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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 febbraio alle ore 19:43
    I miei occhi ti cercano

    I miei occhi mi chiedono di te
    nel silenzio,
    nel vento,
    nello smarrimento,
    nell'ascolto della voce
    del tempo trascorso
    e del tempo che deve accadere,
    i miei occhi dentro ai tuoi
    vogliono cadere,
    chiedendo di essere
    un'unica entità
    che la sera vuole guardare
    all'orizzonte
    quel paradiso dimenticato
    tra gli alberi e le ombre selvagge.
    I miei occhi ti cercano,
    perché hanno visto
    notti senza stelle,
    assenze pungenti,
    campi sterili senza piogge.
    I miei occhi cercano ovunque
    quel tuo sguardo d'incanto
    dentro il quale vogliono posarsi.

     

  • 28 febbraio alle ore 19:16
    Vecchia Giornata

     
     
    Il vecchio saggio dice
    Per colpa
    di una luna svogliata
    sere senza luci
    Scivolano verso il mattino
    E pian piano si dissolvono
    Nel bagliore
    Della prima luce
    Tra canti e voli
    Di rondini e uccelli.
     
    La nebbia si dissolve
    A giorno inoltrato
    E sale con le preghiere
    Della gente umile
    Che popola pianure
    E colline di questi posti.
     
    I pensieri si affollano
    Nella mente dell’uomo
    E ad uno ad uno
    Sfumano dalla memoria
    Sotto la dura fatica
    Della prima luce.
     
    Dalla finestra
    Della vecchia casa
    Un pezzo di cielo
    Unica ricchezza
    Del contadino
    A cui affida i desideri
    Per un nuovo giorno
    Non prima di aver letto
    Il brontolio del tempo
    Che si fa sempre
     Più breve e graffiato.
     
    Attraversa l’uomo
    Mulattiere a rischio
    Ancora prima dell'alba
    E tra sorrisi e lacrime
    Uccide i suoi sogni
    E così non è felice
    Nemmeno quando
    È seduto vicino ad un fiore
    Durante la pausa
    Di mezza giornata.
     
    Alla sera scende
    Il venticello fresco
    Sulla pelle e sul paese
    Soffocato dal caldo
    E nemmeno l'armonia
    Per il diminuito frastuono
    Dei grilli e cicale, ravviva
    La gioia di fine giornata
     
    Volano ancora
    Rinnovate preghiere
    Nel vento della notte
    Ed una pioggia di speranze
    Nutre l’arrivo dei giorni futuri.

  • 28 febbraio alle ore 18:48
    Uomo D'aprile

     
    È aprile…
    Dal bel dolce dormire
    Per quel pesce di mare
    Che vive nello stagno
    Del disagio sociale
    Come un uomo a metà.
     
    Graffia i giorni scialbi
    Nella danza futura
    E nel tempo che avanza
    Come l'acqua alla foce
    E rimanda alla notte
    Barattando la luce
    Di eclisse sicura.
     
    Si affida al Divino
    Quell'uomo d'aprile
    Ignorando la fede
    E l'amore per Dio.
     
    Aspetta il miracolo
    Su di un vassoio
    D'oro e d'argento
    Ignorando il perdono
    Pur senza pregare.

  • 28 febbraio alle ore 18:24
    Noi uomini

    ...mi chiedi di frugare,

    a mani nude fra la polvere

    di stelle precipitate

    insieme alle bombe,

    difficile trovare l’amore

    di un momento prima,

    quando l’urlo del cielo

    accompagna pianti e grida.

    Eppure è proprio lì,

    in quel mucchio di detriti

    e polvere ,che bisogna cercare

    la ragione... che non c’è!

    La ferocia del non palare,

    e il sangue acre e raggrumato

    di cuori spenti

    e mattoni di anni di sacrifici

    e ancora...dolore.

    Sembra non finire mai la sofferenza

    su questa amara terra!

    Noi uomini!

    Luciano Capaldo

  • 28 febbraio alle ore 15:13
    Frammento

    Non cerco rime
    per dire
    no alla guerra

    Io amo cantare
    la bellezza
    Inneggiando all'amore

  • 27 febbraio alle ore 19:54
    Sulla terra

    Sulla terra si allungano
    le ombre degli uomini
    con la spada,
    il cielo torna a piangere
    dietro le nuvole,
    gli angeli non riescono
    ad aprire le proprie ali,
    i tuoni si avvicinano
    per coprire le parole
    di dolore.
    Sulla terra si diffonde
    il passo sbagliato
    degli uomini,
    i peccati sono andati
    al di fuori degli specchi,
    la speranza è dentro
    un richiamo alla vita,
    il potere e la conquista
    distruggono ogni forma d'amore.

  • 27 febbraio alle ore 18:45
    Cuore Mio

    Cuore Mio Cuore mio tu quanto hai ancora da soffrire? Ne avrai ancora di tempo, tempo che giungerà lento e giudice col suo sguardo fisso e freddo, contando tutte le tue lacrime! Piangi nella consapevolezza che non si guarisce mai dal profondo dolore, poiché non ha fondali. Piangi perché hai quel sentimento incompreso! Abbandonato nel lenzuolo tinto di duolo e unto di tribolo, sei avvolto nelle sue perle non sagge e confortevoli che assillano il tuo cuor affranto. Se puoi ascoltali ma non accettarli, per sentirli nell'essere infierire contro il cuor ammalato. Oh cuor malato, non si è mai convalescenti dalla sua essenza amara mentre muta nelle sue forme più originali per far male dentro. Povero cuor mio rialzati dall'oblio e da quel che ha in serbo per te, ma vivilo, vivilo ma con dignità!

  • 27 febbraio alle ore 18:10
    Vera Pseudoutopia

     
    La dove gli occhi perdono la luce
    Abita il credo per l’uomo scettico.
     
    In un non luogo
    Senza tempo
    Privo di spazio
     
    Senza giorni
    Privo di sere
    Vuoto di notti.
     
    Non esisti!
     
    Non hai corpo
    Sei anima
    Hai la perfezione.
     
    Cerco
    Frugo
    Ti troverò
    Ti vedrò
     
    In questo
    Non tempo
    Non luogo
    Non spazio.

  • 27 febbraio alle ore 12:06
    Inquietudine

    Non basta uno squarcio d’azzurro
    tra nuvole poste sul piede di guerra,
    sorde al richiamo di spostarsi un po’,
    determinate a completare l’opera.
     
    É l’inquietudine di questi tempi,
    la paura di aver paura della paura,
    del declino dei valori umani
    che pure è palese, è sotto gli occhi.
     
    Nei giorni in cui tutti protesteremo
    per una guerra che offende il mondo,
    terre e cuori non subiranno sismi.
     
    Ci apriremo in un grande girotondo
    e in mezzo metteremo gli sciacalli
    e li derideremo e li consumeremo
    tra i fumi più densi dei loro orrori.
     
    Poi, forse, quello stesso squarcio
    si tramuterà in cielo, mai così atteso.
     
    *
    Stesura 2009
     

  • 26 febbraio alle ore 22:35
    Tra fiori di pietra

    I corpi sparsi tra i fiori di pietra hanno
    le stesse sembianze dell’uomo preda di belve
    prima che la bandiera dell’antropocene
    avvolgesse cielo e terra.
    I lineamenti cancellati nell’ultima carezza di sangue
    sono uguali a quelli del fratello portato
    a morire in una campagna della genesi.
    Oggi, l’uomo non ha niente di cui dirsi uomo
    se non sa spegnere questi fuochi malati
    e imbottirsi di armi pacifiche
    tipo il pensiero la parola
    l’impuntarsi sulla pace.

  • 26 febbraio alle ore 19:35
    Nell'impronta dell'immaginazione

    Nell'impronta dell'immaginazione
    vivono in noi personaggi che scavalcano
    ogni giorno qualche confine,
    arcani cancelli e pergolati
    che separano le fantasie
    dalle reali giornate.
    Questi assurdi personaggi
    si mimetizzano momentaneamente,
    quando sfociano
    dalle profondità della nostra mente;
    si fanno persone, si fanno presenze,
    raccontano storie fuori dal tempo,
    dipingono luoghi che possiamo vedere
    solo nei nostri sogni migliori,
    in una memoria onirica che si ripete
    quando perdiamo il controllo.
    Le verità che ci portano
    sono come un risveglio,
    ma non ci badiamo più di tanto,
    fino a quando riscopriamo noi stessi
    tra i loro passi lasciati a metà
    sotto archi segreti,
    dove sono disegnati
    sconosciuti astri illuminati.

     

  • 26 febbraio alle ore 18:22
    Una Volta Vi Era

     
    C’ero io
    C’eri tu
    C’era il cuore.
     
    C’era una volta il cielo
    Non vi erano le nuvole
    Il sole era libero
    Di riscaldare
    Disegnava le ombre.
     
    C’era una volta la luna
     In compagnia delle stelle
    I sogni dipingevano gli amori.
     
    C’era una volta il sole
    Con le nuvole carceriere
    Regnava la tristezza.
     
    C’era una volta la luna
    In compagnia delle stelle
    Mentre le nuvole
    Oscuravano tutto.
     
    Mancavano i sogni
    Mancava l’amore
    Ed io ero triste.

  • 26 febbraio alle ore 17:12
    Cercando le ombre

    Un giro di giostra
    mi lascia sospesa
    dentro una scena irreale,
    leggera, incantata.
    La ragione apre gli occhi
    alla fine del giro,
    cercando invano di illuminare tutto,
    anche dentro un cielo nero.
    Non posso iniziare a parlare
    se nessuno vuole ascoltare,
    posso solo guardare in silenzio,
    amare nell'assurdo
    e portare l'amore fin dentro
    le ossa, il respiro, le vene,
    cercando le ombre
    per conoscermi bene.

  • 25 febbraio alle ore 21:38
    L'incanto dei libri

    L'incanto dei libri che raccontano storie,
    pervade d'istinto il mio cuore.
    Fiabe, favole e leggende,
    poesie, romanzi e biografie,
    riecheggiano spesso nella mia mente.
    L'odore della carta mi nutre il respiro,
    la carta sembra quasi la mia seconda pelle,
    quando sfioro i fogli e le pagine giro.
    I libri mescolano realtà e sogni,
    contengono verità segrete
    che si celano nei giorni,
    ma se le ricerchi bene,
    in poco tempo si fanno scoprire.
    I libri vivono tra gli scaffali
    di chi sa a fondo guardare.
    Nell'inchiostro delle parole
    ci sono idee e mille voci
    che parlano, narrano e descrivono
    quello che non vediamo sotto i cieli.
    I libri sono come antichi saggi
    che insegnano a guarire,
    facendo viaggi assurdi e piccole follie.
    I libri sono preziosi,
    oggetti magici
    che all'anima danno rivelazioni.

  • 25 febbraio alle ore 19:21
    SAREBBE POSSIBILE

    Sarebbe possibile un mondo
    dove l'uomo non fa la guerra?
    Sarebbe possibile in un mondo dove
    il colpevole, avido di potere,
    se ne andrebbe via lontano
    e lascerebbe vivere l'innocente
    nella sua libertà di uomo giusto.

  • 25 febbraio alle ore 19:16
    Ovunque si posa una preghiera

    Ovunque si posa una preghiera,
    si posa sul mio pensiero
    di essere umano,
    sul mio essere nell'esistenza
    tra il sentire l'infinito e il finito,
    che arriva a toccare
    le pareti di pietra
    della mia stanza segreta,
    in cui mi rifugio ogni sera.
    Si posa il dolore
    nelle lacrime sul viso,
    si posa l'amore
    in un abbraccio silenzioso,
    dove si depone ogni difesa,
    ogni parola.
    Ovunque si posa una preghiera
    ed il chiaroscuro
    di una presenza divina.

  • 25 febbraio alle ore 11:58
    L'ira

     
    Una folata di vento
    Una pioggia impetuosa
    Un fiume inquieto
    Si gonfia
    Straripa
    Fa perdere la memoria
    Ad un mare silente
    Scuote il vulcano assonnato
    È un pensiero impazzito.

  • 24 febbraio alle ore 19:35
    Una preghiera

    ...chi adesso pregherà di più!

    Nessuno di noi è in pace,

    protestiamo contro la guerra

    credendoci migliori ...

    no, non è così!

    Della pace in noi manca

    evidentemente

    la consapevolezza, così

    nulla si può fare

    per evitare la guerra.

    Allora, preghiamo!

    Egoisticamente, preghiamo

    e pregherà di più il soldato

    per le sue cicatrici

    pregheranno di più i bambini

    nella loro devastante innocenza

    pregheranno di più vecchi e donne

    pregherà di più perfino il guerrafondaio

    perché possa sconfiggere il suo nemico.

    Nell’esercizio della preghiera,

    esiste, invece, la certezza

    ch’ essa, sia lo strumento più potente.

    L’unico che ci rimane

    Respiriamo la preghiera,

    e suo mezzo,

    per non morire

    per affondare ogni guerra.

    Luciano Capaldo 

  • 24 febbraio alle ore 18:50
    Parlami, scrivimi, raccontami

    La mia esibizione richiede
    una piccola attenzione,
    sono come la carta jolly,
    acquisto un certo valore
    in base ai giochi,
    entro in scena soltanto
    in alcuni casi.
    Guardami nei silenzi,
    parlami con parole che posso,
    poi, tenere nel cuore,
    puoi anche scrivermi
    per raccontarmi il profilo
    di ogni nuvola che vedi
    dal tuo balcone.
    Raccontami dei tuoi cieli interiori
    e di tutte quelle volte
    che sei vicino al mare
    e da una brezza
    i pensieri e la pelle
    ti fai accarezzare,
    raccontami di me,
    di come mi ricordi,
    raccontami di quel volo
    disegnato nell'anima
    che mi donasti.

  • 24 febbraio alle ore 18:49
    Nel mio sguardo innamorato

    Conosco i nomi delle stelle,
    ma sono incompleta nell'universo,
    conosco le strade,
    ma nel vento perdo
    la mia direzione,
    conosco le parole,
    ma mi smarrisco
    nel silenzio dell'altro,
    mi riconosco nell'amore
    e dall'odio mi sottraggo.
    Conosco del mare
    il suo portare lontano,
    ma nelle sue acque
    non so nuotare,
    conosco l'importanza
    di ogni respiro,
    sono tornata a sentire la vita
    in ogni poesia e in ogni segreto,
    sono triste e felice
    nel mio sguardo innamorato.

  • 24 febbraio alle ore 18:16
    Viaggiare In Due

     
    Io coppia
    Tu coppia
    Noi coppia
     
    Il fato ci ha uniti
    Dio pure
     
    Cosa c’è da fare
    Camminare
    Viaggiare
     
    Per godere
    Il sapore della vita
    Senza farsi male
     
    Per vivere
    Non soffrire
    Non morire

  • 24 febbraio alle ore 18:12
    Vicini E Lontani

    Le nuvole oggi
    Abbassano il cielo
    Ed il tempo su di me.
     
    Ti sento vicina 
     
    Uno squarcio di luce
    Penetra il grigio
    E tu ti allontani.
     
    Io sono qui
    Tu sei lì
    Siamo lontani.

  • 24 febbraio alle ore 18:10
    Viaggio Nell'ignoto

     
    Il buio racchiude in sé
    Il silenzio speso nei respiri,
    Quel silenzio che scava dentro.
     
    Riconosco la voce del vento
    Quel grido disperato
    Che spettina gli alberi.
     
    E tu parli nella sera
    Ad un cane smarrito
    Di orizzonti ancora ignoti;
     
    All’uomo dall’impenetrabile destino
    Che ignora ancora l’incanto dei colori
    E sogna scintille d’Infinito;
     
    Che vive e parla di sera
    Con Angeli silenziosi
    Dei segreti della natura;
     
    Che fruga nel nostro tempo
    Dall’Aurora al Tramonto
    Tra una pietra e l’altra;
     
    Le meraviglie dei colori
    Nei campi nudi e fumanti
    Ed un sole morente all’Orizzonte;
     
    A quell’uomo che sogna
    E che viaggia nell’Ignoto
    Per trovare certezze nella vita.

  • 24 febbraio alle ore 18:08
    Viaggio In Due

    Il vento scuote il mio sonno
    Nelle notti color sangue
    E nella mia solitudine
    Mi tengo compagnia
    Con gli attimi senza tempo.
     
    Mentre tu
    Nostalgica speranza
    Mi sei sempre a canto.
     
    Nel cielo della sera
    Si disperdono gli anni
    E la nuova notte
    Mi ridona il mio giorno
    Che mi congeda dai vicoli bui.
     
    Nello spazio che mi circonda
    Anch'io mi metto a cercare
    Nel paesaggio solare
    Quel fatidico giorno
    Vestito di giallo ginestra.

  • 24 febbraio alle ore 11:49
    Artemidoro

    Artemidoro

    Risuonano i canti delle fate
    mentre i platani tessono i venti
    e i tuoni cercano la casa dell’oracolo.
    Pith, sveglia nella radura della roccia,
    vede un ora del Tutto,
    dell’Io sconosciuto.
    Lei chiama al sole quieto delle ore
    fra i passi fuggenti di cammini perduti
    e il sussurro di turbinii lontani.
    Sarà una Pietra l’apice del respiro
    mentre spaura il peso dell’esilio?
    Che sia germoglio di fenice,
    che sia catena aurea,
    che sia il Nome,
    il nome dell’Uno.
     
    A Te che ami il respiro sacrificale
    la freccia del tuo amore nutra il sangue.
     
     

    Artemidoro

    Resuenan cantos de hadas,
    mientras los plátanos tejen los vientos
    y los truenos cercan la casa del oráculo.
    Pith está despierto en un requiebro de la cueva,
    ve una hora del Todo,
    del Yo desconocido.
    Ella llama en el sol quieto de las horas
    entre los pasos huyentes de caminos perdidos
    y el sibilante huracán lejano.
    ¿Será una piedra el ápice de la respiración
    mientras aterra el peso del exilio?
    Que sea gérmen de fénix,
    que sea cadena áurea,
    que sea el Nombre,
    el nombre del Uno.
     
    A Ti que amas el respiro sacrificador
    la flecha de tu amor nutra la sangre.