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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 12 ore fa e 5 minuti fa
    Il lungo ponte

    Il lungo ponte L'acqua era limpida, tiepida e nascondeva mille segreti. Un lungo ponte conduceva in un piccolo capanno oscuro. Lui attendeva lì, sul letto caldo. Ci siamo solo guardati, perché non c'era bisogno di dire altro. Poi eravamo l'uno tra le braccia dell'altro, persi nei nostri occhi, labbra sulle labbra. Corpi avvinti dal piacere. Voglia di passione. Lussuria e sensualità. Un vortice di goduria senza tempo e senza limiti. Lí, dentro quel capanno in un posto imprecisato del mondo, c'erano solo tu ed io.

  • 12 ore fa e 20 minuti fa
    La forza di un abbraccio

    La forza di un abbraccio. Mi sono ritrovata in un abbraccio che mi ha dato coraggio e forza. Un abbraccio improvviso, inatteso, carico di suadente sensualità. C'era la forza della disperazione, del dolore, dell'oblio, tutto racchiuso in un abbraccio sincero. Un abbraccio folle, di chi ha bisogno di certezza, sicurezza e motivazione. Un abbraccio in cui sai di poterci trovare tutto ciò che cerchi...e non ti serve più altro...

  • Ieri alle 17:22
    a Vito. 23 Gennaio 2012

    La Vita si può' fermare,
    almeno questo e' quanto
    vediamo nell'immobilità' della morte,
    quell'istante, profondissimo mistero,
    dove non ci sono risposte.
    La vita si può' fermare 
    straordinario cugino ,
    almeno questo sostiene il plotone
    che ti ha schiantato,
    otto anni a spararti contro,
    ictus, tumori e molto altro ancora.
    La vita si può' fermare ma non l'Energia Suprema,
    che guida la mia mano,
    non l'ammirazione per te Vito Cabras,
    la tua adorazione per Zio Vittorio,
    colui che come te 
    poteva convincere che un muro bianco era rosso,
    una spina un petalo,
    una pozzanghera un oceano.
    La vita si può fermare
    ma non quell'Energia ,
    dinamismo assoluto,
    figlia di ogni tuo atomo,
    quell'invitare, chi osava troppo incrociarlo,
    ad abbassare il suo sguardo,
    a non osare troppo con chi, come te,
    si presentera' al cospetto di Dio,
    con la stessa irruenza,
    di fronte alla quale anche l'Onnipotente,
    abbassera' per un istante la testa,
    abbagliato da quel magnetismo assoluto,
    segretezza polare,
    che ti apparterra' proprio Li',
    dove l'Eternita' impera.
    La Vita si può' fermare,
    ma non questi Versi
    che solo tu avresti potuto scrivere.

  • sabato alle ore 13:23
    LA MIA STAGIONE

    Ho visto i monti della Terra
    da aspri tramutarsi in dolci curve
    con i sentieri in ventre di collina
    allungarsi fino alle più alte cime.
     
    Di qua, l’oceano rimpiccioliva
    e assieme a lui ogni altra cosa dentro.
     
    Cos’è accaduto nella mia stagione
    io posso raccontarlo, oltre che a me,
    a chi nei sogni cerca il nuovo
    e dell’amore più non si accontenta.
     
    Ascolta! In meno d’una sola ora
    davvero il tempo non si vergognò
    di fare tutto e il suo contrario esatto,
    perfetto esempio di saltimbanco pazzo.
     
    Così, notai ciò che da sempre voglio,
    la neve rossa cadere sull’azzurro,
    sì azzurro, il mare, per via del fatto
    che mai follia potrà inventarsi altro.
     
    Cadeva, la neve, poca per fortuna
    e appena giunta al suolo
    si mescolava in dose esatta e pronta
    nell’officina di colori e forme nuove.
     
    Vidi la pioggia, la detestata pioggia,
    come quando, da questa mia finestra,
    io la vagheggio di consistenza scarsa,
    punta di spillo in un’argentea tinta.
     
    E cosa dire poi del vento,
    ma non di quello che si conosce già,
    bensì dell’aria che al suo passaggio
    sgancia carezze sul viso di chi incontra.
     
    In altra rapida sequenza, la nebbia...
     
    Lastra compatta, volle oscurare il brutto,
    non solo giovinezza di droga devastata,
    non solo litorali cancellati dai cementi,
    ma anche i ghigni di chi intanto muore
    dentro una vita dedicata al male.
     
    Poi, fu la luce a fare da protagonista
    in ogni angolo del nuovo microcosmo.
    Fermò i suoi raggi sulle prime rughe
    della mia fronte rivolta alla sorgente.
     
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2007
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia 06/2010 – Prefazione di Angela Ambrosoli)
    Pubblicata nell’Antologia “Versi diversi” IX Ed.
     

  • sabato alle ore 10:33
    Buongiorno, amabile signora

    Buongiorno, amabile signora,
    donna d'un tempo che fu!
    T'alzi ogni mattina,
    ti prendi il caffè per abbandonare Ipnos,
    e dopo una rigenerante doccia
    vai al tuo consueto lavoro.
     
    Buongiorno, serafica signora,
    donna d’altri tempi!
    Ti prendi cura con amore
    della tua tenera prole,
    lo fai con zelo
    così come ti comanda il cuore.
     
    Buongiorno, mite signora,
    donna che fai senza remore
    quel che la tua indole ti rivela!
    Ami la tua dimora,
    la curi al di sopra d’ogni cosa,
    ti senti felice pian piano
    sollevandoti dalle terrene beghe.
     
    Buongiorno, soave signora,
    femmina verace che doni la pace!
    Ami il tuo sposo,
    lo curi e lo sogni
    perché il suo amore
    t’offra ciò che la natura
    ti racconta ognora.

  • venerdì alle ore 19:30
    Quel che il Tempo

    Quel che il Tempo
    nel suo vagar astruso
    ancor non ha disperso
    è nell’alito di foglia
    al suo ramo abbarbicata
    È nel tremulo fil d’erba
    forte e radicato
    - Sull’ombra del bosco
    in ombra cola nube iridata -
    Il suo pianto s’intreccia
    al respiro del solco
    Evapora il fango l’odore
    del passo tuo andato
    Dal mio pianto confuso:
    lacrime di nube iridata.
     

  • giovedì alle ore 23:16
    Sull'isola del magico silenzio

    Ti cerco dentro tutti i sogni
    che non riesco ad afferrare,
    ti cerco tra le pagine
    dei romanzi,
    ti cerco per migliorarmi,
    per migliore i miei giorni,
    per sentire tutta la poesia
    possibile,
    per approdare sull'isola
    del magico silenzio,
    dove ogni parola si pronuncia
    solo se si racconta amore,
    dove le onde possono cullarti
    tra respiri e silenzi d'amore.

     

  • giovedì alle ore 18:58
    Cadere nel grembo del mondo

    Cadere nel grembo del mondo
    quando sembra essere tardi,
    quando sembra di essere
    in un dolore
    che sta facendo posto
    ad un silenzioso amore,
    quando sembra una utopia
    la frase:“Continua e vai avanti,
    reggendo con coraggio il cuore”.
    Cadere assetati in un deserto
    che genera miraggi
    o cadere leggeri fra cespugli
    di margherite,
    cadere compressi nel respiro
    o cadere su un giaciglio soffice
    di piume,
    piume strappate da ali ormai
    dimenticate,
    ali che avevi nascosto
    in un cassetto per non essere deriso.
    Cadere e poi rinascere,
    cadere e ritornare ad essere,
    cadere e non smettere di
    seguire il vento,
    raggiungere meritate emozioni
    senza tempo.

     

  • giovedì alle ore 15:34
    Stare in silenzio

    Non voglio pensare a quello che potrebbe succedere
    temo che qualcuno potrebbe lasciarci le penne
    considerare solamente chi sta male è un grosso sbaglio
    anche per lui.
    Un essere umano ha bisogno di sapere
    che non deve seguirlo 24 ore su 24
    che può staccare un attimo.
    Così è sempre forte e chiunque può andargli incontro
    se tutti quelli che lo circondano fanno respirare e non soffocare
    Chi soffoca, ragionando poco lucidamente
    dovrebbe rendersi conto del danno che può fare
    e decidere di prendersene cura e sempre, finchè campa
    oppure stare in silenzio e ascoltando, chi sa, senza interferire

  • giovedì alle ore 13:48
    Non so quando tornerà la brezza

     
    Di vento improvviso l’aria si confonde
    e danza inviperita è il moto delle foglie
    ancora con occhi che guardano rami.
     
    Fa male questo vivere in quel mezzo
    specie quando sono in cerca di serenità,
    di calma regolata tra le pieghe del normale.
     
    Non so quando tornerà la brezza,
    quella che dolce viaggia sulle mie gote,
    la stessa che del sole è capace a far le veci.
     
    Nella stanza degli abusi dei pensieri
    sminuzzo l’attesa tra un Tex, un caffè e una sbirciata
    là, fuori, dove intanto vola la vita che non amo.

  • giovedì alle ore 8:51
    Gilgamesh ( Gilgamés ).

    Gilgamesh

    C’è un cacciatore nello squarcio dell’abisso,
    piccona le stelle di una carne breve.
    Il cacciatore affila le saette nel cuore
    lanciando agguati di parole ardue,
    congiure di echi e oblii.
    Il cacciatore lancia segnali di congedo,
    dice addio alle nubi cerulee e ai cedri lontani.
    Nella terra inospitale suona il fuoco tribale,
    ed è lontananza ed è infinito,
    ruggine che scola e rimane.
    Fra carezze di vento e aliti di caverne
    c’è presagio di esilio e unità.
    Per avere illusioni di vita
    un figlio è venuto al mondo.

    La rocca è nuda nel sonno degli obliati.

    Gilgamés

    Hay un cazador en una fisura de abismo,
    picotea las estrellas de una carne breve.
    El cazador afila las saetas del corazón,
    lanzando emboscadas de palabras arduas,
    conjuras de ecos y olvidos.
    El cazador lanza señales de despedida,
    dice adiós a las nubes cerúleas y a los cedros lejanos.
    En la tierra inhóspita suena un fuego tribal,
    y es lejanía y es infinito,
    herrumbre que cuela y se queda.
    Entre caricias de viento y aliento de cavernas
    hay un presagio de exilio y de unidad única.
    Para tener ilusión de vida
    un hijo ha venido al mundo .

    El dolmen está desnudo, es el sueño de los olvidados

  • mercoledì alle ore 18:00
    Danza

    Danza l'orma del piede

    Nell'ombra sfumata
    ella danza

    Solleva la punta
    e all'universo traccia
    ghirigori di note

    Le lega le slega e sfilaccia

    Al coro le unisce

    Origàmi di stelle
    appuntano passi
    -trapunte di cielo
    a note ancorate-

    Danza l'orma del piede

    Nell'ombra sfumata
    cieli ascende
    e distende.

  • mercoledì alle ore 13:05
    Le Donne

     
     
    Adoro tutte le donne
    Vicino e lontano
     
    Uguale e diverse
     
    Mi duole il vivere
    Mi duole il morire
     
    Per non poterle
    Amare tutte.
     
    La loro bellezza veste
    Di pelle con i colori:
     
    Del mare, e
    Del cielo.
     
     
    Di: emilio basta – Venosa (Pz).*

  • mercoledì alle ore 12:34
    L’universo dentro me

     
    L’universo è dentro me
    quando la notte denudo
    e so di non essere solo.

    Sento sorridere gli occhi
    ubriachi della tua presenza,
    di quel vedere che ci sei.
     
    Non voglio lune incredibili
    né stelle piegate ai capricci
    o astri dai colori impossibili.

    Mi basti come acqua alla sete,
    colma dimensione del fresco
    in attesa di riaccostar le labbra.
     

    *
    Anno di stesura 2011
     
     
     

  • mercoledì alle ore 12:28
    Tredici Dicembre

     
     
     
     
     
     
    Voglio raccontare
    Una piccola storia
    Che mi appartiene.
     
    Vorrei ritornare
    Indietro nel tempo
    E nello spazio
     
    Per rivivere un amore
    Che mi porto dentro
    Nel mio cuore
     
    Per rivivere
    Giorni e emozioni
    Mai dimenticate
     
    Passioni perdute
    Per colpa di un pallone
    E della Signora Mau...
     
    Quello che ci vuole ora
    È un botto fragoroso
    Per ammazzare i ricordi
     
    Rammenti indelebili
    E penetrabili
    Che rivivo dì dopo dì.
     
    Mannaggia
    Al pallone, e
    Alla pensione.
     
    Poveri ricordi
    Povere emozioni
    Povera vita mia.
     
    Di: emilio basta – Venosa – Pz. 2021.

  • martedì alle ore 10:42
    Un piccolo segreto

    In fondo al cuore Ho un piccolo segreto che custodisco nel cuore. È nascosto in fondo, prezioso, incancellabile. Ha due occhi pieni d'amore e le labbra dolci e fragolose. Ho un piccolo segreto che tengo in un angolo così nascosto e sicuro, da non poter essere visto da nessuno. È un segreto che nascondo per timore che possa svanire, per paura che qualcuno me lo porti via. Ma ciò che è intrappolato in fondo al cuore, non rischia di sparire.

  • martedì alle ore 9:46
    Cammino

     
    Di là, dove morire pare l’onda,
    l’orizzonte che vedo ma non tocco
    mi chiama, mi richiama, mi reclama.
     
    Vorrà forse raccontarmi il tempo
    di quando lo inseguivo a piedi nudi
    scagliando sogni a ripetizione.
     
    Ed or che mi vorrebbe tra le mani,
    incredulo coltiva  antica speme
    nel mentre io non sono stanco,
    non mi fermo.
     
     
     
     
    Roma 30 Marzo 2012
     
     
     
     

  • lunedì alle ore 16:46
    Senryu

    Le mie carezze
    sulla tua pelle calda
    Superba armonia

  • domenica alle ore 22:16
    L'uomo col suo mantello strappato

    Da una valle misteriosa
    giunse un uomo col suo mantello strappato,
    aveva le mani sporche di fango,
    aveva i piedi che lo sorreggevano a stento.
    Sembrava ferito,
    sembrava che avesse sfidato un demone
    nel suo cuore innervato,
    sembrava perduto in una malinconia dell'Infinito,
    sembrava piangesse
    per un sentimento d'amore imprigionato.
    L'uomo col suo andamento stanco,
    arrivò ai margini del suo viaggio,
    sotto gli alberi dove crescono
    parole da conservare
    quando il silenzio può far male,
    quando il mondo ti chiude
    e ti chiede come si fa a proseguire.
    L'uomo col suo mantello strappato
    è quel cavaliere che nel tempo hai ritrovato
    e che, nelle valle misteriosa
    del tuo sogno più remoto,
    avevi per paura abbandonato.

  • 16 gennaio alle ore 12:41
    Nel chiuder quella porta d’alabastro

    Nel chiuder quella porta d’alabastro
    m’innamorai di quanto avevo visto
    e a tal punto me ne innamorai
    che, sì, d’un sogno mi sentivo preda.
    .,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,
    In una stanza dai color pastello
    con le finestre tutte fronte mare,
    la mano strinsi a gente che m’amava
    e diedi un bacio a una donna vera.
     
    Sul pavimento fresco satinato,
    mi rotolai con dei bambini immensi
    e su di un letto diventato un forte
    feci con loro la guerra dei cuscini.
     
    Si addormentarono così felici
    da non escludermi dai loro miti.
    Io li guardai con meraviglia uguale
    a meraviglia quando tutta esplode.
     
    Mi affacciai a controllare bene
    che fosse retta la linea d’orizzonte
    e vele vidi… vele e vele colorate
    l’un dietro l’altra a consumare sole.
     
    Ne scelsi una, scelsi la più verde
    e col mio tifo la portai davanti
    fino a sospingerla col vento amico
    a un traguardo posto non so dove.
     
    Indi il silenzio scese nella stanza:
    tutti zittiti, quasi per comando
    di un lungo assolo fatto dall’onda
    nel suo morire contro la scogliera.
     
    Di sale l’aria intanto diveniva.
    Non più pareti a fare da confini,
    mi ritrovai nel mezzo dell’evento
    di una vita per una volta al centro.
     
    Mi tramutai in un buffo paguro,
    poi scavalcai la cocente roccia
    andando a guadagnar la via del mare
    dove m’immersi in cerca d’un abisso.
    .,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.
    Nel chiuder quella porta d’alabastro
    pensai a ritrovar d’oggi la strada
    e a tal punto poi l’ho ritrovata
    che, sì, di un bel sogno ero stato preda.
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2009
     
     
     

     
     
     

  • 16 gennaio alle ore 12:20
    Ossesione

    Che poi l’amore
    Inebria e ossessiona
    Disseta e affama
    Dissolve e riempie
    Disarma e fortifica
    Appaga e distrugge
    Illude e abbaglia
    Plagia e mortifica
    Colma e svuota
    Imprigiona e libera
    Che poi
    l’amore alla fine
    acceca
    e accecando
    illumina ognuno di noi

  • 16 gennaio alle ore 12:18
    L'amore ti consuma

    Toccare con mano
    l’amore
    è attizzare un camino
    senza precauzioni
    maneggiare il fuoco col rischio
    di scottarsi le dita tra faville
    e mille scintille
    per poi aspettare al suo calore
    l’esaurirsi di legna
    e l’improvvisa sorpresa
    di un ritorno di fiamma
    che illumina una vita buia
    come un moribondo un alleluia
    o che ne brucia
    ogni residua traccia di fiducia
    perché alla fine l’amore
    inesorabilmente si consuma
    oppure inesorabilmente
    ti consuma

  • 16 gennaio alle ore 9:49
    La tua notte e la mia

    la tua notte e la mia
    si guardano ogni notte
    le tiene un filo
    più è corto più si dicono
    pensieri inconfessabili

  • 15 gennaio alle ore 7:28
    Indelebile emozione

    Indelebile emozione C'era, nel tuo sguardo, qualcosa di incancellabile. C'era un calore quasi tangibile, mentre ti soffermavi a guardarmi con profonda emozione. C'era, nelle tue mani calde, una forza semplice, quando mi hai accarezzata per la prima volta. C'era, sulle tue labbra morbide, un sorriso fatto di sogni, mentre ti chinavi a baciarmi. C'erano le tue braccia avvolgenti che mi racchiudevano nel loro tepore, liberando la mia anima da ogni angoscia. C'eravamo tu ed io nel nostro piccolo infinito, a struggerci d'amor perduto.

  • 14 gennaio alle ore 21:34
    Sulle scale del tempo

    Sulle scale del tempo
    ho fermato per un attimo
    i miei passi,
    lasciando al mondo
    i miei vulnerabili richiami
    messi da parte
    per farmi ascoltare,
    ho dormito in un letargo
    per non sentire dolore,
    ho aspettato nel risveglio
    di giorni freddi,
    poi senza luce
    ho continuato per la mia strada,
    quando poi un giorno
    una magia bianca
    si è rivelata,
    nel vento mosso dagli angeli
    una voce dolce
    il mio nome ha pronunciato
    e sulla mia pelle
    un brivido d'amore è arrivato.