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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • Ieri alle 16:58
    Desiderio

    Mi nutrirei del tuo desiderio... Al tuo seno E poi... T'inonderei del mio amore. Affinità erotiche

  • Di spazio è la tua voce
    e del quanto non ho misura
    è il taglio ripido di una stagione
    di varco o la notte che scivola
    dalle terrazze. Ci attraversa di luna
    anche un arido strato 
    da limare col fiato non detto
    - ma tutto annuito nuovo in un verso
    che dà le spalle al mondo
    e toglie peso al mio peso. Io che leggo:
    altro non so fare.
     

  • Ieri alle 15:56
    [Quali lotte avvien...]

    Quali lotte avvien, già quali lotte
    pria che giorno s'alzi e sua luce spanda,
    cogli astri spesso ei f'à botte, già f'à botte
    financo con la notte: di spada, martello & (di) randa.
    Ma quando che tutto poi s'arriposa,
    maraviglia il ciel della maraviglia in sè reca
    e l'uman forte grida "che cosa, che cosa?"
    giacchè radioso sole occhi suoi l'acceca.

    Taranto, 5 marzo 2016.

  • Ieri alle 15:37
    Estate 1982

                                                                "Ai ragazzi del '62, ma non a quelli del 62°"

    Estate 1982: una di quelle
    estati senza vento, senza volto, senza tempo
    una di quelle che non si dimenticano facilmente,
    anzi, una di quelle (estati) che non si
    dimenticano mai!

    Quell'estate, infatti, non l'ho ancora
    dimenticat'io: ogni desiderio
    allora, parea essere incastonato in cielo,
    tra luna e stelle (belle, belle sì: come non mai!).

    Allora (quell'estate) s'invidiavan gli uccelli:
    perchè avevan l'ali per volare;
    allora s'invidiava il sole:
    perchè riscaldava i cuori: i nostri cuori;
    allora s'invidiava il vento:
    perchè via con sè trascinava
    ogni granello di sabbia in riva al mare:
    allora pure il mare s'invidiava:
    perchè trasformava la nostra volontà
    in sogni irragiungibili;
    (e ogni canto diventava inno di gioia: senza pensieri);
    allora ogni cosa s'invidiava:
    perchè tutto parea giovane ed era infinito 
    per ognun di noi.

    L'estate 1982: senz'altro fu di quelle
    (estati) senza vento, senza volto, senza tempo
    che non si dimenticano mai;
    quelle estati 
    in cui tutto si ferma per sempre
    (od i miti pur'anche si fanno uma...leggende)
    laddove nessuna cosa (ti) sembra impossibile
    laddove nessuno (ti) sembra irragiungibile...

    Estate 1982: una di quelle 
    (estati) senza vento, senza volto, senza tempo! 

    Taranto, 29 marzo 2016.  

  • Ieri alle 8:41
    Il primo gradino

    Dovrebbe esser festa oggi almeno al sentir le campane che annunciano la domenica e invece l'aria intorno sospira di niente anzi di morte e di fame Mi sembran inutili illusioni il frusciare degli alberi e il rumore del mare che fino a ieri mi riempivano i giorni e questo sole divenuto pallido d'un tratto a brillar di tenua luce sui miei pensieri fermi in bilico sul primo gradino di questa spirale profonda che m'attira a sé dentro la mia sconfitta . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Ieri alle 8:40
    I gradini del vivere

    È la notte che assaporo il piacere di cercarmi ...e mi ritrovo La notte è poesia e m'avvolgo di sogni a goder delle stelle e ammantarmi di loro Sono qua in questo mio scrivere che mi veste d'abiti succinti a far vedere le mie forme le rotonditá e le magrezze dei miei pensieri E piú scrivo e son ancor piú IO E mi manfesto illuminando ombre di freddezze con calde parole e facendone mosaici per i giorni che mi restano quelli dove salgo e scendo i gradini del vivere . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Ieri alle 8:39
    Le piaghe della vita

    Sono stato ragazzo e ho smesso quando ho capito che la sofferenza era diventata superiore al gioire E mi sono accorto ancor d'aver sbagliato pentendomene perché da adulto ho sofferto di più e adesso vecchio soffro le piaghe che questa vita mi ha inflitto anche se in essa vivo sereno Conosco molto bene la mia esperienza e la racconto nella mia volontá di far del bene a chi vuol restare bambino . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • sabato alle ore 21:38
    Senryu

    La mia musica Due calici di rosso E noi due soli

  • sabato alle ore 21:09
    Soffia tra le dita

    Sei in un posto
    e non sai se indietro
    tornerai
    a rivedere tramonti
    mentre la vista si posa
    su un piccolo fiore
    che soffia tra le dita
    avvistando un cielo rapito
    da chi lo guarda intenerito
    Ti volti ma non t'accorgi
    di nulla. Tutto sembra normale
    che la vita possa continuare
    come ogni giorno
    nella solita routine
    distraendoti anche
    scoprendo cose nuove
    riempiendo un vuoto grande
    comunicandolo al mondo
    Le radici ben piantate sembrano
    che si staccheranno
    quando vecchie saranno
    dal suolo benvoluto
    e dalle traiettorie percorse
    senza badare al nemico
    che può spuntare all'improvviso
    Avanti qualcuno ti aspetta
    non sai dove, ma c'è
    pure se lo ignori
    nelle ripide discese
    dei tuoi viaggi terminati
    quando i cambiamenti di umore
    sono più frequenti

     

  • sabato alle ore 17:51
    Il vento di Natale

     
    Se in queste notti tu insonne
    alle stelle guardi e un soffio
    come accarezzar senti della finestra
    i vetri è sappi il vento del Natale
    che nasce lassù tra quel brillio,
    lascialo entrare e ascolta che
    ti vuol parlare, parlare di ricordi
    di quel tuo tempo antico di te
    ch’eri bambino, dice ricordi
    e a te vicin si muovono figure
    ti chiaman voci vive dall’accento
    conosciuto si quelle che bene
    ti volevan che  t’accarezzano
    che in quei lontan Natale santo
    ti portavano regali. Sei scettico
    non ci credi perché negar ti vuoi
    a questo vento alla magia del Natale?
     
     

  • sabato alle ore 10:38
    Piove

    Riposa in queste gocce il mio fare e nello sguardo fisso al mare che ho qui davanti Colgo in esso e nelle sue onde alacri impressioni d'amore che mi parlano d'ampi spazi di sogni frutto di desideri inconsci e della libertá del mio pensare E resto qua al chiuso dei vetri della mia automobile a sentirmi un unto pellegrino a donar agli occhi l'elemosina di un mondo che piange . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • sabato alle ore 10:37
    Gli strilli del silenzio

    Affamato di vita ad ascoltare gli strilli del silenzio sto a sciogliere la poltiglia dei miei pensieri in questo stare annebbiato da nuvole imbarazzate E m'agito e scalcio in quest'insonnia con lo sguardo perso nel vuoto con la mente a dilatarsi a ricordar affetti perduti a riveder luoghi d'infanzia ormai lontani e rivivere situzioni accadute che ancora oggi generano dolore e solitudine sofferenza e frustrazione E allora quel silenzio con le sue urla assordanti mi riporta al mio presente fatto di sentimenti e d'amore colonna portante della mia esistenza a trovar rifugio nella mia pace interiore divenendo la catarsi che mi aiuta a ritrovare equilibrio e riaccende la speranza . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • venerdì alle ore 20:39
    A volte,il caso...per caso

    Mi ritrovo immerso a volte senza saperlo dentro certe sabbie mobili delle quali non conosco l'origine né il perché abbiano scelto me nel loro moto perpetuo Lá ansie e tremori germogliano da ceppi di tormenti sopiti spandendosi a gonfiare il cuore e facendo fremere la mente di pensieri che restan pesanti nella speranza di salvarmi da questo vivere sospeso alle liane delle sconfitte muffe fragranti screziate di vita ancorate fortemente alle rocce di roboanti vittorie . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • venerdì alle ore 20:38
    IL MIO ESSER "NULLA"

    Quante volte rido di me stesso quando mi ritrovo celebre nei pensieri e vezzeggiato da futili trionfi E rido e rido nel vedere in me la celebritá dell'ultimo in classifica innalzato ai fasti della fama dell'incompreso di colui che in questa vita é stato solo d'impaccio a strimpellare parole vuote in versi inutili dimenticati ancor prima d'essere stati scritti E mi consolo portando dentro l'anima la gloria delle mie illusioni e in quell'abisso tutto l'immenso possibile del mio esser "NULLA" . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Tenebre a accarezzarmi di finte tenerezze nell'ariditá di queste stesse e accese dal desiderio della loro necessitá E vi racconto il mio tentar di sfuggire ai dolori di questa vita menzognera con le parole e i miei versi . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 14:25
    Lieti pronostici

    Il nuovo anno
    sarà pieno
    di nuove notizie
    meravigliose per noi
    eventi inaspettati
    si presenteranno
    ai nostri occhi stupiti
    finalmente potremo
    realizzare i nostri sogni
    più reconditi
    e godere di gioie meravigliose.
     

  • giovedì alle ore 13:38
    Il mormorìo dell'anima

    Nel mio pensare spicciolo immerso in quell'oscuritá che nel mio Essere odora di allegria mi alterno a me stesso vivendo tristezze di crepuscoli immaginati e felicitá per albe ritrovate Mi struggo costretto in questo dualismo d'impaccio soffrendo le pareti soffocanti di interiori notti che calano improvvise e senza stelle e m'avvertono ogni volta di lievi brezze di prigionia mosaici di drammi che vorrebbero rinchiudere il mio vivere in tessere d'inerzia in versi d'accidia che mai scriverò

  • giovedì alle ore 13:38
    Cognati fratelli

    Diventan vuote e senza sdegno le ore i giorni portan verso amare riflessioni a chiarificare il "Nulla" di cui siam circondati cose che laggiú in fondo all'orizzonte nel cielo nero sovrastato di punte bianche ali di gabbiani inquieti evocano il contrasto d'ogni mistero delle decisioni prese E giorni azzurri di Cielo stellato s'espandono dentro la speranza e nei sogni che scaldan il freddo e le angosce S'alza il vento delle promesse soffia la brezza del futuro... . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 13:37
    Il rumore sublime delle catene

    "Non credete a nulla di ció che ascoltate e solo alla metá di quel che vedete" Ah quanto é bello star da solo a stuzzicar lo spirito vagabondo e far viaggiar l'anima dentro il mondo delle passioni ! E così nella fantasia ci s'inventa una nuova vita semplice e innocente dove immergersi e piacersi Lá in luoghi allegri e affascinanti anche se la mente barcolla si resta segnati nella felicitá dalle pulsioni del cuore capaci di creare una catena di battiti uniti tra loro da profondi sentimenti sopiti e risvegliati forse dalla gioia di voler amare . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 13:35
    Il sorriso dei tempi andati

    Non incontro piú spigoli nel mio cammino in ogni giorno che scorre nel calendario del vivere Smussa il futuro e mi riempie la mente di stelle lucenti attaccate ai pensieri nel dolce cielo dei miei domani Tutte insieme abbracciate a ballare con il cuore che batte il ritmo d'accordi e note nel brontolar del fiato e con la Fede incrollabile a donar sacrifici in una danza sfrenata come a fermar quest'autunno ancor prima che divenga inverno . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 13:34
    Strasburgo

    M'accorgo e non so se compiacermi d'esser sempre pronto a esternare il mio sentire anche se cammino tutti i giorni su sentieri di sentimenti cosparsi di ghiaia d'emozioni pietre acuminate su cui passeggiano sottobraccio sanguinanti il cuore e l'anima cosa per cui faccio ammenda al rimprovero che non ci sia cosa piú brutta di non aver la possibilitá di curarmi da solo le mie ferite . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 13:33
    Dentro i confini della mia volontá

    Comprendo e mi esalto per il mio star da solo dentro belle distrazioni immaginarie che mi compongono a mia immagine e in quelle invento il mio vivere Vivo la mia solitudine e le piccole felicità in essa contenute fatte di conversazioni con me stesso e con le mie angosce nutrimento esente da qualsivoglian obblighi di compagnia Ed é come se fin'ora fossi vissuto e vivessi ancora volendo lá vivere dentro un castello che ha le porte interne spalancate e le imposte esterne sprangate . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 13:32
    Volte

    Volte che non so quando parto né se e quando torno... "non tutti hanno il privilegio di diventare leggenda"

  • mercoledì alle ore 19:13
    Il tuo volto

    Tutti i volti assomigliano al tuo...che hai un volto così diverso dagli altri.
    Eppure lo rivedo in quello di ogni sconosciuto.
    Un sopracciglio sollevato.
    Uno sguardo dolce.
    L'ombra di un sorriso sulle labbra.
    Un'occhiata che ti penetra e poi sparisce.
    Il tuo volto è unico...eppure lo rivedo in quello di ogni sconosciuto..

  • mercoledì alle ore 10:14
    Solo si sente il bosco

     
    Giungon d’inverno i mesi orfano
    solitario si sente il bosco sol
    neve e brina mattutina a fare
    compagnia non più le voci amiche
    quei rumori quel solletico dolce
    dello strisciar tra l’erbe rami
    spezzati salti tra foglie mosse
    canti sol nascoste e dormienti
    sotterranee vite lontan o migrati
    gli uccelli cercan lor pasture
    più i passi risuonan del cercator
    di funghi di chi il marron gustoso
    frutto autunnal alla raccolta muove,
    sol lo ridesta nel silenzio qualche sparo
    cacciator e  bracconier che son nemici!