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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 46 minuti fa
    Dietro l'angolo

    Dietro l'angolo
    cercavamo la speranza
    cercavamo la rinascita
    cercavamo un raggio di luce

    I miserabili
    hanno disseminato mine
    hanno inquinato il pianeta
    hanno lacerato la libertà

    La cecità imperdonabile
    dei pezzenti
    dei cosiddetti potenti
    dei vermi senz'anima

    Dopo averlo avvelenato
    lo devono ingoiare
    lo devono respirare
    lo devono maledire.

    È finito il tempo...per loro

  • 7 ore fa e 46 minuti fa
    citando

    "Poiché un prato
    non è soltanto un prato,
    ma un filo d'erba, insieme a tanti
    E poi petali, pistilli e stami;
    insetti, pollini e colori

    e sotto sotto
    un arabesco di radici

    come braccia e gambe."
     

  • venerdì alle ore 9:36
    A Monica

    Ancora su quella spiaggia,
    io e te,
    abbracciati camminando
    fino a quegli scogli
    fino a quell'orizzonte
    fra gli spruzzi del mare e i baci...

    Il sole e noi,
    mano nella mano
    passo dopo passo
    tra le onde la sabbia calda
    e il volo dei gabbiani.

    E poi la sera
    sotto le stelle,
    sotto la luce del faro
    e la sciara del vulcano,
    rossa nel mare
    con le barche illuminate, lontano...

    Vorrei, vorrei essere lì
    con gli abbracci,
    i baci e il mare...

    19/3/20 h 00:21

  • giovedì alle ore 20:30
    Riflessioni in quarantena

    Ero piena d'affanni,
    la mia vita mi ha chiesto cose
    a cui non sempre
    ho saputo rispondere
    o dare una buona risposta,
    mi ha spesso dato spese
    che a stento sono riuscita
    a pagare.
    Ero piena di idee
    che spesso ho dovuto
    abbandonare,
    ero piena di vita,
    ma ho dovuto lasciare spazio
    anche alle lacrime,
    alle pause,
    ai fallimenti,
    all'amarezza
    che mi ha impregnato
    il sole di giornate
    che non dovevo far passare
    senza sapore,
    senza emozione.
    Adesso i miei respiri
    saranno più consapevoli,
    adesso i miei giorni
    saranno più intensi,
    adesso avrò più cura
    di un sorriso,
    più cura di uno sguardo
    verso l'assenza
    e verso un frammento
    d'infinito.

  • giovedì alle ore 12:43
    Heartless

    Gelide le mani,
    Ed il viso,
    Ed il cuore.

    Caldi i tuoi occhi,
    I tuoi baci,
    I tuoi umori.

    Questa primavera di nulla,
    Di vuoto e di affanni;
    Questo corpo di niente,
    Di spente luci ed inganni.

    Pieno il grembo 
    Colmo il senno,
    Cala il tempo,
    Muore il vento.

    Brucia il silenzio,
    Amico d' ingegno;
    Alza lo sguardo 
    Io sono dentro.

  • giovedì alle ore 12:11
    Versi ribelli

    Parole in disordine,
    vaganti sul bianco
    ancor prima d’esser graffi
    nei punti più adatti in sincronia
    con quanto vuole la rabbia dettare.
     
    Mare e luna si mettano da parte!
    Poesia ribelle, questa,
    che inasprisce e decolora i sogni
    con versi piegati a condanna
    d’inopportuno tempo avverso.

  • giovedì alle ore 11:11
    I luoghi persi (a quattro mani)

    E mi pare di non averli mai lasciati
    tanta è l'abitudine ad andare
    Eppure sono lontani i giorni
    anche nel ricordare

    Seguo ad intuito una traccia
    -una consuetudine della memoria-
    In un altro luogo forse, in altra data
    E' come vedere ed essere visti
    Essere,
    ed essere già stati

  • mercoledì alle ore 10:47
    Giardino di marzo

    Delle formiche
    attratte dal calore
    nere come la terra
    di notti apolidi
    monadi di certezze
    vedo senza paure, 
    mentre la febbre
    dalla ferita gioia
    esonda. La natura
    non fugge privazioni
    intanto crea
    e ripara, obbedisce
    alla linfa che sale
    e prega il sole,
    è il ramo abbottonato
    che gode del fiorire
    se tutti gli altri sono vivi.
     

  • mercoledì alle ore 8:35
    Il figlio della luna

    Riemergo dal silenzio
    dei giorni a venire
    come Atlantide dagli abissi
    con quelle verità
    che vi possono guarire.
    Idolatro il sentiero
    che mi scelse da bambino,
    le sue ferite ancora aperte
    l'inchiostro sulla pelle,
    l'amaro in gola
    per infettarmi il sangue
    con la rabbia della parola.
    Il passo è lento ma
    non conosce riposo.  
    Si muove nel vento
    feroce, vigoroso.
    Lascia impronte profonde
    sul mare in tempesta
    sono isole feconde
    che coltivo nella testa.
    Mille volte sono crollato
    scosso da una lacrima,
    mille volte mi sono rialzato
    con indosso quella lacrima,
    ogni giorno più  forte e disperato di ieri
    un misantropo Pierrot che resta ancora in piedi.
    E oggi che l'età si compie
    oltre il corso della vita mia
    non c'è ragione
    che io cambi idea
    sulla malinconia.
    Nessuna obbedienza, nessuna pietà
    per chi non dimora la poesia,
    nessuna alleanza, nessun aldilà
    per chi vuole vietare la fantasia.
    Io sono il perdono
    che non merita questa realtà
    sono la grazia
    che non è concessa
    a sua maestà.
    Sono la tua preghiera
    sono la mia bandiera,
    sono uno che non ha paura
    sono solo un poeta,
    il figlio della luna.
     

  • martedì alle ore 21:05
    Non posso più fingere

    Ho inventato mille scuse per potermi allontanare.
    Ho cercato i percorsi più impervi o, a volte, i più sicuri.
    Ho costruito muri enormi per mantenere distanze e silenzi.
    Ho lasciato che il cuore fingesse di aver dimenticato.
    Ho avuto l'illusione di poter lasciare andare ciò che invece volevo con risolutezza.
    Ho anche pensato di poter morire per il desiderio di un tuo abbraccio...
    Poi, mi sono resa conto che non basta ingannare se stessi, non basta fingere e mentire, non basta nascondersi dietro un soffio di vento.
    Se qualcuno ce l'hai dentro, ogni scusa è vana.
    Dentro, non c'è spazio per mentire.
    Dentro, porti solo chi ami

  • martedì alle ore 12:15
    Una difficile primavera

     
     
    Al sorger d’ albe pressoché uguali
    a notti che di sonno non ho riempito,
    cedo molecole del non abbandono
    e sento il vero sapore immeritato.
     
    Vanno avanti, le indifendibili ore,
    e sembra che io non abbia il tempo
    di volgere un solo sguardo d’affetto
    verso il sole di questa primavera.
     
    Cerco gli incavi della tenerezza,
    ascolto a convenienza ogni ragione
    ma è solo spavento il destreggiarmi
    nel tic tac d’eccessiva sofferenza. 
     
     
    Anno di stesura 2011 
    Menzione Speciale I Ed. Premio Int/le di Arti Letterarie “Thesaurus” Sezione poesia inedita “Trofeo Salvatore Quasimodo” (2012)
     

  • martedì alle ore 9:47
    M'avevi detto

    M'avevi detto
    che avresti chiamato
    non appena
    arrivavi in America
    Probabilmente
    si è inabissato l'aereo
    o forse,
    è naufragata la nave

  • martedì alle ore 8:22
    Memoranda (Memoranda).

    Memoranda

    Insegnami quando sarà l’assenza,
    insegnami di quella stella di ametiste
    e della gloria della passione.
    Insegnami a districare i sentieri fra i nodi del sangue,
    insegnami il Trono della regina nella foglia del cuore.
    Quale la parola degli dèi sotterranei?
    Sorgente mirabile di vita invincibile
    e di glorie senza risvegli.
    Padre generoso portaci alla piana,
    Padre non stare lontano,
    avvicinaci agli alberi tremanti di sole.

    Istante di un giorno bruno,
    canto effimero di stelle lontane,
    tu sei Eliseo e porti i semi di Libri lontani.

    Memoranda

    Enséñame cuando será ausencia,
    enséñame de aquella estrella de amatista
    y de la gloria de la pasión.
    Enséñame a desenredar los senderos entre los nudos
    [de la sangre,
    enséñame del Trono de la reina en la hoja del corazón.
    ¿Cuál es la palabra de los dioses subterráneos?
    Surgiente admirable de vida invencible
    y de glorias sin despertar.
    Padre generoso llévanos a la llanura,
    Padre, no estés lejos,
    acércanos a los árboles temblorosos de sol.

    Instante de un día oscuro,
    canto efímero de estrellas lejanas,
    tú eres Eliseo y traes semillas de Libros lejanos.

  • lunedì alle ore 16:13
    Appunti

    Si frantumano solitudini di voci
    increspate nel vuoto del pianto.
    Quanto coraggio manca alla vita,
    ché un sogno è una puntata troppo alta.
    Ha radici profonde,
    varco di cielo che sfonda l’Infinito.
    Soggetto, senza intermezzo
    in oceani mancati.
    Frattura di tempo,
    echeggia tra le pietre antiche di questi vicoli,
    sul pendio dei giorni
    esposti, in angoli morti.
     

  • lunedì alle ore 15:59
    Rinascita.

    M'affaccio in questo zero
    verdi prati fosforescenti
    il timore del vento
    lo spettacolo del disarmo
    le vene quasi esplose
    come piccoli fiocchi di neve.
    tutta la forza di gravitare
    applaudendo e ridendo
    l'universo contratto 
    buio petrolio.

    Hai paura del silenzio, adesso?
    sorrido piuttosto tonto
    per le mille voci inutili
    per i nuovi insetti
    per i legacci rosso sangue
    per le anime lontane un metro.

    Hai paura del silenzio, adesso?
    ne approfitto per cullarmi
    un pò di amore.
    vecchi tediosi atavici 
    tomi di finto sapere
    che tanto verrano Soli
    a spingere astri ingolfati
    pur sensa i vostri buffi rumori.

    No, non abbiamo paura
    che il silenzio s'allea
    e la natura pure.
    tu, scegli pure le tue carte
    migliori
    che l'abaco del grande Uno
    scaglierà la sua benedizione. 

    Raffaele Prem Vartan di Ianni

  • domenica alle ore 21:06
    Bellezza

    Mi ritengo fortunata
    se per anni
    questi anni
    sono stati già
    allenamento...
    alla vulnerabilità
    a stringere i denti
    A sentirsi esposti
    soli

    A raschiare la pelle
    contro l'asfalto

    Adesso è allenamento
    all'allontanamento

    Che risveglia
    epura
    da tutto

    A questa bellezza
    ovunque io sia
    nonostante la barbarie
    umana
    Nell'esercizio
    a guardare solo
    in alto
    chiunque io sia

  • domenica alle ore 21:04
    Rondini blu

    Silente
    questo
    risveglio
    di primavera...Se non per
    il ruggito
    di F-35

    Un ragazzo
    in tuta nera
    come Hooligan
    In uno stadio
    fantasma

    La strada

    Agita le braccia
    sotto
    una bolla
    di vetro
    La rabbia
    non concessa

    Senza tempo
    l'aria
    intreccia
    subdola
    trame non
    rinvenute

    Non avevano
    intanto
    capito
    ancora
    gli uomini
    il manto blu delle rondini

    Uniche festose
    feriscono il vento

    Lasciando qua e là
    deiezioni
    a dispetto
    su tutte le nostre
    piccole
    assurde
    miserie.

  • domenica alle ore 20:31
    Aspettami nel coraggio

    Guardavo ogni momento
    i tuoi occhi che parlavano,
    lontano mi portano
    e con il cielo si confondono.
    Sogni e certezze
    nei nostri baci,
    conoscenze remote
    ad ogni passo
    nell'anima tracciato.
    Riscrivi il mio pensiero
    che si affaccia alla notte,
    copri questo tempo fermo
    con il tuo sorriso,
    aspettami nel coraggio,
    aspettami in questa Primavera
    germogliata dietro
    le nostre finestre distanti,
    aspetta una mia carezza
    che ho lasciato per te nel vento.

     

  • sabato alle ore 19:27
    Tetti

    Tetti accostati l'un l'altro
    Nel tepore dei fumignoli
    tenerezza di un abbraccio:
    -il bimbo stretto
    al seno di mamma
    Il capino implume
    sotto l'ala della capinera
    Il muscoloso braccio
    sul fianco bianco dell'amata-
    Tetti s'accostano
    fronte a fronte
    tegola a tegola
    -nel tepore della sera
    l'ultima ala in volo
    abbraccia-
    Fra tetti
    accostati l'un l'altro
    - è sera.

  • 21 marzo alle ore 18:00
    Sotto i platani

    Sono passata sotto i platani
    coi rami torti
    e le tue mani d’ombra.
    Una capriola l’aria
    inquieta
    scordandosi di tutto,
    il viso l’ho lasciato lì
    come finestra
    di sete attesa  
    e spire di profumi
    nudi.

  • 21 marzo alle ore 11:32
    Malinconia Di Marzo

     
    Non  può il rumore del mare
    Morire con un soffio di vento
     
    Oscurarsi come un sentimento
    Quando è ancora fanciullo
     
    È oltre ogni logica
    Contro ogni ragione
     
    La mente è la mente
    Il cuore è il cuore.
     
    È l’anima che riscalda
    E non deve inanimarsi.

  • 21 marzo alle ore 0:08
    Dov'eri? Dove sei? Dove andrai?

    Dov'eri?
    Sono stata a cercare tesori
    nei mari calmi
    e in quelli in tempesta,
    lamentandomi di cose inutili,
    distraendomi con le abitudini.
    Dove sei adesso?
    Sono nella mia stanza
    a guardare le scenografie
    del mondo
    senza noi protagonisti,
    maledicendo i lamenti,
    dimenticando “i perché”
    delle mie notti insonni
    ed incredula cerco nei giorni
    di difendermi,
    di cadere nel reale,
    di continuare a resistere
    e ricordare nei respiri
    il mio amore.
    Dove andrai?
    Non so,
    ma vorrei andare dov'ero,
    con più sorrisi,
    con più persone,
    con una bussola
    per ogni scelta e ogni direzione.
    Andrò verso lo sguardo
    che mi riconoscerà,
    tra le parole poetiche
    di una musica che verrà.

     

  • 20 marzo alle ore 11:49
    Tic Tac Tic Tac

    Tic Tac Tic Tac
    le lancette ticchettano sul comò
    come martelli alienati
    di un orologio immoto
    da giorni
    colpiscono lo stesso chiodo
    ininterrottamente.
    E poi ancora.

    Tic Tac Tic Tac
    mentre fuori non piove
    non si alza il vento
    non sorride il cielo
    neppure il rumore
    si azzarda a respirare.
    Nemmeno uno scorcio di tulipani.

    Tic Tac Tic Tac
    vorrei gridare
    masturbarmi fino a svenire
    liberare la mia libertà
    camminare sino a sbriciolare le orme
    litigare per un parcheggio rubato
    insultare per un sorpasso azzardato
    sentire le solite chiacchiere al bar
    compiere quei gesti rutilanti
    che adesso sarebbero OSSIGENO puro.
    Mi manca l'aria.

    Tic Tac Tic Tac
    “Non toccatevi”
    ripete la televisione
    altrimenti diventerete non solo ciechi
    ma ipotesi prone
    sodomizzate da un respiratore
    che fa male
    decisamente male
    perché spegne la luce
    dentro e fuori di te.
    Nemmeno un orgasmo però.

    Tic tac tic tac
    e per l'ennesimo giorno parlo con me
    ignorando le risposte
    gli sguardi
    i sospetti
    le occhiate invasive di quell'ombra
    che mi segue ovunque
    come fosse la mia ossessione.
    Sono nudo, ma la tua bocca è lontana.

    Tic Tac Tic Tac
    ballo con la solitudine
    abbracciandomi
    mentre l'io diventa noi
    e le lancette
    ricominciano a correre.
    Respiro e vivo la nuova stagione.
    E i tuoi capezzoli sono germogli rossi.

     

  • 19 marzo alle ore 0:28
    Con lo sguardo al cielo appoggiato

    Ognuno col suo grillo parlante,
    che parla, ride, piange e ferisce,
    qualcuno col cuore alla finestra
    dell'amato,
    ognuno preoccupato
    con lo sguardo
    al cielo appoggiato.
    Non perdiamo l'ardore,
    aspettiamo il chiarore
    in questa attesa opaca,
    scarna d'incontri,
    ingegnosa di virtuali ponti.
    Noi, desiderosi di approdare
    su terre nuove e conosciute,
    aspettiamo che una spiaggia
    all'alba venga ancora
    da noi calpestata.
    Noi, che vogliamo andare lontano,
    che dolore e amore nelle vene
    sentiamo,
    che anelli della stessa catena
    siamo,
    aspettiamo nuove pagine
    per scrivere il resto del nostro
    cammino.

     

  • 18 marzo alle ore 15:40
    Blue Whale

    Un tessuto blu all'orizzonte,
    trame intrecciate in un suono di onde,
    l'amore incastrato tra luci e penombre.

    Una danza libidica nel mare del meriggio,
    tende la rete al sogno e al giudizio;
    il braccio marittimo del predatore mortale,
    cattura la di là lontana sirena perduta nel mare
    che medita di silenzio e di pena,
    di coda e di schiena.
    Ma ecco la balena blu del pensiero,
    solca le acque del più profondo sentiero.
    Becca l'impavido condottiero,
    recide il braccio ed il suo armamento fiero.

    La sirena fuggì via con l'amo saldo alla sua coda;
    credendo che forse salva era la sola,
    con fisso nel cuore
    il naufragio del suo predatore.