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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • Ieri alle 21:45
    Il Cappellaio (sonetto)

    Son qui, disperso, coi pensieri miei
    a rimirare un campo d'abbondanza
    di spighe d'oro al vento, nella danza.
    Mi manchi, amor, ti cerco: dove sei?

    La malattia, nel tempo i miei capelli...
    come le nubi nella dissolvenza
    dispersi, in tanti grani di speranza,
    ricresceranno folti e ancor più belli.

    Si posa la cornacchia del destino
    lei tenta di rubarmi la saggezza
    il cuore ormai ridotto a un lumicino

    che allunga i giorni neri più ribelli
    non porterà mai via la tua carezza.
    "T'AMO!" (Tuo: venditore di cappelli).

    (Libera ispirazione da un quadro surrealista)

  • Ieri alle 21:32
    In costanza di ruggine

    Lo meriti il riparo in carreggiata 
    verso il canto d’un lago di sereno.
    Opera un filtro in costanza di ruggine 
    al sorriso che gela
    come una lacrima d’ottobre.
     

  • Va contro il malinteso volontario
    che taccia d’anelare anacronistico
    crescita zero[1] e stato stazionario[2]
    - arresto all’antro[3] con afflato mistico.
     
    E’ il mondo che precipita al sudario!
    Se è cieco il vico al calcolo balistico
    stallo di retroguardia è necessario
    per un futuro in testa[4] - e sillogistico.
     
    Dismisurata corsa al materiale
    crudele sfida il tempo e la memoria
    spazio al cemento e al circolo caudale.
     
    Decrescita felice erta agonale
    sotto la china morde come noria
    l’ultima scoria al rivolo esiziale.

    [1] Nel rapporto del Club di Roma l’idea della crescita zero ha molti punti in comune con le tesi degli obiettori di crescita (Serge Latouche, per un’abbondanza frugale, pag. 29).
    [2] Già in John Stuart Mill (1806-1873) si trova una visione dello stato stazionario che ha delle analogie con il progetto della decrescita (Serge Latouche, per un’abbondanza frugale, pag. 29).
    [3] “Un classico è accusare i partigiani della decrescita di volerci riportare, a scelta, alla candela o alla caverna, o ancora all’età della pietra o all’oscuro medioevo; insomma, il progetto di una società autonoma e frugale sarebbe antimoderno. E ben lontano dall’abbondanza”. Serge Latouche, Abbondanza frugale, 2012.
    [4] “E’ vero, combattiamo una battaglia di retroguardia, ma paradossalmente è una battaglia per l’avvenire. Perché quando un esercito si trova in un vicolo cieco, è necessario che prima o poi faccia dietro front, e a quel punto la retroguardia si trova in prima fila!”. Francois Brune, da Serge Latouche, cit. 2012. Citazione di uno dei 36 stratagemmi di Sun Tzu.
     

  • Ieri alle 21:08
    Aspettative

    Sogno un mondo
    creato apposta

    dove vivere i propri attimi
    volgendosi all'amore

    alla vita

    ignorando ciò che ci circonda

    persino la miseria
    che abbiamo dentro

    il nostro essere effimero

    nel desiderio di stupire

    disegnando i confini
    sfuggenti e misteriosi

    della realtà mista all'utopia

    E modificare il destino
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

     

  • Ieri alle 20:51
    Ascendenze interiori

    Mi ritrovo in certi giorni

    nel riverbero delle mie debolezze

    a volte tutto ammuffito
    e con i pensieri impolverati di malessere

    rinchiusi nell'orribile
    e buio carcere della malinconia

    in quell'andirivieni povero e solitario
    che fa loro da carnefice

    Così sposo le mie ore

    andando ramingo dentro quelle tenebre

    a incontrare i fuochi d'ogni dì
    e le loro bavose lingue
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • Ieri alle 15:30

    Non ti chiedo di non ferirmi, non serve. Purtroppo a volte accadrà che anche involontariamente succeda. Ti chiedo invece di essere sincero e porre sempre la verità avanti a tutto. Non ti chiedo di stare sempre incollato a me, sarebbe impossibile. La vita ha i suoi ritmi e ognuno di noi i suoi impegni. Ti chiedo di non farmi mai sentire sola, perché è questo ciò che conta. Non pretendo che tu mi metta al centro del tuo mondo, vivendomi in modo ossessivo, non mi piace. Però ti chiedo di rispettarmi come donna e fare in modo che almeno in questo io sia l'unica tua scelta. Non ti chiedo di essere possessivo, è qualcosa che per me non fa parte dell'amore. Vorrei vedere in te quella sana gelosia che prova chi ama e chi tiene alla persona che ha al suo fianco, perché quella leggera paura di perdersi fa in modo che niente venga dato per scontato. Non chiedo di cancellare tutto il resto del tuo mondo, non sarebbe giusto, perché io se ti amo lo rispetto. Ti chiedo di mantenermi un posto importante nei tuoi giorni mantenendo i tuoi spazi, le tue passioni, le tue amicizie e tutto ciò che prima di me ti ha reso felice. Quindi amami in modo sano e maturo, ma amami! Amami di un amore fatto di cose concrete e semplici e non di parole!

  • mercoledì alle ore 22:56
    Aliti in affido

    aliti in affido
    la tua terra la mia acqua
    un albero poggiato

  • mercoledì alle ore 20:44
    La dolcezza del Nulla

    Abissi

    dove i pensieri si rifugiano
    a mietere grandi sorprese

    e assumere significati di vita
    più vicine ai sogni

    E nel fascino discreto
    della loro nobiltà

    non apprezzarsi ancora
    come un'occasione rara

    ma un'opera d'arte
    in cui specchiarsi

    e ripetersi che a qualunque età
    ci vuole dolcezza
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • mercoledì alle ore 20:42
    La mia dote

    La mia dote

    Sorrido allegro a questo sole

    che illumina felice
    le mie abitudinarie passeggiate

    immerso nella passione per il sapere

    con i suoi raggi amorevoli
    che mi consegnano alla mia monotonia

    a mulinarmi intorno in tutte le direzioni
    e inondarmi d'emozioni e di piacere

    E là esprimo
    la dote migliore del mio carattere

    -il silenzio-
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • mercoledì alle ore 20:40

    Avrò sicuramente modi discutibili e probabilmente sono proprio questi modi a spingere le persone che incrociano il mio cammino ad un bivio: Restare o andarsene. Sicuramente su di me possono dire molte cose, ma del resto non esistono persone immuni dal giudizio altrui. Sicuramente non ho peli sulla lingua e questo spesso mi rende una persona scomoda, ma in fondo la verità fa male solo a chi di vero non ha niente. Ho sicuramente raggiunto una sicurezza di me stessa non indifferente, ma è facile per chi è insicuro definirla presunzione. Sono una persona che ha sicuramente qualcosa da insegnare e molto ancora da imparare, per questo mi metto sempre al pari degli altri... O quasi! Vivo la vita con quel tocco di leggerezza che l'esperienza mi ha insegnato. Respiro a fondo e trattengo il meglio. Ho visto abbastanza per capire che molte cose per cui ci danniamo non hanno un senso e per questo non meritano nemmeno un posto nei pensieri. Ho ascoltato abbastanza per imparare che le parole di troppo, proprio perché sono di troppo, vanno lasciate lì. Non chiedo più a nessuno di restare, ho visto persone rimanermi a fianco nonostante tutto, quindi chiedere non serve. Non si vive per chi ci calpesta, ma si sorride per chi ci ha "scelti" oltre tutto e tutti... Sempre!

  • mercoledì alle ore 10:12
    Porte aperte

    Sempre una risata, tu porti
    nel cuore: l’unico alleato,
    dove sono già tutti morti.

    Mai mi hai abbandonato;
    nella gioia, e nel dolore,
    per me ci sei sempre stato.

    Di mostrarti, nessun timore
    devi avere! Mai ti lascio
    solo, con il solito errore.

    Grazie per avermi fatto conoscerla!

  • martedì alle ore 20:44
    La mia immensa miseria

    Mi fermo così

    confuso

    a guardarmi riflesso
    nell'immagine dei miei pensieri

    in cerca delle risposte
    alle domande con cui loro stessi

    martellano la mia mente

    abbindolato dalla sicurezza
    che le abbraccia alle emozioni

    E conati di sofferenza
    straripano per quella visione

    che mi scaraventano
    in mezzo ai più struggenti tormenti

    al centro della mia immensa miseria d'uomo
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • martedì alle ore 20:40
    Resa incondizionata

    Prigioniero delle mie ossessioni

    vivo

    la strana condizione d'aver tant'anni
    e di rappresentare la mia vita nei versi

    sbiascicando a zonzo

    nelle strade senza memoria
    dei miei sogni quasi da vecchietto

    da cui vorrei scappare
    ma nei quali mi costringo a restare

    E là continuo il mio cammino

    stando attento a non calpestare
    gli spazi tra le lastre del mio selciato
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • martedì alle ore 20:16
    Antri ricamati di memoria

    Odori di fumo e di campagna

    Di lente cotture e di pazienza

    Di sapori bagnati d’adolescenza

    Sale nel palato il senso:

    lentamente si disgrega e scende

    pe’ gl’antri ricamati di memoria

    S’abbarbica il sapore

    -puro-

    all’elemento

    di passato intatto

    È l’attimo innocente e sacro

    ch’ogni baleno d’esistenza

    al cielo innalza e onora.

     

  • martedì alle ore 20:16
    IL SOLE CHE SPLENDE NELL'ANIMA

    Vorrei giacere in un lungo inverno

    solo con te, in un letargo eterno.

    Tu sei il sole che splende nell’anima

    e che la mia tempra rianima,

    riempiendomi di un infinito calore

    che toglie ogni dolore.

    Infuocami intensamente,

    bruciami lungamente,

    ardimi per ore ed ore,

    tra le fiamme del tuo amore.

     
    Dott. Eugenio Flajani Galli
    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

  • martedì alle ore 18:50
    felice o triste

    Mi chiedo dove sei
    cosa fai, con chi sei.
    E me lo chiedo ogni giorno e ogni notte
    se ridi o se piangi
    se ti diverti o ti annoi
    e se ascolti le tue solite note
    e se canti le tue solite strofe.
    Mi chiedo dove sei
    cosa fai, con chi sei.
    Ci penso sempre
    e me lo chiedo ogni giorno e ogni notte
    se giochi e sei felice
    o se invece sei seduta, ferma, e sei triste.
    Se ti manco anche io, come mi manchi tu
    se la tua schiena è ancora piccola e liscia
    se le tue lacrime sono ancora acerbe e amare
    se le tue risate invece ancora felici.
    E mi chiedo dove sei
    cosa fai, con chi sei
    e me lo chiedo ogni giorno
    e me lo chiedo ogni notte

  • martedì alle ore 14:26
    Misteri

    Non esiste amore
    che non sappia spogliare
    la notte dai suoi orrori,
    o che non corra rapido da labbra a labbra,
    da occhio a occhio
    sul crinale del tuo collo ove si posano le mie colombe.
    Non esiste amore, 
    che non possa,
    tra le braci di questa vita,
    svelare misteri.

  • lunedì alle ore 22:45
    Dentro la luce che abbandona

    Qualcuno, forse un grande incompreso
    un diverso un indifeso
     
    qualcuno cerca
    in quel vuoto di nomi
    e raffiche d’inverno
    dentro la luce che abbandona
     
    immagina la parte mancante del suo viso
    il sorriso d’infanzia che taglia il cielo in due
    -qui lo spazio chiaro e lontano il fango.
     
    Cerca di aprire pieghe
    dare alla luce piaghe di silenzio
    guadagnare un sogno
    d’insorgere, diamante
    da un gemito di polvere.

  • lunedì alle ore 22:04
    La merce e il bene

    Sono due insiemi aperti ai loro estremi       
    la merce e il bene appesi in gemme al brolo  
    diversi non contrari i semantemi
    utile sempre questo e quella solo
     
    nelle vetrine esposta a perdizione  
    vile d’acquisto e scambio con denaro.
    Il bene-merce è nell’intersezione
    e il bene-solo lì sempre più raro:
     
    autoprodotto per l’autoconsumo.
    Ciò ch’è soltanto merce è poi lo spreco:
    si paga il prezzo per vedere il fumo.
     
    Se si misura il PIL ridonda un’eco:
    ciò che s’acquista accresce, il resto un grumo
    che innalza l’asticella d’un copeco.

  • lunedì alle ore 20:57
    Stracci di puro amore

    Il tuo abbraccio

    a duellare nella dolcezza d'un bacio
    e far luccicare gli occhi di felicità

    in piacevoli tentativi d'eccitazione
    consapevoli del loro fascino d'acquetare i sensi

    e risvegliare fantasie incapaci d'opporre resistenze

    al fornicare della nostra ingenuità

    E in questo piacere

    che diventa poesia e sublima i sogni

    palpiti di vita annegano i pensieri
    e confessano l'amore
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • lunedì alle ore 20:45
    Le ombre della malinconia

    Pensieri sostanziali
    di sensazioni da predestinato

    emozionanti e passionevoli

    s'impadroniscono a una certa ora

    dei gangli della mia mente

    a ridefinirne i confini
    e divenire la colonna sonora

    apparsa dal nulla

    del mio conforto

    rendendolo in sé
    la mia più memorabile esperienza

    E continuo nei miei rigurgiti interiori

    ubriaco del ricordo della mia povertà
    e intenzionato a scrivere da solo la mia storia

    rimanendo ancora fermo
    al mio sessantotto e ai suoi artigiani

    a conservarlo rifugio

    nella sua significante presenza

    del mio spirito inquieto
    tra le ombre della malinconia
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • lunedì alle ore 20:43
    Tra tenebre e pensieri

    Emozioni obsolete

    rimaste nell'aria per lungo tempo

    emanano odori ripugnanti
    a divertire con la loro essenza

    i sensi squilibrati
    che abitano le anime impure

    consapevoli di umide marcescenze

    E in quel buio rimangono coscienti

    tra raggi di lune infamanti

    i cui fasci di pallida luce attorno
    formano pozze di baci mortali
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • lunedì alle ore 20:41
    I miei giorni sempre uguali

    Raccolgo i frutti dell'esistenza
    in un misto di sudori respiri e dolori

    nel silenzio che muove le mie labbra
    con spasmodica intensità

    a ripetermi ogni dì le stesse parole

    e colpirmi nella mente
    sempre nello stesso punto

    colpo dopo colpo

    aggiungendo rassegnazione a rassegnazione
    e disegnando in essa lividi sopra lividi

    E m'addormento ogni sera

    sentendo la voce dei pensieri
    raccontarmi la favola dei miei giorni

    sempre uguali

    mentre smorfie di dolore
    mi si staccano dal viso

    frantumandosi a metà strada
    fra l'anima e il cuore
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • lunedì alle ore 17:31
    Definizione #7

    A chiamarlo ci ho provato 
    ma non so dirlo se non
    come un abbraccio 
    sceso dal cielo del mattino
    a rassicurarmi sul creato.
     

  • domenica alle ore 20:39
    Labirintici corridoi,percorro

    Scopro ancora adesso
    i miei pensieri

    passando i giorni e le notti
    con la mia vita

    sotto lo stesso tetto
    e dentro le stesse lenzuola

    nel vivere e dormire turbolento

    che mi porta al risveglio
    e a nuovi giorni

    con gli occhi stanchi
    e svuotati d'ogni emozione

    in una perenne sensazione d'inutilità
    che mi prende m'avvolge e riavvolge

    E mi rifugio in stanze del mio passato

    in sogni che ho già sognato

    a ricordare momenti passati con me stesso
    e ritrovar così la mia via
    .
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