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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 30 novembre alle ore 11:04
    Solitudine

    Nonostante l’allegria
    delle luminarie natalizie
    mi sento solo mentre cammino
    sulla strada del mio ritorno
    forse non c’è un motivo
    per questa tristezza
    che mi accompagna
    cerco di non pensare
    e spero di superare
    ed affrontare meglio
    la mia vita.
     

  • 29 novembre alle ore 23:35
    Haiku

    Ne avevo voglia
    Ho bevuto un buon vino
    Fuori c'è freddo

  • 29 novembre alle ore 20:46
    Il risorger del giorno

    ...ma guarda intorno a te,che doni ti hanno fatto...ti hanno inventato il mare...meraviglioso (Domenico Modugno) E lo godo tutto per me questo giorno felicemente allegro che ristagna i suoi colori lucenti e vivi nell'aria frizzante del ponentino fragranza universale che trascende i sensi e seduce i cuori Sotto di esso annaspa il mare davanti ai miei occhi peperini ad amarmi e morirmi dentro silente nel rumore giovane delle onde che donano al mio vedere stupori di conforto in quella nitidezza che par scorrere di vita E quì si perde il mio spirito ribelle tra le nostalgie del vivere nelle tenerezze che emana l'anima ora completamente nuda e spogliata dei suoi sfuggenti tormenti nel desiderio vivo e senza tempo di voler risplendere per sempre . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • Ogni volta che ripercorro le strade della memoria
    cor mio s'accende e si spenge ad intermittenza:
    or palpita, trema, freme or vibrante è...perdendosi
    nel vorticoso flutto dei ricordi di vita, arcani e ben conservati
    o in personificate, variopinte immagini ed idilliaci flash-back,
    in dolci e suadenti suoni
    o nell'accattivante brusio di voci amiche,
    in remote profondità di luce: fonti di viva gioia!
    Ogni volta che ripercorro le strade della memoria
    cor mio s'accende e si spenge ad intermittenza:
    e quanti sussurri, e quante scosse o travagliati ondeggi,
    e quali forti emozioni
    così selvagge, quasi salvifiche...perdendosi
    prima ma poi ritrovandosi con la sua propria anima,
    ed inconsapevolmente ricongiungendosi ad essa, dopo il viaggio;
    è bellissimo tutto ciò: oh sì, quanto lo è veramente...
    di fantastica, sincera beltade!

    Taranto, 17 settembre 2012.

  • 29 novembre alle ore 8:43
    La libertà di vivere

    Inariditi pensieri martellano il cuore provato quasi a fargliene perdere i battiti e emettere sconsolati guaiti che ben si accordano con i rintocchi asciutti del pensare Vado stantio e smarrito nel cammino del mio fervore col fuoco invisibile dell'illusione a travolgermi in cupe trame cloni di sensi di colpa che vanno al di là dell'anima nel ticchettio del silenzio a scoprire lo spirito ribelle che mi rende libero di vivere Or che le luci son tutte accese trasfondo questo mio sentire nell'arguta solerzia di perseguire vittorie come raggi di fede a irradiar la mia strada d'immortale splendore e m'avvio tranquillo per sentieri d'aurore e tramonti a cercar quel che amo qual spontanea speranza emozione e candore a frenare e calmare gli astrusi tormenti del mio mondo interiore . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 29 novembre alle ore 8:41
    Palermo-Cefalù..solo andata

    È stato triste il mio partire e gran tormento maritato al pianto mi diede il treno con il suo fischiare nella speranza che dentro al cuor celavo d'esser felice al mio nuovo andare Io solitario e nel dolore avvinto a tener testa a questo mio tormento arrivai al tuo mar di sacre onde e là sentii l'alma mia vibrar M'eran compagni di quell'umil viaggio fede follia paura e occhi bassi e ancor pensieri di malinconia E col cuor di ghiaccio e con la mente calda trovai l'amor e ogni umano abbraccio . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre alle ore 23:29
    Haiku

    Ulula forte
    Non è un lupo affamato
    È il vento del nord

  • 28 novembre alle ore 23:11
    Haiku

    Il vento ulula
    Non riesco a prender sonno
    Amo pensare

  • 28 novembre alle ore 22:06
    Frammento 49

    Eri bella
    Ed ero affascinato da te
    Poi, hai tolto la maschera...

    Il carnevale è finito!

  • 28 novembre alle ore 12:58
    Giorni d'autunno

    Passa leggera la brezza seducente armonica virile tra le pieghe soffici della spiaggia sorridendo felice ai granelli di sabbia silenziosi e svolazzanti a rappresentare idolatrie del cuore sfiorate da quel lieve soffio Il vento gioca dolce e allegro col mio viso solcando con bonaria pietà le rughe vaneggianti consapevoli della loro vecchiaia E onde placide sublimati specchi dell'azzurro del cielo vivono riflesse negli occhi nel mio sguardo cosparso di miele Scorre così il mio tempo elegante e frizzante fin quando il tramonto si sveglia dal suo inerte torpore a sorprendermi di piacere avvolgendo di buio e d'amore le trasparenze del giorno . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 28 novembre alle ore 12:57
    Il sublime rumore delle catene

    "Non credete a nulla di ció che ascoltate e solo alla metá di quel che vedete" Ah quanto é bello star da solo a stuzzicar lo spirito vagabondo e far viaggiar l'anima dentro il mondo delle passioni ! E così nella fantasia ci s'inventa una nuova vita semplice e innocente dove immergersi e piacersi Lá in luoghi allegri e affascinanti anche se la mente barcolla si resta segnati nella felicitá dalle pulsioni del cuore capaci di creare una catena di battiti uniti tra loro da profondi sentimenti sopiti e risvegliati forse dalla gioia di voler amare . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre alle ore 12:50
    E per questo...che scrivo

    "Nel breve relax quotidiano( quando non ordisco pensieri come te )ti leggo, faccio un respiro e disseto la mia arsura." (Aurora Rinaudo) Nacqui nella polvere e nella povertá sballottato tra il maestrale e lo scirocco tra i soffi freddi della fame e i venti caldi della dignitá all'ombra di un indaffarato orgoglio a inveire contro la tirannia esotica dell'invidia e del suo tanfo dolciastro che infettava la mente agli uomini incapaci di trovare l'equilibrio che accontentava tutti Nacqui dentro la puzza di marcio arruginita in quell'orgoglio putrefatto che copriva l'innocenza dell'infanzia e svuotava i cuori e le anime Piaghe a trascendere quella comprensione che nessun pianto è riuscito mai a guarire É per questo che scrivo . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre alle ore 12:48
    La terza scala

    ...e mi trovo nel mio Essere,io picciutteddu di sutt'o marciapedi abituato fin da piccolo a sedermi 'nto scaluni...(Cesare Moceo) Qua son solito sedermi davanti casa mia a contemplare con aria vagamente serena il via vai dei gabbiani nel fruscio del vento tra l'eternità degli alberi la mia voglia di scrivere e gli occasionali colloqui con qualche bella persona intenta a immortalare bellezze splendori e fragori del sole il tutto ad agire sui miei sensi e farsi varco nella mia interiorità E ricerco con attenzione quei lampi di cortese interesse con il loro tumultuare nell'atmosfera di quiete che traspare nelle mie fattezze per accendere le fiammelle dei lumi dell'intelletto nella mente ingombra del suo stesso sapere non ancora opacizzato dalle nebbie dell'imbecillita' nell'oblio delle verità perdute . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 27 novembre alle ore 23:35
    Frammento 48

    Ho sondato la mia
    anima...

    Ti cerco

  • 27 novembre alle ore 23:34
    Frammento 47

    Non posso usare
    le parole
    Leggi nel mio sguardo

  • 27 novembre alle ore 23:33
    Frammento 46

    È bello guidare
    di notte
    Il desiderio di te
    fluisce nelle cellule

    Penso le tue labbra carnose

  • 27 novembre alle ore 23:32
    Frammento 45

    S'è fatto tardi
    Aspetterò l'alba
    per sognare la nuova notte con te

    S'è fatto tardi
    Vedo le prime luci

  • 27 novembre alle ore 23:31
    Frammento 44

    Tastai
    con la lingua
    la tua voglia di vivere

  • 27 novembre alle ore 10:03
    Raffiche d'inferno

    In fin dei conti a noi che importa
    non sono figli nostri
    quei mostri trucidati
    né parenti quegli uomini traditi
    nella terra loro.
    Non sono orfani degli italiani.
    Non sono nostre madri, né sorelle
    non sono figlie
    le donne che combattono,
    soldate nella notte,
    puttane
    nel mondo mascherato.
    Che importa siano nostre invece
    le armi di sterminio
    e nostri
    i silenzi d'impotenza.
    Bastino spalle alzate
    che tacciano un sorriso
    mentre si torna
    dove i bambini dormono.
    Le madri ai fuohi, dentro le cucine
    e le sorelle intatte ad asciugar stoviglie.
    Le figlie sul divano
    con un libro, se va bene.
    Tutti seduti
    a tavole imbandite
    in loculi blindati,
    per tener fuori con muri e sbarre
    raffiche d'inferno.

  • 27 novembre alle ore 9:41
    dal Tago il doppio

    dal Tago il doppio
    tonfo dell’inquietudine-
    l’onda sul Tevere

  • 27 novembre alle ore 9:38
    Una carrucola in angolo d'orto

    Una carrucola in angolo d’orto
    cigola d’ombra. La ruggine sembra
    memoria postuma di sole, membra
    battute al tendere d’un tempo torto.

    Conserva il pozzo d’acqua sorta intatte
    stille che s’alimentano di luna
    e l’odore di muschio che t’aduna
    la notte avanza dal muro di latte.

    La lingua di basilico e di menta
    dura s’è fatta dolce, lastricato
    lo sterro, il ferro dell’aratro stenta

    dietro l’asfalto, ottone lucidato
    che brilla senza fuoco e ti rammenta
    nostalgiche scintille di passato.

    Sonetto ABBA CDDC EFE FEF

  • 26 novembre alle ore 14:00
    Il cancro,all'improvviso

    D'un tratto m'è sembrato d'esser sfuggito ai miei giorni quando hai abbattuto d'un sol colpo il mio sorriso con gli effluvi della tua intima superiorità e lasciato in me dubbi incoscienti a dar sospetti ai pensieri senza che ti abbia interessato la sorte della mia anima e facendo divenire all'improvviso la vita mia solo un momento della mente E ho dovuto pensare a certe altre menti intelligenti che ti sorridono sol perchè hanno l'abilitá di nasconder ciò che si potrebbe vedere sentendosi pure migliori riconoscendosi illusi nella finzione del tutto e scrivendo il loro romanzo ancor prima d'averlo vissuto indossando per altro abiti eleganti di corte per accettare tranquilli la falsità della loro vita interiore Io invece pur nell'inquieto terrore che si era trincerato fin dentro i miei occhi ho voluto essere delicato con te senza dispiacerti e non ho provato nè rabbia nè trasalimenti o afflizioni solo per il fatto che avevi scelto me convinto com'ero che la tua storia non doveva avere alcuna importanza e che in ogni caso la tua redenzione futura era cosa certa . Cesare Moceo poeta di Cefalù

  • 26 novembre alle ore 13:58
    Essere

    Cosa resta da dire di me ? Nulla ! Soltanto che soffro impaziente la mia eterna adolescenza . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 26 novembre alle ore 13:57
    Tra abissi e miasmi

    Fisso con le parole ciò che il giorno reca alla mia anima intorpidita in quel sentirmi un errore che accompagna i disagi della mente Vago senza meta sperduto nel mio labirinto di stantìa calma e dolce quiete tra spegnimenti d'astri e stelle cadenti brividi finti e bugie festanti dove ciò che io sono più non mi sento E mi restano appiccicate nel pensare le larve dei declivi su cui s'inerpicano i pensieri vestigia sporche del mio sapere dubbi dei profondi abissi dentro cui scivola la mia coscienza E mi perdo implorante d'abbracci di vita fra i miasmi della mia intimità . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 26 novembre alle ore 13:51
    Altra cosa è la felicità

     
    Al tempo che rimane
    affido il senso d’una vita vaga,
    il sogno mio da scartocciare
    tra stille pregne di sudore.
     
    Toccare un cielo sereno,
    comprimerlo tra queste mie mani
    e sentire l’odore che fa.
    Soltanto ciò, non oso di più…