username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • Ieri alle 22:13
    È fuori asse il presente

    È fuori asse il presente,
    un legno bagnato dalla pioggia
    si gonfia in movimenti millimetrici.
    Il presente vorrebbe stendersi e assopirsi
    come la termite nell'ambra,
    così i miei arti crescono nel freddo
    senza essere arti
    -senza che il vuoto possa
    sottrarli al vuoto dell’assenza-
    batto, li libero dal ghiaccio
    hanno anche il centro di cristallo
    un male sfaccettato
    quanto più è fermo
    cose che appaiono non viste
    il solco necessario del cuscino
    la benda al fiato, e poi domani.
     
     

  • Ieri alle 20:39
    Parlami

     
    Quando vedi la luna maculata,
    palla tra palle di nubi antracite,
    distante da me oltre il normale,
    parlami perché ne ho bisogno.
     
    Se il mare più non risponde
    al minimo accenno di un abbraccio
    o l’alba tradisce il suo migliore intento,
    parlami perché voglio ascoltarti.
     
    Guardando il nostro luna park,
    non arriverà la musica del gioco
    o lo schiamazzo di un bambino re.
    Sono io che ho spento tutto.
     
    Ho consumato notti promettenti,
    le ho imbrattate di colori assurdi.
    Ho cadenzato stelle al mio capriccio
    e ora, credo, è meglio non guardarle.
     
    Ho spinto il cuore in un dirupo
    e adesso cerco di recuperarlo
    mentre freddo, pioggia e vento
    fanno di tutto per scoraggiarmi.

  • Ieri alle 20:10
    Nichilismo #3

    ricordi
    di musiche lontane
    spartiti indecifrabili
    pezzi di voce
    versi a metà
    poesie non finite
    sul foglio bianco
    le parole tornano inchiostro

    neanche chiudere
    il segno dello zero

    (marzo '13)

  • Ieri alle 20:07
    Raggio di bile (Invidia)

    raggio di bile- d'incapace calunnia tinge la luna

  • Ieri alle 19:36
    Spazi

    cercavo una parola immortale
    da avvicinare alla tua bocca
    poi finisco per trovarne altre
    senza il calcare dei secoli

    almeno nella metodica follia
    di spaccare versi con l’accetta
    sono sulla punta del tuo naso

    il tuo celeste da guancia a guancia
    è un cielo posato a terra

    qui tutto è veramente troppo grande

    (gennaio '19)

  • Ieri alle 19:35
    Monte Berico

    La luce dei lampioni
    cuce un altro ricamo
    all'antica facciata, mentre
    le ultime macchie viola
    sopravvivono accatastate tra i monti.
    La sera si tarda, aspetta
    un sipario sempre aperto
    lo spettacolo in un altro spettacolo.
    Dai sampietrini, un po'
    di lato un po' da soli, si guarda
    coloro che in prima fila
    coi gomiti fioriti sulla balaustra
    guardano oltre la terrazza,
    abbracciati.

    (giugno-agosto '17)

  • Ieri alle 19:12
    Un ultimo lento

    Un ultimo lento.
    Senza musica.
    Visi pesanti
    sulla spalla dell'altro
    il pensiero congelato.
    Una maschera cade
    ma gli occhi piegati
    già sapevano.
    Un prima e un dopo
    un altrove.

    Un ultimo lento
    un pezzo di sole scuro
    laggiù tra le montagne.
    Nel silenzio
    vicini e uniti
    avremmo provato
    a dimenticarci.

    (giugno '15)

  • Ieri alle 19:10
    Creatività

    Arcobaleno tra le nubi
    che colora le invidie
    sopite da tempo
    angelo in frac
    e in boxer a pois
    sceso tra gli ignavi
    luce dall'inferno
    per il paradiso
    sangue
    versato e negato
    piantina calpestata
    arancio con le spine
    rosa tra le ortiche
    ortica tra le rose
    prestito rischioso
    corrosivo
    per l'utile invisibile
    di tutti
    ammessa con asterisco
    spontaneità derisa
    per troppa vita.

    (gennaio '15)

  • Ieri alle 11:25
    Eva dolce Eva (INVIDIA)

    Black Mirror,
    non mi disturba
    il pensiero di rimanere
    nell’ombra
    ma l’ossessione
    che lei possa brillare,
    senza me,
    brucia.
    Non potrò mai colmare
    tutte le mancanze
    di un’infanzia recisa
    perciò voglio svuotarla
    di ogni gioia,
    possedere
    il suo corpo
    solo per risucchiarne
    linfa vitale.
    Annego
    in silenzi di rabbia
    e senza respiro
    il mio volto diventa
    verde d’invidia
    mentre sorrido
    chiamandola:
    “Eva, dolce amica!”

  • domenica alle ore 21:50
    Sentiva freddo

    Si affacciò per vedere se fuori nevicasse Il cielo era limpido l'aria calda. Ma lei sentiva freddo Si chiuse in casa Guardò dentro la propria anima... Era alta la neve!

  • domenica alle ore 11:02
    Riparo in greto d'ombra

    Ci basteremo un altro giorno franti 
    dal nugolo di affanni e l’io solcato
    s’incenserà in riflessi, e pur distanti 
    l’una saprà dell’altra voce il fiato.
     
    Estranei all’oro cupo che snatura
    la levità del tempo, sospirato
    refrain di volo mosso da un’altura 
    su mute crepe tese lato a lato. 
     
    Mosaico agli occhi le ho fermate, chiare 
    molecole in carezze, cartilagini
    sostrato a pose tra parole e cielo  
     
    lievi alla pietra, e ancor sottile un velo
    di sete e acqua -una prassia d’immagini - 
    scivola in greto d’ombra ed è già mare.
     
     
     

  • sabato alle ore 16:15
    Arresa al brivido

    porta i balocchi amore
    dolce sarà la semina
    sul campo arresa al brivido
    berrà tutte le nubi la tua brace
    tra mille strette d’alabastro
    e mille mani su ogni poro
    e mille bocche su ogni spazio

  • sabato alle ore 9:25
    Avrò

    avrò un silente grido
    cristallizzato attimo
    al nugolo di sete che dissolvi 
    al punto cieco e sempre
    sempre a sfiancare, tu
    lo spillo in fiore
    e stille che trapassano       
    l’acuto rosa e il viola 
    ceduto nel tremore
     

  • Ho sbagliato lo so e me ne sono accorto in quegli attimi vissuti nella delizia goduta tra le ombre a inspirare la fragranza dell'ozio vestigia di giorni migliori Dove sono stato fin'ora io chiedo senza ottener risposta ai gesti nel tempo affidati al destino a scorrer silenti in or senza senso nostalgie di ciò ch'ancor poteva essere e mai non è stato orizzonti lontani a completar l'ondeggiar degli insulti che rivolgo a me stesso complimenti subiti e donati alla mia perdizione reale e invisibile Ho sbagliato lo so e me ne son pure accorto anche se stare in quel mondo di sola apparenza e d'occhiate confuse facendone parte mi ha dato armonia come se il mio sentire potesse ricevere un senso compiuto E vado adesso peregrino bastonato e sommesso in cerca della mia anima dispersa . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • È bello quando gli altri appezzano quello che fai è un'emozione forte veramente speciale accorgerti come le persone riescono a evocare nella tua interiorità la voglia di fare di scrivere di parlare presentandosi a te col massimo rispetto per i tuoi sogni infranti nelle paure che ti uccidono E mi creo dentro uno stato mio dove le mie rime mie essenze di vita nell'assurdità dei sogni e nell'umiliazione d'amarle senza usurpare la felicità a nessun Cielo donano tranquillità e pace alla mia anima

  • venerdì alle ore 18:52
    Sulle note dei poeti

    Sulle note dei poeti
    il cielo appare
    dipinto si lascia
    ammirare ed estasiato
    accoglie tutti i pensieri
    belli o brutti
    che siano
    e dall'alto si dispera
    in un profondo mistero
    tantissimi uno dentro
    l'altro e nel guardarli
    si commuove
    come il mare d'inverno
    scosso dalla pioggia
    che riga visi
    toccati dal ghiaccio
    assorto in preghiera
    rivive senza scoraggiarsi
    per altri tempi che verranno
     

  • venerdì alle ore 16:33
    Era settembre

    Era  Settembre
     
    Nell’autunno in parte muore
    la natura alberi piante fiori
    poi verrà l’inverno a seppelire
    infin la primavera a farla
    rifiorire, pur per te sorella
    mia era autunno quel settembre
    quando moristi quando si spense
    la tua vita coprì quell’inverno
    la tua tomba e venne quella
    prima primavera e tu non rifioristi,
    altri inverni altre primavere
    nel tempo e or continua il tuo eterno
    sonno, presto verran in qual stagion
    non so quel mio settembre e il mio
    eterno sonno che pur per me inverni
    e primavere tanti eterno lasceranno,
    ma questo nel tuo continuo ricordo
    mi conforta che certo son che quel
    dì alla fine dei tempi dove il tempo
    ha fine alorchè del Giudizio final

    suonerà la tromba lì rinati ci ritroveremo
    Era  Settembre

     

    Nell’autunno in parte muore

    la natura alberi piante fiori

    poi verrà l’inverno a seppelire

    infin la primavera a farla

    rifiorire, pur per te sorella

    mia era autunno quel settembre

    quando moristi quando si spense

    la tua vita coprì quell’inverno

    la tua tomba e venne quella

    prima primavera e tu non rifioristi,

    altri inverni altre primavere

    nel tempo e or continua il tuo eterno

    sonno, presto verran in qual stagion

    non so quel mio settembre e il mio

    eterno sonno che pur per me inverni

    e primavere tanti eterno lasceranno,

    ma questo nel tuo continuo ricordo

    mi conforta che certo son che quel

    dì alla fine dei tempi dove il tempo

    ha fine alorchè del Giudizio final

    suonerà la tromba lì rinati ci ritroveremo

     

  • venerdì alle ore 16:08
    China di verde (l'Invidia)

    Lento che va il veleno
    v e l e n o  m a g m a  pronto a bollire
    e partorendo buio
    cieco ricresce
    china di verde
    certo, d’infimi toni
    eppur si cela
    sotto la smeraldina cera.
    Ah, se avesse la faccia ardori!
    da pori sortirebbe
    un miele amaro
    a sbrodolare dritto
    al cuore dell’ambito Oggetto.

  • Il respiro del tempo
     
    Tremolio nel fogliame imprigionato,
    scivola sottile una voce di ali e nebbie…
    di  suoni perenni, segreti lontani diluiti in brume mai ferme.
    Aliti d’allodole sussurrano…
    pallido rantolo del tempo, terrore dei corvi bronzei della notte,
    delle montagne plumbee,
    dei tramonti sanguigni di morte e sogno,
    dei gigli arsi nei meriggi.
    Già feretro immobile di pallide nebbie,
    Aleggi, Tempo, sempre quieto, sempre livido.
    Mistero sempre uguale,
    terrore che mai finisce.
     
    Presente, rotta di veliero nel sogno,
    grigiore di luna allo specchio.

     
    La respiración del tiempo
     
    Hay un temblor cautivo en el follajes del bosque añoso.
    Se desliza sutil una voz de niebla y ave,
    de sonidos perennes,
    secretos lejanos, diluídos en brumas nunca quietas.
    Aliento de alondras susurran...
    Pàlido estertor del tiempo,
    terror de los cuervos broncíneos de la noche,
    de las montañas plomizas,
    de atardeceres sangrientos de muerte y sueño,
    de las azucenas acurrucadas y desfallecientes de la siesta.
    Ya féretro inmóvil hacia neblinas pàlidas.
    Tiempo que aleteas, siempre lívido.
    Misterio siempre igual,
    Pavor que nunca acaba.
     
    Presente, rumbo de barca en el sueño,
    gris de luna en el espejo.
     

     
     
     
     
     
     

     

  • giovedì alle ore 22:03
    Là,dove i sensi si mischiano

    "La peste s'è spenta,ma l'infezione serpeggia" (Primo Levi) Vivo impaziente nel mio troppo sentire soffrendo gl'inganni che tutti elargiscon meraviglia di un mondo palcoscenico agnostico dove ognuno recita senza conoscer spartiti E resto ancor paggio ma senza reali sol con il mio dire prescritto su fogli bianchi sporcati d'inchiostro ma senza parole a cercar di convincermi delle bugie mai dette miei vaghi tormenti incatenati alle angosce nel ricordo sublime di metafore al vento . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • "A forza di vivere di attimi,si finisce nella polvere" (Cesare Moceo) Il mio cuore ballerino e lacero avrebbe tante storie da raccontare stanco com'è per averle tenute chiuse dentro di sè nel tempo Ascoltatemi quindi perchè sarete Voi a donare ai posteri il mio dire Ho convissuto con la fragilità della mia pace e con i sogni che ne han dimostrato il valore ma non è mai stata questa una notizia lo è diventata con piacere adesso che sento le ali del destino sventolare dentro la mia vita ad agognarne la fine Ho sempre dovuto mangiare ciò che non ho mai coltivato nel mio aver avuto legami con la fame nata con me e in me conservata nel suo fascino senza preghiere nè maledizioni . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 14:31
    Le ubriacature dell'anima

    Danzo sui miei versi ornamento della mia vita senza ascoltare le musiche che mi ammaliano E spero che le mie intenzioni di scrivere dicano al mondo molto più di ciò che effettivamente potrete leggere nei miei scrtti E vorrei continuare a scrivere e a convivere con le parole nella mia passione e nel loro rispetto per ubriacarmi l'anima . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 14:26
    Cesare...ma non troppo...

    Ho preso dal mio nome l'imperialità fintanto che ho sognato e nulla sono stato e lo sono ancor oggi nei miei risvegli In questi getto immediate dalla finestra del cuore le emozioni e con l'orecchio attento sento il risuonarne la dissidenza con la frustrazione del mio vivere E abdico vincente in favore delle passioni ringraziando con fervore l'anima che mi ha sostenuto nel tempo nelle lotta contro le angosce e i tormenti accompagnandomi con grazia alla felicità delle mie vittorie . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 14:24
    Il mio vento non è un fiume che scorre

    Cammino con la pace nei passi a guardare come si fa sera sul lungomare deserto dove incontro soltanto gabbiani che razzolano sul marciapiede frettolosi al mio incedere a svolazzare lesti di paura Vado con la quiete nel cuore nel vento gelido e umido che m'arrossa le guance alzando gli occhi al cielo sacrificio di speranza per scorgere il tramonto del sole o qualcos'altro per cui sognare Là m'accorgo nel piacere dell'anima che il mio vento gelido non è un fiume che scorre imprigionato tra gli argini e obbligato alla sua strada ma il soffio dolce della libertà sotto il cielo strabiliante d'azzurro . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 14:23
    Ho capito di non essere nessuno

    Godo in me dell'intimo desiderio quasi fossi un bifolco che sfrutta le novità delle proprie disaffezioni di non voler più nulla dalla vita Resto ancorato al mio presente senza futuro con il passato ormai perduto senza speranze nè nostalgie vagando per le mie vie addobbate di malinconie dove lunghi filari d'alberi spelacchiati parlano alle genti del mio cielo e delle stelle che un tempo vi risplendevano E vorrei restar così in questo passeggiare immobile come un eterno stare affacciato a una finestra a compiacermi nel mio crepuscolo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati