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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 31 gennaio alle ore 19:09
    Haiku

    Perle di pioggia
    Una sera d’ottobre
    Ho sete di te

  • 31 gennaio alle ore 18:34
    Montagne sacre per ritornare

    Saper guardare un dolore,
    portarlo davanti allo specchio
    e struccarlo per farlo respirare,
    lasciarlo allontanare sul confine
    tra un bagliore passato
    e le pagine bianche di un diario,
    che si scrive nelle sere
    in cui si ripensa
    a un principio e a una fine,
    in cui nel mezzo c'è stato
    un tempo per attraversare
    i sogni e le veglie d'amore,
    montagne sacre per ritornare
    ed ascoltare parole trattenute
    da tutti quei silenzi
    dentro le nostre voci
    di solitudini stanche.

  • 31 gennaio alle ore 18:33
    LA TARTARUGA

    La tartaruga longeva
    portava dentro il suo guscio
    e in ogni ruga
    la sua memoria,
    portava la sua avventura nel mondo
    e la raccontava a chi
    la voleva ascoltare,
    mentre fumava la pipa
    e ad ogni boccata si fermava
    e sorrideva.
    La tartaruga
    era quasi incredula
    della sua stessa vita
    e certe volte,
    dormiva tre giorni di fila,
    cercava nel sonno qualcosa
    che aveva perso,
    cercava la sua giovinezza
    e tutto quello che
    non si può chiudere
    dentro ad un guscio.

  • 31 gennaio alle ore 18:21
    Un arco

    Un arco

    Indecifrabile sentimento,

    tristezza mi assale e mi riporta una memoria

    ... non mi appartiene,

    odori antichi, di un giallo

    sbiadito, anzi sudicio.

    Un pozzo di solitudine mi chiama,

    mi dimeno e tento un ricordo, ma non è mio

    ..è un fuori luogo che cerca un incontro.

    Inesistente io,

    per un attimo

    o forse due, la noia scorre

    nella mente... fa così tanto rumore!

    Tu mi conosci, assordata porgi te stessa.

    Ti adagi e poi riparti,

    come un dolce arco

    in un romantico accordo slavo

    Luciano Capaldo

  • 31 gennaio alle ore 13:57
    Route

    Volevo perderti
    Fra le dite delle mani
    Sul sorriso di un bambino
    Volevo perderti In un pezzo di Battiato
    Nel silenzio della stratosfera
    Volevo perderti
    Tra gli sguardi della gente
    Sull'odore della mia pelle
    Volevo perderti In un sorso di vodka
    che scivola dritto al cuore
    Volevo perderti.

    Ma poi
    nella parola amore Mi sono perso.
    Io

  • 30 gennaio alle ore 18:02
    Volevo ancora un tocco d'infinito

    Volevo una collina
    per camminare tranquilla
    con i miei pensieri
    e, poi, all'imbrunire
    portarli a dormire
    nella mia casa
    e farli divenire sogni,
    sogni d'amore che volevo
    lasciare davanti ai tuoi occhi,
    sovrapporre le nostre visioni
    e ricominciare da capo a cantare
    la nostra perduta canzone.
    Volevo ancora un tocco d'infinito,
    volevo di nuovo un principio
    che scrivesse l'innocenza
    di una storia d'amore,
    che può peccare solo
    per eccesso di bene.

  • 29 gennaio alle ore 20:47
    Nella penombra di un chiostro antico

    Nella penombra di un chiostro antico,
    con la sua storia,
    con i suoi archi di pietra,
    io camminavo per recuperare
    il volto del mistero,
    il volto di un Dio che più
    non riconoscevo.
    Ero entrata dalla parte sbagliata,
    mi sono ritrovata in una solitudine
    da cui non deriva la pace,
    ma un vuoto che sale negli occhi
    e rende lo sguardo senza un sentiero,
    senza più un orizzonte,
    dove accadeva soltanto
    una profonda notte,
    in cui cercare la tua stella cadente,
    per raccogliere luce
    e riscrivere piano i tuoi desideri
    negli angoli bui di questo mondo
    e, poi, trasformarlo con un disegno,
    il disegno accennato
    di un ricordato volto.

     

  • 29 gennaio alle ore 19:56
    Rizoma Di Rinascenza

    Rizoma Di Rinascenza Movimento tellurico nel cuore, marea di negative foschie torve, moviole rarefatte a intermittenza nell'anima, copiose lacrime sorde cristallizzate, polline gridellino nel vento di bufera, petali di fiori innocenti strappati dispersi sul terreno mescidato con zolfo, steli spezzati con mano unta di bile guizzante, ricordi schiaffeggiati dal baleno del dolore sull'altalena della mia vita! Ma a che serve il lamento se lo ascolto solo io? A che serve piangere se lo ascolto solo io? A che serve stare male per soffrire di più!? Alzerò lo sguardo verso il futuro e ricomincerò da capo! Nel ruggito del nuovo io riflesso nel cercare la mia vita vergine nel rinascere su policromi arcobaleni di rugiada sfavillante, che vale più di questo salto nella fossa dove i leoni del duolo non aspettano altro che divorarmi boccheggiante! Mi alzerò dal suolo di zolle, mi asciugerò il viso con raggi di stelle e accosterò la mia figura a unguenti ai fiori di bach. E volitiva uscirò dalle parentesi che mi sostano legandomi al nodo del tempo annientandole, abbraccerò giulivo il domani come se fosse la prima volta e rincorrerò la mia essenza, che vale più della mia assenza in questa astratta sospensione del mio essere che imprigiona solo la mia volontà di rinnovare il mio fato in rizoma di rinascenza!

  • 29 gennaio alle ore 17:01
    Frammento

    Filtra un esile filo
    di luce
    Dalle strette feritoie
    di casa tua

    Mi sento
    come prigioniero!

  • 29 gennaio alle ore 16:59
    Senryu

    Un girìo di iene
    Annusano la preda
    Pronte a sbranarsi!

  • 29 gennaio alle ore 16:01
    Marianna (Acrostico)

    Mamma
    Attenta
    Rispettosa
    Incredula
    Accendi
    Nell'aurora
    Nuove
    Albe.
    29 Gennaio 2022

  • 29 gennaio alle ore 12:43
    Un Grande Amore

     
    Sei andata via da me
    E mi hai lasciato solo
    A respirare:
     
    Quello che mi manca
     
    È:
     
    I Tuoi occhi chiari
    I Tuoi capelli biondo
    Le Tue labbra rosse
    L’aroma del Tuo Profumo.
     
    Quello che mi manca
     
    È:
     
    Il verde dei prati
    L’azzurro del cielo
    L’odore del mare
    Il Tuo Grande Amore.

  • 28 gennaio alle ore 20:54
    Questo nostro mistero

    Farsi strada
    in un infinito,
    farsi storia
    in una voce
    che racconta l'amore
    a chi all'amore non ha creduto,
    farsi poesia
    quando un dolore
    che ti porti
    vuoi dimenticare,
    farsi preghiera
    in un giardino nascosto,
    dove ascolti il suono lontano
    delle campane
    nel vespro che cala
    fin sopra il mare.
    Le mani di un bambino
    che giocano
    si fanno creazione,
    forse, è tutto dentro un gioco
    inconsapevole,
    questo nostro mistero
    spirituale e terreno.

  • 28 gennaio alle ore 20:09
    L'Uomo è Un'Ombra

     
    Passa un attimo
    E il giorno
    Cambia luce
     
    Sono le geometrie
    L’ armonia del Creato
    A dettare gli eventi
     
    È tutto è sincronismo
    Per volere Supremo
    Comprese le luci del cielo.
     
    Tutto si crea e si rinnova
    Modifica le sue forme
    Anche le ombre cambiano
     
    E l’uomo è un’ombra
    Illuminata dal Divino
    Ma si erge a dominatore
     
    La sua mente si rabbuia
    Non vede più nulla
    E nel buio si fa male
     
    Perché l’uomo beve e non si disseta
    Lui potrebbe farlo quotidianamente
    Ma invece affoga nella tetra ombra.

  • 28 gennaio alle ore 20:07
    L'Uomo

     
    Nella notte quiete
    Ho graffiato
    Ho scavato con le mani
    Dentro l'anima di Lui
    Ed ho capito d'essere
    Un poco Dio
    E Un poco diavolo
    Uomo sempre
    Mai all'altezza
    Fra sentieri di vita
    Galoppate d'amore
    Gioie e dolori
    Cieli luminosi e bui
    E non solo cieli.
    Quando mi vesto con le ali
    L'angelo vola oltre le nuvole
    E non filtrano il suo cuore
    Perché le ali si spezzano
    E perdo quota per
    Saltellare e camminare
    Tra ciottoli e sassi.

  • 28 gennaio alle ore 14:36
    L'Uomo Duro (Il Taddato)

    Forma dialettale
    Per definire
    Un uomo duro
    Per natura
    Vale a dire
    Un tralcio di vite
    Indurito dal tempo
    Non potato e poco utile
    Una persona dall'aspetto
    Umile e buono per finzione
    Occhialini non graduati
    Con aria da Professorino.
    Un poeta dialettale alla buona
    In realtà… un cattivo per natura
    Che non tradisce mai le origini
    Le quali vengono sempre a galla.
    Un " Trilussa Casereccio "
    Solamente nella negatività
    Vale a dire un Maialone
    Anzi un “Porco Maialone”.
    Un animale allo stato brado
    Che poetizza zozzerie
    Barattando l'arte poetica
    Con la bestialità animale.
    Un “Maialone Porcone”
    Unico e solo al creato
    A nutrirsi di infamità
    Come un affamato.
     
    " Il Taddato! "

  • 28 gennaio alle ore 14:31
    Chi E' L'Uomo-Chi E' L'Animale

    Ho solo Igor per amico
    Sostituisce al meglio le persone
    Di tanto in tanto disobbedisce
    Subito capisce e stupisce
    Cosa che l'orgoglio umano
    Non digerisce anzi lo rumina
    Soprattutto lo fa ruminare
    Alle menti altrui.
    Guinzagli non vuole
    Per conquistare medaglie
    Trofei ne ha tanti
    Di grande simpatia.
    Gioca con i gatti
    Per i bambini va matto
    Elargisce tanto amore
    In cambio di nulla.
    Un dì un uomo passando
    Lo apostrofò animale
    Lui alzo lo sguardo
    Lo fissò e lo ignorò.
    L'uomo intuì e capì
    Si domandò?
    "Chi è l'animale?"

  • 27 gennaio alle ore 19:31
    Ho ritrovato le stelle

    Ho ritrovato le stelle
    sotto il cuscino,
    me le avevano nascoste
    per non farmi più sognare,
    adesso, invece, so che
    qualche sogno
    si può ancora inseguire.
    Di notte il cielo si posa
    sulla mia pelle e sui miei pensieri,
    di notte chiedo alla luna
    di scrivere con la sua luce
    una fiaba da poter tramandare,
    per portare sulla terra
    un po' di magia
    e addormentarmi sapendo
    che le stelle non sono finite,
    ma sono lì in alto, lontane anni luce
    a fare riflesso dentro
    il nostro mondo interiore.
    Ho ritrovato le mie impronte segrete,
    disorientate sotto le antiche
    costellazioni,
    ho ritrovato nel mio sguardo
    la bambina che ero ieri.

  • 27 gennaio alle ore 19:02
    Col Filo

    Ti avvolgo col filo di conchiglie e coralli che ho fatto per te per legarti a me, nei multicolori fiori profumati che ho dipinto una ogni giorno a seconda del tuo umore! Ti avvolgo a esso per legarti a me affinché tu capissi che non ti costringo con la forza, poiché è solo filo leggero fatto di cotone! Ma ti soffermo nell'attenzione che ho sempre per te perché semplicemente sei nei miei pensieri, sei miei sogni sei nel mio cuore sei nella mia vita, sei la mia vita !

  • 27 gennaio alle ore 14:33
    Anniversario

    Sono passati già cinque anni di matrimonio
    tra me e mia moglie Milly
    mi sembra che non sia passato
    così tanto tempo
    dalla nostra unione
    ci siamo incontrati d’estate
    subito ci siamo innamorati
    e scelti per una vita insieme
    con lo stesso sentimento nel proprio cuore
    quanti ricordi hanno riempito
    le nostre menti
    i nostri animi
    le nostre mani unite per l’eternità.
     
     

  • 27 gennaio alle ore 13:59
    Volo Dell'Anima

    Non sono mai nato
    Non sono mai morto
    Ho sempre vissuto
     
    Ho sempre volato alto
    Sopra al mondo
    Oltre il sole
     
    Mi hanno tagliato le ali
    Sono caduto sulla terra
    Tra le malvagità umane
     
    Prima di ritornare nell’azzurro
    Hanno martoriato il mio corpo
    Senza scalfire la mia anima
     
    Ha trionfato la gioia
    Di non essere stato mai materia
    Ma solo spirito gitano.

  • 26 gennaio alle ore 18:54
    Una voce fuori campo

    Un momento nella storia,
    un principio, una memoria,
    voglio tornare a sfiorare
    i fiori e le foglie in quel luogo,
    dove guardavo
    con il mio primo sguardo il mondo,
    sentire la terra col suo profumo,
    sentire quell'aria che adesso
    mi manca da questa stanza,
    in cui non vedo nessuno.
    Da qui arriva nei sogni soltanto,
    una voce fuori campo,
    che mi dice di resistere
    per avere giorni migliori,
    mi dice di trasformare il dolore,
    renderlo come il ritratto di un clown
    in bianco e nero o variopinto,
    mi dice di racchiudere una verità
    dentro lo sguardo di un pupazzo finto.
    L'amore si trova dove il cuore
    ha liberato le sua ali
    e dove ha raccontato le sue pene.
    In tutto quello che si crea
    c'è una notte buia,
    in attesa del carro del sole.

  • 26 gennaio alle ore 13:38
    Il Trionfo

     
    Questa sera
    I sentimenti
    Penetrano la notte
    Imprigionati
    In una nuvola
    Si dissolvono
    Al primo sole
    Acceca gli occhi
    Densi d'amore.
    Una mano lo copre
    Lo oscura
    Si fa buio
    E nel buio
    Il trionfo.

  • 26 gennaio alle ore 13:27
    L'Affanno Del Vivere

    In questa terra madre
    Dipinta da luoghi tristi
    Salata da lacrime di rabbia
     
    Ci vuole il coraggio per vivere
    Una esistenza fatta di speranze
    Confortate da un sole giocondo
     
    Ma, dentro di noi esiste il vuoto
    Una sofferenza pesante e fertile
    Che nutre e disseta il desiderio
     
    Riuniti intorno a un focolare
    Con il solo rumore della notte
    Viviamo i giochi del silenzio
     
    Che ci fa tessere pensieri
    E tante incerte sensazioni
    Da mutare davvero nel poi.

  • 26 gennaio alle ore 13:21
    Voci Care

    Ascolto il silenzio
    Di questa terra
    E penso quello
    Che mi fa paura.
    Sorrido
    Pensando al richiamo
    Delle luci celesti
     
    Riconosco le voci
    Di chi mi chiama
    E godo all'idea
    Di non essere più solo
     
    Quando
    Lascerò questa terra
    Che ci ha visto uniti
    Sotto un solo tetto
    Mi consolerà l’idea
    Di vederci nuovamente
    Tutti insieme uniti.