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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 31 ottobre 2017 alle ore 21:16
    Tra le onde del mio scrivere

    Nel bisogno impellente di credere
    ancora nelle mie capacità

    risate secche e senza alcuna ilarità

    echeggiano amare

    tra la pioggia di paure fredde e sottili
    che mi colpiscono il cuore

    facendo d'alimento
    alle vampate della mente

    mentre in volo

    quasi temendo di sparire
    come fossi in un sogno

    mi libro tra la leggerezza
    delle mie intenzioni

    Con l'anima soffice nelle sue passioni

    e con l'odio per il mondo sepolto
    sotto la mia immensa volontà d'amare

    mi proteggo

    dai pensieri infami e dai tormenti
    che la mia età e le mie colpe

    m'impongono

    E così appagato e consapevole

    m'addormento felice
    cullato dalle onde del mio scrivere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 31 ottobre 2017 alle ore 21:12
    Sei tu, il mio destino

    Vedo il mio viso
    riflesso al di là dei vetri

    tra le ombre
    nel buio della notte

    silenziose e inquietanti
    da far raggrinzire la pelle

    E nel mio sguardo

    perso in quell'oscurità

    mi viene davanti
    tutto il mio passato

    e le cicatrici emotive
    che mi son portato dietro

    a raccontarmi
    nel delirio della mia solitudine

    di quante volte ho salito

    tra le angosce patite

    le cime di monti scoscesi

    per ridiscendere veloce

    e correre incontro
    a onde ancor più vibranti della vita

    nella dolce speranza

    che potessi un giorno
    incontrare il mio destino
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 31 ottobre 2017 alle ore 21:12

    Ci siamo negati tempo per donarlo a chi non ha saputo apprezzarlo. Ci siamo negati molti sogni per realizzare i vostri e abbiamo soppresso esigenze per appagare le vostre. Ci siamo persi e a fatica ritrovati. Ci siamo dannati per capirvi, per seguire i vostri sbalzi d'umore e tutti i vostri capricci. Ci siamo annullati per appagare il vostro ego e non ci siamo sentiti dire nemmeno una volta: "Grazie"! Siamo stupidi?! No! Siamo semplicemente quelli che se amano sanno esserci. Siamo quelli che non contano le lacrime, i sacrifici o le rinunce, ma danno priorità al sentimento. Siamo quelli che troppo spesso vengono usati, feriti e spesso traditi. Quelli che poi una volta voltata pagina nemmeno te ne ricordi più, perché mai hanno contato veramente, nemmeno quando li avevi a fianco. Però ricorda... Siamo anche quelli che vi torneranno in mente il giorno in cui vi sentirete soli, in cui vi sentirete persi e capirete che nella vita non avete costruito niente... E quel giorno per voi saranno caz...i amari, credetemi.

  • 31 ottobre 2017 alle ore 21:11
    Le galoppate della mente

    Perentorie parole
    rivolte all'Essere

    travalicano
    come fiume in piena

    dalla mia bocca
    lucida di saliva

    Mi muovo

    tra ombre vestite di nero
    che brindano

    dentro impazienze e trepidazioni

    trasudando trionfi
    da tutti i pori

    nel loro sentirsi
    indispensabili alla vita

    E così ci bastiamo a vicenda
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 31 ottobre 2017 alle ore 8:38
    Appunti di viaggio

    Le mie stanche vele
    le tue arse rive,
    l'inevitabile deriva.
    Il mio cielo sporco
    il tuo cieco pentirti
    il mio centesimo errore.
    La folle indulgenza
    l'amichevole inganno
    la squallida misericordia
    di lascivi monarchi.
    La tua parola
    la mia condotta
    la statura della verità,
    le semplici differenze
    che ci allontanano.
    Appunti di viaggio
    presi in fretta
    senza pensarti.

  • 30 ottobre 2017 alle ore 20:32

    Se l'amore parlasse solo attraverso il sesso e il piacere, non servirebbero a niente sguardi e parole sussurrate. Se l'amore fosse solo fisicità, non ci resterebbero impresse nella mente quelle risate complici che ci risanano il morale e l'animo. Se l'amore fosse solo uno scambio di piacere, non esisterebbe il sostenersi, l'ascoltarsi e il capirsi. Se l'amore fosse solo un intreccio di corpi non avrebbero senso gli abbracci, quelli che danno sicurezza, quelli che ti lasciano la sensazione di non essere sola/o. Quindi, fatemi il favore, se non conoscete niente di tutto ciò che va oltre il corpo, evitate di parlare d'amore, perché credetemi, non lo conoscete affatto. Se non conoscete niente di tutto ciò che sfiora l'anima, varca il cuore e resta, non professate amore, perché non sapete nemmeno voi di cosa state parlando. Credetemi... Tra il sesso e l'amore c'è una differenza che solo chi conosce l'uso del cuore può comprendere. 

  • 30 ottobre 2017 alle ore 18:48
    Eolo, l'amico dio del vento

    Sempre incontrar ti volevo 
    Del tuo aspetto tanto gioire
    Pensarti non mi bastava
    Potevo io certo morire 

    Ancora non scrivevo poesie
    Come adesso per parlarti
    Di questi miei schietti versi
    La testa colmarti

    Sempre un amico ho avuto 
    Èolo dio forte del vento
    Proprio vero e sincero 
    Tutto con lui sento

    Anche le nuvole incalzando
    Veloce la tua voce mi portava 
    Che come il tuo viso...così dolce 
    Così...pulita mi arrivava 

    Anche le nuvole incalzando
    Stelle infuocate veder mi fece 
    I tuoi occhi ricordandomi
    Così belli vivi e neri...come la pece

    Certa era una cosa sola
    Che tantissimo ti volevo 
    Che tantissimo ti voglio
    Che senza te certo non esistevo

  • 30 ottobre 2017 alle ore 18:22
    Mutazione (Muta Azione)

    Negli anni ribelli
    di ritorno dal tuo oblio
    silente scavi.
    Trivella di tenacia
    mutasti la tua rabbia
    in determinazione
    e adesso hai il sole
    e l'obiettivo in faccia.

    (Il target da centrare
    è il te stesso che tu vuoi)

    Non hai bisogno
    di grandi palcoscenici.
    Il mutamento urla silenzioso
    e solo tu udirai quella liberazione
    che cede il passo all'evidenza.

    Decidi!

  • 30 ottobre 2017 alle ore 16:06
    A luna

    Luna russa...
    Quantu si bbella 
    Com’e so’ mussa

    Luna raggianti...
    Tuttu ‘ddhuci
    Mala pi’ spasimanti

    Luna tunda...
    Grazii a ‘ttìa
    Nuddhu s’ffunda

    Lun’a ‘nchjianari...
    ‘A curpa è ‘a tua
    Smanìunu ì lupi minari

    Lun‘a calari...
    Fini d’a to’ curpa
    Nenti lupi minari

    Luna ‘ccuppata...
    Pi’ nnenti piaci
    Nd'dici bbrutta jurnata

    Luna menza ianca...
    Mai t'vitti
    ‘A rima allura mi manca

  • 30 ottobre 2017 alle ore 15:40
    Mi ricordo

    Mi ricordo che tristezza 
    Se per poco non ti vedevo
    Quello che provavo
    Come tanto mi abbattevo

    Come il cuore mi palpitava
    Le mani che mi sudavano
    Ogni volta che mi ridevi
    Come le gambe mi tremavano 

    Come i miei occhi ti guardavano
    Che vedevano solo te
    Perché eri la più bella
    Che ammaliavi solo me

    Lo sentiva il tuo dolce cuore 
    Che sempre m'apparteneva
    Che batteva sempre per me 
    Che scemo non mi faceva

    Mi ricordo i tempi passati 
    Così più bene ci vorremo 
    S'ancora negli occhi ci guardiamo
    Certo mai più ci separeremo

  • 30 ottobre 2017 alle ore 14:14
    Se plana pace

    Se plana pace
    l’esserti canto, all’apice  
    che ci rese di piuma
     
    sconvolti i passi
    in tangenza che unisce
    lo spazio, qui si schiude
    la chiave - per l’aria.

  • 29 ottobre 2017 alle ore 20:43
    Folate nel cuore

    Scema il calore del giorno

    lasciando il fresco nell'aria
    spinta dal maestrale impetuoso

    Rabbrividisco

    stringendomi nel mio giubotto di paille
    e accelero il mio andare

    capelli al vento a farmi sembrare
    folle nel mio silenzio

    Cammino
    e i miei occhi passano in rassegna

    le immagini sfocate delle creste delle onde
    che aleggiano sotto i gabbiani

    in picchiata a cercare il loro cibo

    E io soffro questo tempo

    che imbratta i vestiti di sale
    e i cuori a cui va incontro
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 29 ottobre 2017 alle ore 20:40
    Il mio desiderio

    Già il mattino libera le ore
    e per le stanche stelle

    giunge il momento
    d'andare al riposo

    Esplodono ora
    i sogni della notte

    in gemiti adorabili

    affacciati alle finestre dell'anima
    tra lo scintillio delle passioni

    e inerpicati fin dove
    possono trovar la realtà

    a far diventar allegro
    ogni ricordo

    Così vivo anch'io
    il mio desiderio
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 29 ottobre 2017 alle ore 20:38
    E non servono a niente le astuzie cercate

    Siamo divenuti canuti innamorati
    ad ansimar di desiderati baci

    nella sofferta freddezza
    dei tormenti della vita

    Ora

    che l'età ha scolorito la nostra forza

    ma non il piacere di ricordare
    l'ormai antica giovinezza

    a nulla vale cambiare vestito

    oppure pelle

    coprendo le infami rughe
    che solcano il nostro vivere

    che il tempo intanto
    ...ci sfiorisce lo stesso
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 29 ottobre 2017 alle ore 20:37
    Tra le oscure paludi delle mie notti

    Ho voluto sempre
    esser casto nei miei pricipi
    e non mai
    qualche volta nei miei versi
    empiendomi lo Spirito
    d'inconsueta arte
    e di giovinezza trasandata
    a ridestar certe voglie
    dai loro stolti letarghi
    E lascio ancor ora la mia anima
    sempre immersa
    tra le paludi del mondo
    e di chi come me insonne
    passa le notti aspettando
    che si riaffacci il giorno
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 29 ottobre 2017 alle ore 20:35
    I miei desideri perduti

    Consacrato dall'età

    ricordo il sole
    e i giorni di quel sole

    che rifulse il mio vivere

    e le ore che percossero
    con grandi tormenti la mia infanzia

    E non mi volto indietro

    né ho più il tempo per voltarmi

    a guardare i desideri perduti
    e le follie che in quel tempo

    li hanno condotti
    al loro triste destino
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 29 ottobre 2017 alle ore 16:39
    Alla pacifica vendetta del brachiosauro

    E tante lodi
    alla pacifica vendetta del brachiosauro
    il ponte d’ossa
    sui turbamenti dell’evolvere.
    Da quintessenza, muto
    il citoplasma che s’espande:
     
    non s’è negato l’atomo alla scienza,
    così una macchia fragile
    rivela che l’essenza
    -d e s o s s i r i b o-
    non è principio, ma un’accoglienza.

  • 29 ottobre 2017 alle ore 13:40

    No, non ho più voglia. Non ne ho più, ho solo voglia di vivere e mantenere alta quella serenità che a fatica mi sono riconquistata. Io non sono il problema di nessuno e nessuno deve essere più un mio problema. Ognuno i problemi li vive nella sua testa, quindi che ognuno si risolva i suoi. Non ho più tempo ne' voglia di pagare cose che non mi competono e mettere ancora a rischio la mia serenità. Ho fatto del "Ci sono" una frase molto restrittiva. Ho fatto del "Ti voglio bene" qualcosa di raro e ho scelto che il mio "Conta su di me" è qualcosa che va meritato e guadagnato. No, non ho più voglia. Non ho più voglia di ascoltare stronzate, di vedere persone che si arrendono per poca cosa, di notare quanto sia più facile ferire che aiutare, giudicare che capire, sbirciare invece che guardare a fondo e soprattutto credere di essere nel giusto senza mai domandarsi se magari è il caso di farsi un esame di coscienza. No, basta... Lasciatemi vivere come voglio, mai mi imporrò presenze che non gradisco, mai mi piaceranno tutti, mai ho preteso di piacere. Andate... E fate in modo che il mio tempo e il mio bene abbiano un senso e un valore per quei pochi che ho scelto. Non preoccupatevi di chi ho attorno... Io distinguo molto bene, anche nella folla, le banali conoscenze da ciò che sono i veri legami! 

  • 28 ottobre 2017 alle ore 20:15

    Date un taglio netto a tutto ciò che vi trasforma in ciò che non siete. Tagliate fili, abbattete muri e andatevene lontano da tutto ciò che non vi permette di essere voi stessi. Non accettate imposizioni, perché il bene non impone ne viene imposto. Non accettate colpe che non avete, nemmeno a fin di bene, perché farvi carico di qualcosa di cui non siete responsabili vi farà solo sentire sbagliati. Non sopprimete il bello che avete dentro, nemmeno per il troppo dolore, per le delusioni, per le paure o per le ferite ricevute... Ma lasciate libere le emozioni e portatele lontano da chi le oscura. Niente può seppellirvi, mettervi in ombra o uccidervi dentro. Solo ciò a cui permettete di entrare, agire e rendervi solo l'ombra di ciò che eravate... Può farlo.

  • 28 ottobre 2017 alle ore 17:58
    Scandito un tuo riverbero

    scandito un tuo riverbero
    nell’incedere deserto
    ogni atomo
    immerso in bozzolo di piume
    mi è tregua nello sforzo

  • 28 ottobre 2017 alle ore 16:42
    I versi del poeta

    I versi del poeta
    non sono cristalli
    che il vento può levigare.
    I versi del poeta
    sono semi che scorrono
    nei profondi solchi dell'universo

  • 28 ottobre 2017 alle ore 12:44
    E poi

    E poi
    le stanche ore,
    dopo l'intenso brivido
    dell'amore.

    Notti seminsonni,
    a rigirare
    nel buio dei sogni,
    con l'insano sperare
    d'infrangere
    lo schermo etereo
    del domani.

    E poi
    l'amaranto violento
    dell'alba incipiente
    si posa sull'io.

    11.01.92
     

  • 28 ottobre 2017 alle ore 12:19
    San Silvestro

    Guarda quante stelle,
    stasera, abbondano nel cielo.

    Sembrano fare a gara
    nel mostrare riflessi
    opalescenti e cangianti,
    nello strano intreccio,
    ai pochi noto, dello zodiaco.

    Il domani, intessuto
    nell'ordito del destino,
    si nasconde, forse,
    tra Plutone e Saturno,
    Bilancia e Leone?

    Vorrei, anzi, pensare
    che nell'umano transito
    nulla s'addebiti
    ai celati influssi
    dei muti corpi celesti,
    e tutto possa esser virtù
    o triste maledizione,
    figlie dell'inconscio
    essere uomini.

    31.12.91

     

  • 28 ottobre 2017 alle ore 12:12
    Eros

    Scivolare
    nel solco umido
    del tuo desiderio,
    sentire
    il pulsare fremente
    che, come onda
    spinta dal vento,
    s'erge e s'asconde.

    Immergermi,
    mescolando gli umori,
    negli anfratti misteriosi
    del tuo essere donna,
    annichilire e perdermi.

    Dal seme dei ricordi,
    interrato nei celati pensieri,
    germoglia stanotte
    immensa voglia di te.

    21.12.1991

     

  • 28 ottobre 2017 alle ore 7:57
    Stasi d'edere

    E poi se vieni
    a portarmi un altrove
    non lasciare spento un cantuccio
    quel giro di parole
    piccola stringa di una luce
    sorretta insieme
     
    una porta-finestra
    in riva al sangue, devi aprirmi
    al ritorno di una città
    che gravita tra sé e sé
    lobo d’un capestro, eppur carezza
    al polso.
     
    Ci si rimane in mente.
    Bisogna viaggiare nell’incoscienza
    delle nuvole, scalee di piume
    da non calcare il peso

    credere a stasi d’edere
    più profonde, sul gelo.