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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • Ieri alle 17:04
    Ischia7appunti

    una Nike conficcata nel ventre. Qualcuno dice : hey  e scivola in venti metri di fiamme. Siesta delle lucertole a cascata. 

    Il villaggio fa schiuma semplice. Ogni giorno. Una specie di sciarbodio sacro.Dalle sartie troppo ingarbugliate.

    La signora straniera passa a cavallo dell' asino. Sulla fila delle valigie
    abbandonate per strada.

    Con i lacci sciolti delle scarpe. Il tramonto rosso. Ciao isola benedetta.Tutto finisce in  un secondo.

    Ha da passà sta nuttata e' càffè...
     

  • giovedì alle ore 14:35
    Forse troverò

    Senza più nessuna
    promessa d'amore,
    senza più coprire
    il dolore,
    senza più difese
    o favole da inventare,
    senza più rincorse
    e muri da innalzare,
    amami anche così
    senza dirmi niente,
    facendomi perdere
    nel tuo sguardo
    stregato d' incanto,
    perché solo perdendomi
    nel mistero di questo amore
    sterminato e solo,
    forse troverò tutta
    la bellezza e verità
    che cercavo.

  • giovedì alle ore 11:28
    BIANCA VELA

    Di mare in mare naviga il pensiero
    ossessionato dal trovar la luce
    di bianca vela nel mezzo dei marosi
    da riportare indenne al porto mio.
     
    Viaggiatore è il risveglio nuovo
    di un’estate che non vuol morire,
    menefreghista dell’età che passa
    e provocante come donna astuta.
     
    Se riuscisse a scorgerla qualcuno,
    si rechi presto, qui, in questa casa
    a dare a me l’esatta posizione
    perché raggiungerla io possa
     
    e, capitàno del tempo che mi resta,
    ancora prima di condurla in rada,
    la porti a spasso in acque di fiducia
    standomi zitto su cronache d’adesso.
     
    Farò una sosta in centro d’universo
    gettando l’ancora tra il verde e il blu
    dove i miei bagni facevo a testa in giù,
    dove i miei anni accarezzavo piano...
     
    per non scalfire pelle e gioventù.

  • mercoledì alle ore 21:49
    Ci è stato dato

    Ci è stato dato del tempo,
    ci è stato dato del dolore
    da superare,
    ci è stato dato amore,
    ci è stato dato un vulnerabile
    cuore,
    ci è stato dato del veleno
    da estirpare,
    ci è stato dato di perdonare
    e di essere perdonati,
    ci è stato dato più di un muro
    da oltrepassare
    ed un fuoco nelle vene
    per amare
    e dal male purificare.
    Ci è stato dato il pianto
    di calde lacrime
    per far fuoriuscire
    la tenera nostalgia
    e la tristezza,
    ci è stata data la tristezza
    per capire la felicità,
    ci è stato dato il sorriso
    per sostenere l' amarezza.
    Ci è stata data memoria
    per essere più profondi
    e non ricadere negli errori,
    ci è stato dato del coraggio
    da dimostrare,
    ma anche coraggio da custodire
    e vigliaccheria da seppellire.
    Ci è stata data la parola
    per rafforzare un' idea,
    ci è stato dato silenzio
    da scegliere
    e separare dalle parole,
    ci è stato dato un mondo
    da accettare e anche rispettare,
    ci è stata data passione
    da proteggere per sognare
    e ancora sognare,
    ci è stata data l'emozione
    di un bacio
    per unire due anime
    nella stessa poesia.

     

  • mercoledì alle ore 7:59
    Ai volatili fiori

    Ai volatili fiori
    il viso alterato del transfert
    cerato profumo a ogni fiuto.
    Le mani, l’innesto.
    Ma io, c’ero?

  • mercoledì alle ore 4:00
    Lei verrà

    Verrà la morte e
    avrà
    i miei occhi
    ma non la loro
    luce.

  • martedì alle ore 20:07
    Spettacolo ammaliante

    Questo spettacolo guardo Quando la stanchezza Spesso verso il tardi Batte la freschezza Quando chiaro lo vedo È una meraviglia Davvero mi delizia Come mia figlia È fino alla morte Spettacolo ammaliante Negli occhi e nel cuore Bellezza come tante Spesso non siam tranquilli Ha ricordi lontani Qualche fumata si fa Com'altri vulcani Nominato in poesia Tanti l'han immortalato  Tanti pittori l'han dipinto Solo Raffaello l'ha scordat

  • martedì alle ore 16:28
    SCIAMI DI STELLE

     
    Sciami di stelle al debutto
    velano la luce della luna
    a me che aspetto solo comete,
    a me che mi ostino a inseguire
    le scie del passato,
    le chiome dell’oggi,
    i traccianti del futuro.

    Tardano, i miei astri.
    Forse svolazzano,
    ubriachi d’inebrianti fantasie
    marcite nel cuore d’impaziente poeta.

    Del giorno che sta per arrivare,
    io non guarderò l’alba questa volta,
    né il carrubo sulla collina.

    Questa volta
    non mi farò bruciare dal sole.

    Schiverò la giostra dell’anima
    ma quando arriverò al mare
    sarò ancora malato.
     
     
     
     
     
     
     
    Stesura Anno 2004
    Pubblicata sulla testata giornalistica www.quicalabria.it
    Premio speciale IL SAGGIO (Concorso di Poesia Il Saggio Ed. 2007 – Eboli)

  • lunedì alle ore 17:04
    Lungomare rem

    Una lingua di silenzio
    taglia le coltri 
    Sui fianchi
    il libeccio si mescola
    con il ruvido del sale

  • lunedì alle ore 12:13
    Lasciatemi solo

     
     
    Lasciatemi solo
    il giorno e la notte in cui
    mi alternerò alla vista
    dell’ultima mia insonnia,
    del mio caffè perfetto.
     
    Lasciatemi solo
    coi piedi incastrati nello scoglio,
    il mio foulard sette colori
    da sventolare con rispetto
    all’alba che mi sveglierà.
     
    Lasciatemi solo
    se i miei occhi voi vedrete
    affondare nel sottostante mare
    mentre concluso é lo sbadiglio
    al primo affiorare dei colori.
     
    Lasciatemi solo
    nel corso del mio lungo mattino
    indaffarato come io sarò
    nella ricerca di un sorriso uno
    o di un bambino che la mano porge.
     
    Lasciatemi solo
    durante il pranzo mio migliore,
    fortuna brio e malinconia
    disposti a cerchio sul piatto
    e in mezzo il fico d’india da sbucciare.
     
    Lasciatemi solo
    se mi assopisco un mezzo pomeriggio
    giacché non è che dormir riesco
    pensando già alla sera che verrà
    o alla stella che s’accenderà per prima.
     
    Lasciatemi solo
    al primo vecchio lampione acceso
    quando il suo cono risucchia la mia vita
    e Icaro spettrale nella sua luce volo
    per poi scagliarmi sull’asfalto nero.
     
    Lasciatemi solo
    al caldo plaid che voglio benedetto
    e invece è così fredda la sua lana
    che tutto il corpo addosso gli strofino
    quasi che sia io a dover dare tepore.
     
    Lasciatemi solo
    quando alla fine è tutto a posto,
    quando assomiglio a un figlio
    che ad alta voce chiama mamma
    e ad alta voce si domanda dove sarà.
     
    Lasciatemi solo
    nelle mie ore del riposo atteso
    quando tra un sonno e l’altro ancora
    mi sforzo di sognare in grande,
    di ritrovare le persone amate.

  • lunedì alle ore 8:43
    Ischia6appunti

    ecco un'altra indiscrezione. Il terzo scirocco ritrova  le piante spezzate. L'uomo di campagna in cerca ossigeno.
     
    Non ci sono zone lente. Passi di ombre.  A 40 gradi muore la fontana
    Il fischio dei grilli. Si sta nel sudore del letto.

    Guagliù . Sole feroce. Pupazz e' pezzà. Forio d'Ischia si scioglie
    dentro la gola. Incerta e ustionata.

    Un rimmel di seppia.
     

  • domenica alle ore 13:10
    Isola dispersa

    ...Tam tam tam
    isola
    dispersa
    nell'azzurro
    turchino dell'oblio

    consumano 
    mansueti tarli il tempo
    e gli anni giuocando
    a dadi...
    Zum zum zum.

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.

  • domenica alle ore 13:06
    Rapimento

    D'incanto
    rapito
    dal canto delle sirene
    lungo
    le rive del fiume
    delle piogge.
    M'accquatto
    in un fosso
    e grido: "c'é qualcuno
    laggiù?"
    Un fiore
    nero
    e pallido
    nel deserto
    nacque
    ricordo
    rosso sangue
    di bambino
    ora 
    non si vede più!

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.

  • domenica alle ore 13:02
    Assassinio

    Una conchiglia 
    rubai
    parlante
    al mercatino
    del popolo
    di Samarcanda
    quando 
    un vaso
    di dalie si ruppe
    uscirono
    mani vuote;
    con la stessa
    mano
    ladra salutai
    le stelle
    il mio giovane
    ardore
    di poeta
    uccisi.

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.
     

  • domenica alle ore 12:59
    Grido

    In segreto
    spesso 
    prendevo
    l'ascensore
    per salire il patibolo
    dissennato
    dell'oblio
    l'esistenza
    dimenticavo
    con parole
    sonanti
    soffocavo il silenzio
    e le voci della notte
    mi venivano in sogno:
    Aiuto! Aiuto! Aiuto! grida ora
    il marinaio 
    senza testa.

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.

  • sabato alle ore 21:05
    Haiku (notte di San Lorenzo)

    trapassa il velo
    quel desio imprendibile-
    frinir di stella

  • sabato alle ore 16:32
    Ischia5appunti

    L'ulivo si china sul muro. Per qualche formica chiusa
    a chiave dalle spine. Una fila.

    Fossero volate via tutte quelle cose vicino alle bottiglie.
    Al ristorante il buffet radioso.

    Le uova sode . I rossi pomodori dal ripido
    prezzemolo. Lui e lei.

    La coppa di Nestore tra le dita.Il mare straripato
    dai motoscafi.Rassicurati.

    I piatti ricolmi di luce e di buio li portano ad ogni
    cartamodello seduto.

    Fanne un elenco. Leggenda o istante. Estate "Oh me-
    Oh moment".Un fiore recidivo.

    La gatta di paglia divide il prato. Loro quasi in velluto
    di scugnizzo sottraggono il cielo.

    .....

    Troppo tardi. Il lampo aspetta in piedi. Corpi inermi.
    Nessuno riposa.

    .....

    Strade di vento secco. L'isola nuota dietro una calmita a due colori.
    10 Agosto: San Lorenzo nell' eco selvaggio.

  • Quella terra conosci laddove esalasti
    primordiale vagito? Laddove giovane madre
    tua, sangue del sangue tuo morì
    nel darti alla luce?

    Colà dove il volo del gabbiano
    è lastricato di betulle sempreverdi
    ed un vento da ponente
    l'accompagna notte e giorno.

    Conosci quella terra?
    Guarda occidua il mare, 
    quella terra;
    colà le statue
    ridono e piangono
    al suono dell'arpa d'eolia
    al verso sibillino
    e sanguigno dei poeti s'addormentano
    vergini e matrone.

    Conosci quella terra?
    Le sue montagne
    ed i suoi verdi pascoli
    affollati di giumente
    bianche e brune;
    sulle sue colline 
    crescono dorati cedri,
    nelle sue vigne
    trovi chicchi dipinti di manna.

    Conosci quella terra?
    Colà dove le spighe di grano
    germoglian di notte
    e rossi papaveri all'alba muoiono?

    Quella terra sarà la tua terra
    figlia se lo vorrai: quella terra
    è sorella
    d'ogni terra del mondo!

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.

  • 10 agosto alle ore 9:58
    Joie de vivre "anarchica"

                                                                                      Una quercia secolare
                                                                                      vive sola una vita intera
                                                                                      eppure non è mai triste.

    Esser contenti
    d'esser venuti al mondo
    e di continuare ad esserci
    anche quando il mondo
    sembra sia
    una "gola profonda"
    che ti divora

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.

  • 10 agosto alle ore 9:51
    L'altomare (ricordi del vento)

    Vidi scomparire
    una nave
    tra i flutti delle onde
    era carica
    di idee piangevo;
    l'altomare
    sembrava
    aggredirmi sopraffarmi
     travolgermi...
    "Ricomicerò" dissi
    a me stesso.
    Sensazioni
    emozioni
    riflessioni parvenze
    di realtà
    paventa
    il poeta
    immaginifico:
    è un lembo
    d'aria
    portento
    che non teme
    l'avverso
    né 'l cor suo
    si spaura!

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.
     

  • 10 agosto alle ore 0:13
    Di sera

    Il poeta gridò:
    "assassini!"
    avevano rubato
    il cuore ad un bimbo
    estirpandone
    per sempre
    il (suo) candido
    primordiale stupore.

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.

  • 10 agosto alle ore 0:10
    Rosso

    Risvegliati
    dal lungo sonno
    colore
    della passione:
    le pietre
    ed i cuori 
    di pietra capiranno.
    Rose rosse
    porta
    il masnadiero
    all'amante di giugno.

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.
     

  • 10 agosto alle ore 0:05
    Collina "81"

    Case sventrate
    accartocciate
    su se stesse sedute
    sopra collina "81"
    (la)
    mutila
    l'aria 
    il cielo
    delle stelle
    ed il vento
    muto
    sibila
    di paura.
    Su quella collina
    nessuno
    più
    canterà insonne
    ma
    un lupo grigio
    piange
    la notte vicino
    ad una
    croce senza nome.

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.

  • 09 agosto alle ore 23:59
    Il "cane" Mohammed Sceab

    Era
    una notte
    (strana)
    al cimitero
    marino
    quella mutila
    e sorda
    delle ore
    sussurrava
    una scimmia
    parlante
    dentro
    l'orecchio
    che sarei
    morto presto.
    Non avevo
    paura
    pregavo
    di gioia...
    due dita
    confuse
    facevano
    l'amore
    con quella scimmia
    ed una pioggia
    di meteore
    verdi e rosse
    inondò
    il cielo
    di farfalle
    cieche.
    In quel 
    cimitero
    riposa
    un "cane"
    di nome
    Mohammed Sceab
    leggeva
    il corano
    e fumava
    hascisc
    della Turchia
    era morto
    suicida
    per paura
    della vita
    e senza patria
    ma nessuno
    lo sapeva
    e forse io solo
    so ancora
    che non era
    un vigliacco
    e visse due
    volte: che visse
    per
    due volte
    una volta
    nel mio 
    cuore.

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018. 

  • 09 agosto alle ore 23:50
    Nostalgia del tempo

                                                                                  da: Ungaretti.

    Fanciullo
    nella quiete
    un motore
    rombante
    attizza il dolore 
    di mezz'età...
    Prendo
    l'ascensore
    e divento vecchio.
    Sento 
    ateo l'odore
    acre della vita
    tornare indietro.

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.