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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • Mi levo da un sogno
    per fare spazio
    ad un sorriso
    troppo spesso affaticato.
    Devo ridare un suono
    a questo sentiero silenzioso
    dove si perdono le parole,
    dove sono cadute le stelle,
    dove il cuore si è frantumato
    e taglienti i cocci
    si sono sparsi e diramati,
    originando follie e fantasmi,
    tempeste e lamenti,
    ma ancora
    naufraga amore
    sulle rive di un ignoto mare.

     

  • martedì alle ore 18:32
    Words press

    Quasi freddo estivo
    Verde decaduto il congegno
    Dei minuti
    Una donna è scesa
    In metrò
    La stessa che porta
    Un codice fiscale zeppo
    Di numeri e di caratteri volanti
    Corpi provinciali
    Linch ha sputato dove capita
    Una mezza ombra
    Nella strozzatura dei gas mutevoli
    I grumi girano col silenzio
    Della luce
    Words press
    Dalla coppa
    Inattiva
    "Felice malattia dolce scheletro"
    Non abbiamo già visto il crollo della torre?
    Al parco delle cave
    si tagliano alberi a spicchi
    Più dalle mani inospitali
    Non un grido di evviva
    Il ritmo della motosega 
    Accompagna lo sguardo
    Ai sassi
    L'erba sui sassi vuoti 
    Un disastro
    Per queste scarpe di corda
    E' sfacciato il rumore
    Del pomeriggio
    Cedevole 
    Le notifiche di facebook
    Sbarcano briciole morte
    Borse e cappelli di riposo
    Mary Poppins vende nell'aria
    Aquiloni da gioco
    Certo
    Ai bordi spogliati della distesa
    Hi floating suite!

     
     

     

  • lunedì alle ore 21:26
    Viver dentro un mucchio di dolori

    Momenti

    scartati dalla mente

    colmi d'odio
    a impregnare tutto l'Essere

    e brontolare

    al perpetuare del dilagante materialismo
    che mi accerchia fino a soffocarmi

    cercandone i retroscena
    nelle viscere dell'anima

    e rimanervi intrappolato

    nella costrizione di non aver più
    la percezione della facoltà

    di stabilire quelle priorità

    che possano individuare
    le oasi dei sentimenti più puri

    E vivere dentro questi dolori

    con la coscienza a prenotare
    il posto all'inferno

    con le lacrime a prepararsi
    a scorrere come un fiume in piena

    E lottare per non far questa fine
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefal
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • lunedì alle ore 21:19
    Ben arrivato,amico mio

    E subito

    abbandonai ogni desiderio d'opporti
    resistenze di qualsivoglia natura

    immediatamente

    a mettermi in corsa
    alla stessa velocità con cui mi hai preso

    Felice

    che abbia scelto me
    e lasciato in "pace" i miei cari

    ho capito da subito che dovevo accettarti

    che il sottomettermi alla volontà di Dio
    fosse l'unica scelta possibile

    Così t'accolgo con rassegnato vigore

    con le mie certezze

    che rendono più dolce
    il terrore impresso in quest'attesa
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • lunedì alle ore 21:17
    Cosciente

    Ripenso me tapino

    alle volte che t'ho vissuto nella mente
    con gli occhi fissi a guardare il mare

    come se t'avessi supplicato
    di dirmi come comportarmi

    se t'avessi incontrato

    Fitte dal calore freddo
    a distorcere lo stomaco

    accapponano la pelle

    al pensiero che altri vivono
    e altri ancora vivranno

    questa stessa "passione"

    E vivo gioendo assieme a Quelli

    della fortuna già goduta

    del nostro dolore divenuto sordo
    e annichilito dai giorni

    mentre Questi

    avran ancor bisogno dei giorni a venire
    prima di potersi riamare

    E scrivo queste volontà del fato

    per farvi riflettere
    e compiacervi della vostra anima candida
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrerodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • lunedì alle ore 21:15
    Io non mi nascondo

    Nei momenti più bui e di dolore viene il sospirato volere di riaprire le ali e volare
    (Antonietta Caramanico)

    Io non mi nascondo
    Adesso

    vivo di speranza

    a lottare con ardore
    per restarne avvinghiato

    Credere e sperare di viver una vita

    che non sia l'ombra
    di quella di un tempo

    fuori dalle stanze del dolore

    dove ridere e guardare il mondo
    con occhi miti

    E non tradire
    la volontà del destino

    per non perdere quel posto
    che il cielo mi ha riservato

    che troverò fra cent'anni
    imbrattato di polvere
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • lunedì alle ore 21:12
    La mia vita fra le rose

    Rifletto

    in questo mattino
    già caldo di sana follia

    sull'arduo compito
    che aspetta il mio fare

    e momenti di sconforto
    assalgono il cuore

    nella speranza cercata

    d'addolcire il vivere
    e le mancanze della mente

    con parvenze d'entusiami

    E m'avvio con l'anima pensante

    verso incombenze che d'umano
    hanno il tutto e il suo contrario
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • lunedì alle ore 21:10
    A volte capita d'illudersi

    A volte capita d'illudersi

    Avvolto da sacre ansie
    ho bisogno del soprannaturale

    per capire la mia interiorità
    senza motivo di pentimento

    nell'eccedenza dei miei valori

    nella sua soddisfazione
    per l'estetica del mio volere credere

    E nel mio istinto di uomo soffrente

    m'intendo subito con me stesso

    risuscitando nel cuore e nell'anima
    tutto il rispetto per la vita
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • lunedì alle ore 21:07
    Sia fatta la Tua volontà

    Raccolgo tutti i pensieri
    che stuzzicano i ricordi
    e mi sembrano scheletri
    da cui pendono inconsapevoli
    i brandelli del passato
    E si stagliano lontane
    tra le nubi della mente
    crepe che lasciano intravedere
    l'anima spogliata dei suoi amori
    depredata del suo innato pulsare
    lasciata a soffrire in balìa
    degli indegni sciacallaggi
    di insulse frenesie di paure
    a riflettere come in uno specchio
    la decadenza dell'interiorità
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • Nel piacere volontario
    di complicarmi la vita
    affronto le mie sfide
    con la ferocia di pensieri
    meschini e violenti
    a plasmare la coscienza
    di spregi e intolleranze
    e subirne angherie
    buone a cancellare
    ogni traccia di me
    in chi ne vorrà fare la storia
    nel futuro che è già passato
    prima di essere al presente
    un futuro scorso
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù

  •                                                                        A:  tutte le "Venezie" del mondo

    Venezia di notte la notte
    è come cor nostro di giorno:
    illuminato, aperto a tutte le rotte
    che indietro stanno o avanti e all'intorno 
    quella notte magica "d'allora"
    che la scartai come una sorpresa
    mi parve meglio dell'aurora
    boreale: forte, bella ed indifesa!

    Taranto, 7 giugno 2016. 

  • lunedì alle ore 19:09
    Eterea

    Fragole di tessuto
    accarezzano la tua bellezza.
    Come in un etereo vapore
    i sogni svaniscono.
    S’infrangono come rosee onde
    su spigolose nere barriere frangiflutti.
    E tu… vivi,
    mentre io tramonto
    …nella tua imprendibilità.

    Luciano Capaldo, 17 giugno '19

  • domenica alle ore 22:24
    Non Senso.

    Quando pare solo per abitudine
    che i giorni scorrano,
    come foglie secche che oscillano
    senza una direzione,
    torna ancora in superficie
    il colore che del Vento dell’inverno,
    fugge già la carezza,
    quando l’età resta sola alla porta.
    È il cobalto d’uno sprazzo tra le nuvole
    o un sussurro che vibra tra le onde,
    mentre il Faro un po’ irride
    una pennellata di sole in laguna.
    Eppure, non oso scordare
    che ogni mio sguardo mai è sazio
    d’ogni effimero attimo già perso,
    perché nell’udire
    la Bora scompaginare i pensieri,
    non posso cedere
    al muto avanzare della vita orba,
    mentre ancora siedo immobile al Molo.

  • sabato alle ore 15:40
    Suprema in viola (la Superbia)

    Suprema in viola, predatrice 
    l’aura che offusca
    quando passa sola in cammino
    da altezze funamboliche d’odio 
    silente nel manto, scostante 
    e cieca, d’un oppio di duramadre
    -un’orgia di nicchia che arride dagli inferi.
    Vorresti raggiungerla, carpirne il sottinteso,
    le punte chiodate delle iridi.
    Amarla e detestarla
    scolpirne la statua d’altera
    il suo graffio intangibile
    come la morte quando spigola
    dietro l’esasperante veletta.

  • Ho camminato
    respirando polvere, tra il greto fangoso
    ed umido di nebbie fitte accanto al diavolo, ma poi
    ho rivisto la luce delle tenebre
    di giunco come un lampo (chiaro);
    e quel lampo triste
    sapeva di rivolta,
    di vittoria su me stesso
    e l'assoluto,
    e sul mondo cane
    che tante volte m'aveva abbandonato:
    ho camminato respirando polvere...
    (ma non era in riva al mare in autunno).

    da: "Quaderni psichedelici", 2017.
     

  • sabato alle ore 11:19
    Pensieri, pensieri, pensieri...

    Pensieri tristi, pensieri folli
    a volte giusti o sbagliati;
    pensieri duri, pensieri molli
    eroici pensieri, salvifici pensieri...
    ma una volta pensai con gioia,
    a malincuore, d'averli consumati!

    da: "Quaderni psichedelici", 2017. 

  • sabato alle ore 5:48
    Specchiarsi

    Mi guardo allo specchio
    non trovo l'immagine di me stesso
    è soltanto un'immagine sfocata
    persa: un riflesso.

    Taranto, 2 giugno 2019.

  •                                                       A: tutte quelle strade che non ci sono più.

    Quella strada, quella strada: non sarà più
    come prima; oh sì, non lo sarà mai più!

    Ci passavo tutti i giorni ogni mattina, insieme a
    mio padre: che mi teneva per mano;
    era così bella quella strada, luminosa
    tanto allegra eppur spaziosa: emanava
    un (certo) non "socchè"...qualcosa;
    e mio padre mi teneva per mano,
    mi teneva ben stretta la mano
    mentre mi accompagnava a squola;
    ero contento io di andarci [a squola] perchè passavamo
    entrambi per quella strada...

    Anche quando pioveva a dirotto: quella strada
    sembrava diversa dalle altre;
    forse - chissà! - perchè le finestre delle case
    erano sempre aperte (in quella strada)
    da cui fluivano e correvano strani "suoni" e buoni "odori".

    C'erano 3 alberi, soltanto tre, lungo quella strada
    a strapiombo puntati verso il cielo
    io li  chiamavo "amici", a volte "amici miei"
    come quelli del film:
    adesso non più; hanno portato via anche loro...con le ruspe
    di nascosto;
    la, al posto di quegli alberi - li han portati via
    di notte 10 anni fa - ci sono due internet point
    ed uno studio da dentista:
    così quando chatti e ti vien mal di denti...
    tutto è a posto!
    Hanno distrutto pure il palazzo dei preti:
    "era ostile al paesaggio" dissero al comune...
    o forse, chissà, semplicemente urtava
    il comune senso del pudore;
    al suo posto c'è un un Mc Donald's: brrrr...
    mi vengono i brividi lungo la schiena
    a pensarci,
    partendo dalle orecchie per arrivare sino
    al "buco del culo"; e pensare che alle falde
    di quel palazzo (non ho mai saputo il perchè
    lo chiamassero così) ci giocavo:
    giocavo a biglie con altri ragazzini come me
    (anch'io lo sono stato, forse, un tempo: ma non ricordo se è vero!)

    Quella strada, già quella strada: porta sempre al mare...
    ma non sarà più - mai più - come prima;
    quella strada, quella strada:
    hanno costruito tanto - tutto nuovo -
    su di Lei, ma non sarà più come prima:
    oh sì (davvero), non lo sarà più...

    Quella strada: porta ancora
    al ponte delle lucciole
    (le chiamavano "parigine", non erano francesi!)
    ma non sarà più come prima
    non lo sarà più; da oggi, da ora, da ieri e da domani
    (non lo è già più da tanto, ormai!).

    Quella strada...hanno tagliato
    i ponti col passato, e non sarà mai più come prima,
    com'era prima!

    Taranto, 23 dicembre 2016.

     

  • venerdì alle ore 18:34
    Scalza

    Sono il nulla disperso
    percezione della caduta

    l'amplificatore di un grido
    -non mi dà tregua l'eco

    non vivo in queste stanze di ricordi
    sono l'esilio in un prato d'ombra

    contami le dita, sono uscita scalza

  • venerdì alle ore 12:00
    Ci salutiamo.....e poi

    Vacanze da sogno
    paradiso terrestre
    quando tornerò
    ricorderò esperienze estive
    agli incontri mensili dei Poeti dell’Ariete
    con emozioni mai provate prima
    spero che questi incontri di poesia
    possano continuare
    ancora per tanto tempo
    dando la possibilità di far partecipare
    a questo gruppo altri poeti.
     

  • giovedì alle ore 9:10
    Il lato oscuro

    Sono lunghi dieci anni di guerra
    Ulisse strappato agli affetti
    per la vendetta di altri
    e tutto per Elena bella
    ma la scaltrezza ti arma
    con l'aitante figura
    mentre lontana Penelope
    tesse, disfa e ritesse.

    Fedele la sposa
    ti concedesti ogni donna
    schiava, bottino di pugna
    e poi nel ritorno decenne
    Circe, Calipso e Nausica
    tu innamorasti con arte
    ma Athena, forse gelosa
    ti volle tornato all'ovile.
     

  • Later ha compiuto diciotto anni, proprio oggi:
    è diventato grande ma ancora non lo sa.
    La madre li ha mandato un completo nuovo,
    giacca di raso e pantaloni di velluto blu ed
    un papillon a pois bianchi e rossi: ma lui
    non ha smesso ancora di giocare coi balocchi;
    è diventato grande ma ancora non lo sa.
    Later, però, è intelligente ed è produttivo:
    proprio come gli altri suoi amici che hanno già
    smesso di essere bambini da un pezzo.
    Johnny Lee ha ventitrè anni: fa l'impiegato otto ore
    sempre seduto sulla sua poltrona di cuoio grigia in banca;
    Howard Green ha ventuno anni: riempie serbatoi
    al distributore della 31^, tutto il giorno, e ripara candele.
    Later ha compiuto diciotto anni, oggi sì:
    ma ancora non lo sà!
    Later, però, è intelligente e produttivo:
    è un artigiano di parole lui, produce strane parole e vuote
    a volte, ma pur sempre parole.
    I bambini lo adorano ma
    i suoi vecchi amici, diventati già
    grandi, lo ignorano ormai
    ed i vecchi lo considerano matto;
    lui è soltanto strano: a volte lo è talmente
    che non sa cosa fare o cosa dire...
    nè ricorda mai i sogni fatti la notte prima,
    da poterli raccontare a qualcuno.
    Later è diventato grande, proprio oggi:
    qualcuno domani li dirà "non sei vecchio, tranquillo;
    hai soltanto smesso di essere ragazzo".
    Later ha compiuto diciotto anni, proprio oggi:
    ma ancora non lo sa...qualcuno dovrà dirglielo.
    Later è diventato grande ma ancora non lo sa:
    sta giocando coi suoi balocchi;
    la madre li ha mandato un completo nuovo
    da cinquanta dollari, ma non l'indosserà.
    Later è diventato grande, proprio oggi;
    non lo sa...qualcuno dovrà dirglielo
    sì, qualcuno glielo dirà forse:
    altrimenti resterà bambino dal grande sorriso per sempre,
    altrimenti continuerà a "produrre" soltanto parole!

    Taranto, 15 agosto 2017.

     
     
     

  • 12 giugno alle ore 12:59
    Tutto il mare dice vieni

    è così che le orme si danno correnti
    alle protrusioni dei giorni
    è il viaggiare senza partire
    risacca di allitteranti congedi.
    ci lascio gli occhi, al balenio di umidi fiotti
    è così che ti fermo
    dove il mare si assolve dal suo male.
    invece no, richiama i polsi
    li sottomette al nodo, sospeso sciabordio
    da negare la linea dell’aria
    gora ponte e pegno, senza finirmi
    -è un atto di libido estrema
    tra l’est e l’ovest,
    con quanta cura mi sferza
    su stasi di ossidiana. quanto, tu
    gola gridata mi resti
    amaranto di trabocchi, il rullare continuo.

  • 11 giugno alle ore 18:44
    Posizione esatta dell'isola

    Beviamo e lei tira un cavallo perchè
    Non c’è nessuno lungo la strada
    In questo portale di etere
    Ho solo un pettine di ferro riversato
    Sui capelli
    Il flacone  extra di alcool
    Per le pustole aperte
    Roba da orgasmo
    L'animale scalcia allo specchio
    Non una volta
    Nell'orologio a parete
    Scontro delle lancette
    Al lago di fortuna
    La faida si prende un bacio
    Con il grido delle anatre
    Invisitabile
    Un volto condannato
    Senza  luce
    Riflesso in tutti gli altri
    Finestre girevoli
    La crema delle mani
    Sa troppo d'inverno
    Un tubo
    Che sgorga brillante
    Volume nazi
    I bambini naufragano ben raccolti
    In acqua
    Posizione esatta
    Dell'isola
     

  • 11 giugno alle ore 13:08
    Io girasole

    Prima ero molto timido
    stavo in solitudine
    poi all’Università
    mi sono aperto agli altri
    e ho avuto i primi veri amici
    per questo ringrazio il Signore
    che mi ha fatto scoprire
    le gioie e le felicità della vita terrena.