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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 28 febbraio alle ore 7:48
    Il colore dei suoni

    Il battito d’ali di una croma
    si posa lievemente
    sul letto adamantino 
    della notte

    Ogni fuga
    si apre a ventaglio 
    colorando il tetto scuro
    a ruota di pavone

    È musica
    questo girotondo cosmico
    che prende i sensi per la mano
    e dolcemente li conduce
    sull’arpeggio che sale

  • 27 febbraio alle ore 21:29
    Un bianco d'Africa e di polvere

    La cattedrale è polvere nel firmamento
    possiamo solo pensare che finisca
    poi
     
    una campana suona
    specialmente per chi non l'ascolta,
    siamo già via lungo una vita
    lungo i visi che non abbiamo conosciuto
     
    Agavi e corpi nodosi, piante africane:
    hanno un'anima diversa
    le tue dalle mie
    hanno un sale che brucia, un sale forte per riserva
    La calce, anche... da te è più bianca
    lo è sempre stata:
    toglie la vista; toglie la cognizione
    di chi siamo
     
    E spegne il tempo
    quel bianco
    intollerabile e morboso
     
    diventa lento, uguale a sé
    non si lascia prendere dai rintocchi
    Non si ripete
    e ci ha ingoiati
     
    ci ha già fatti sparire

    (poesia edita in "Canti di carta", Fara editore 2017)

  • 27 febbraio alle ore 19:25
    Cantico nuovo

    Come una preghiera
    un cantico nuovo
    per festeggiare l’alba,
    i suoi colori,
    il trillo dei fringuelli
    appena nati.
    Quale visione
    di ali incandescenti,
    quale ebrietà
    di melodie struggenti.

    Galleggia la speranza
    in un ruscello di acqua pura:
    si festeggia la sorgente,
    il suo splendore
    in un canto di primavera,
    in un ballo
    di giovani vergini scalze
    avvolte in sete fruscianti,
    sconvolte
    in un gentile turbinio
    di fiori rari.

    Si agita il mondo:
    ero ieri sì infelice,
    e festosa sono oggi.

    Gioiamo, gioiamo insieme,
    ché il grano cresce alto e biondo,
    e gli alberi di verde si coprono.

    di Viola Corallo e Iannozzi Giuseppe

  • 26 febbraio alle ore 22:36
    Haiku

    Fiori di campo
    La magia dei colori
    Incantevole

  • 26 febbraio alle ore 21:12
    Tutto normale

    Attorno a me persone che si baciano.
    C'è un uomo che suona il clarinetto.
    Musica dolce e soave, romantica.
    Qualcuno batte il piede a suon di musica, qualcuno muove la testa.
    Sembra tutto tranquillo e normale .
    Ed io sono qua sola a pensarti..

  • 26 febbraio alle ore 19:30
    Voce

    Voce dell’anima

    -come preghiera-

    fra l'onde

    scivoli:

    grani i pensieri

    di prezioso rosario.

     

  • 26 febbraio alle ore 18:46
    Rosargento

    Il giorno che si spegne
    La sacralità della carne
    La compagnia della mente
    Buio pesto
    Buio intorno
    e un odore immenso
    di rosa
    forse rosargento.

  • 26 febbraio alle ore 15:23
    Flottando come si va

    Indietro, ancora sembra un inserto di verde
    (credo) la forza della materia perenne
    che muta sotto la pelle, gioca
    al respiro di una farfalla.
     
    Lo vado a cercare quel sole figlio
    del grembo, almeno una volta
    bisogna morire. Ma lo sguardo
    è perduto nello sguardo di altri
    e non emerge che un occhio   
     
    veemenza d’immaginazione
    umettato splendore
    di schegge gli orizzonti confusi
    -lo spazio mancato varrebbe una danza
    ma solo le foglie hanno appreso
    come si va, come si torna. 

  • 26 febbraio alle ore 15:22
    Altro che solitudine!

    Non parlarmi della solitudine
    se mi vedi assorto, attorcigliato
    come il tronco di un ulivo secolare
    quando è pronto al bacio del tramonto.
     
    Come lui, aspetto il buon raccolto
    tra i colori delle genti laboriose,
    tra i sussurri e gli schiamazzi antichi
    mentre intorno l’aria mossa si fa nuova.
     
    Non parlarmi della solitudine
    quando invece in mille mi fraziono
    con l’aiuto dell’amica fantasia
    nel clamore del virar del cielo.
     
    Altro che solitudine!.
     
      
     
    *
    Anno di stesura 2009
    Antologia II Edizione “Poesia sotto le stelle” (2012)
    Menzione Speciale alla I Edizione del. Premio Internazionale Arti Letterarie “Thesaurus” Sezione poesia inedita “Trofeo Salvatore Quasimodo” (2012)
     
     

  • 26 febbraio alle ore 14:10
    Notizie dal mio meditare... lascivo

    Note accomunate nei suoni sedotte dal mio prestigio intellettuale uniscono le mie ore e le mie intenzioni in un unico desiderio di vita un'unica speranza di viver di vita il giorno che scorre e in questo decorso approfitto di ciò che mi fa star bene godendo nel mio bicchiere mezzo pieno anche in un eventuale star male D'altronde cosa posso pretender io dal mio invecchiare attimo dopo attimo se non il piacere di sognare un domani risplendente ogn'ora per la vita per me perchè sono io la vita stessa .

    Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • «Siamo fatti anche noi della stessa sostanza di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra esistenza.» ( William Shakespeare, La tempesta) Sto fermo con gli occhi fissi sul nitido orizzonte che fascia il mio pensare Improvvisi ricordi mi riportano ai mattini della mia infanzia e risplendono su quel passato a ripercorrere presagi futuri e le angustie per ciò che spettava al mio vivere E resto affacciato a questa ringhiera a gustar con lo sguardo il piacer del mio mare meravigliosamente bello con un solo pensiero a riempirmi l'anima l'intima consapevolezza non non esser stato solo un lampo nel ciel sereno .

    Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 26 febbraio alle ore 10:48
    Desueti, lemmi e figuri

    Eristico il verbo del  politico di turno,
    smargiasso, tronfio ancor crede d’affabulare
    platea col suo solipsistico apparire!
     
    Granciporro consumato  nell’agorà raccolta
    credendo nell’inanità del credulone spettatore.
    Veruno però ritiene pletorica l’assunta sua retorica!
     
    Disertano la piazza allor lasciando solo l’ormai stolido faccendiere
    frusto da sue  menzogne  a girovago
    sciamannato …per altre agorà da conquistare!
     
    Tutto sarà vano però  di fronte ad  una massa
    ormai scottata ma al tempo stesso cruda
    …servono i fatti ad un popolo stanco e impoverito!
     
    Luciano Capaldo
    *** Il fascino delle parole desuete… ‘ottusità  di una politica che crede ancora di ingannare …la buona fede del popolo perbene***
     

  • 25 febbraio alle ore 23:55
    Come istanti scritti a lungo

    L'eterno ha unito soffi d'anima 
    ha legato i corpi al vento 
    ha provato a dimenticare 
    la gravità dell'essere 

    Non conosco altra mano 
    che possa plasmare quest'istante 
    farne plagio e natura morta 
    che continua a fiorire 
    sulla tela della poesia

  • 25 febbraio alle ore 21:13
    Vi chiedo solo un attimo

    Il mattino si spande sul mio paese attonito d'amaro lutto con la ragione che non vede l'aurora Anche il sole mortificato nasconde i suoi raggi spiaciuti legati tra loro d'umana memoria a suscitare determinate emozioni con rabbie preoccupanti che invadono i cuori nell'efficacia della deterrenza variabile dipendente della camurria della privacy con la sua pericolosità d'utilità senza vantaggi che rinchiude tormenti e sfoghi abortiti nelle illusioni senza speranza Fermatevi solo un attimo per rispetto all'Uomo andato via pur nella comprensione che la vita scorre oggi vuota e senza calore senza quel minimo d'amore che scalda ogni cuore E scrivo da uomo di fede col coraggio silenziato questa storia e il mio futuro con le dita a scorrere veloci sui tasti dolenti del vivere a inventare nelle menti il piacere di bei momenti stringendo nel pugno e nell'anima la speranza d'inseguire ancora la vita . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 febbraio alle ore 21:12
    Lupo randagio

    Distributore di me stesso tanto da desiderarmi dove manco cerco il mio sapere nel paio di scarpe di chi va scalzo Nato solo con ciò che mi è stato donato do importanza alle parole come fossero carne profumata cotta alla griglia della passione da dare in pasto a lupi affamati E vivo del piacere d'avermi sfamato ...mentre il cielo s'oscura . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 febbraio alle ore 21:11
    Impulsi dispersi nell'innocenza

    Mi sento a volte come se fossi la parte malata di chi mi legge responsabile involontario dei suoi orgasmi sviliti e mendicati senza povertà nei versi ispirati dal mio imbrunire interiore inteso come risveglio di quella luce dell'anima che ha vissuto i suoi bagliori nell'astrattezza più astratta E se anche capissi ancor di più in ogni sussulto di me sarebbe solo uno schiaffo al suo piacere lasciato impigliato in rime spontanee senza calore . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 febbraio alle ore 21:09
    E dopo... poi

    Io sono colui che vive la vita con attenzione sono colui che è contento d'aprir gli occhi al mattino sono colui che è felice della famiglia che ha sono colui che è ossequiato nel suo viver d'ogni dì sono colui che parla d'amore alle onde del mare sono colui che gode del cielo limpido sopra la testa sono colui che si compiace dei propri orgasmi soddisfatti Io...sono tutto questo ...e in tutto questo divengo un unico corpo un'unica anima un'unica paura E poi...dopo quando e se il tempo mi dirà di non "esser mai stato" sará perfettamente inutile pulirmi la coscienza che tanto l'acqua ne uscirà eternamente sporca...di colpe . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 febbraio alle ore 21:08
    Notizie dal mio meditare... lascivo

    Note accomunate nei suoni sedotte dal mio prestigio intellettuale uniscono le mie ore e le mie intenzioni in un unico desiderio di vita un'unica speranza di viver di vita il giorno che scorre e in questo decorso approfitto di ciò che mi fa star bene godendo nel mio bicchiere mezzo pieno anche in un eventuale star male D'altronde cosa posso pretender io dal mio invecchiare attimo dopo attimo se non il piacere di sognare un domani risplendente ogn'ora per la vita per me perchè sono io la vita stessa . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 24 febbraio alle ore 16:01
    Profumo di bimba

    Non credo sia già il giorno
    Ti ho lasciata per un sole
    e nel giro d’una luna
    sveglio ti scopro donna

    Non credo tu sia pronta
    a prender il bello e il poco
    che nel mezzo di nostra vita c’è
    Non chiedermi perché
    Nei sogni miei peccaminosi
    t’incontro sola soletta
    nell’erba alta e verde, distesa,
    del tutto indifesa

    Il faccino tuo bello di rosa
    mi commuove come certe foglie
    dal soffio del vento commosse
    per carezze e promesse
    subito scomposte, dal ramo
    della vita a forza strappate

    Avessi un minimo di pudore,
    ogni lacrima dovrei impegnare
    suggerendo a Dio di donarti
    quella felicità che io mai potrò
    darti

  • 24 febbraio alle ore 10:15
    Niente di più profondo

    Quanto agli occhi
    mi hanno ricordato gli sciami spersi
    sotto le code delle Pleiadi.
    C’erano anche gigli, a testimoniare
    quanto permanenti sono
    i profumi del bianco.
    Perché di petali se ne aprono
    uno nell’altro -ardendo di sole.
     
    Anche rinascendo
    non abbiamo niente di più profondo
    che queste frecce

    che trapassano il tempo,
    tranciano le assenze.
    Ci sanno scrutare dentro.
     
    Deflagrazioni d’intensità…
    sto appuntando gli attimi
    di lineamenti che sfociano in altri,
    perdute ore di pupille
    nell’amarsi a vista
    e continuare
    senza più luce.

  • 23 febbraio alle ore 21:03
    Masturbazioni dell'interioritá

    Puerili giustificazioni adduce l'anima che rifiuta di assumersi la responsabilità dei messaggi inviati alla mente dimenticando apposta il "vissuto" passato e non riconoscendo al vivere il suo limite di confondere la coscienza con l'incoscienza . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 febbraio alle ore 21:02
    Il tempo vomita sempre le sue verità

    Non conosco quale sia la fonte dove attinge la mia anima i sussurri a cui ispira i suoi significati a donar libertà e guarigione alle emozioni mutilate e violentate dall'infedeltà della memoria decorandole d'eterni sentimenti e rifinendole di passione Là farfalle dai mille colori si fermano a dissetarsi pronte ancora a spiccare il volo verso altre fonti verso nuove passioni . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 febbraio alle ore 21:00
    Io... meno male che scrivo

    Sfuggente alle incertezze navigatore costante tra i marosi del sentire interiore lascio allo scrivere il riscatto della solitudine Con le parole in punta di penna mi guardo intorno nel susseguirsi di rime e desideri senza vedermi mai solo sentendomi anzi un uomo del mio tempo in un orizzonte che come tutti gli orizzonti sfuma ogni volta che se ne avvista il traguardo e abbracciando negli occhi l'unica sorgente di legittimazione "il meraviglioso appartenermi a Voi" .

    Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 febbraio alle ore 19:37
    Amore mai è inverno

    È un rotolarsi cielo e terra
    la stagione corrente e noi vivi 

    l’affidarci alle chiome 
    solo apici che tornano apici
    accesi nel glicine, grappoli  
    di attimi al mondo.
    Dissolutezza di noti profumi
    se fai che l’inverno sia maggio
    piano o improvviso, sempre
    mi  riempi del ritmo segreto.
    Brezza epidermica
    mia prima
    passi le dita, mi indaghi
    in seno d’ambra -ti posi
    a sbozzare altri fiori.
     

  • 23 febbraio alle ore 19:03
    La forza del mio amore

    Perché io ti amo e tutto il resto non conta.
    Non servono molte parole.
    Non serve ripetersi.

    Il mio amore è diverso.
    Raggiunge vette inesplorate.
    Poi ricade giù nella più profonda desolazione.

    Un amore combattuto.
    Un amore risoluto.
    Caparbio ed imperterrito.
    Che lotta ogni giorno per sopravvivere.

    È semplicemente un amore forte, che fa della follia il suo unico tormento.

    E anche se ti amo, l'amore non basta.