente s'invola

    E mi esalto e mi umilio
    in questo mio vizio

    ormai radicato
    quale salice rigoglioso

    ben curato e amato
    ma ogn'or piangente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • lunedì alle ore 21:11
    E non si vola

    Esistono finestre che hanno visto
    spargersi ogni cielo
    su slarghi di malessere 
    occhi incurvati
    a cogliere disastri
    da fessure di sole.
    Di notte si cammina senza cura
    dentro pozzanghere di bile
    stretti nelle galosce
    e non si vola.

  • lunedì alle ore 20:39
    Lungo il fiume della vita

    "...mamma diceva sempre che la vita è come una scatola di cioccolatini,non sai mai quale ti capita..."(Forrest Gump)

    Chiunque io fui

    potrà anche restare ignoto
    se nessuno scriverà di me

    Io intanto voglio vietarmi
    di spregiare il presente

    o irridere il futuro
    ricordando il mio esser diverso

    dando origine a esplosioni di vita

    augurarmi una lunga vecchiaia
    e dire al mondo sempre ciò che penso

    pur nel mio stile visionario

    ma tenace nella mia creatività

    Amore giustizia eguaglianza

    ...e ciò che veramente amo
    non avrà mai fine
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • lunedì alle ore 20:36
    Speranze e silenzi

    Passo buona parte del mio tempo
    nei labirinti del mio riflettere

    su enfatiche antitesi dell'interiorita'

    disinvolta nella sua essenza
    in brevi periodi di fioca luce
    e notti quasi perpetue

    a significare e confondere

    passioni e lamenti
    contro il destino colpevole
    d'inappellabili sentenze

    E trovo la via d'uscita da questi tormenti

    nell'incedere ammantato dal Nulla

    verso silenzi e speranze
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • lunedì alle ore 18:44
    Nonna Nonno e er Caretto (Sonetto)

    Quer caretto era er sogno de tu' nonno.
    Co' du' tronchi de l'arberi pizzuti,
    quattro rami d'ulivo rinseccati
    cià girato, da solo, mezzo monno.
     
    Lo caricava tutto, fino in fonno:
    pane, caciotte e stracci ricevuti
    giocattoli de latta pitturati
    "l'arigalo a li pupi che nun pònno..."
     
    Ciaveva  còre, st'omo benedetto!
    Mo sta' ner cortile, sotto ar mignano
    Tu ce montavi ch'eri 'n romoletto,
     
    mo li gatti ce vanno a prènne sonno.
    Pe' rottamallo me ce vo' 'na mano...
    così lo lasso lì... pe penzà a nonno.

  • lunedì alle ore 18:44
    Nonna Nonno e er Caretto (Sonetto)

    Quer caretto era er sogno de tu' nonno.
    Co' du' tronchi de l'arberi pizzuti,
    quattro rami d'ulivo rinseccati
    cià girato, da solo, mezzo monno.
     
    Lo caricava tutto, fino in fonno:
    pane, caciotte e stracci ricevuti
    giocattoli de latta pitturati
    "l'arigalo a li pupi che nun pònno..."
     
    Ciaveva  còre, st'omo benedetto!
    Mo sta' ner cortile, sotto ar mignano
    Tu ce montavi ch'eri 'n romoletto,
     
    mo li gatti ce vanno a prènne sonno.
    Pe' rottamallo me ce vo' 'na mano...
    così lo lasso lì... pe penzà a nonno.

  • lunedì alle ore 18:44
    Nonna Nonno e er Caretto (Sonetto)

    Quer caretto era er sogno de tu' nonno.
    Co' du' tronchi de l'arberi pizzuti,
    quattro rami d'ulivo rinseccati
    cià girato, da solo, mezzo monno.
     
    Lo caricava tutto, fino in fonno:
    pane, caciotte e stracci ricevuti
    giocattoli de latta pitturati
    "l'arigalo a li pupi che nun pònno..."
     
    Ciaveva  còre, st'omo benedetto!
    Mo sta' ner cortile, sotto ar mignano
    Tu ce montavi ch'eri 'n romoletto,
     
    mo li gatti ce vanno a prènne sonno.
    Pe' rottamallo me ce vo' 'na mano...
    così lo lasso lì... pe penzà a nonno.

  • lunedì alle ore 18:40
    Il Colliere d'Oro (Glosa)

    Pensai al dì che misi fuori il naso
    sentii nell'aria quell'odor di cloro
    solo allora  vi avevo fatto caso...
    m'accorsi della villa e del decoro:
     
    "la gran piscina", sorta sul dirupo
    pensai al dì che misi fuori il naso
    mi acquattai dietro al muro, come un lupo
    nel fare questo ruppi un grande vaso.
     
    -Chi c'è là?- fa il vicino a grande voce.
    (sentii nell'aria quell'odor di cloro...)
    m'alzo in piedi e gli rispondo veloce:
    - Sono io! Il tuo vicino, son Teodoro!-
     
    -Ma perché la svuoti? Siamo in estate!-
    (solo allora vi avevo fatto caso...)
    -Mia moglie vi ama far le passeggiate,
    non sa nuotare e, sono persuaso...
     
    che se le abbasso l'acqua, non affoga...
    (M'accorsi della villa e del decoro...)
    e camminare in acqua oggi è in gran voga,
    mi costa meno di un colliere d'oro!-.

  • lunedì alle ore 6:45
    20 NOVEMBRE

    Ho sbagliato tutto
    Ho sbagliato forse,ma adesso
    Ho capito quanto
    Ho pagato il prezzo del rimorso
    Il prezzo del rimpianto 
    che non volevo ma è vero adesso
    Io un povero niente come chiunque altro
    Meritavi meglio questo è certo
    L'uomo più bello del mondo
    Quello che tutte si girano a guardarlo
    L'uomo più ricco del mondo
    Quello che realizza il tuo sogno
    Il principe azzurro,perfetto.
    Per questo non mi senti,mi tolgo
    Ora lo capisci perche sparisco
    E con che faccia ti guardo
    Con quale coscienza ti amo
    Meglio un altro davvero
    E lo dico con egoismo
    Perchè ti amo troppo e non accetto
    Di essere il secondo,quello preso per dispetto
    La vita lo sai,lo so,è pioggia con il sole
    Quando piove con il sole
    La gente si ferma a guardare,con stupore
    Un attimo solo e non si chiede 
    Com'è possibile?
    Quale ragione?
    Distrazione tutto è distrazione .
    Io 
    Tu
    Resta tu e non pensare a me.
    Vali troppo,vale troppo la tua vita
    Anche se non l'hai capita dammi retta
    Io sono morto da 20 anni 
    Ho visto tutto e conosco i segreti del mondo 
    Io sono morto 4 volte
    Io sono morto
    E ti parlo,per questo ti parlo 
    Sorridi amore
    Sorridi che io devo andare.

  • domenica alle ore 21:07
    I tuoi occhi di donna

    Come fiaccole

    che agitano scosse dal vento
    le alte chiome accese

    splendenti i tuoi occhi

    luccicano d'intima fiamma

    innalzando al Cielo
    la luce del tuo Essere

    e con quella

    confermi il tuo amore
    di madre e di sposa

    E noi

    sposo e figlie a cui piace
    abbracciarti nella gioia del cuore

    rafforziamo il tuo sole

    quale dono divino
    agognato nei giorni di buio
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • domenica alle ore 21:05
    Tra sole e pioggia

    Assueti al giogo della vita

    andiamo assieme
    docili per la strada

    cercando luoghi coperti
    per necessità e bisogni

    Frementi

    ribelli a questa pioggia

    accettiamo domati
    il nostro giusto destino

    incuranti degli sguardi riprovevoli

    che gli occhi degli uomini
    ci lanciano addosso

    E non pensano Loro

    a quanto amore e fatica
    e ragione hanno i passi

    a trovare la via
    cui non nuoce la brezza

    Ma di allegra bellezza
    siam noi mio Noel

    che il tuo abbaiare
    in me ogni fama disprezza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • domenica alle ore 21:03
    Donarsi alla vita

    Avvezzi alla beneficialita'

    all'arrembaggio vanno i miei pensieri
    a cercare esuli in fuga

    anime convenute d'ogni dove

    mentalità diverse
    madide d'incandescenti rivoli

    da affrontare in compagnia
    con attimi di felicità all'incontro

    schivando giravolte
    di gorghi d'odio e furie di rabbia

    e allietando quei cuori intristiti
    che cercan giovamento

    con qualche sacrosanto perdono
    alla confessione di misfatti senza colpa

    E infondere pace e sopore
    a quelle menti inquiete

    nel suono della dolcezza

    lontane da cacciatori
    che ingannano le prede
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • domenica alle ore 20:05

    Amo le persone che dicono le cose in faccia, ma non mi basta. Per amarle veramente devono emettere parole ricche di senso e contenuto. Ammiro quelli che espongono il loro punto di vista, ma la mia ammirazione giunge al culmine quando mi dimostrano che sanno anche ascoltare il punto di vista altrui ed accettarlo. Odio i presuntuosi, quelli pieni di convinzione e perbenismo. Odio i vigliacchi, che recitano la loro tragedia tratta da un copione vittimistico, ma poi in realtà stanno meglio di te. Non sempre essere diretti e schietti significa essere persone valide. Non sempre essere sensibili significa essere persone buone. Esiste la schiettezza che supera i limiti e diventa maleducazione, prepotenza e boriosità ed esiste una sensibilità che esiste solo al fine di se stessi. Conoscere quel limite ci rende persone speciali. Un limite che non devi varcare mai ne' quando si tratta di te stesso... Ne' quando si tratta degli altri. Per tutto il resto ci sono i finti buoni, gli ipocriti, i cafoni, quelli che sono certi di non sbagliare mai e quelli (ancora peggio) che ammettono di aver sbagliato, ma voglia e tempo di rimediare non lo trovano e vanno altrove con l'ennesimo copione.

  • domenica alle ore 10:29
    Novembre

    Dell'inaridita anima
    tento con la mente,
    tutte le parole insieme,
    come semi di luce,
    di svegliarla dalla nebbia
    e dal silenzio delle foglie
    che cadono a pioggia.

     

     
     
     
    G
    M
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  • sabato alle ore 21:03
    Domani e oltre

    Ormai la notte
    aggioga il mio estro

    e avvolge d'oscure ali
    i miei sogni e il futuro

    E così m'accorgo
    che non potremo

    ancora una volta

    godere dei sentimenti
    che ci avvolgono

    delle gioie che abbracciano gli istinti
    e esaltano la passione

    Ora

    tra alte virtù

    io canterò l'amore
    domani e oltre

    e dell'amore le mie Dee
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Me ne vado errando

    per le balze dorate
    di questa sabbia

    baciata dal timido sole
    che s'insinua felice

    nei momenti di pausa
    di piogge copiose

    Dinanzi a te mio mare

    raccolgo e custodisco memorie
    che finora il passato mi aveva sottratto

    concretizzando il mio andare
    in certi sguardi d'amore

    apprezzati dall'anima
    nella stima dei giorni

    e negli abbracci al mio tempo
    che muore ogni giorno

    E continuo il mio vivere
    nutrito dai vortici del gelido vento

    che insidia sontuoso
    i tuoi allegri e palpitanti flutti
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • sabato alle ore 20:59
    Carta penna e calamaio

    Languido e pur a volte furente
    fuggo le strade della gente volgare
    per distender la mente
    all'ombra felice di patite esperienze
    E per questo mio ingegno
    che ai più da fastidio
    non ho antenati a rallegrarmi d'amore
    ma solo veleni e ignoranze
    a produrre tuoni fulmini e malumore
    Che spariscano tutti mi dice il mio cuore
    e specie coloro che al posto d'onore
    han messo le armi invece che il miele
    sapendo che questo non è luogo d'arcieri
    non d'archi o di frecce ma di pace e passioni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • sabato alle ore 14:15
    Danza di stille

    Minuscole catene strette all’apice
    di polsi incisi ai palpiti dell’anima
    zampilla la fontana in grani d’acqua
    luce che gonfia l’aria come fiori.
    Scivola rapido un passo di gonna
    croste di ruggine in fughe di porfido
    di ieri ancora a lato sul patibolo
    saturo d’ami asfalto non si lava.
    Vedi il rumore d’ombra farsi vento
    che taglia ghiacce lacrime d’inverno
    sul piede a piaghe e non si volta più
    s’atterra sul pavé danza di stille.
    Dentro che stringe il tartaro la frolla
    muta del tempo e al sangue sferza il pungolo.

  • sabato alle ore 10:24
    troppo o troppo poco

    Questo è un paese non paese in cui devi fare
    però quando lo fai, lo fai male. Lo dovevi fare meglio, dovevi fare di più.
    No. Così non lo dovevi fare, è sbagliato.
    E allora non lo fai
    e anche questo è sbagliato.
    Dovevi farlo sì. Dovevi. Non fai.
    Questo è il paese non paese in cui devi parlare
    però quando parli lo fai male. Dovevi parlare meglio, dovevi parlare di più.
    No. Così non dovevi parlare, è sbagliato.
    E allora non parli
    e anche questo è sbagliato.
    Dovevi parlare sì. Dovevi. Non parli.
    Questo è il paese non paese
    il paese del troppo o del troppo poco.
    Questo è il paese non paese in cui devi ascoltare
    però quando ascolti lo fai male. Dovevi ascoltare meglio, dovevi ascoltare di più.
    No. Così non dovevi ascoltare, è sbagliato.
    E allora non ascolti
    e anche questo è sbagliato.
    Dovevi ascoltare sì. Dovevi. Non ascolti.
    Questo è il paese non paese
    il paese del troppo o del troppo poco
    della contraddizione
    il paese del fare, del parlare, dell’ascoltare.
    Il paese del non fare, del non parlare, del non ascoltare.
    Questo è.
    Questo non è

  • sabato alle ore 8:23
    Occhi di madre

    Tra salvia e margherite
    presta le mani all’armonia
    atomi appena  
    in lenimento all’anca del dolore
    si attenua
    l’ansia velata del giardino
    sembra la sera quando
    le sorridono gli occhi
    gli occhi presi dai rovi
    lignee speranze
    di luci chiare sperse dentro.

    L’ora solare
    fa ghirigori stanchi
    ma lei addolcisce il verde
    viscerale
    ne fa mazzetti
    talee d’acqua
    e aspetta le radici
    incredula
    di spingere una vita
    di là dal buio
    -non c’è modo migliore
    per dire di sé, come
    del primo parto sofferto, ma
    nel favore del vento. 

  • venerdì alle ore 22:14

    Mi domando cosa hanno nel petto quelle persone che giurano amore a qualcuno, si lasciano e dopo una settimana hanno già un altro amore da dichiarare per la vita. A volte li ammiro... Ma poi in fondo poco hanno da essere ammirati. Loro cosa ne sanno di cosa sia disintegrarsi il cuore e giocarselo fino all'ultimo secondo. Cosa ne sanno del tempo necessario per ricostruirsi e rimettersi in piedi. Ritrovare un equilibrio interiore, emotivo e psicologico. Cosa ne sanno loro di cosa sia rimpiangere il tempo sprecato dietro a un amore che non valeva nemmeno un decimo di ciò che si è preso di te per poi portarselo via con se' per sempre. Che ne sanno queste persone. Che ne sanno delle mani spoglie, di quando tanto hai donato e niente ti è rimasto. Di quanto costa amare davvero e soprattutto quanto costa dimenticare e andare avanti. Soprattutto mi chiedo se queste persone sanno la paura che fa, guardarsi indietro, ricordare ciò che si è attraversato per riuscire ad uscirne e ancor di più chissà se conoscono la paura che fa ricominciare qualcosa e donare nuovamente fiducia a qualcuno. No, non credo... Sicuramente soffrono meno, ma in fondo, cosa sia amare veramente qualcuno non lo sapranno mai.