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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 novembre 2017 alle ore 20:47
    Dilemmi... risolti

    Ora
    che sono diventato
    l'anima insostituibile di me stesso
    galoppo bene i miei giorni
    nella speranza di rimediarli
    capolavori di vecchiaia
    E scavalco per amor di pace
    in un gioco di vita ad ostacoli
    i fossi scavati nel tempo
    da frantumate valanghe di delusioni
    seppellendo in essi
    traumi e incubi di una gioventù ombrata
    spettri di un passato ossesso
    ove risuonano ancora
    rauchi brandelli di felicità
    accompagnati da tetre angosce
    e suggestive illusioni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 30 novembre 2017 alle ore 12:00
    Ramosità dell'ombra

    Ramosità dell’ombra
    difforme, increspata.
    Nuvolaglia:
    ci siamo persi.
    Perse le strade
    nel coraggio del salto,
    il logos sulla bocca del falco
    il tuo passo in ascesa
    senza corpo né
    brulle memorie
    dove il bel sogno degli astri
    tuona e sussurra
    perché loro l’Amore
    lo hanno diviso
    in molecole, a pioggia.

  • 29 novembre 2017 alle ore 20:34
    Il nostro coraggio(a mia moglie)

    Maledetto lo scorrere del tempo

    che logora la giovinezza
    e sfiorisce la bellezza

    nutrendo fonti di discordia
    con se stessi

    Io già in là con gli anni

    nei giorni modesti
    della mia ormai sterile vita

    vivo sulla mia pelle
    il desiderio di te

    ...tu Donna...

    mistero senza fine
    della focosa estate
    che avverto nell'animo

    fiore rigoglioso

    cresciuto nei giardini della libertà
    e della ricchezza dei tuoi petali

    setosi al calore del nostro sole

    nel piacere dei tuoi effluvi

    dammi ancora la tua mano
    gentile e lieta

    e assieme proseguiamo felici

    avvolti negli umili veli
    che ondeggiano al vento fraterno
    dei tormenti del vivere

    incontro al nostro Paradiso
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 29 novembre 2017 alle ore 20:32
    Palermo-Cefalù..solo andata

    È stato triste in quel tempo il mio partire
    e gran tormento maritato al pianto,
    mi diede il treno con il suo fischiare,
    nella speranza che dentro al cuor celavo
    d'esser felice al mio nuovo andare.
    Io,solitario e nel dolore avvinto
    a tener testa a questo mio tormento,
    arrivai al tuo mar dalle sacre onde
    e là sentii l'alma mia vibrar.
    M'eran compagni di quell'umil viaggio,
    fede e follia e paura e occhi bassi
    e ancor pensieri di malinconia.
    E col cuor di ghiaccio e con la mente calda
    trovai l'amor e ogni umano abbraccio
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 29 novembre 2017 alle ore 15:08
    Un usignolo zozzone.

    La  luna in ciel ridente rischiara il panorama, sul salice piangente un usignolo chiava, chiava l'innamorata che, piena di languore con voce appassionata gli giura eterno amore.

  • 29 novembre 2017 alle ore 0:19
    Acrostico A

    Accade di sentirti
    Mite assenza dell’aria
    Odore di tatto
    Redimi le rose appassite
    Eppure è tempo di nebbie

  • 28 novembre 2017 alle ore 18:47
    Scienza d'alba

    La tenebra si nutre della luna
    ammanta voci, di lusinghe
    le persuade.
    Nell’aria persa
    un desertico abbaglio è solo l’eco
    di scienza d’alba.

  • 28 novembre 2017 alle ore 6:51
    Le ossa rosa non rispondono

    Va in giro
    con quattro nodi sullo sterno
    sentitamente scarna
    perché nessuno l’avvicini, la ravvivi.
    Non la si muova dalla freschezza scialba
    di anemone da vecchie profusioni.
    Lasciatela mancare, difendere ossa rosa
    dal secondino che l’affianca.
    Altra donna, sorella carnale
    ch’era libella al primo nascere
    poi divenne piombo
    da stravagante dissonanza
    di corpo ancora.
    Tale la respira, ne ha terrore
    e l’ama per la morte che s’accenna
    corimbo schiuso nel sorriso
    da sembrare estasi
    ad ogni morso, l’ombra.
     

  • 27 novembre 2017 alle ore 23:07
    Due lemmi in voce

    mi rendo sconosciuta
    con le pupille basse
    intrisi d'ombra
    due lemmi in voce
    semplici, assoluti
    a pesare
    in silenzio saldo

  • 27 novembre 2017 alle ore 22:17
    'Na grand'artista

    Sto in compagnia di scatti e parole
    in questo mattino di fine novembre

    a goder d'amicizia

    a fiorire e arricchirsi d'armoniose parole
    che accarezzano la mente

    E mentre una sirena d'un tratto risuona
    e l'estro del cuore accompagna il parlare

    m'accorgo lontano di foglie tremanti
    nei rami protesi all'abbraccio furtivo

    a cercare il mio andare

    memori forse del calore
    che le cingeva l'agosto da poco già scorso

    E parlo ai pitosfori e ai pini selvatici

    che pieni di vita adornan il futuro

    e dentro gli arbusti che la loro forza traluce
    raccontano la linfa che il mondo governa

    E Tu

    che vegli tra onde e dirupi
    e altari e gabbiani e orizzonti e passato

    con la gioia nel cuore a ignorare i peccati

    a Te battesimo fu il suon dello scatto

    esigenza del bello che ti porti ora addosso
    qual nenia sorella immensa e infinita

  • 27 novembre 2017 alle ore 22:09
    Sulle tracce delle gioie perdute

    Ho avuto pochi abbracci io
    povero e senza traccia di futuro

    Scalzo e con le toppe nei calzoni

    ho vissuto la mia infanzia
    struggente di legnate

    affondato tra le lame sottili
    di esaltazioni e di tragedie

    consuetudini familiari
    tra rimasugli di pane e chicchi d'uva

    rubati da cassette mendicate

    passando per euforie incoscienti

    e delusioni spirituali
    a spegnere finanche la mia ombra
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 novembre 2017 alle ore 21:24
    Egli è, ad un tempo, ornato e deciso

    Rimango vestito
    del mio profumato sudario

    nel silenzio dell'anima

    a sentire nel cuore il bisogno interiore
    e il suo piacere sublime

    di regalare al mondo le mie idee di vita

    nel pensare diverso

    ch'e' l'unica strada per cambiarmi il destino

    E sprono la mente contro ogni paura
    ricordando a me stesso il mio provenire

    la mia rettitudine d'integrità antica

    che incendia ancor ora l'animo mio plebeo
    e riempie l'orgoglio d'onore e lealtà

    nell'alzare la testa e il coraggio del cuore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 27 novembre 2017 alle ore 21:23
    Oggi il mare

    Oggi il mare

    mi sembra ancor più
    infetto dei miei anni

    in questo maestrale
    misto al ponente

    che impetuoso spira e m'ispira
    con raffiche pungenti

    E mi sento già sazio di sale

    ad ogni folata di vento
    che nel suo festoso saluto

    sussurra melodie e giudizi
    a ricordare i miei versi d'inizio

    non banali ma certo ambiziosi

    a risvegliar promesse
    di un futuro migliore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 novembre 2017 alle ore 21:21
    E fu così che imparai a tacere

    Sensazioni di colpa
    irridono gli attimi di silenzi

    che mi fanno sentire
    la via di mezzo

    tra un gioco solitario
    e un sogno impossibile

    quando m'accosto
    alla quotidiana realtà

    del mio sciupare
    senza alcuna civetteria

    lo svanire del tempo

    E piangono i giorni

    immortalati dagli anni

    e mi portan pian piano
    tra le ombre dei sensi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 27 novembre 2017 alle ore 15:24
    I miss you/Mi manchi

    I miss you in a weird kind of way
    not like some unbearable longing
    keeping me up at night.
    I miss you in the background
    like that first coffee you forget to drink
    or like that book hangover
    you will never really cure
    or like that one special song
    you remember when it comes on the radio.
     
    I hardly ever think about you
    but you are always on my mind.
     
    TRADUZIONE
    Mi manchi in modo strano
    non come un desiderio insopportabile
    che mi tiene sveglia la notte.
    Mi manchi in sottofondo
    come quel primo caffè che dimentichi di bere
    o come quella sbornia da libro
    che non riuscirai mai a curare del tutto
    o come quella canzone speciale
    che ricordi quando passa in radio.
     
    Non penso quasi mai a te,
    ma sei sempre nella mia mente.

  • 27 novembre 2017 alle ore 3:22
    Enigma | micropoesia

    C'è un mistero in me, un enigma;
    l'enigma che anima l'anima mia.

  • 26 novembre 2017 alle ore 20:33

    Quanto siete bravi nel chiamarci "Pazze". Oppure nel dirci che non vi facciamo respirare. Siete bravissimi in questo... Il punto è che dietro a tutta questa vostra bravura nel mostrarvi ingiustamente accusati e quindi feriti, non c'è un minimo di intelligenza che vi spinga a domandarvi se magari siete voi quelli che hanno ecceduto, provando a fare fin troppo i furbi, i finti tonti e magari pure gli infedeli. Non chiamateci pazze quando ci incaz...mo perché spesso quando lo facciamo è perché vi state arrampicando sugli specchi! Aspettate a chiamarci ossessive, guardate prima se non vi siete presi troppe libertà che da "impegnati" non vi spetterebbero! Insomma, noi donne, siamo anche comprensive e spesso se innamorate troppo buone, ma coglione ancora no.

  • 25 novembre 2017 alle ore 20:39
    Camminando... pensando... scrivendo...

    Nell'immenso diletto
    cosparso nell'anima

    immagino un futuro
    in cui si parli di Noi

    e si ricordi nel tempo
    di quanto siamo stati legati

    mia Cefalù

    già nel tuo Essere
    famosa e gloriosa

    Fin da ragazzo
    mi hai dato piaceri

    senza insidiare
    i miei sentimenti

    senza offuscare
    infanzia e passato

    ma divenendo
    il mio mondo da sogno

    in cui permeare
    il sentire interiore

    e i moti del cuore
    in ogni mio amore

    E oggi nient'altro
    mi riempie la vita

    di più del pensare

    ai nostri nomi abbracciati
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 25 novembre 2017 alle ore 20:37
    La salsedine nel sangue

    Infervorato dalle zizzanie
    a voler governare il mondo
    negli attimi d'infelice modernità
    in cui cerco d'esser protagonista della mia vita
    ritrovandomi spesso a far da comprimario
    oltrepasso la soglia delle più intime confessioni
    per sfuggire alla mia solitaria quotidianità
    intrisa da continue riflessioni esistenziali

    Ed è per quello
    che pervaso da una inguaribile nostalgia
    rimango qui da solo
    con il mio Noel
    a parlare al mare
    e ad esso e alle sue onde
    a volte malinconiche e altre gioiosamente allegre
    confido i miei pensieri e i miei silenzi
    in questo vivere con la salsedine nel sangue
    che rende i miei giorni meno angusti.

    Cesare Moceo destrierodoc @
    Con la gentile partecipazione di Lidia Gabriella Giorgianni

  • 25 novembre 2017 alle ore 20:17
    Tra le nude rocce

    Un filo d'erba
    La gioia di vivere

  • Lingue di fuoco nel camino,
    la nebbia fitta fitta alla sera,
    la galaverna sù usci e finestre.

    Bruciano  in casa le candele
    Dal fuoco s’alzano spire di fumo,
    disegni guizzanti e bizzarri;
    subito si consuma la legna
    e di sé lascia solamente
    cenere e tizzoni ardenti.

    Nuda di pelle e di anima,
    profumo d’arancio e mandarino.

    Riscaldami la pelle con il tuo corpo,
    portami oltre la nebbia della sera,
    oltre il freddo nemico alle finestre.

    In silenzio rendi eterno l’istante
    che ci vede assieme accoccolati.
     
    Il fuoco piano si spenge
    ma brucia anima e pelle.

  • Sa di me
    e di te
    l’abito nero
    morbido,
    leggero;
    sul pavimento
    scivola piano
    mentre
    le tue mani
    ardite cercano
    del mio amore
    l’intimità
    fra le nude gambe
    l’una all’altra accoste
    come chiese
    conchiuse.Sì sciocco il mio cuore
    vuoto di parole.

    “Sei troppo vicina”,
    così dicesti,
    distratto
    per finta.
    Tra un silenzio
    e un altro poi
    lento piangesti.

    “E’ vero,
    sono già oltre
    l’arcobaleno…”.

  • 25 novembre 2017 alle ore 13:47
    Sogni e baci

    Ultimamente faccio molti sogni. Succede difficilmente, ma oggi ho potuto trovare un po’ di tempo per un riposino pomeridiano. Camminavo per un bosco con una maschera sul viso, e mi sono imbattuta in un cavaliere bellissimo anche lui mascherato. Lo guardavo con ammirazione e si è tolto la maschera.. era il ragazzo della mia migliore amica! E’ sceso da cavallo e mi ha baciata ed accarezzata.. voglio molto bene alla mia amica, ma quel bacio….!  :)

  • 25 novembre 2017 alle ore 11:59
    Verso un raggio d'ombra mossa

    Disperano alla nebbia
    le tracce dei baci del vento
    sulla memoria 
    di foglie vive. Il destino
    feroce naviga l’inverno
    a vele ammainate
    nella notte rovente.
    Su ogni rotta il muto orizzonte 
    e s'ostina solo scheggia di remo
    verso un raggio d’ombra mossa.

  • 25 novembre 2017 alle ore 11:57
    e poi uno schiaffo

    e poi uno schiaffo
    di sangue sulla neve-
    chiede perdono