username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 31 dicembre 2021 alle ore 16:30
    Un giorno attraversato da uno strano silenzio

    Un giorno ti alzerai
    e vedrai le cose in modo diverso,
    porterai i tuoi occhi
    su orizzonti impensati,
    spettri all'alba parleranno
    di una primavera,
    dimenticando la notte
    fatta per loro.
    Quel giorno ti avvicinerai
    sempre più all'immagine
    che vuoi di te stesso,
    cercherai di andare oltre
    al tuo sbiadito riflesso allo specchio,
    avrai voglia di un caffè
    pieno di conoscenza,
    vorresti bere e ingoiare
    verità e saggezza,
    ma bevi e mandi giù
    quel sorso di vita
    che tra i denti bestemmia.
    Un giorno attraversato
    da uno strano silenzio,
    lascerai andare
    il dolore e la rabbia
    che opprimono il cuore,
    sarai libero di cantare,
    senza più abbassare gli occhi,
    senza più chiudere il cielo
    fra le tue parole d'amore
    scritte su un foglio a quadretti.

     

  • 31 dicembre 2021 alle ore 16:18
    haiku n. 141 (casa di nonna)

    casa di nonna-
    un bambolotto stinto
    sulla poltrona

  • 31 dicembre 2021 alle ore 16:14
    haiku n. 140 (persiane chiuse)

    persiane chiuse -
    soffocato rumore
    del primo tranvai

  • 30 dicembre 2021 alle ore 20:06
    Eroe della libertà

    Se l'anima si perderà sarà solo per colpa nostra; e già si staglian negli sguardi lunghe discese, di colpe ignare, che voglion trasportar per ampie distese, dove pensieri d'egual misura tremolano di paura; là potrai solo pregare e se anche non ricorderai le tue preghiere, ti basterà alzare gli occhi al Cielo e parlare di libertà e giustizia. E recitar versi dell'uom di Recanati a ridestar nell'anima virtù e spiriti addormentati. "Tu dal mar cui nostro sangue irriga, candida luna,sorgi,e l'inquieta notte e la funesta all'ausonio valor campagna esplori" . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 30 dicembre 2021 alle ore 18:34
    Il sentiero dei desideri realizzati

    Cercavo il sentiero che porta
    alla realtà dei desideri,
    provai a cercarlo con quella mappa
    disegnata dentro ai tuoi occhi.
    Arrivai ai piedi di grandi radici arancioni,
    lì si posavano i tramonti dei giorni felici,
    quello era l'albero che da millenni
    assiste al passaggio dell'uomo perduto,
    in cerca di un desiderio realizzato,
    per ritrovare una parte di cielo
    su questa terra da un lungo
    e tetro sonno oscurata.
    La tua mappa letta d'incanto
    quasi di nascosto,
    mi aiutò a orientarmi l'anima
    e quel sentiero una volta trovato,
    condanna gli uomini a celarlo
    in una profonda memoria
    e da lì ritorna un nuovo desiderio,
    che vuole prendere sostanza e forma.

  • 30 dicembre 2021 alle ore 18:32
    Consapevolezze

     
    Occhi densi di bei tramonti
    Pochi da dimenticare.
     
    All'improvviso spunta
    Una sera bugiarda
    E se ci penso bene
    Non è poi tanto bugiarda
    Anzi è profeta di verità.
     
    Come neve che si posa
    Il tempo s'accumula sulle spalle
    E lo spessore degli anni
    Grava sempre più
    Con la consapevolezza
    Che logora lentamente
    Mentre il corpo si ribella
    E nulla può
    Contro i fiocchi della luna.
     
    Vorrei tornare indietro
    Fermare il tempo in un attimo
    Sbriciolarlo in tutta allegria
    Sotto un unico cielo
    Ed un solo orizzonte.

  • 30 dicembre 2021 alle ore 16:20
    Anno Nuovo Vita Nuova

    Anno Nuovo Vita Nuova Nasce dal grembo dell'esperienza il mio precetto quest'oggi nella sua lezione alle perle di sudore! Bottino astratto agrodolce trasmutato in una nuova giara di saggezza da adagiare e custodire lungo il boulevard di rose di rovi del mio sentire a senso unico! Mentre spirano addosso le vecchie cellule al sapor di accaduto che una storia a suo tempo ha creato lungo andando per la mia inesplicabile via per aggiungerla nel bagaglio della vita di quest'anno che nel suo addio mi accarezza l'anima adiaforo galoppando mentre mi lascia incotrastato a passo lento! Ma che non porterò mai nel futuro mescolando quei tralci della antica vite colti con mani fertili coi frutti acerbi che maturi diverranno al tempo del suo reale, sotto al ciel propizio delle opportunità da cogliere con mani di speranza affinché il vino vecchio non si mescoli col vino nuovo! Poiché di acre terra infeconda è la sua sintesi ormai nello spartito del passato della mia anima che vuol cantar solo Oro e Argento da partorire sulla soglia del nuovo anno in cui rinasco ritemprandomi nel suo rigenerante riproduente volto dai sui multiformi colori mentre intingerà ancora la mia vita oltre al grigio della cenere di cui il mio cuor si specchia nella pozzanghera del controvertibile per riflettere brillante come fiore di loto nel futuro sognante di questo nuovo anno che mi attendete e che blanda ammaliata fiduciosa abbraccio nel rammentare il vecchio detto dei miei avi Anno nuovo... Vita nuova! ©Laura Lapietra 30/12/2021

  • 30 dicembre 2021 alle ore 7:34
    È proprio vero... a volte ritornano

    Mi sembra d'esser tornato bambino; in quel mondo pieno di pidocchi e di fame che ho già vissuto, riavviluppato in quei ceppi dei quali ho fatto tanta fatica a liberarmi. Adesso,in questo vivere, carico d'inquietudine e d'angosce, mi risuonan dentro l'anima tutte le sfiducie e i tormenti sofferti in quel tempo, nella mia infanzia. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Tracce di disperazione con il conforto a perir negli affanni, intridono promesse dichiarate e non mantenute, a spiegar meste l'assenza di privilegi alla mente persa nei rimpianti nel tempo utile a consumar la vita, asperso nella memoria ancora lucida dei ricordi di Verità e amore. E saremo così tanto stanchi, da non voler piangere sul passato nè sul nostro presente, ma, in una finta condizione regale, avremo pronte solo scuse, nel vivere che non lascerà scelte, da usare a piacimento nella speranza malcelata che arrivino gradite a buon fine. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 29 dicembre 2021 alle ore 19:51
    Cielo di vetri e perle

    I vetri sporchi
    di graffi di pioggia arrabbiati
    opachi
    come quelle perle
    che giaccion d’accanto lo specchio
    Cosa dice il cielo
    - così confuso di dolente furore -

    e il mio specchio
    - che triste riflette
    perle anelanti il collo -
    da fregiare di onde
    di vita furente

    Cosa dice la pioggia
    graffiante nello specchiarsi
    su vetri dolenti
    e perle di vita agognanti?

    Urla desio di esistenza vivente
    Graffia d'attesa momenti
    Vagisce embrione di luce
    d'agognato sconosciuto presente

     

  • 29 dicembre 2021 alle ore 18:51
    In una verità surreale

    Sembro distante,
    sembro assente,
    mi trovo nel grembo
    di un mondo sbadato,
    che non ha quasi cura per la gente
    e, intanto, guardo la luna
    da questo posto quasi
    incontaminato,
    dove i sogni lo rendono
    più vivo e meno malato.
    Sembro distratta,
    sembro un pagliaccio
    che la sera si strucca,
    sembro quella ragazza
    che si accorge
    di una nuova ruga imprevista,
    sembro chi sono
    e sono chi ha perso il jolly,
    mentre giocava la sua partita di carte
    con il lato astuto della vita,
    sembro uscita dalla cornice
    di un dipinto realista,
    per trovarmi in una verità surreale.

  • 29 dicembre 2021 alle ore 17:45
    Dear...

    Caro
    Ne è passato di tempo
    dall'ultima volta che ti ho visto
    in un caldo pomeriggio d'estate
    dove tutto taceva le rondini disegnavano il cielo
    gli alberi ombreggiavano le panchine.
    C'eravamo solo io e te
    a camminare per le strade soleggiate di Venezia
    sopra cocenti mattoni
    a toccarci con le dita
    palmo contro palmo
    occhi negli occhi,
    felici ma velati di timore
    che ci saremmo persi
    che ci saremmo ricordati in un pensiero.
    Ne è passato di tempo
    dall'ultima volta che ho amato.
    Ne sono  ormai incapace.
    Senza di te
    non mi sono più cibata d'amore
    perchè non hai mai smesso di mancarmi.
    Sei rimasto l'uomo di quel pomeriggio estivo, 
    l'uomo della mia vita.
    Ed ora in questa sera cupa e fredda
    non so nemmeno come stai.

  • 28 dicembre 2021 alle ore 19:22
    Mi inchino davanti ad un cielo viola

    Mi inchino davanti a chi
    attraversa il retroscena
    del mondo,
    a chi ha visto i burattini
    coi fili spezzati,
    che cercavano di essere
    liberi e umani.
    Mi inchino davanti
    ad un cielo viola,
    per un azzurro felice
    e per un blu notte
    di stelle comete,
    profondo di magia
    e muto d'amore.
    Mi inchino davanti
    a quel sacro altare,
    col calice esposto
    per la redenzione,
    i peccati diventano
    sguardi da dimenticare,
    mi inchino a chi sa ricominciare.

  • 28 dicembre 2021 alle ore 8:28
    Voglio un'altra strada

    Un'unica strada davanti agli occhi,
    voglio perdere del dolore ogni traccia,
    sono arrivata a guardare il cielo
    che cade nel mare,
    con il sole fuoco arancione
    che mi ricorda l'amore.
    Voglio un'altra strada
    per andare lontano,
    voglio cercare Dio dentro
    ogni essere umano,
    ma l'essere umano tra il bene
    e il male è diviso,
    ferito all'origine,
    che ha nel silenzio desideri e preghiere,
    l'essere umano è tragicomico di mestiere,
    fatto di un lato che si dispera
    e di un lato che ride
    capovolgendo la prospettiva.
    La vita si sporca
    di urla, pianti e singhiozzi,
    di tutta la cenere dei sogni.
    La vita deve essere purificata
    come una pioggia che bagna la terra
    e un nuovo tempo respirerà,
    come un bambino che incontra
    le prime stelle la sera.

  • 27 dicembre 2021 alle ore 23:33
    Cicliche sparizioni

    Una lunga brezza corre su cirri blu
    - si carezzano memorie di trifogli e di narcisi in ballo.
    Tanta porpora vedo impallidire,
    dove va l'estate?

  • 27 dicembre 2021 alle ore 22:36
    Lettera d'amore

    Se non nutrissi
    profondo rispetto per te
    rinuncerei ad amarti
    Scorri nelle mie vene
    coi tuoi tratti veri
    di donna
    Tu sei così
    non indossi finzione alcuna
    Io non saprei amare
    una maschera priva d'anima
    Di te
    voglio avere cura
    Della tua libertà
    Della tua essenza

  • Con l'angoscia nel cuore, metto la sbarra all'uscio per non uscire dai miei confini e sfuggire così al gran squallore che infetta questi giorni di sporca miseria. E rimango allora fermo immobile, col mento in mano e gli occhi lucidi, a nutrire l'anima di ciò che sento dentro e a cibarmi dei pensieri raccolti in carestia lungo le strade del vecchio vivere, come fossi stato una formica in attesa del maltempo. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 27 dicembre 2021 alle ore 15:10
    La Neve

    Tutto è nuovo
    Quando la neve copre
    Il sole dorme
    La neve lentamente
    Danza nell'aria
    Si posa
    Tutto è attuale
    La neve ha coperto
    Sogni e paese
    La gente al caldo
    È in meditazione
    Senza patema d'animo
    Perché lei è:
    Essenza di pace.

  • 27 dicembre 2021 alle ore 15:07
    Impareremo a nutrirci di fame ?

    Cammini incessanti, fatali e febbrili, irradian l'Umanità alfin di appropriarsi di ogni ricchezza. E in questa luce incalzante, si dileguan le avidità, gli egoismi e le passioni, trasformando il vivere in vizio perenne, così coprendo le meschinità, conscie e incoscie, che avvolgon comunque felici tutte le pance piene. E noi, che siamo gli altri, impareremo a nutrirci di fame ? . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.

  • 27 dicembre 2021 alle ore 11:12
    La prigione/La prisión

    La prigione

    Sentinella di una fortezza nera,
    nel crepuscolo dei giorni,
    un vento gelido colpiva le rocce dello strapiombo.
    I maghi invisibili porgevano messaggi infidi di pena.
    Strariparono i venti quando un angelo invisibile
    tese le mani verso la pietra malata.
    Il vento nero usciva dal villaggio corroso e non si fermava,
    cercava un sedile per spogliarsi del suo turbine vanesio
    e appuntava, appuntava verso loschi quaderni fuggenti.
    Siede l’angelo annerito nella solitudine della pietra,
    aspetta il fascio argentato dall’altezza impalpabile.
    Vinto l’oblio del villaggio,
    l’incantata rosa di angustie frantumava
    e franava l’acqua aggrumata di sale e silenzio.
     

    La prisión
     
    Sentinela de una fortaleza negra
    en el crepúsculo de los días,
    un viento helado golpeaba las rocas de los acantilados.
    Los magos invisibles alcanzaban mensajes infidentes de pena.
    Se desbordaban los vientos cuando un ángel invisible
    tendió las manos hacia la piedra enferma.
    El viento negro salía de la aldea corroída y no se detenía,
    buscaba un asiento para desnudarse de su turbulencia vana...
    y apuntaba en confusos cuadernos huyentes.
    Se sienta el ángel pardo en la soledad de la piedra,
    espera un haz plateado desde alguna altura impalpable.
    Vencido el olvido de la aldea,
    el hechizo de la rosa de las angustias se despedazaba
    y se derrumbaba el agua grumosa de sal y silencio.

  • 26 dicembre 2021 alle ore 22:38
    Ti ho parlato in silenzio

    Ti ho parlato in silenzio
    dall'altra parte del mondo,
    ho conservato un fuoco sacro
    che agli altri sembra spento,
    non ho dimenticato quei luoghi d'incanto
    dove il sogno è diventato tormento,
    dove il tormento è diventato
    racconto segreto nel vento
    e dove il vento ha cantato
    nelle sere d'estate
    e nelle notti d'inverno.
    Ti ho parlato in silenzio
    con un gesto incompiuto,
    che tremava nel sangue
    e nell'argento di tutta me stessa,
    rimasta sulla soglia chiusa
    di un vecchio cancello,
    prima di partire
    da quelle mute parole,
    che volevano essere vive
    dentro la mia voce,
    per essere ascoltate
    dove il muschio cresce
    e ricordate ovunque,
    come una lettera d'amore
    stretta nelle tasche.

     

  • 26 dicembre 2021 alle ore 20:16
    Silenzi Sovrani

    Mi succede spesso
    Di perforare dentro
    Quei dolci silenzi
    Amici sovrani
    Della calma regnante.
     
    Già al calar della sera
    Sparpagliato fra le stelle
    Mi succede di voler ignorare
    Ricordi ed eventi da cancellare.
     
    Storie di vento
    Che forano pensieri
    E non volano via.
     
    Dolce sovrano
    Tempo che voli
    Tracciami il sentiero
    Nella notte che regna
    Sui sorrisi d'amore.

  • 26 dicembre 2021 alle ore 17:57
    La mongolfiera

    Una mongolfiera
    si è fermata sopra la mia casa;
    voglio salire,
    voglio esplorare
    e varcare il confine.
    Sono salita
    e ora guardo il mondo
    da questo spazio alto,
    libero da quel riflesso falso
    che si vede in ogni pozzo.
    Adesso vedo la mia casa
    più piccola e buia,
    più malinconica
    della mia ultima malinconia.
    Nel cielo non hanno più peso le catene
    e anche nelle ombre della sera,
    io volo e affianco le stelle
    con la mia mongolfiera,
    magia bianca e magia nera
    convivono ad ogni luna,
    adesso sono in viaggio
    verso una lontana chimera.

  • 26 dicembre 2021 alle ore 12:37
    Si parlava

    Si parlava di un sorriso
    che può celare
    come il trucco di un mago,
    mentre chi piange sa
    che la verità è nelle lacrime.
    Si parlava di chi prende
    e chi lascia,
    si parlava di un amore
    che può avere più di una faccia
    e l'infinito ambito
    da chi ha un volo nell'anima
    intrapreso,
    dopo un'alba che si distende
    sulla casa diroccata del tempo,
    che ha visto notti vagabonde
    crescere nel vento.
    Negli occhi il cielo
    ha le sue piogge,
    negli occhi il tuo mistero
    non finisce.

  • 26 dicembre 2021 alle ore 12:30
    Il mare di dicembre

     
    Il mare di dicembre chiede aiuto.
    Sghignazzanti, la pioggia e il vento
    aspettano l’arrivo della nebbia
    che dell’acqua stravolga i colori.
    Confuso, intasco l’ultimo azzurro.
     
    *
    Stesura 2013