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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 6 ore fa e 38 minuti fa
    Alito di vita

    Volevo ogni giorno... ...vedere i tuoi begl'occhi riflessi nei miei ed il tuo sorriso ....che le mie mani stringessero sempre le tue ...sentire il tuo cuore che batteva forte contro il mio ...il tuo respiro su di me che accendeva il nostro amore...la nostra passione ...baciarti...il mio alito di vita

  • domenica alle ore 13:00
    Sabbia

     
    Come marea notturna
    scivolano, in silenzio,
    i giorni della mia vita.
     
    Il chiarore della luna
    accarezza le ombre
    dei tempi già lontani.
     
    L’alito tenue del vento,
    piano piano, fa volare
    Ia sabbia del domani.
     
     
    27.09.2018
     

  • domenica alle ore 11:05
    L'ultimo lamento

    Ogni ricordo diverrá un fiore sentii dire a qualcuno tra le reminiscenze d'adolescenza nell'umiltá della mia miseria quando poi nella gioventú arrivó l'etá giusta per preparare i sogni e pensare di far divenir felicitá ogni dolore immenso E la giovinezza col tempo s'é fatta maturitá e dopo vecchiaia attento alla bruma mi ripeto può celare ciò che l'occhio non vede e cosí i ricordi non sono piu' fiori profumati da odorare ma solo commozioni di coincidenze che donano altre commozioni e insegnano la felicitá di quel dolore che porta all'ultimo lamento . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • domenica alle ore 11:02
    Burattino del mondo

    Giorni in cui mi sento un burattino nelle mani della vita un attore immoto nel grande teatro d'ogni giorno che si presenta a se stesso sperando di poter essere una diversitá e in quel pensiero vive speranze che sembrano essere il suo destino E in questo trottolare ansimo nell'amore per il mio vivere nella comunione della mia anima con le altre anime del mondo senza mai voler sapere dove finisce la mia e cominciano le altre nell'ascoltare i loro sospiri e i loro silenzi nelle notti di luna piena E apprezzarmi in queste gioie per amare ancora la vita . Cesare Moceo poeta

  • domenica alle ore 9:38
    Molto e molto altro ancora

    Una nave senza porto

    un fiume senza sbocco

    un’anima dannata in fuga

    ma costretta fra pareti

    che rimbalzano pensieri

    una solitudine sofferta

    fra orgoglio e sconforto

    e, senti di non contar nulla per nessuno

    la tessera mancante del puzzle della vita

    …della tua vita,

    quell’ infinità finita della tua anima

    riflessa allo specchio.

    Crescere senza amore

    …è tutto questo ma molto

    molto altro ancora.

    Luciano Capaldo

    ***La dedico a chi non ha avuto un’infanzia felice***

  • domenica alle ore 8:41
    Occhi gialli

     
     
    Gli occhi gialli del tuberoso elianto
    di quei fiori a me per ricordi familiari
    tanto vedo nel corso del giorno come
    mutar alquanto il lor fissare il cielo
    sì che all’animo mio che li osserva
    van recar mutevol sentimenti: al mattin
    dolcezza che al sol s’apron ridenti lieti,
    malinconia al scender della sera come tristi
    spauriti a cercar nel buio la paterna luce!
    Questo  chissà perché è questo il sentir mio
    che il fiore non si chiude nè muta di colore.
     

  • sabato alle ore 18:00
    La mia tenera amante

    Lascio il mondo reale e mi seguo nelle folli indulgenze che nuotano nei miei romanticismi senza speranza tenute a galla da amari tradimenti che si arenano nudi d'amore sulle rive dei miei pensieri scintillanti alle luci dei nuovi giorni Volo su ali di farfalle sospinto in quelle vele dalla mia poesia tenendo per me queste riflessioni e raccontandole solo alla mia eterna alleata la mia penna La mia tenera amante concubina affettuosa delle mie oscuritá a cui affido la mia spontaneitá nell'orgasmico godimento del tempo che viviamo assieme . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • sabato alle ore 17:58
    Ci conosciamo ?

    Voi...che ne sapete della mia vita...ci conosciamo ? Nacqui nella polvere e nella povertá sballottato tra il maestrale e lo scirocco tra i soffi freddi della fame e i venti caldi della dignitá all'ombra di un indaffarato orgoglio a inveire contro la tirannia esotica dell'invidia e il suo tanfo dolciastro che infettava la mente degli uomini incapaci di trovare quell'equilibrio che accontentava tutti per la puzza di marcio arruginita in quell'orgoglio putrefatto che copriva l'innocenza dell'infanzia e riempiva i cuori e le anime Piaghe a trascendere la comprensione che nessun pianto riusciva a guarire . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • sabato alle ore 16:22
    Fotografia dal tempo fermo

    Hanno spostato la nebbia dalle case.
    A guardarsi. Benedetta la grafia di soglie.
     
    Prima il sorriso è nato, o la luce dall’est scava fossette?
     
    Amabilmente si incendiano semi sugli zigomi
    farine sospese a imbiondire il tempo.
    Anche i denti fedeli e pertinenti
    brocche in miniatura.
     

    (ispirata a un celebre scatto di Robert Capa a Barcellona, 1936)

  • Samarcanda
    è un mare d'azzurro
    d'estate
    una marea di ricordi
    è vita che forte
    s'avvinghia
    al sole
    in estate
    eppoi tra le sue braccia
    muore.

    Le fate
    d'amblè
    governano il cielo
    durante
    quelle notti
    vermiglie
    ammantate di fortuna
    e di paura,
    le streghe
    turchine o brune
    ed i diavoli
    govenano i cuori
    degli innamorati:
    ho visto
    migliaia
    di quei cuori
    perdersi,
    nè mai più ritrovarsi...
    alcuni 
    a vagare
    tra le fiamme
    e la disperazione dell'oblio.
    Una volta,
    una notte
    - seduto ch'ero
    lungo le rive piatte dello Zeravsan -
    vidi un fuoco
    di Sant'Elmo
    accoppiarsi
    con una croce
    splendente d'amore
    sopra
    la collina
    del dispiacere
    Samarcanda d'estate...

    Le spighe di grano
    profumano d'incenso
    e d'ambrosia,
    sono alte
    quasi
    due metri: spighe
    ammantate di fuoco,
    di mistero,
    di follia.
    Mio nonno
    Michail Aleksandrovic
    - morì ubriaco
    lui sotto un treno
    a Leningrado -
    mi raccontò
    che
    una volta
    due giovani compagni
    studenti
    - venuti dalla capitale
    per le vacanze -
    si siano dati fuoco,
    dopo una notte
    d'amore e voluttà
    nei campi di grano:
    nessuno mai
    ritrovò
    i loro resti.
    Samarcanda d'estate...
    è mistero è morte!

    Il poeta anarkiko
    Pierre Joseph,
    amico di Balant,
    compose
    il suo grande
    poema libertario
    ("I popoli antichi sono stati messi
    a tacere per sempre")
    un'estate
    di tanti anni fà,
    quì a Samarcanda;
    era cittadino
    del mondo
    [lui]
    scriveva
    pure
    poesie d'amore
    era 
    un sognatore
    triste
    e fragile,
    scriveva
    poesie d'amore
    e le leggeva
    ai gabbiani
    ed al vento
    soffice e gentile;
    scriveva
    poesie d'amore:
    le leggeva
    in barca
    sulla
    Moscova
    eppoi metteva
    un fiore
    in bocca
    ai soldati,
    le leggeva
    nei bordelli
    della 
    Ville Lumière:
    le leggeva
    ovunque
    ci fossero
    donne gentili ad ascoltarlo
    alle fermate
    dei tram,
    per le strade, sui treni
    lungo
    gli argini
    dei torrenti in piena,
    nelle taverne
    davanti
    a masnadieri
    e farabùtti
    d'ogni specie.
    Morì
    impiccato
    in un gulag
    stalinista
    a Jakutsk
    una fredda alba di dicembre
    1950.
    Samarcanda d'estate...
    Ma poi tornerà inverno
    quello che
    indurisce tutto: come pietra fossile
    anche Lui
    è dolce,
    però quì...

    Samarcanda d'estate, in estate:
    ho paura per i lupi
    in inverno,
    quando verrà
    ho paura
    e sono triste
    per loro
    in questa notte
    lunghissima bellissima
    di San Lorenzo
    che
    mi sta portando
    via dai sogni
    e lontano da Lei!

                                                                                                  Taranto, 28 agosto 2018.

     

     

  • sabato alle ore 5:38
    Mistica del cuore

    Il mio cuore
    si nutrì
    del nettare degli dei
    in terra caduto dal cielo;
    lavò il suo sangue
    e l'onta del suo sangue
    nel mare del destino...
    infine fu rapito
    da Ishtar
    - il vento che uccide -
    ed insieme a lui
    via
    volò nell'eternità.
     
     

  • sabato alle ore 5:14
    Rinascere

    Nudi eravamo
    vestiti solo di noi
    quando
    insieme scoprimmo
    l'amore
    sotto la candida luna
    d'agosto
    un grillo muto
    compagno nostro
    il nostro afflato
    osservò
    di poesia
    e sospiri,
    carezze languide
    voluttà passione
    e senso...
    Nudi eravamo
    quando
    insieme morimmo
    d'amore
    eppoi
    in vita tornammo
    coperti tutti
    di raggi di sole.

  • sabato alle ore 5:07
    Vecchia amante

                                                                                          da: Giuseppe Ungaretti.

    Quando
    il silenzio
    della notte
    bacia
    le stelle
    rincorro
    il vento
    nell'ombra
    (gitano)
    torno
    all'appuntamento
    segreto
    con la mia
    vecchia amante:
    vita.

  • venerdì alle ore 22:20
    Languo

    "...come gli aquiloni che pensano che la terra sia legata al filo"(Ezio Greggio) Languo tutto solo nella mia sonnolenza e mi sento d'aver l'aspetto stralunato di chi non ha dormito nella notte E me ne vado a spasso tra le mie follie confermate dai battiti rumorosi del cuore a mostrare il mio disagio agli sguardi degli occhi che mi passano accanto mentre rimbombano nella testa le mie grida selvagge di quando l'anima patisce la sua guerra con la mente per non rivelare al mondo le mie sofferenze interiori

  • venerdì alle ore 22:17
    E oggi é un altro giorno

    Nutro le mie viltá rendendole peregrine d'eroismo in un mix di buone azioni e di gesti E tutto diventa bizzarro nella forza dell'intelligenza che esprimo raccontando la mia storia al mondo e in essa le deficienze dell'anima costanti nel mutevole universo dei sentimenti e delle passioni . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • venerdì alle ore 22:16
    Per conoscermi un po'

    Cesare Moceo vive ed opera a Cefalù. Ha appena compiuto 65 anni é sposato ed é marito padre e nonno felice E' presente in molte antologie che raggruppano emergenti poeti italiani contemporanei.Diversi i premi che ha ricevuto nel corso degli anni. Ricordiamo: con la poesia «Il mio essere nonno», è stato premiato a Trevi al primo concorso «Poeta anch’io». A Roma, è stato premiato con la poesia «In corsia» scritta in occasione dell’intervento chirurgico al cuore che ha subito qualche tempo fa. La sua poesia «E mi accorgo di essere un nuovo povero» ha ricevuto la menzione di merito al Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Città di Genazzano”. La sua poesia «Siamo anime sfuggenti» fa parte in un’antologia dedicata a Papa Francesco.Una sua poesia sul Natale é stata studiata dagli scolari di una scuola primaria di Palermo. Un'antologia con una sua poesia arricchisce la biblioteca dell'esimio Maurizio Costanzo. Con una sua lirica scritta per la poetessa Alda Merini,inserita in un'antologia a Lei dedicata,é presente con la stessa presso la sua casa-museo ai Navigli in Milano.In questi giorni gli é stata assegnata dall'associazione culturale "I rumori dell'anima" di Roma la targa alla carriera per meriti poetici.Pubblica i suoi scritti sul giornale della sua Cefalù.

  • venerdì alle ore 22:14
    Il rumore delle foglie secche

    Amo giá dall'infanzia le prime ore dei mattini d'autunno scivolando spesso con la fantasia tra gli angoli ancora bui di quelle albe a sentire di ritorno i sussuri del silenzio Celebro le mie stagioni per lasciarmi alle spalle il passato e festeggiare ogni oggi il risveglio dei pensieri che filtrano attraverso le grate del vivere e disegnano nella mente giochi di vita e di passioni speranze colorate a illuminare i giorni in vortici di futuro e riempire d'affetto il mondo d'attorno E converso ancora solo con chi stimo tenendo nascosti i segreti ben stretti tra le mie emozioni . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • venerdì alle ore 22:11
    Voi

    Voi...che ne sapete della mia vita...ci conosciamo ? Nacqui nella polvere e nella povertá sballottato tra il maestrale e lo scirocco tra i soffi freddi della fame e i venti caldi della dignitá all'ombra di un indaffarato orgoglio a inveire contro la tirannia esotica dell'invidia e il suo tanfo dolciastro che infettava la mente degli uomini incapaci di trovare quell'equilibrio che accontentava tutti per la puzza di marcio arruginita in quell'orgoglio putrefatto che copriva l'innocenza dell'infanzia e riempiva i cuori e le anime Piaghe a trascendere la comprensione che nessun pianto riusciva a guarire . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • in mezzo alla tempesta
    dimentica di faglie, desta
    di strade e polvere le scarpe bianche
    mentre volteggia un’ombra gravida di cielo
    e chiome ignare, volute a fuoco nero
    nel margine
    statua di fluidi assorbe bile
    stretta la chiave in tasca come dono
     
    db, 6 ottobre ’18

    La poesia è ispirata da un’opera di Paul Klee da cui prende il titolo: Was ein Madchen unwissend mit sich bringt, 1915, 229 – Acquerello su carta con imprimitura in colla e gesso, su cartoncino, 23,1 x 18,6 cm. 

  • venerdì alle ore 19:42
    La lista

    Lamentazione, ruvido rosario
    tra dita intirizzite d’umide navate,
    scandita prece elettrica del prete
    calvo con nenia pingue.
    Grani di sangue anemico, martirii
    di sale e coltri nude al gelo delle stelle,
    pietre feroci nel posto del cuore.
    Il cielo ha visto iridi in catene
    e il mare il bianco d’occhi precipitare al fondo,
    erigere il calvario il peso del rifiuto.
    Rantolo dai vetri nebbia
    nomen nescio di vite rese oscene
    nell’imbuto del mondo. 
     

     
    Da venticinque anni gli attivisti dell’ong United compilano una lista dei profughi e dei migranti morti a causa delle politiche migratorie europee. La lista è aggiornata a maggio di quest’anno: 34.361. Ma non è esaustiva: sono solo le vittime accertate.

    “ La lista mostra che le persone non muoiono solo in mare, ma anche nei campi di detenzione, nei centri di accoglienza per richiedenti asilo e nelle città. Quattrocento persone si sono suicidate; più di seicento sono morte per mano di altre.”
    Niamh McIntyre e Mark Rice-Oxley, The Guardian, Regno Unito

  • venerdì alle ore 17:44
    Notturno

                                                                                                   ai poeti ermetici.

    Oscuri silenzi
    affari di stelle
    metafore accese nella notte
    ammutolita.

  • venerdì alle ore 17:40
    Bar sport (1979)

                                                                                                 Anni '70:
                                                                                                 quando tutto accadeva
                                                                                                 senza un perchè,
                                                                                                 accadeva e basta 

    Chiudeva tardi
    quelle sere d'estate
    baci scambiati
    a bruciapelo: strampalati
    tutto 
    accadeva senza un perchè
    notti dimenticate.

     

  • venerdì alle ore 15:55
    Il ritorno (pillole psichedeliche)

                                                                                  a: Jim Morrison.

    Quand'ero ancora laggiù
    nelle aride terre di nessuno
    - ai confini dei bastioni d'Orione -
    un mio amico una volta propose
    l'asserzione che si poteva viaggiare
    in due modi: con le (proprie) gambe
    o con la mente [senza la "colla"!].

    Io allora
    li chiesi: "Viaggiare (ma) per andare dove?"
    Lui mi disse: "Non per andare ma per tornare!"
    Così (io) feci, dopo averlo ascoltato;
    un dì, infatti, andai al mare
    (lontano da quelle terre)
    da dove ero venuto,
    da dove venni al mondo...
    il suo utero: e scomparii in quel mare.

    (da: "Quaderni psichedelici", 2017).

  • venerdì alle ore 15:47
    Bello...tutto

    Bello conoscerti
    Il farmi sorridere
    Solo guardandoti
    …che piacere!
     
    Belli il tuo sguardo
    Il tuo sorriso 
    Così travolgenti
    Da fermare il tempo
     
    Bella la voglia
    Il desiderio di te
    Padrone assoluto
    Della mia mente
     
    Bello il percorso
    Sul mio corpo
    Sul mio cuore
    Sempre pieno di te
     
    Bella la speranza
    Di un sogno
    Che diviene realtà
    Poi avveratosi

  • venerdì alle ore 15:39
    Il sole di novembre

    Quando la campagna
    profuma di zingaro
    ed il mare
    si colora di salsedine
    bruciata dal vento...
    La luna riverbera
    l'amor suo per la vita
    sulla ragione dei poeti
    il sole piange
    lacrime di sangue:
    una stilla di quelle lacrime
    e di quel sangue
    bagna gli occhi ed il cuore
    degli innamorati...
    il sole di novembre.