username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 31 gennaio alle ore 14:46
    Voglio te

    Voglio te, qualsiasi cosa
    vorrai darmi (tu)
    di te...
    Un'ora qualsiasi della tua vita
    mi basterebbe come fosse mia
    mi basta un tuo sorriso
    mi basta un tuo sguardo
    seppur fosse furtivo
    mi basterebbe il tuo silenzio
    persino di te, una tua complicità
    qualsiasi cosa sia tua.
    Il profumo della tua pelle
    da annusare per un sol attimo
    o il sapore rugiadoso d'un tuo
    bacio mi basteranno...
    ora sempre ovunque
    per l'eternità.

    Taranto, 26 gennaio 2020.

  • 30 gennaio alle ore 20:21
    Attimi preziosi

    Quella sera tu hai fatto sesso con me
    io invece ho fatto l'amore con te.
    Mi hai baciata...
    con le tue labbra sempre infuocate
    mi hai accarezzata...
    con le tue mani dal tocco
    prima delicato e poi con passione  
    mi hai sorriso...
    quel dolce sorriso che mai dimenticherò.
    Sono stati attimi preziosi
    prima di perderti per sempre.
     

  • 30 gennaio alle ore 19:41
    Haiku

    Fiocchi di luce
    Sui rami di mandorlo
    Sgorga l’amore

  • 30 gennaio alle ore 18:46
    Rifugio è il verso

    Di poesia l’animo coloro
    quando la tela tende a sbiadire
    come il sentiero lungo l’arenile
    e con il sole a lavarsene le mani.
     
    Si danno il turno, vento nebbia e pioggia
    mentre è il mare il solo baluardo
    a sostegno di un battito vitale,
    avanzo azzurro che l’attesa placa.
     
    Rifugio è il verso anche se muore
    al mio primo cambio di tendenza,
    quel ridere sulla fragilità
    che io combatto ma non sconfiggo.

  • 29 gennaio alle ore 19:35
    Lei era scomparsa

    Lei se ne era andata 
    era scomparsa per sempre
    non si sentiva più amata 
    e nemmeno desiderata
    non c’erano più i suoi occhi
    che la squadravano da capo a piedi
    e guardandoli leggeva lo stesso suo desiderio
    non c’erano più le sue mani calde
    che quando l’accarezzavano
    riuscivano a farle toccare il cielo con un dito
    e le labbra infuocate come dimenticarle
    quando percorrevano il suo corpo
    prima lentamente e poi con passione
    sussurrando nell’estasi il suo nome
    era per lei impossibile vivere senza tutto questo
    per questo è scomparsa e al suo posto
    è rimasta la stessa donna 
    che continua la sua vita apatica
    solo e soltanto per poter sopravvivere.

  • 29 gennaio alle ore 14:12
    Invisibili e veri

    Gli innamoramenti veri
    non stanno tutti
    in vetrina
    .
    Stanno dentro l'anima.
    Portentosi, invisibili.
    Non si possono scalfire.

    Sono lì 
    a respirare in silenzio.
    Sono veri

  • 28 gennaio alle ore 23:32
    Mezze notti

    Sono qui a non vedere
    perdersi mani sugli interruttori
    restiamo apici del verbo
    mentre la sabbia sale al collo
    restiamo appesi a una tela spinata
    ludi dal silenzio, tronchi del vuoto
    deglutire labbra che il buio asciuga.
    Per mezze notti luce d’angoli caldi
    poter essere noi, sorpresi
    tra settimini di calze accatastate
    e viscere che per sempre vorremmo
    prede di un monosillabo,
    corde intorno.

  • 28 gennaio alle ore 20:04
    Il rumore che fa male

    Seduta in riva al mare ammiro il tramonto
    c'è silenzio intorno a me, ma non lo sento
    tante domande e tanti perché
    quasi sempre senza risposta
    a volte fanno molto più rumore
    del traffico caotico e delle persone
    che stanno intorno a te
    ed è il rumore che fa più male
    ...perché coinvolge il cuore...

  • 27 gennaio alle ore 19:03
    Sui miei errori

    Sui miei errori
    ho costruito barriere,
    ponti, specchi e chimere.
    Sui miei errori
    ho cesellato silenzi
    e mendicato comprensioni,
    ho addomesticato ire,
    tormenti e dolori.
    Sui miei errori
    ho coltivato campi di sole
    e di ombre,
    ho sparso sulle strade
    lenti d'ingrandimento
    e fragili canti di vita
    dal mio fragile cuore.
    Sui miei errori
    c'è il sale delle lacrime,
    il blu della notte
    ed un sorriso amaro;
    potevo fare di meglio,
    potevo, ma non riuscivo,
    il tempo mi è stato alleato,
    ha reso più lucido
    il mio dolore confuso
    e l'abisso che in me esisteva
    è diventato cielo.

  • Gli uomini residui

    Giacimenti, scavi, greti bruniti,
    gallerie di labirinti,
    in croce, in pietra aperti.
    Fremono gli angeli interrati e sono rossi gli araldi rauchi.
    Le grida sono ghiaccio di carbone e vetri infranti;
    chiamano l’oro, aspettano l’oro.
    Vibrano le acque rosse e le radici della disperazione,
    croci di legno e rene fosche.
    S’aggrinziscono nelle brezze congelate
    e cadono in cristalli di empietà e pallore.
    Angeli pietrificati in pianto
    sono lì nei muschi tenebrosi della terra.
    Cercano un anima per coniare effigi vive,
    vogliono fertilità, il debito del sangue e delle ossa infrante.
    Vogliono essere radice,
    vogliono essere alberi,
    sono ombre che chiamano il sole.
    Vogliono arrivare al cielo
    scavando nell’argento della luna.

    Los hombres residuos

    Yacimientos, excavaciones, zanjas labradas.
    Terraplenes y galerías, abiertas, en cruz. Es piedra.
    Arden con los ángeles enterrados y son rojos los heraldos roncos.
    Los gritos son hielo de carbón y de vidrios despedazados;
    llaman el oro, esperan el oro negro.
    Vibran las aguas rojas y las raíces de la desesperanza,
    cruces de palo y arenas hoscas.
    Se erizan en las brisas congeladas
    y caen, caen cristales de pavor, impiedad y palidez.
    Ángeles petrificados en llanto
    están ahí en el musgo tenebroso de la tierra.
    Buscan un alma, para acuñar efigies vivas
    Quieren fertilidad, la deuda de la sangre y de los huesos quebrados.
    Quieren ser raíz,
    quieren ser árboles,
    son sombras que llaman el sol.
    Quieren llegar al cielo,
    bucean en la plata de la luna.

  • 26 gennaio alle ore 21:38
    Haiku

    Spiga di grano
    Svetta al sole d'estate
    Gemma preziosa

  • 26 gennaio alle ore 21:35
    Haiku

    Tra pioggia e sole
    Un dipinto di luce
    L'arcobaleno

  • 26 gennaio alle ore 20:39
    Dolce illusione

    E’ bastato un niente 
    e lacrime silenziose
    hanno bagnato i miei occhi.
    Adesso però basta 
    devo ritornare alla realtà
    scacciarti dalla mia mente, 
    ma soprattutto dal mio cuore
    perché mi sto accorgendo
    che sto soffrendo troppo.
    Non subito però...lo farò da domani 
    perchè questa notte voglio sognarti ancora
    voglio sentire le tue mani sul mio corpo
    voglio sentire le tue labbra sulle mie
    voglio illudermi che tu 
    ...sia ancora e solo mio..
     

  • 26 gennaio alle ore 12:07
    Le sentenze (delirio anarkiko)

    La filosofia è morta, la politica è morta.
    La religione è morta (già prima della filosofia e della politica);
    la cultura sta per morire, ormai...
    tutto muore: ormai!
    Il prete rosso è morto, il re è morto
    (ma non fu ucciso da Gaetano Bresci):
    viva il prete rosso, evviva il re!
    Dio è morto, l'uomo vive ancora...
    viva le morte stagioni, evviva le stagioni che muoiono!
    Il potere non muore mai: se mai la libertà (forse?!).

    Taranto, 22 agosto 2018. 

  • 26 gennaio alle ore 11:35
    Un vecchio acquisto

    Ho sniffato
    un quarto d'ora
    e mezzo 
    di felicità
    comprata 
    anni addietro
    alla svendita nel giorno
    di Sant'Agostino.
    Dura
    era come ardesia
    riscaldata
    ma il profumo
    aveva di un'ortensia rossa
    ed il sapore
    del perdono
    Quel quarto d'ora
    e mezzo
    lo serberò
    per sempre nel cor
    mio
    come antico
    e vecchio rancore
    per la vita che 
    me l'ha
    donato!

    Taranto, 28 agosto 2018.

     

  • 26 gennaio alle ore 11:26
    Lampi di controcultura - Le azioni

    Ho toccato il mondo
    come fosse 
    una puttana santa
    da quattro soldi
    con lui
    poi ho fatto l'amore
    come si fa
    con le madonne incomprese:
    senza pagare senza pregarle
    né venire
    mai
    Ho osservato
    il mondo
    come fossi
    un mitomane di idee
    ho girato 
    per il mondo
    come fossi una trottola
    innamorata e dispersa
    ho catturato infine
    il mondo
    e lo conservo
    ora
    nel mio scrigno (piccolo)
    di uomo.

    Taranto, 7 settembre 2018.

  • 25 gennaio alle ore 23:14
    Stimmate

    Stimmate sul cuore
    stimmate sulle mani
    Amori crocifissi
    spine
    fra i dedali del tempo
    In solitudini stillano
    - sanguinano momenti -
    senza aria nel cielo.

  • 25 gennaio alle ore 16:07
    Ti lascerò andare

    Lo so che non mi ami più
    lo so che mi vorresti lasciare,
    ma lascia che almeno per questa notte
    senta ancora il calore del tuo abbraccio
    le tue labbra che mi baciano
    le tue mani che mi accarezzano
    i tuoi occhi che mi guardano
    Il tuo corpo vicino al mio
    e poi... ti lascerò andare
     

  • 25 gennaio alle ore 13:09
    Arrivare

    Quel giorno che vidi il cielo

    e delle sue coste

    le frange dell'inferno

    non c'era nessuno

    oltre me

    Uniche ombre

    la morte e la vita

    solo esse

    mi mostrarono

    il dubbio il dolore

    la gioia

    Solo esse

    mi indicarono

    la via per arrivare

    dove sono oggi...

    a me.

  • 25 gennaio alle ore 11:57
    Senryu

    Sulla tua pelle
    Lentamente scivola
    La mia carezza

  • 25 gennaio alle ore 11:53
    Haiku

    È già notte
    Pulsa il pensiero di te
    Apri i tuoi sogni

  • 25 gennaio alle ore 9:42
    Giochi di carnevale

    Nelle strade di ogni città
    impera il carnevale
    con i suoi suoni e colori
    allegri e vivaci
    tutti i partecipanti
    sono in maschera
    sui i loro volti
    quasi a significare
    un’espressione
    diversa dal solito
    abitudinario comportamento
    mentre sfilano carri allegorici
    sprezzanti della quotidiana realtà.
     
     
     
     
     

  • 24 gennaio alle ore 20:58
    Frammento 60

    Apro i viottoli dei sogni
    Chiudo i fossati della delusione

    Non è nostalgia
    Non è speranza

    È una scelta

  • 24 gennaio alle ore 16:26
    Una linea taglierà il cristallo

    Non so dove
    cammineremo senza gambe
    e dietro la fronte
    l’intenso pensiero
    se avrà vuoto che basti
    a sciogliersi prima del gelo.
    Una linea taglierà il cristallo del chiarore,
    sicuro ci saranno buchi immensi da perdersi.
    Circuendo la notte
    a farne casa, la memoria
    avrà il suo cuscino di asole e polvere
    e quanti sciami, spiccati liberi
    dalle angosce.

    In "Versante ripido" - gennaio 2020

  • 23 gennaio alle ore 21:18
    Haiku

    Siamo gabbiani
    Navighiamo in libertà
    Come nei sogni