username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • Ieri alle 23:15
    Frammento 29

    Tra i viali della poesia incroci il suo sguardo E ne rimani incantato

  • lunedì alle ore 21:40
    Che tempo è

    Che tempo è
    la tua esistenza?
    Questo cemento,
    aloni che circondano.
    Storia in bagliori ed echi a notte. 
    Qui tutto pare pulsazione
    giorno su giorno, e
    in realtà pulsa
    sia che le mani ghiaccino
    o compulse
    rapiscano tue porte
    e rampe da risalire il limes.
    È divisa la terra
    in guadi, circoscrizioni.

  • lunedì alle ore 16:59
    M'annammurai nu' juorn'

    M'annammurai nu' juorn'
    ca' stev' distratta,
    m'annammurai
    senza pensa' ca' ll'ammore
    chiù s'annasconn'
    se o' guard' buon' n' facc'.
    Rimmanet' sola
    cu' na' freccia dint' o' core
    e o' core ca' cantava
    pur' se facev' mal'.
    Che strana sensazion',
    stu' core nun s'aspettav',
    tremmava annanz' o' sole,
    parlava nata lengua
    ca' nun cunusceva.
    M'annammurai senza capì
    ca' nun s' torn' chiù aret',
    m'annammurai tropp'
    e' nu' suonn'
    ca' teneva dint'
    tutt' a' poesia do' ciel'.

  • lunedì alle ore 13:50
    Buona Notte

    Stanotte la sabbia disegna il volto della tua bellezza e brucia nella memoria
    alla fine di un giorno perfetto
    vedo il sole scendere nel mare, laggiù
    diamante del cielo, stella accanto al letto.
    Buonanotte alle onde, al rumore del mare,
    ai granelli di sabbia che mi sono passati tra le dita,
    quelli rimasti attaccati, portati via dal sole
    dal tempo o da una notte d’amore infinita.
    Buonanotte mondo, pure se domani non ti vedrò
    buonanotte vita, anche se di te è rimasta una vecchia fotografia,
    buonanotte ai colori, ai sogni, ai dolori,
    e buonanotte amore, ovunque tu sia.

  • lunedì alle ore 13:37
    Aleggia il tuo tepore

    Aleggia in questa stanza
    il tuo tepore,
    lo sento sulla pelle.
    Il sole nascosto da una nube
    rende il cielo triste,
    come la mia gioiosità
    la parte più infantile e
    spontanea di me.
    Le mani tremano, il battito
    a rilento, tutto tace.
    Chiudo gli occhi
    e riascolto la tua
    voce sommessa che mi
    fa emozionare.
    Vorrei darti
    i baci che non ti ho dato
    Vorrei dirti
    inespressi desideri,
    Vorrei dirti
    ora che sei già andato via.

  • lunedì alle ore 13:35
    Estate

    Infuocato è il sole,
    in uno specchio d'acqua
    oscillo quieta.
    L'azzurro cristallino
    piace ai miei occhi
    che trasporta lontano
    i pensieri
    perdendoli nel respiro
    del vento.
    Vorrei partire, tornare
    e restare.
    Sarà che quando un'altra estate
    finisce, ed il blu
    si dipinge di grigio
    mi sento come
    una fogliolina
    al vento smarrita.

  • domenica alle ore 23:22
    Stella del destino

    No, non ci credo a quellastella che di lassù -tronfia e austera e fredda- vibra No, non ci credo ch'ella abbia fra sue frame granelli di mio destino -No, non voglio proprio crederci- E ch'ella non osi tener fra ' suoi fragili strali giorni e istanti miei ch'a me sola appartengono No, non ci credo a quella stella Ella di me non ha destino: ch' io sola a me permetto d'ordire trama che di me fa filo primo del ricamo a ricamar fra stelle Il mio destino.

  • domenica alle ore 20:57
    Luci

    Non c'è giorno

    in cui mi dimentichi
    di ringraziare la Provvidenza

    per ciò che mi ha donato

    E mi ripeto nell'anima
    il mio corso della vita

    i rapporti con me stesso

    ricordi inconsci
    d'accadimenti fortuiti

    a risvegliarmi pensieri
    di momenti amari

    a ricondurmi a paure
    e impulsi oscuri

    nei quali la mente s'è abbandonata

    E succede

    che pur illuminato
    da tanta esperienza

    nella mia consuetudine ai divieti

    alcuni giorni
    trascorrano senza luce
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • domenica alle ore 20:53
    La mia identità assoluta

    Le mie poesie scritte

    domande interiori
    che chiedon risposte

    sono il mio diario a dare l'effigie
    del mio essere

    talvolta sordo e grigio
    ma sempre a cercar la pace

    a richiamarmi alla mia realtà
    a ricondurmi ai miei criteri etici

    E m'accorgo talvolta
    di sbagliarmi in quel dovere

    sentendo in me punte di rimorso
    che cercano compromessi con la vita

    nella collaborazione incondizionata
    dell'anima e il cuore

    con il pensar della mente
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • domenica alle ore 20:52
    La mia felicità più grande

    Sto quì ad abbracciare
    in un colpo d'occhio

    le diverse viste
    che mi offre il tuo splendore

    Immenso è lo sconforto
    che mi dona il tuo veder

    al pensiero
    di non poterti più goder

    in un domani

    Cefalù mia

    Le tue curve le tue finestre
    gli angoli dei tuoi respiri

    che accompagnano
    ancor oggi il mio fare

    sento già che mi mancheranno

    quando le volontà divine

    mi condurranno
    oltre questo mio scrivere

    aldilà di questo tramonto
    generoso d'amore e di vita

    E se mai potrà consolarmi
    il solo ricordo di questo presente

    in quel futuro a divenir passato

    godo così

    ora

    d'averti amato
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     

  • domenica alle ore 20:47
    Oggi e domani

    Ciò che sono adesso
    sognai spesso nel mio vivere

    schiavo dolente dei giorni

    a preservare dall'oggi ogni domani
    e differire le illusioni e gl'inganni

    avvolgendo l'anima d'amore

    E ora

    ispirato da questi pesanti scrosci
    di pioggia incessante

    che bussano alla mente
    ai ricordi e alla vecchiaia

    potrei farvi racconto sottovoce
    di quante porte ho avuto chiuse in faccia

    Alla famiglia e alla fede

    devotamente ho dedicato i miei anni

    succhiando nel tempo dall'oggi
    il nettare dolce pel mio domani
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • domenica alle ore 8:41
    Un nido di vespe nell'orologio

    Un nido di vespe nell’orologio
    mi sembra la base su un pianetino
     
    che ci osserva. Ramon ha sbadigliato
    trenta volte in un’ora
     
    e alla radio danno notizie
    ripetitive, poi e poi
     
    errori come ciliege mature
    venute giù dall’albero.
     
    Le città hanno piani di evacuazione
    e finestre egocentriche
     
    c’è chi ostenta il nulla e chi senza nome
    sta la notte in un guscio di cartone.
     
    Sul mare hanno piantato
    bandiere contro l’illusione
     
    e intanto il rosso dei papaveri
    palpita strenuo, forse
     
    non sono papaveri ovunque
    forse è il mercato
     
    per la libertà di domani.
    È una sorda impressione
     
    un pulviscolo e poi gli uccelli
    con ali incolpevoli, i bei nidi
     
    in aureole di piombo.
    Per oggi, da un minaccioso caos.
     

  • sabato alle ore 6:56
    Troppi istanti di vetro

    Troppi istanti di vetro
    In blocchi isolati di fibre
    Un fragile indizio nel 
    Ritaglio famelico della luce
    Incostante
    Eroso dalle pendici
    Alle dieci del mattino due uomini in nero
    Una curva
    A scatti la tracolla senza mani
    Quale primavera in mezzo alla strada?
    Niente di preciso
    Iceberg  e imprevisti
    Un lamento che ritorna dalla spirale e
    Dice:  ave morte vivente
    Ave parola di pietra
     

  • venerdì alle ore 20:35
    I poeti e la poesia

    Gettiam di getto
    parole in gran diletto
    e far d'amor poesia
    giacchè nessuno sa
    nè mai saprà cosa ne sia
    Come ciechi
    viviam nel fitto buio
    noi poeti
    a chiederci cos'è
    questa illustre arte
    a dimostrar così
    che essa tutto può
    tranne che
    spiegar sé stessa
    pervasa com'è
    da sconforti e allegrie
    a celar l'angustie
    e provveder di necessità
    l'anime e i cuor
    nei debiti tra lor
    a sopportar tormenti
    gioie passioni e patimenti
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    [email protected] Tutti i diritti riservati
     

  • venerdì alle ore 20:32
    Desiderio di pace

    Passioni e doveri

    guerreggiano tra felicità egoiste
    e dimenticati rispetti

    profonde verità
    al meglio della loro virile età

    conflitti tra germogli dei rami

    fioriti nel tempo all'albero della giovinezza

    con le sue radici saldate alla vita

    a spaziare senza indugi
    tra i terreni della volontà

    rampicata tra ameni desideri di pace

    Ah ! chissà com'è amara la vita
    per chi si sente escluso dal vivere
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Desrrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • venerdì alle ore 20:30
    È primavera...

    Sussurra la primavera
    che risveglia le speranze

    gemme di sogni
    nei cuori palpitanti

    che si vorrebbe
    non cessasser mai di battere

    in giorni
    che sappiano solo d'amore

    E stringerci in abbracci
    che tolgono l'aria con ricordi felici

    e alimentano il vivere

    artefici ognuno del proprio destino
    senza ipocriti e finti compatimenti

    che si conficcano
    come aghi pungenti nell'anima

    Noi tutti

    liberi di correre nei prati verdeggianti dei sentimenti

    a colorare il cuore d'emozioni

    cancellando le tracce delle malinconie malcelate

    e come girasoli volgere gli sguardi sempre verso il sole

    Vieni Primavera nei miei sogni

    col Tuo candore ad allietarmi i sonni

    a sussurrarmi dolci parole
    nenie soavi per la mia anima in festa

    e trasportarmi mano nella mano
    dentro altre dimensioni

    Abbracciami d'allegria

    con le onde della nostalgia
    a bagnarmi lo spirito

    e cavalchiamo assieme il Paradiso

    ubriachi di gioia

    nei momenti avari d'ansia e ricchi d'amore

    Hai l'allegria di un bocciuolo di rosa
    appena fiorito

    con la frenetica fragranza d'impregnare il mondo

    e arrivare col Tuo profumo al di là della pelle

    a inebriare o assopire le irrequietezze del cuore

    E andare oltre

    in questo sogno che ridà la speranza alla mia esistenza

    e... continuare a sognare.
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • venerdì alle ore 20:28
    Sfumature di vita

    Resto affacciato alla mia sensibilità

    rabbrividito dal freddo dei miei pensieri

    E febbri
    da mancato ritrovamento interiore

    che poche persone posson soffrire

    subito mi procuran sofferenza
    nelle linee marcate dei miei orizzonti

    dove continuo a cercarmi

    tra la marmaglia di intelligenze perdute

    trovando nel veder dei miei occhi
    solo sfumature di vita
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • venerdì alle ore 20:26
    L' aridità dei giorni

    Avvoltoi volteggian lassù
    seguendo prede barcollanti
    pronti a calarsi su di esse
    al primo inciampo
    lasciando agli sciacalli
    quel che resta del loro
    naturale istinto.
    Motto del mio vivere
    lascio ogni giorno
    il pormi con l'anima
    predisposta all'accettazione
    sforando indolentemente
    in sorsi di vetriolo di vari colori
    affilati attimi d'inerzia
    della mia coscienza
    che non riesco a fermare
    per ritrovarmeli dentro
    inghiottiti dall'anima
    nei vortici oscuri
    dove sento il piacere d'intridermi
    e che mi spingono a vagare
    in apatiche ebbrezze
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • venerdì alle ore 20:25
    Nelle more del mio dormire

    Si stendon davanti al mio pensare

    silenti tormenti bianco-nero-rosati

    costituiti di piccole drupe

    a tinger di madreperla
    le afflizioni accese dalle emozioni

    Si posan costanti sui riflessi del fare

    appesi alle pareti scurite del cuore

    dissuaso nel suo ritmo
    da battiti ignorati

    E carezze d'annullamento

    ricevo a margine della mia paura acconsentita

    e accanto a tutto questo

    sento il mio "Essere"
    attorcigliarsi dentro rovi spinosi
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • venerdì alle ore 18:33
    Ballata di primavera

    Come un dì cantò Lucrezio
    il poeta latin sulla Natura
    in primavera in questo tempo
    suo ecco un dolce lieto
    del creato spento risvegliar
    i prati si ornano di fiori
    nei boschi alberi arbusti
    mutano colore sui rami gemme
    al sole si  aprono  silenti
    qui gli uccelli pronti in canti
    d’amor per le nidiate giocano
    tra lor  nell’aria danzan
    le farfalle fan cerchi le api
    nel ronzare escon i ricci dalle
    tane e nei fossi le rane a gracidare
    il ruscello torna con la voce
    a mormorare e ai nidi antichi tornan
    le rondini festanti e in questo
    primaveril vivente quadro vivo lontan
    le ambasce dolorose pur i tristi cuori
    rallegrati dalla vision si volgono al sorriso
     
     

  • venerdì alle ore 15:07
    Alba antica

     
    Sul mare del passato di un poeta
    tuttor si pavoneggia l’alba antica
    che lui non vede eppur morta non crede.
     
    Il bel ricordo avanza verso l’oggi
    e la sostanza appena ne scalfisce
    com’onda bassa ch’a baciar lo scoglio
     
    residui d’erba bruca al suo passaggio
    lasciando eretta la falesia, esposta
    al sole, al vento e del cielo all’acqua.
     
    Mirabil vista viene offerta agli occhi
    nel mentre monta ingenua onnipotenza
    per quel serbar, del catenaccio in atto,
     
    la chiave ch’apra la sala dei miraggi
    rivolta a Sud con la finestra al sole
    e giù, al mar, salsedine impazzita.
     
    L’ancor dormiente e provocante specchio
    al Nostro va, protetto dalla sorte
    nella porzion di tempo ad intervallo
     
    tra il cobalto e la nascente aurora
    e calmo il miracolo s’avvera
    al primo raggio sopra l’orizzonte.
     
    E nastri e nastri incidono la luce
    sul blu ch’adesso vuol chiamarsi azzurro,
    azzurro pria che il cielo se n’avveda.
     
    Schiarito appar metà dell’universo
    a mo’ di quando dopo il lungo inverno
    i primi verdi muovono la zolla
     
    prendendo posto ov’era solo brina
    con il silenzio a fare da interregno
    nel freddo assolo regalato al vento.
     
    Fantasma destinato negli abissi,
    solitudo, che scoglio or abbandona,
    sfibrata defluisce verso il largo
     
    e lascia spazio a piedi di fanciullo
    dacché le orme su quel ner lui vuole
    calcare ancora come pria ha fatto. 
     
     
    *
    Stesura Anno 2017
    Pubblicata sul Mensile IL SAGGIO 12/2017

  • venerdì alle ore 14:20
    Frammento 27

    Eppure, sai attrarmi. Un dettaglio, una parola. Il pulsare della tua anima. La tua essenza di donna. (Pensiero in libertà)

  • venerdì alle ore 12:07
    Gemme d'amore

    Nei cuori
    ardono
    sentimenti d’amore
    per la natura e le persone
    non avere paura
    di palesare ciò che provi
    il mio amore per te Milly
    sempre si accresce
    passiamo oltre le tempeste
    i momenti belli verranno
    basta aspettare.
     

  • venerdì alle ore 11:17
    Amnios

    Notti venate d’azzurro
    e il sonno del cordone, intorno

    Sfumature di un fiato lungo
    fasciate e tiepide 
    di un ordine rarefatto 
    Io e le verità soggettive 
    nel siero di una pancia allargata 
    che m'aspetta nascere 

    Io e le sveglie sorde
    voltate di spalle, in posizione fetale

  • Mio fratello
    mi ha aiutato a superare
    un brutto inverno.
    È grazie a lui
    se oggi apprezzo la primavera.
    Se a volte ritorna la pioggia
    penso che sia solo sole,
    un sole che spera
    di scaldare ancora
    le nostre ossa,
    la nostra pelle bianca.

    Fu un brutto inverno quello lì,
    dove si palleggiava
    con il cuore in mano.
    Si cercava di amare,
    ma nemmeno l’amore
    riusciva a salvarti.

    Una donna a volte non basta,
    serve solo un fratello
    e il suo cuore che parla di te,
    le sue mani che tremano
    la sua voce spezzata
    per la rabbia, per errore,
    perché se piange o se ride,
    piange e ride,
    solo se lo fai anche te.