username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 31 ottobre alle ore 14:14
    Aspetto trepidante il mio rinascere

    Sono qui dentro la mia notte innamorato del mio Essere a donare la mia anima al futuro a esplorare il mio pensare e a imparare a non aver paura dei miei viaggi interiori regali che la vita non a tutti dona dove sento pulsare ancora il cuore del mondo nei respiri dei fantasmi del passato e dove tutto mi sembra vero anche le illusioni E scaldo la mia fantasia attraversando con passione i caldi ghiacciai della mia pace restando attento a me stesso nei passi all'indietro che la mente mi propone e guardando nello scorrer delle ore sempre avanti verso dove sorgerà il sole Col silenzio stampato negli occhi corro veloce a cacciarmi tra gl'inchiostri quasi a volermi trovare tra le dita quelle giuste parole che potessero parlare di questo mio amore parola dopo parola emozione dopo emozione illuminato dai dolci riverberi della passione cullata dal mormorio dell'anima E Tu bellissima ti ergi Poesia nella tua magnificenza . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 30 ottobre alle ore 18:13
    Agonie

    Grattacieli a sfibrare

    l’agonia del cielo

    Graffi bercianti

    il colore del mondo

    L’uomo scatena

    il suo buio intestino

    alle falde del Cosmo

    si vendica:

    di quel che non possiede

    di quel che non anela

    per sua iniquità

    L’uomo

    sa uccidere se stesso:

    infilza ogn’attimo rappresenti

    quel che non sa essere

    E costruisce grattacieli

    a berciare il cielo

    a piangere agonie del mondo

    a sfaldare il Cosmo

    per un riflesso

    per un sì mai ricevuto

    per un atto d’amore

    mai conosciuto

    E innalza grattacieli

    a sfibrare agonie di cieli

    a scatenare

    il suo buio intestino

    per non amare

    per non conoscere amore

    per non ricordare amore.

  • 30 ottobre alle ore 15:12
    Accadrà...prima o poi accadrà

    In fuga dal mio stesso respiro,traboccante d'insidie e di pensieri, assaporo convinto l'evanescenza del tempo,piegato alla deriva ad annusare nell'aria vibranti sentimenti di festa di stagioni vivaci,inesorabilmente passate, da cui sgorgano ancora cristallini fluidi di nostalgie divenute ancora vividi ricordi. Nel perenne gorgoglìo dell'esperienza fermentata, intingo la lingua arrotata e mai spenta o redenta,a gustare la vita di chi mi corre accanto,proiettato nel viaggio da qui all'eternità,in un futuro che già mi sparla d'essere ogni giorno memoria compagna, sempre nell'erta dei sensi, della solitudine nell'aspettare di raggiungerVi. . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 30 ottobre alle ore 15:09
    Tra chimere e illusioni

    Dono a me stesso prima che al mondo le umili irrequietudini fors'anche le perturbazioni del godere nel mio gioire e del mio vivere le passioni Scrivo parole serene e schive lasciando nel loro dire le tinte schiette e tranquille dei moti dell'anima travagliata dalla sofferenza di volere il bene degli uomini e della Verità Che ne sarà di me e dei miei scritti chiedo al mio cuore stanco di battiti senza ricevere risposta Vado dove mi porta l'anima tra le chimere e le illusioni dei giorni che verranno al pensiero che se dovessi riscrivere ciò che fin'ora avete letto lo rifarei tale e quale per come l'ho già fatto . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 30 ottobre alle ore 15:08
    Dispepsie

    Cammino senza bastone tra i giorni che scompaiono in ogni ieri cercando ancora le più agevoli strade per raggiungermi labirinti di speranze tra gli oscuri meandri del vivere Vivo pieno di fede di affetti e di ricordi di momenti di miseria e nobiltà d'animo isolato dalla circostante Umanità cosciente pellegrino del mio esigente credo fatale incessante spesso faticoso travolto dalla fiumana a lasciarmi sorpassare dall'onda avida d'arenarsi Così anch'io travolto dalle stimmate dei pensieri dispersi qua e là ho da darne conto . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 30 ottobre alle ore 15:06
    Riflessioni di una povera mente (1992)

    Resto dentro le orbite familiari del mio pensare,disteso sulla mente e posando lo sguardo su pericoli indistinti,sprofondati in esauste emozioni con le finestre spalancate,a far entrare la delicatezza del Cielo,il languore della terra,in una parola il seducente mormorio del vivere. Vivo la vita nel quietismo raccomandato dai ricordi d'infanzia,provando a immaginarla diversa,nell'incarnare l'idea di me stesso e recitando rosari nella ricerca del mio Io più profondo,litanie ripetute prostrato in ginocchio,in fronte alla vita,nelle stanze dell'anima,col il cuore a conversare con se stesso. Desideri di pienezza attraversano il mio spirito oscuro nell'incompletezza del mio "Essere" con la crescente esigenza di isolarmi dal mondo e ritrovare il coraggio di soffrire immerso nell'unità degl'intenti e dei sentimenti E mi fa compagnia il buio della mente, illuminata solamente dai riflessi dell'anima, nella storia vissuta senza spade e senza armi, cercando le parole giuste a far valere i pensieri e disegnare ogni giorno nuove maschere di me stesso. E lasciare in eredità echi che parlano di me lungo il viaggio della memoria nel tempo,a insegnare a questo mondo d'andar piano per arrivare sano e anche molto lontano . cesaremoceo proprietà intellettuale riservata Copyright

  • 29 ottobre alle ore 16:29
    Marcel

    Marcel,
    ricordi, quando, spensierati si correva nel giardino fatato della nostra infanzia perduta?
    di quando sognavi d’amore ed io di torpore;
    quando insieme imbattibili eravamo,
    di quando nei nostri sogni c’era solo speranza a profusione.

    Marcel,
    i tempi sono andati; quelle speranze si fanno responsabilità,
    fatiche infinite per raccattare qualcosa,
    mille cuori infranti tra cui il mio,
    mille sorrisi spenti tra cui il tuo.

    Le gioie infinite di bambini leggiadri,
    sono andate via cogl’anni;
    eppure, quell’amaro e dolce ricordo ancora mi pervade,
    come il ieri fosse oggi, tramutato in serietà.

    Ogni tanto mi consolo,
    altre volte, mi ammalo.

    Fosse tutto così facile come al tempo,
    quel tempo che nulla ha tolto se non l’essenza di qualcosa che andò storto.
    Odo rumori lontani che mi appaiano sordi,
    ma quando ti ricordo,
    qualcosa mi abbraccia teneramente,
    come ombre di cose mai dette.

    Ah, la cognizione del tempo la perdo spesso;
    meno male ci sei tu a far ammenda di me stesso.

  • 28 ottobre alle ore 20:51
    Uomo,cosa sei

    Conosci ormai a memoria la tragica monotonia dei giorni che s'inseguono tra buio e luce e esageri d'indifferenza concedendoti inerme allo spirito di questi tempi che lascia cumuli di sconfitte agli angoli dei guai sparpagliati tra gli uomini a lacerare interiorità e cuori Uomo...cosa sei ? . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 28 ottobre alle ore 20:48
    Ogni cuore lo sa

    "ti resta addosso come se fosse pelle, quell'inquietudine mista ad un sorriso che vorrebbe placare ogni tormento" (Paola Bosca) Il mio mare che mi parla raccontandomi di vite e di sofferenze patite meschini guai annegati tra i flutti assieme a brame di migliorie sognate nella vaghezza dell'ignoto Cauto nel trarre conseguenze mi confesso di consueta dignità in sentimenti d'insoddisfazione a celare scrupoli interiori sospinti dall'anima inquieta in schietti singulti della coscienza fantasmagoria della lotta per la vita a cui faccio tributi di riconoscenza E credo in occasioni di maturità che fanno di essa la bellezza del Creato . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 28 ottobre alle ore 15:10
    Promessa

    Frammenti di cielo riflesso

    brillano d' ipnotiche danze,

    una promessa di pace

    che non desidera parole

    ne' amabili assonanze.

    Dunque è qui,

    dinanzi a te

    Oh Mare,

    che il silenzio

    diviene poesia

    da tramandare,

    è sulle tue paterne rive

    che gli errabondi dei

    sognano di poter tornare.

  •  
    A questa vision nasce forte forte il pianto,
    nella notte parigina alta la fiamma avvampa
    di Notre Dame la bella  Cattedrale al mondo
    intero cara da nemico rosso fuoco avvolta
    la svettante guglia e di una volta un tratto
    il ciel abbandonano per crollar giù a terra
    caducità delle cose per un baglior perduti
    secoli di storia ricordi antichi del passato
    forti? No che più forte è dell’uomo la memoria
    che le oggi povere morte pietre vive saprà far
    tornare e la storia che le impregna raccontare
     

  • 27 ottobre alle ore 23:58
    Frammento 38

    Non volevo pensarti
    Ma
    mi pulsi dentro

    Testarda!

  • 27 ottobre alle ore 23:17
    Frammento 37

    T'ascoltavo

    La voce tremante svelava
    timidamente
    desiderio inespresso

    Volevo abbracciarti

    Ho lasciato un mio verso
    sulle tue labbra ancora esitanti

  • 26 ottobre alle ore 17:46
    Graffi...

    Non puoi vedere il mio cuore.
    È nascosto troppo bene.
    Lí in fondo ci sono troppi segreti e misteri.
    Un cuore che ha sofferto e lottato, ma ancora leggero e ricco di emozioni.
    I graffi sono tanti, alcuni troppo profondi, altri sono già guariti, diversi non guariranno mai.
    E tu ci sei in tutto questo. Sottile e pungente. Amaro e dolce. Ma sempre presente...

  • 26 ottobre alle ore 17:44
    Malinconica nostalgia

    Mi chiedo dove ci siamo persi.
    Dove è finita la strada che percorrevamo e che ci ha divisi.
    Il sole continua a brillare, ma in due angoli diversi del mondo.
    Ti rivedo accanto.
    In quella camera spoglia, ma piena di noi.
    In quel letto profumato, ricco dei nostri desideri e delle nostre passioni.
    E la voglia di fare l'amore con te, facendo sesso , mi riassale.
    Il corpo s'infiamma di quel languido tepore a lungo assopito.
    Tutto ciò che ricordo, è un momento di estatico piacere...

  • 26 ottobre alle ore 15:26
    La speranza è il mio spinello

    Solitario e spregiudicato nell'arcaicitá del mio pensare con i pensieri mai certi del loro domani in questo presente talmente breve che in un attimo è giá passato mi accorgo dell'assenza ormai cronica di nuovi eroi nella delusione di questo tempo giá povero di tutto anche di veri uomini E non mi stanco mai di drogarmi con la speranza nell'ardore degli urli acuti emessi dall'anima con i miei scritti a esser effusioni quotidiane chiavi d'accesso all'inconscio soggiogato dai tormenti intrinseche volontà di fantasiosi ingegni coltivati per strada lungo i viali disseminati d'incertezza in cui pensano menti precoci a mitigarsi le sofferenze nella dimensione della fede e ascoltarsi nelle risposte che arrivano dall'interiorità E vivo memorie confuse alla ricerca di un'unica Verità andare oltre i limiti della solitudine patriota amica-nemica dei momenti pallidi e colorati che ammantano le notti e i giorni . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 26 ottobre alle ore 14:10
    Distrutte foreste

    La mano dell’uomo
    sta distruggendo tanta vegetazione
    soprattutto in Amazzonia
    creando tragici disequilibri
    fermiamo questo scempio
    e non roviniamo la natura
    e non favoriamo
    la speculazione edilizia.
     

  • 26 ottobre alle ore 14:05
    Gabbia dorata

    Lievi ed eterei pensieri nella rabbia che può esser d'ognuno raccontano intensità misteriose frantumate in voluttà Sedotto dai silenzi m'acquatto spesso dietro vetri opachi a ritrovar la calma e placare i sussulti del cuore Con i pensieri a fuggire dall'intimità dell'anima scandaglio la mia creatività per scuotere le coscienze al ritmo di versi diversi da declamare in compagnia e celebrare da soli a far da contrasto ai vizi della lascivia che all'imbrunire della vita chiama a sè le notti nere d'ogni tramonto E rinchiudo il cuore nelle celle di lillipuziani moralismi a far compagnia all'anima reclusa con la speranza di far divenire quella prigionia la mia libertà . cesaremoceo Proprietà intellettuale riservata Copyright

  • 26 ottobre alle ore 14:04
    Scalpellature della mente

    Scribacchino esiliato nei versi luoghi di pietà e di pace mi raccolgo e mi disperdo nel pensiero di un futuro nell'ombra convinto che i miei versi saranno letti nel tempo dell'utopia quì spesso la penna vorrebbe cadermi di mano sommossa d'inaridito inchiostro Mi scorgo avviluppato in antichi ceppi a viver ancor di spezzoni d'esteta e di fervorose sensualità adagiate con amore sulla pelle delle parole tra gli occhi timidi della mia diversità E in questi intimi piaceri mi narro entusiasta nell'inquietante realtà che m'attornia . Cesare moceo poeta di Cefalù Destrerodoc tutti i diritti riservati

  • 26 ottobre alle ore 11:54
    Pane e mascarpone

    Filippo mangiava
    pane e mascarpone,
    mentre Nino malediceva il nonno
    che per un vetro rotto
    ci bucò il pallone.

    Berto lanciava le rane dal terrazzo
    mentre Paolino urlava come un pazzo.
    La sua Superga
    sopra un chiodo,
    come Cristo in croce,
    Checco glielo levò
    e la mamma di Paolino
    perse quasi la voce.
    Per lo spavento
    quasi svenne,
    mentre nella casetta di legno
    si tenne
    una riunione importante.

    Era un pomeriggio
    d’estate o d’inverno
    non importa.
    Lì il tempo era sempre lo stesso.
    Si usciva dopo fatto i compiti;
    Berto faceva sempre presto.

    Erano gli anni dove il vento
    soffiava sempre leggero,
    un piccolo mondo
    un piccolo paese dei piccoli,
    il nostro regno per davvero.

    Giocavamo a calcio,
    ci prendevamo a calci,
    ci aiutavamo come fratelli,
    eravamo belli
    per quanto ci volevamo bene,
    per quanto ci divertivamo insieme.

    Tutto questo
    nel nostro cortile,
    poi il sogno si spezzò
    quando a Gabriele venne in mente
    di parlar dell’avvenire.

  • 26 ottobre alle ore 8:03
    Proiettili volontari

    Istinti d'istinto filosofie empiriche che più scavano e più profondi trovano infidi abissi emarginati e eliofobici oltre la soglia di questa gioventù già vecchia da dimenticare se stessa in abbracci mortali . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 16:42
    Campi

    Piangono morenti i campi
    e le foglie
    in un ultimo addio
    lente si mischiano al silenzio
    e scompaiono.
     
    Tra i colori dell’autunno
    ecco il bianco dell’inverno.
     
    (Inedita)
     

  • 25 ottobre alle ore 12:56
    Clausura spensierata

    Sento dentro l'anima il piacere di tradurre in versi tutte le ispirazioni che mi passano per la mente affinche' chi dovesse leggermi colga la fisicita' del mio dire Quella realta' anche spirituale che realizza momenti d'interiorita' e di creazione di prediche scritte e lette e che nella loro bellezza possano divenire ambasciatrici di passioni a durare nel tempo E vivo la mia clausura spensierata in questa eta' ormai strumento naturale per regalare al mondo la mia pace . Cesare Moceo poeta di Cefalù [email protected] Tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 12:54
    La lunga notte di un poeta (dopo la festa)

    Scorrono piano le ore nella notte mentre il buio s'avvolge alla mente e una dolce cascata di stelle discende davanti agli occhi rivolti al cielo Sono qua seduto con lo sguardo perso senza fiato nella gola con la bocca asciutta e la penna in mano che non sa cosa fare "Meglio che vada a fare una bella dormita" mi dico mentre rifletto se andare o rimanere ancora lá a guardare il nulla E mi sento quasi un personaggio scomodo nei miei versi che potrebbero essere fermati e invece scrivo convinto come sono che l'inchiostro della penna gettato su un foglio sia l'unico elisir a esaltare la mia liberta' . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 12:51
    ... e Vui durmiti ancora...

    Mi basta un'immersione d'anima, per veder l'universo (Alda Merini) Mi diletto nel dondolar felice sulle altalene che costruisce il cuore nei suoi angoli di luce soffusa dal profumo di vita e d'amore E occhi torvi strizzano il guardare dissimulando invidie e reazioni guardando sottecchi a far finta di niente a sparlare al mondo d'amori confusi cresciuti in fretta da scarne amicizie o da inutili labili contatti che portano al tacere e all'ansimar di stelle ormai quasi spente nelle illusioni di sospiri profondi e nel piroettar dei sensi Luci flebili incorniciate di grigio candore a illuminar sentimenti e saettar piaceri in perduti silenzi Mi sembra di regalare al mondo la misura del mio imbarazzo quando dinamico e intelligente sento il soffio dell'indifferenza brutale e dissacrante sui miei scritti di luce e di ragione come tali da trasmettere ai posteri E nella furia di quel tormento in contrasto con la mia ironia abdico il mio prestigio e piacere in favore di una nuova era di passioni di emozioni di idee . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati