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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 29 aprile alle ore 19:33
    Intrico Di Disamina

    Intrico Di Disamina Vi resti impigliato nei cespiti delle ostilità poiché non hai considerato prima cambiare sentiero e salvarti la pelle da quei graffi che lacerano l'anima dal dolore che essi inevitabilmente provocano, non è fredda indifferenza ai grovigli della vita ma è pura previdenza per il proprio benessere al dì la della loro presenza a porre a repentaglio la pazienza del cuore acume, pronto a farne perle profumate di viburno, buddleja e oleandro! Poiché purtroppo non sempre son gemme di rose ad abbellire il tuo essere e ad allietare il sorriso a causa di contingenze non agognate, ma sopraggiunte per inadatte scelte di una fatua disamina.

  • 29 aprile alle ore 19:18
    Amore Per L'Infinito

     
    Papaveri vermigli affogano
    Spighe di grano dal capo dorato
     
    Il concerto di un canneto musicista
    Complice il vento che soffia leggero
     
    Il gallo e l'alba frettolosa si è levata
    Sul giorno infuocato da protocollare
     
    Questi giorni sempre più numerosi
    Regalano riflessioni da custodire.
     
    La luna partorisce sogni ubriachi
    Il vento dribbla stelle, luna e sole.
     
    La mia anima nel petto si alimenta
    Sempre più verso la pace e l'Infinito.

  • 29 aprile alle ore 16:49
    Mi porteresti lontano

    Mi porteresti lontano
    dove conosci il pensiero
    di un angelo,
    dove la libertà ha la voce
    del vento
    che si fa sentire sulla pelle,
    dove l'amore è in rilievo
    e diventa simbolo terreno
    di un grande mistero.
    Mi porteresti ovunque
    senza farmi domande,
    mi porteresti a guardare
    le stelle
    e ad ascoltare le onde,
    mi porteresti una magia
    sulla tua bocca
    e vivrei infinite poesie
    nel guardarti
    con tutti i tuoi sogni.

  • 29 aprile alle ore 11:54
    Consapevole Io

    Il sole rosseggia laggiù
    Dove gli occhi s'infiltrano
    Tra gli alberi vestiti di verde
    E mentre il cane zappetta la terra
    Si avvicina il tramonto
    Denso di fiori luminosi
    Intorno alla luce della notte
    La mia anima nel tempo fuggevole
    Aspetta il nuovo risveglio
    Per mietere il tempo
    Che arde la pelle
     
    Oh quanti sguardi trattenuti
    Consapevoli tristezze
     Nel mio cuore infinito
    Ora comprendo
    Di non poter arginare
    La pioggia su di un mare
    In moto perpetuo.

  • 27 aprile alle ore 18:53
    Sapori e ricordi

    Sapori e ricordi Gustavamo il cibo del desiderio. Succoso e succulento. Saporito e delicato. Era un cibo che curava l'anima, per la sua sostanza nutritiva e appagante. Sulle nostre bocche, i sapori del gusto afrodisiaco, eccitante e malizioso di ciò che è rimasto del nostro amplesso. Un delicato, estasiante, tenace ricordo di cibo e amore.

  • 27 aprile alle ore 18:12
    Il Cammino

     
    Anima cagionevole
    Nel cuore una cagnara
    Di desideri legittimi
    Intrisi di sentimenti
    Dalla voglia di cambiare
    Il destino.
    La vita consiglia
    Di considerare
    E conservare
    Il meglio
    Dei ricordi
    Sia nella mente
    Che nel cuore
    Passati
    Presenti
    E futuri.
    Povera fanciullezza
    Povera gioventù
    Povero mio cammino
    Se non ci fossi tu
    Che doni
    Doni
    E ancora doni
    Senza chiedere nulla.

  • 27 aprile alle ore 18:09
    Il Desiderio

     
    Quanta dolcezzaDentro di me
     
    Follie e desideri
    Sfiorano il tuo corpo
    E nel sapore del piacere
    Respiro la tua esistenza.
     
    Donna
    Immensa
    Imprevedibile
    Inimmaginabile
    Del tuo Infinito
    Si nutre la mia anima.
     
    È il desiderio del silenzio
    Ad accendere ogni passione:
    Nel mio cammino ho incontrata tè
    Ti ho trovata
    Dove sapevo di trovarti

  • 27 aprile alle ore 18:03
    Il Dolore

     
    Il buio della notte
    Traccia le linee del dolore
    Dentro al cuore degli uomini
    Di fine cammino.
     
    L'uomo è imperfetto
    Lungo il suo quotidiano
    È senza pace nel cuore
    Ma con tante ferite nel petto.
     
    Cerca nei silenzi dei tramonti
    Nei colori del cielo
    Le sfumature della sua vita
    E si rigenera nella speranza.
     
    Vive… in un continuo atto d'amore
    Verso sé stessa e negli altri
    Trova la sua pace nella fede in Lui
    Per dare una ragione alle sue sofferenze.

  • 27 aprile alle ore 17:57
    Il Carico

     
    Un carico pesante
    Mi piega le spalle
    Mi frantuma la mente
     
    Che naviga le stelle
    E solo quelle
    Che illuminano la vita.
     
    La mia gioia di vivere
    È nella gioia di morire
    Morire d'amore
    Per vivere nei sogni altrui
     
    Io non mi capisco!
     
    Riconosco solamente
    Di vivere bene nei sogni
     
    Pensando e ripensando alla vita.

  • 27 aprile alle ore 12:53
    Per riavere l'infinito

    Era diventato grigio,
    era diventato spento,
    era il cielo di chi aveva
    perso un sogno
    e una manciata di stelle
    del suo primo tempo.
    Poi, arrivò l'amore
    a dipingere
    un rigoglioso campo,
    con una casa dove il sole
    tardi se ne andava
    e la sera quando arrivava
    portava di nuovo le sue stelle
    per riavere l'infinito.

  • 27 aprile alle ore 8:46
    Lo sconosciuto

    Chi è costui?
    Un amico?
    Un conoscente?
    Oppure un parente?
    Con un bel tramonto alle spalle,
    si mostra altero e fiero!
    Ma lo sarà davvero?
    Chi lo sa?
    Sono certo che i tramonti
    lui cerca
    per poter osservare il sole
    in tutta la sua divina integrità.
    Così il sole gli dirà
    cosa bisogna fare
    per dare alle cose e alle persone vitalità
    ma, in un certo senso,
    la strada per dare
    un senso alla vita gli suggerirà!

  • 26 aprile alle ore 21:43
    Voglio guardarti dormire

    Stasera voglio scriverti
    parole di verità ferite
    e di verità guarite,
    parole che viaggiano
    come fantasmi
    da luoghi del passato
    fino a luoghi pronti ad accogliere
    i nostri passi vivi nel presente,
    voglio rivelarti che sono dentro
    un respiro di eternità,
    quando il sogno di noi
    si presenta a rendermi una magia.
    Stasera voglio far cadere
    la torre dove ho rinchiuso per te
    il mio cielo d'amore,
    voglio portarti le mie poesie
    da farti leggere
    prima di dormire,
    voglio guardarti dormire.

     

  • 26 aprile alle ore 18:32
    Il Cavallo Corre!!!

     
    Con la calda estate
    Affiora l’irrefrenabile desiderio
    Di fuggire dalla tempesta delle idee
    Ed approdare ad un porto sicuro
     
    Oh gente! Non ascoltate il mio verbo
    Per vivere in un rifugio all’ombra
    Ignorando l’incanto del creato
    Con i suoi flussi e riflussi.
     
    Farò ricorso al tempo di allora
    Per avvolgermi nuovamente
    Tra la natura con frutteti in fiore
    Pur se il tempo proseguirà il suo iter.
     
    Il tuo sguardo intravvede nuove prospettive
    Io invece, entro dentro una favola che non illude
    Aspetto piangendo sull’uscio di casa mia
    Con i miei sensi di colpa per gli errori fatti e non fatti.

  • 26 aprile alle ore 18:14
    Il Diavolo E Dio

     
    Corsi e ricorsi
    L'uomo è sempre lo stesso
    Fuori ogni dimensione
    Con la sua doppia personalità
    Predica bene e razzola male
    La sua anima è sempre nobile
    Il suo operato contraddittorio
    Ha paura del divino
    Solamente in fin di vita
    Si pente.
    È troppo comodo così
    Io penso che Dio
    Dovrebbe tenerne conto
    Anzi sono sicuro
    Che ne tenga conto.

  • 26 aprile alle ore 12:50
    Il Fulmine

     
    Fra gli uomini
    C’è chi recita così:
    “chi dice donna dice danno”
    Il fulmine è un poco simile
    All’amore per la donna.
     
    Impetuoso
    Travolgente
    Magico
    Violento
    Spettacolare
    Debole.
     
    Come e perché?
    Di qua o di là?
    Questo non si sa.
     
    Mistero delle nuvole
    Magia dell’amore
     
    Può accadere
    Di giorno, di notte
    A scaricare la rabbia.
     
    Da cumuli di nuvole
    Da nuvola a nuvola
    Verso la a terra
    È sull’amore umano.
     
    Travolgente, fulmineo
    Brucia più del sole.
     
    Nei temporali
    La sua potenza
    Nelle bufere di neve
    Nelle tempeste di sabbia
    A ciel sereno.
    È veramente come l’amore
    Intenso e flebile.

  • 26 aprile alle ore 9:12
    Fuga

    Ho accettato la fuga come unica soluzione
    Come aspra scommessa
    Come amara sorpresa
    Come mia bulimica ossessione

    Affacciarsi al parapetto della propria esistenza
    Facendo spingersi dal vento della consuetudine
    Nel baratro della quotidianità

    È una liturgia, se hai tempo di contemplarla
    La fuga.
    È un orizzonte surreale
    Che mi accompagna
    In clandestina solitudine

    Un passo più in là dei tuoi desideri
    La fuga
    In un'altra vita
    Se vuoi pensarla così.

     

  • 25 aprile alle ore 21:08
    Era questo...

    Era questo... Era il profumo di quell'amore incerto, la smania di scoprire parole, sensazioni, corpi e pensieri. Era il fumo nella mente, il sapore del gusto sbiadito dei ricordi. Era il soffio di un magico sussurro, sperimentato sulle labbra aromatiche. Era quel sogno effimero, evanescente, semplice e complesso, che riempiva ogni centimetro dei miei pensieri. Era anche un luogo, caldo e avvolgente, dove ogni ricordo trova la sua strada.

  • 25 aprile alle ore 19:21
    La notte viene ed è libertà

    Calano sipari sulle scene della Vita
    l'ombra della notte trova tutti nudi
    Non importa quali mantelli
    abbiano vestito i corpi
    il sonno carezza l'onde delle anime
    e dov'è purezza le trasporta:
    - là, dove il conscio più non è -
    dove libera è ogni attesa
    Dove non v'è confine
    a lacerare anima e corpo

    La notte viene ed è libertà.

     

  • 25 aprile alle ore 18:15
    Il Tempo Fugge

     
    Scorre il tempo
    Nei profumi dei ricordi
    Verso la casa del cielo.
     
    Tra l'azzurro e il mare
    Con le parole del cuore
    Sgorgano fiumi di poesia.
     
    Fugge e vola il tempo
    Tra illusioni e solitudine
    Gioventù e smarrimento.
     
    Pioggia e inquietudine
    Bagna le strade deserte
    Che portano al silenzio.
     
    In sensazioni dell'enigma
    Nel crepuscolo dell'autunno
    Dove si cerca quiete e futuro.
     
    Il nostro mondo è malato
    È l'essenza del tramonto
    Ha il solo privilegio dell'amore.
     
    È la nostra storia dei tempi
    Vissuta con ricordi indelebili
    È fatta da eroi oppure da lupi.
     
    Per i molti angeli della poesia
    E per i guerrieri della pace
    Il futuro si presenta pallido.

  • 25 aprile alle ore 17:35
    Pidocchio Di Farina

    Incollato alla poltrona
    Il lecchino, intoccabile
    Il pidocchio del potere
     
    Raggiratore del giusto
    E conoscitore del male
    Sapientone di tutto e nulla
     
    Impaziente del decidere
    Passato, presente e futuro
    E il destino dei sub-alterni
     
    Meschino e fragile individuo
    Colui che morde tutti i diritti
    E si alimenta sotto la cenere.
     
    Puoi dare il meglio di te stesso
    Ma a lui non serve più di tanto
    Si sente un mammasantissima.
     
    Mia madre mi proferiva sempre
    L’acqua chiara segue la torbida!
    Il Signore non me ne voglia sé…
     
    Mentre invoco la giustizia Divina
    Mi conforta l’idea che, non può
    Soffiare sempre lo stesso vento. ***

  • 25 aprile alle ore 15:11
    Quasi la vita

    Quasi non ci sono più
    in quest'attesa di vivere
    quel girotondo di sogni,
    lasciato sospeso
    nel mio primo sguardo.
    Quasi non sono tornata
    da quella gita in cui
    il cielo era sempre
    più azzurro,
    la spiaggia sempre
    più dorata
    e il mare con la sua voce
    sempre più soave,
    che si estendeva dalla costa
    fino al mio orizzonte spirituale.
    Quasi la vita dimenticava
    di farmi male.

  • 24 aprile alle ore 13:50
    E resto nascosto dietro acerbe censure

    Appoggiato dietro le imposte socchiuse, ai primi albori del giorno quando i raggi del sole ancora adombrano il calore, sento forte in me i dolori del mondo, nei pianti disorientati che impone questo vivere. E piango anch'io, Io, che non sono mai arretrato di fronte alle tante prove a cui mi ha obbligato la vita, nè mai a esse mi sono arreso. Piango, si, per quel futuro che non vedo, per tutte le speranze deluse e anche per la mia vecchiaia, che a questo tempo ormai più non crede.

  • 24 aprile alle ore 13:48
    Il mio scrivere

    Mi sento in questa vita solo un tramite, un fragile legame che unisce fasce di anime disperse per declivi sgombri di coraggio, un esile filo d'inchiostro che le tiene assieme, invisibile agli occhi dei più. E resto con la mente fissa sulla mia coscienza, là, dove il mio Essere meglio si manifesta. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile alle ore 13:47
    Non c'è conforto

    Questo tempo, che negli anni abbiam maltrattato, ignorato, trascurato, a cui abbiam fatto patire ogni gioia, ora si prende la sua rivincita nel ricordarci che siam divenuti surrogati di noi stessi, ombre che camminano senza più alcuna eleganza, solo pallidi riflessi di ciò che eravamo, coni d'ombra rimandati docili da uno specchio lucidato con le lusinghe dell'indifferenza. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile alle ore 13:01
    Forse qualcuno

    Forse qualcuno ha già scritto
    la vita che sto vivendo,
    la sta combinando
    di idee funamboliche
    e di pensieri crepuscolari,
    nomadi sogni al chiaro di luna
    e domande mentre prego
    davanti agli altari.
    Consumo il mio tempo
    scrivendo quello che penso
    del mondo
    e che implode nelle stanze
    del mio subconscio.
    Il cielo è nelle mie parole
    con la pioggia,
    le nuvole e il sole;
    qualcuno che ha scritto
    la mia storia, forse,
    ha esagerato
    nel mettermi negli occhi
    tutto questo amore.