username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • una volta siamo stati forse nuvole
    una lieve fortuita possibilità di restare in sospensione
    ma qualcosa ci ha instillato la massa
    qualcosa di inafferrabile ci ha traditi

  • Ieri alle 19:36
    Dopo il tuo sogno

    Trovai una risposta
    dopo il tuo sogno
    che mi raccontasti
    in un pomeriggio d'autunno,
    arrivai dove deriva la chiave
    per accedere ad ogni silenzio.
    Il tuo sogno narrava di seguire
    i propri passi motivati d'amore,
    anche controcorrente
    e anche se non dici niente,
    il tuo cammino compiuto
    parlerà da solo,
    agire può essere il modo
    più evidente di trovare
    una salvezza o una soluzione,
    agire può abbattere un muro
    dove rimbalzano parole.
    Nel tuo sogno
    trovai una nostalgia,
    che aspettava il suo ritorno a casa,
    trovai il coraggio che mi mancava.

  • Ieri alle 19:35
    Mentre d'incanto ti guardo

    Circoscrivo perimetri
    per includere amore,
    cerco spazi per difendermi
    tra le ombre della notte
    e le luci delle stelle,
    preparo valige per quel treno
    che aspetto
    e che quando passa
    alla mia fermata,
    non sempre si ferma,
    sogno di afferrare della vita l'essenza,
    ma la vita, forse, è tutta dentro
    una lacrima che cade dagli occhi,
    mentre si prega in una risata.
    Una piuma dal cielo
    mi ricorda degli angeli,
    una rosa mi ricorda la bellezza,
    l'amore e la passione dolorosa
    mostrata dalle sue spine,
    una barca mi ricorda una libertà
    da raggiungere,
    attraversando il misterioso mare
    e tu mi ricordi tutto questo,
    mentre d'incanto ti guardo
    e me ne resto in silenzio.

  • Ieri alle 18:45
    Vorrei

    Vorrei poter dare un nome, un volto e nuance a questa melanconia che adduco nel cuore che mi rende allo stesso tempo schiava e inquieta! Cosicché possa accusarlo in volto con foga di farmi stare così imprigionata nella sua morsa d'amore, rendendolo colpevole di tutte queste lacrime senza luce che brilli alla luce del sole tra le sue avide mani mai confortevoli sul mio viso estenuato errabondo all'infinito, oltre ogni lene percezione! Ma che brucia nel profondo dell'anima questa immane malinconia per un inetto amore da stracciare e buttare nel burrone dei rivoli di seta ad accarezzarlo come suadente piuma mentre si dissolve come brillante polvere di stelle che raggiunge un cielo livido in un frigido addio che congeli quei gingilli nello scrigno del mio cuore che gelosamente conservo in seno all'anima ma nel contempo consegno al trapasso atro compianto, inflessibile della sua fine nelle mie savie mani quando realizzano la fossa del suo eterno struggimento. Una fine preannunciata fin dalla sua nascita.

  • Ieri alle 18:10
    L'Eco Della Santità

     
    Odo l’eco della Santità
    Viene da lontano, lontano
    Ma lo sento vicino, vicino
    Lo avvertono anche gli altri
    Lui parla solo alla mia anima.
    Agli altri miscredenti
    Sussurra magie introverse
    Speranze ingarbugliate
    Tematiche estroverse
    E vogliono coinvolgermi.
    Loro non possono farlo
    Sono protetto dalla divinità
    Di un Papa che non c’è più
    Da un santo che l’ha benedetto.
    Questi hanno cambiato il mondo
    Non hanno mutato gli uomini
    Non hanno capito che la vita
    È fatta di attimi, di momenti
    Ogni nostro battere di ciglia
    Necessita della sua benedizione.
    La fortuna della mia vita è
    Guida della loro Santità.

  • Ieri alle 15:11
    Passaggio di stagione

    Quando il freddo inverno ancora incombe
    guardiamo avanti primavera aspettando
    la fredda stagione ci abbandonerà
    per fare posto al nuovo periodo
    nel quale rinascerà la vita
    per le piante e i fiori
    la temperatura si farà più mite
    ritorneranno gli uccelli in stormi
    dai loro nidi
    tutto ad un tratto
    arriverà la primavera.
     

  • domenica alle ore 13:31
    Ho perso un sogno

    Ho perso un sogno e non ricordo,
    non ricordo in quale vecchio scrigno
    l'ho riposto per conservarlo.
     
    Rovisto ogni pensiero segreto
    e scosto ogni cardine austero,
    sposto impaziente ogni macigno.
     
    Ho perso un sogno e mi dispero,
    l'ho nascosto  bene per non smarrirlo,
    ed ora son qui, non so più chi ero.

  • domenica alle ore 11:26
    LA CASA DI BOTTONI

    C'era una casa sulla montagna,
    era fatta di stoffa e legno di quercia
    e di bottoni,
    che ricoprivano quasi tutto,
    incorniciando i vetri di ogni finestra.
    Lì ci viveva un vecchio sarto,
    filava, cuciva e rattoppava,
    sopra ogni bottone scriveva un nome
    che metteva, poi, sui vestiti
    di chi più non ricordava,
    e così la memoria di colpo riaffiorava
    e si intesseva nella trama
    dei sogni di chi ancora amava.
    La casa di bottoni divenne una leggenda,
    ogni smemorato voleva incontrare
    il vecchio sarto,
    per essere guarito dalle piccole amnesie
    che il tempo procurava,
    ogni smemorato cercava i suoi bottoni
    sulle proprie giacche e sui propri pantaloni,
    loro cercavano e intanto la memoria
    pian piano ricompariva
    e nitida si faceva la loro storia.
    Il vecchio sarto con fili, bottoni e occhiali,
    riportava gioie a chi arrivava sulla montagna,
    per chiedere di sognare i propri ricordi
    ed amare rimanendo sempre gli stessi
    nei propri panni.

     

  • sabato alle ore 13:27
    Filo Spezzato

     
    Ti cerco:
     
    Su quel prato verde
    Nei tempi fuggiti, e
    Tra le ombre furtive
     
    Ti cerco:
     
    Dolce anima mia
    Nella calda stagione, e
    Nella perenne memoria.
     
    Ricordo quei sogni
    Chiusi da orizzonti
    In quel vortice assurdo
     
     
    Ricordo quei giorni festosi
    Di tante estate assolate
    Con comuni speranze.
     
    “Un filo spezzato arde nel tempo.”

  • sabato alle ore 0:48
    Leggerezza

    Continuavo a Léggerti, Leggerezza Quanto mi sei mancata Eppure prima ti avevo dentro Camminavi Leggera Leggerezza mia.

  • Scrivo poesie da una soffitta immaginaria,
    dove qui ho ricordi mai accaduti,
    dove ho guardato albe, lune e tramonti.
    In questa soffitta ho parlato d'amore,
    qui ho pianto al buio
    e ho visto un'illusione cadere.
    Di notte con le candele
    ho guardato ombre danzare,
    ho osservato il volo delle falene
    e ho sognato angeli, fate
    e fiabe da raccontare,
    giullari e cavalieri,
    re, draghi e regine,
    principi, incantesimi,
    maghi e streghe,
    orchi, elfi e gnomi con tesori
    da custodire.
    Ho fatto mille viaggi
    da questa soffitta immaginaria,
    ho scritto lettere e poemi
    e racconti surreali,
    ho confessato segreti e dolori,
    ho scavato nella mia anima
    per scoprire di avere pregi e difetti
    come tutti gli esseri umani
    e varcare la soglia della superficie,
    per comprendere la vita
    con i suoi misteri
    e dimenticare i miei passi sbagliati.

     

  • giovedì alle ore 23:13
    Tutto ciò che dopo verrà

    Tutto ciò che dopo verrà,
    sarà un perdere la tinta
    del superfluo,
    perdere il pensiero
    dall'errore corroso
    e farlo rinascere
    nella giusta direzione,
    nella libera valle
    dove germoglia ancora
    in silenzio il bene
    e così trattenere l'essenziale,
    il senso vitale.
    Tutto ciò che dopo verrà,
    sarà spirituale,
    sarà sacro come il pane,
    come acqua nel deserto,
    come luce che schiarisce
    le ombre,
    sarà una visione profetizzata
    dal tuo cuore,
    in una notte di mistero.

  • giovedì alle ore 23:11
    Rime vive

    Rime lette alla luce di candele,
    rime spezzate da lacrime
    improvvise,
    rime baciate da un suono
    lontano di campane,
    rime alternate dai tuoni
    di un temporale,
    che è rimasto nel cuore,
    rime di memorie
    che cercano una voce,
    rime sotto il cuscino
    per sognare di volare,
    rime davanti allo specchio
    che si truccano,
    per coprire quel dolore
    che non deve farsi vedere,
    rime sopra una giostra ferma
    che aspetta il suo giro.

  • giovedì alle ore 23:09
    Sognatori in ascolto

    Un dedalo di pensieri
    si erge nella mente
    di ogni uomo,
    le dimore hanno crepe
    che la notte nasconde
    e il sole quando nasce,
    entra dalle feritoie.
    Un angelo che suona
    porta musiche dal cielo
    sopra i mari, i campi
    e le montagne,
    sopra i tetti delle case,
    che hanno sotto le stelle
    sognatori in ascolto
    di qualcosa di sacro,
    quell'angelo come l'amore
    dimostra che esiste
    un paradiso.

  • giovedì alle ore 23:06
    Un lago dentro la mente

    Abbiamo un lago dentro la mente,
    dove si versano tante emozioni,
    tanti sogni ambiti e segreti,
    tante antiche catene spezzate,
    per nuotare liberi verso rive lontane.
    Cerchiamo risposte nelle acque profonde di quel lago,
    unioni, alleanze e legami,
    spirito e corpo, idee e immaginazione,
    cerchiamo il calice della salvezza,
    la nostra imperfezione, la nostra essenza.
    Forse, troviamo anche una sfida contro noi stessi,
    una competizione con il nostro doppio,
    il nostro rivale opposto,
    forse, in quel lago mentale troviamo la forza vitale,
    l'amore, l'eros e il bene universale.
    SI susseguono significati vari su ogni aspetto del mondo,
    molte porte chiuse e finestre aperte,
    personaggi mascherati e marionette in teatrali feste,
    sguardi sacri e profani,
    giochi enigmatici e specchi ribaltati,
    indovinelli e alterazioni,
    parole che formano storie di vita e magia,
    silenzi che provengono da un fondale misterioso,
    dove ci immergiamo con coraggio e paura,
    dove ci sono rinunce, mancanze, perdite,
    sconfitte, guerre, gelosie e gioie nascoste,
    obblighi e doveri, rituali, desideri e candidi pensieri,
    atti inconsapevoli, fughe e presenze,
    fantasmi e strade sbagliate,
    sorprese e attese, possibilità, libertà
    e scale sommerse da salire, per far emergere
    quella luce dal buio,
    che ci fa persistere e tendere al cielo.

     

  • mercoledì alle ore 20:12
    Frammento

    Quando sorge l'alba
    il cosmo intero ammutolisce

    In attesa di sentire
    il profumo del tuo respiro

  • mercoledì alle ore 12:40
    La Farfalla

     
     
    Respira fra le rose
    Intrise di rugiada.
     
    La farfalla insegue il paradiso
    Si posa sulle mie mani protese
    Per non rimuginare il domani.
     
    Ha trovato la primavera
    Dentro chi vive sotto le stelle
    E al mattino apre il suo cuore
    Riscaldato dai raggi di sole.
     
    Ora vivrà dove vorrà
    Oggi qui
    Domani lì
    Ella vive dentro l’anima.

  • mercoledì alle ore 11:15
    Vorrei

    Vorrei esser la mano
    che tristezza cancella
    che sorriso su labbra amplia e disegna
    Vorrei esser la mano
    che solleva
    che cura ferite
    che leviga cicatrici
    che a vita riporta
    Vorrei essere il sollievo
    l'ala che il volo libera
    di chi il peso
    al suolo incatena
    Vorrei esser l'amicizia
    che fra terra e cielo sospende
    e in celeste sospensione
    spande e consola
    Vorrei essere l'amore
    che d'infinito plasma
    ogn'anelito sospeso
    Vorrei esser tante cose
    e tutte di vita tinte
    e di palpiti e d'emozione affascinate
    Vorrei
    vorrei che l'amore tutto
    fosse carta dei diritti
    Vorrei essere anch'io
    fra l'amorevol cose che vorrei.

  • mercoledì alle ore 7:31
    Forse, è stato un poeta

    Forse, è stato un poeta
    colui che ha fatto piovere quel giorno,
    quando capii di aver perduto
    la magia di un sogno,
    una pioggia sottile,
    un momento di triste rivelazione,
    in cui il dolore si allargò nel cuore,
    un cielo grigio che coprì
    qualcosa in cui viveva l'amore.
    Forse, è stato un poeta
    a guardare con i suoi occhi
    il mio camminare a passi dolenti
    sulla scacchiera degli anni,
    il mio scrivere fuori dai margini,
    il mio raccontare l'anima
    dentro ingordi silenzi.
    Forse, è stato un poeta
    a trovare per me la rima,
    che combaciasse con la mia vita
    e da lì cercare di oltrepassare
    una guerra interiore
    e provare a ricominciare.

  • martedì alle ore 22:17
    Basta con il sempre assecondare

    E il cielo e la terra
    e la pace e la guerra
    vanno avanti con la propria natura.
    Sole alto e nuvole basse,
    l'orizzonte si allontana
    se si guarda con gli occhi smarriti
    che cercano amore
    e con la voce
    in un silenzio ascendente
    che vorrebbe gridare:
    “Basta odio. Basta dolore.
    Basta con questa farsa
    velata nei giorni,
    tensione accumulata negli anni.
    Basta con le radici
    che formano nodi soffocanti di idee
    che non portano a niente,
    idee dentro quattro mura,
    idee senza conoscere
    la realtà delle esperienze,
    idee sbagliate
    che rinnegano l'armonia
    e diventano sterili
    sembianze di egoismo,
    idee scolorite di vero altruismo.
    Basta col continuare a stare
    in un luogo dove marcisce il cuore.
    Basta con il sempre assecondare.

     

  • martedì alle ore 13:58
    Lettera Al Cielo (RIVISITATA)

     
    Caro silenzio
    Ti voglio bene
    Hai le dimensioni
    Del mare
    Solo il tuo cielo
    Possiede la luna
    È per questo
    Che non posso
    Nascondermi nel buio.
    Quando
    Nel tuo firmamento
    Canta il sole
    Le aquile svolazzano
    Nell'aria quieta
    Cantano con me
    Nella luce eterna.
    Non riesco
    Ad immaginarmi
    Un Paradiso
    Senza affreschi Divini
    Mi impedisce
    Di scrivere versi.
    Ma!
    Non posso fare a meno
    Di capire
    Che l'affetto vero
    È nella memoria dei cuori
    Laddove impera l’odio
    Come può regnare
    La pace nel mondo.

  • Il registro interiore

    Colpevole di un capriccioso desiderio?
    Indistinta colpa di un altro?
    Portar l’eco di una chiamata arcana?
    Fatalità Strana che si annida nei balocchi viventi?
    Bere latte di pena ieratica in neri calici chiazzati
    Annullerà il tuo vento di speranza?
    E le illusioni di usci aperti?
    Perché un registro ammantato – denso pesce avaro
    Ti cancellerà per i giochi, i lavori e le malizie altrui.
    Interiorità sola con la voce sommessa, flebile
    Per il cantico puro del deserto!
    Fra le ombre chiare della tua pace inquieta
    a decifrare il nascosto crittogramma fuggente,
    ammaliato fra le brume della nostalgia rannicchiata.
    Si, col mio odio blando,
    col le mie colpe ebbre,
    Quella di non sfiorare, di non avere  ciò  che m’appartiene.
     
    El  registro de adentro 

    ¿Culpable de un  capricioso desear?
    ¿Indistinta culpa de otro?
    ¿Llevar el eco de una llamada arcana?
    ¿ Lo Fatal extraño que se anida en los muñecos vivientes?
    Beber leche de pena hierática en negros cálices  veteados de oro
    ¿Anulará tu viento de esperanza?
    ¿Y las ilusiones de horizontes risueños?
    Porque ese registro acurrucado-  denso pez  avariento
    te borrar á para los juegos, las faenas y las malicias de los otros
    y asì adentro  y solo con tu sumisa  leve voz
    -para el cántico puro del desierto.
    Entre la sombras claras de la paz inquieta
    a descifrar tu escondidocriptograma huyente,
    hechizado, entre las brumas de la nostalgia agazapada.
    Sí, con tu odio blando,
    Sí, con mis aguas de culpa ebria,
    la de no asir, la de no tener lo que me pertenece.

  • Zitto, per non aver più nulla da dire, resto smarrito nei giorni. Vivo, aggiungendo mattoni su mattoni ai muri che mi attorniano, sì da renderli più alti possibile, perché non saprei che farmene della compassione del mondo, in questo mio nuovo "Essere". D'adesso mi farò bastar soltanto il mio scrivere... e scriverò anche senza mani, io, povera anima a scandir le ore, ansioso di riscoprirmi a difendere il luogo incantato, in cui il mio voler mi ha rinchiuso per sfuggire ai supplizi, agli inferni di fuoco che il fato m'ha donato. Per non abbandonar la vita. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti I diritti riservati Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.

  • 17 gennaio alle ore 18:52
    Sul terrazzo del mondo

    Ho cercato il mio invito
    sul terrazzo del mondo,
    dove molti festeggiano
    il loro essere in alto a cantare
    e a guardare il cielo
    dalla parte migliore.
    Il mio invito, forse,
    l'ho lasciato nella tasca
    di una giacca che non più messo,
    sarà nell'armadio o sotto le carte
    di un vecchio cassetto.
    Ricordo a stento di averlo ricevuto,
    ricordo che quell'invito
    l'ho sempre sottovalutato.
    Vorrei salire su quel privilegiato
    terrazzo, quando soltanto
    qualcuno è rimasto
    e scegliere la mia canzone
    da cantare,
    con tutte le lacrime
    e con tutto l'amore
    e con il vino brindare
    a tutte le scale intraprese,
    che portano alla propria magia,
    vista da quel terrazzo
    tra l'inverno e l'estate.

  • 17 gennaio alle ore 15:07
    Carnevale

    Ogni anno tutti aspettano
    il carnevale quando
    grandi e piccini
    possono scherzare e mascherarsi
    in diverse città di Italia
    tradizioni e carri allegorici
    annunciano questa festa
    più lunga per i milanesi
    purtroppo per la pandemia
    non si è potuto per il secondo anno
    svolgere il carnevale in Brasile
    bellissimo periodo
    che porti allegria in tutti i cuori
    non fuggire via veloce.