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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 aprile alle ore 15:27
    Ciò Che Serve

    Ciò che serve Non servono tante parole tra noi, sarebbero sprecate e buttate nel vento! Noi, non abbiamo bisogno di futilità ma di sola essenza per stravolgerci di passione, non abbiamo bisogno di guardarci negli occhi per riscoprirci innamorati, ma abbiamo bisogno solo di esplorarci per conquistare ogni angolo di pelle nascosta ai nostri occhi ogni volta, sempre, in maniera diversa. Noi, non abbiamo bisogno di giurarci amore eterno, ma solo di vivere momenti intensi. Non abbiamo bisogno che di noi stessi nel completarci in quella parte mancante, dove i nostri cuori disperatamente anelano pienezza nell'aversi senza riserve! Noi, non abbiamo bisogno di illusioni per nutrire il nostro cuore, ma solo della nostra vita che ci porta dove non programmiamo. Non abbiamo bisogno di essere sulla sulla luna e confonderci tra le stelle per sentirci delle celebrità, poiché siamo noi magia, e ne abbiamo bisogno, bisogno per alimentare incessantemente la nostra vita di solo amore che ci unisce e ci completa, come il plasma nel corpo!

  • 30 aprile alle ore 9:53
    Relitto

    Accanto a me giace
    il pallore disperso del cielo
    nel muto richiamo del vento.
    E’ di chi resta,
    di chi scampa al naufragio
    l’aspro suolo che vacilla,
    l’assiepata solitudine di veglie
    strappate alla sera.
    In questa notte a venire
    trovo riparo,
    nel farmi bastare il passato
    prima d’esser divorato
    dal silenzio.

  • 29 aprile alle ore 19:32
    Usi E Costumi

     
    Io.
    Ho un sogno segreto
    nel cuore infantile
    a tutti sconosciuto.
     
    Io.
    Respiro gli attimi
    che il tempo consuma
    come parole taciute
    d'anonime mani
    all'uomo di oggi.
     
    Io.
    Sono sicuro…
    Verrà il tempo
    dello stupore totale
    e le cose perdute
    nell'armonia dei ricordi
    saranno certezze
    di usi e costumi
    ormai scordati.
     
    Io.
    L'ultima stella
    vicino alla luna
    che rincorre la notte.
     
    Io.
    Sogno.

  • 29 aprile alle ore 13:06
    Lo Diceva Mio Nonno

     
    Lo diceva mio nonno:
     
    Uccide più la lingua
    Che una spada affilata;
    Per chi se lo merita buttati nel fuoco.
     
    Lo diceva mia nonna:
     
    Non ti fidare dei taciturni
    La loro superba viaggia sulla groppa
    E pur non avendo le pecore e vende la lana.
     
    Lo diceva mio padre:
     
    Chi guarda lontano cade vicino
    Come un mercante senza soldi
    Gode, si affligge e poi muore.
     
    Lo diceva mia madre:
     
    Non salire in cielo senza scala
    Il Signore non ti aiuta
    Hai perso i buoi e cerchi le corna.
     
    Io dico:
     
    Macchia più un cattivo pensiero
    Che un calamaio d’inchiostro nero
    E chi sa fingere vince sempre.

  • 28 aprile alle ore 18:54
    Culto E Magia Della Rugiada

     
    La rugiada assomiglia
    Alle lacrime del Cielo
     
    In simbiosi e adagiata
    Sui prati e sui pascoli
     
    Fecondatrice d’Armonia
    E donatrice di Bellezza
     
    Partorisce la Vita
    Con i suoi Flussi Benefici
     
    È l’Eterno Mistero
    Dal magico Culto
     
    Capace di Lenire Ferite
    Del Corpo e dell’Anima
     
    Capace di Proteggere
    Da Creature Maligne
     
    Dai Demoni
    E dagli Elfi.
     
    È un Toccasana
    Per Problemi Esistenziali.

  • 28 aprile alle ore 15:40
    Passo a due

    Danzano i vestiti
    intreccio complice
    di sguardi rapiti
    sorrisi loquaci
    all'orecchio del cuore.
    La musica segue
    i disegni corporei
    di due vecchi innamorati.

  • 28 aprile alle ore 10:16
    Tentativi

     
    Corre.
    La buona idea
    di chi libera il giardino
    dalle foglie morte,
    corre.

    Vola.
    Il buon seme
    che tra i superstiti
    ho raccolto chino,
    vola.

    Cantano.
    Le mie ragioni
    dentro un cielo
    che nessuno guarda,
    cantano.

    Rimbalza.
    Tutto nell’indifferenza
    rimbalza e torna a me,
    pietrificato.
     
     
     
    -
    (2005)
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia 06/2010)
     

  • 27 aprile alle ore 22:30
    Ricordanza

    Ti ho amata già
    In un tempo e in un luogo
    assai lontani

    S'apre il ricordo
    ad ogni tua parola
    ad ogni tuo sguardo

    Quando sei turbata
    Quando sei sorridente

    Se osassi dirtelo
    diresti ch'io sono folle

    Ma
    la vera follia è
    non poterne parlare

  • Sei il primo pensiero
    della giornata,
    riesci anche ad essere l'ultimo,
    con la poesia che hai dentro
    mi porti lontano,
    attraversi quei ponti
    che uniscono il cielo reale
    con un cielo immaginario,
    ti nascondo nel fuoco
    delle vene sotto pelle
    fino a diventare stelle,
    che portano segreti e luci
    nella mia profonda notte,
    sei la voce dolce
    che lascia il vento tra i rami,
    quando l'autunno si appoggia
    alla terra e dentro una malinconia
    si guarda, si sogna, si ama.
     

  • 27 aprile alle ore 14:19
    In sella ad un cavallo bianco

     
     
    In sella ad un cavallo bianco
    mi avviai dall’alba verso il giorno
    per poi, oltrepassate le colline,
    con un inchino salutar quegli anni,
    gli stessi che ora chiamo giovinezza
    e che allora non avean nome.
     
    Scendendo di gran fretta a valle,
    a lungo mi fermai nei verdi angoli,
    poi cercai il mare e sazio di emozioni
    mi abbandonai al suo perenne abbraccio.
     
    In seguito, odorai di uomo
    e mi tuffai nei fiumi dell’amore.
    Conobbi pure i duri labirinti
    a prima vista di città qualunque
    solo che quelli eran del Meridione
    così che mi inventai nuovo Teseo.
     
    Intanto che la vita andava avanti,
    che i chilometri me li bevevo tutti
    tra gli insistenti sguardi al mio futuro
    e le carezze del passato prepotente,
    ahimè ho smarrito il filo portentoso
    e quel cavallo non l’ho più trovato.
     
     
    *
    2008
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia 06/2010)
     
     
     
     
     
     
     

  • 27 aprile alle ore 13:39
    Affetti

    Affetti coccolati
    Silenziosamente nel buio
    Intensi nei sogni
    Che cavalcano le notti
    Nella luce
    Con frammenti di stelle.

  • 27 aprile alle ore 13:27
    Cariosside

     
    È novembre!
     
    Cariossidi dorate
    Appena seminate
    Dormono nel freddo letto.
     
    Han sete
    Han bevuto.
     
    Ubriache d'acqua
    Si gonfiano
    Dilatano la crosta rullata
    Aspettano il sole.
     
    Arriva il caldo dal cielo
    E l'embrione partorisce
    Radici
    Stelo
    E foglioline.
     
    Il caldo avanza
    E la piantina danza
    Cresce e matura
    Maturano i chicchi di grano.
     
    Questo è:
     
    "Il ciclo della vita.”

  • 27 aprile alle ore 8:17
    Di morte si vive

    Qual è l’ultima parola?
    Quella che stride
    quella che genera
    il cedimento
    che sgretola i muri.
    Umanità!
    Totale, senza premesse
    senza compromessi.
    Ora hai paura ma poi?
    Capisci quello che dice la morte,
    capisci quelli che di morte si vive
    ma la verità è…che resta tutto uguale;
    eppure il vaccino contro la fame
    c’è già!

  • 26 aprile alle ore 19:39
    Frammento

    I poeti
    non parlano d'amore
    I poeti amano

  • 26 aprile alle ore 11:18
    Voglio guardarti ancora

    Voglio guardarti ancora,
    mentre aspetto l'ultimo treno
    che perderò,
    mentre una nostalgia
    mi attraversa la schiena
    e mi preme sul cuore.
    Voglio guardarti
    senza portarti dolore,
    non riesco a non amare
    la profondità dei tuoi occhi
    e delle tue parole.
    Andrò verso la curva
    più nascosta del mondo,
    andrò e forse mi fermerò
    a ricordare i nostri sogni,
    i nostri angoli bui,
    le nostre verità,
    a ricordare il cielo
    che diventavi nella mia anima,
    che non aveva più cielo.
     

  • 26 aprile alle ore 11:13
    Nelle favole

    Il cavaliere coraggioso
    con la sua fedeltà,
    il re perso nel suo regno,
    la dama innocente  innamorata,
    il giullare che inscena
    una buffa realtà col suo dramma
    segreto,
    il mago che prova magie
    nella torre d'avorio,
    il cantastorie che canta storie
    e leggenda per strada,
    il prigioniero rinchiuso
    in un'attesa solitaria,
    la strega col suo veleno
    che porta malediozioni e morte,
    il lieto fine che nelle favole
    dovrebbe esistere.

  • 26 aprile alle ore 11:10
    Il mio sacro e profano amore

    Il cuscino dove stanotte
    sono cadute le mie lacrime,
    fa riposare un pensiero
    che varca la soglia del cuore,
    quel pensiero vive di eccesso
    d'amore.
    L'alba delicata alla finestra
    non fa rumore
    ed io sento di esistere
    attraverso il ricordo
    delle tue parole.
    Nei respiri torno a pregare,
    nelle preghiere continua
    il mio sacro e profano amore.
     

  • 26 aprile alle ore 11:06
    Nei miei occhi c'era il blu di ogni sera

    Versai del vino nella coppa
    della solitudine
    e il sangue nei miei polsi
    ti chiamava,
    il sogno sembrava vicino,
    ma il mio dolore sotto pelle
    non dimenticavo,
    ero sbiadita dalla scena reale,
    ero presente nel mio amore
    senza rimedio,
    nei miei occhi c'era il blu
    di ogni sera,
    dove sempre te cercavo
    e quando ti trovavo
    non parlavi quasi mai,
    ma nel tuo silenzio
    io d'amore vivevo.

  • 26 aprile alle ore 10:59
    Ed io potrò essere io

    Sono lontano,
    ma con le mie sacre catene,
    sono distante,
    sono come un cavaliere errante.
    Domani il mio destino
    mi parlerà finalmente
    e romperà le gabbie
    ed io potrò essere io
    nell'indefinita notte.
    Le correnti mi assaliranno,
    io sarò come un falco nel vento.
    Vorrei poter vivere
    senza perdere le mie tracce
    nel tempo.
    E perché d'immutabile c'è solo
    l'amore puro?
    Forse perché è l'antico
    elemento divino.

  • 26 aprile alle ore 10:59
    Pellegrina oggi

    Pellegrina oggi di un domani
    che mi porterà sotto la finestra
    appena aperta del tuo infinito,
    un domani che fatica ad arrivare
    e che mi fa sempre più desiderare
    i tuoi occhi, che cadono
    col loro mistero nei miei,
    per guardare insieme la verità
    di ogni imitazione,
    che mi faranno dimenticare
    tutte le altre direzioni,
    che scaveranno
    nel mio profondo grigio,
    per trovare il mio colore nascosto
    e portarlo con sè,
    senza più il dolore di fondo.

  • 25 aprile alle ore 10:22
    Frammenti di cuore

    Ti aggrappi
    ad uno spicchio di luna
    e ti spingi nel vuoto
    a interrogare la notte.
    Alzi il volume del mare
    per coprire i ricordi
    e rattoppi i pensieri di stelle
    per illuminare un sentiero.
    Ti aggiri in punta di piedi
    tra frammenti di cuore,
    scansandoli,
    per non farti male.
    Son strette ancora le ali,
    ma cammini e vai oltre.
    Perché iniziare a sperare
    è già, un po', come volare

  • 24 aprile alle ore 12:03
    Io non poeta

    La poesia, quella di stanotte,
    é intrappolata in un non so dove,
    in un pertugio posto in fondo al cuore
    o, dentro l'anima, in un buco nero.

    Vuole silenzi che non le so dare
    quando il cuscino giro e poi rigiro,
    se piede al piede insisto a frizionare
    o gratto ciglia fino a farmi male.

    La strada che dovrebbe esser muta
    disturbo arreca con i suoi rumori
    ed il sussulto della sveglia odiosa
    scandisce tempo solo da fermare.

    Io non poeta sono prigioniero
    o, meglio ammettere, assai incapace
    di catturare lemmi uno alla volta
    per incastrarli in qualche verso mio.

    (…amore, amare, mare, terra, cielo,
    nuovi universi, lune, stelle e soli...)

    Non scriverò d’omerici vascelli,
    di una strega da tramutare in fata,
    di un seno sotto trasparente seta,
    o del viaggio verso un lungo bacio.

    Ancora prima di tentar poesia,
    facile preda io mi do a Morfeo
    e nebuloso mi diventa il tutto
    nel sogno incerto che andrò a fare.

    Ed é mattina, col sole alto di già,
    mentre a registro il ricordo metto.
    Sembra passato tanto di quel tempo
    e invece... in una man conto le ore.
     

  • 23 aprile alle ore 18:44
    La malattia

    Ma cos’è una rima che genera tanto suono
    e non crea alcunché, una dissonanza,
    quell’emozione, invece, che agguanta un pensiero
    e tu...visionario sai trasformarlo in parole,
    che poi diventano emozione,
    che poi ti fanno superare l’uomo,
    che quando poi scompari, essa...
    rimane immortale!
    Poesia.

     

  • 23 aprile alle ore 18:24
    Corruccio

    Corruccio Il tempo conta I miei respiri pianti per te. Un abisso mi trae nelle sue mani per indurmi nelle sue amarore viscere, lasciandomi divorare da quell'acre limbo nel suo fosco fine! Ma non sarà mai tempo di morir d'amore per te, poiché il corruccio per quanto faccia male quando sgorga spinoso dal mio cuor ferito spezzato dalla crudele tradigione, quel cuore vuol sempre sentirsi rinascere alla speranza del potere dell'amore, che pulsa palpitante ancora per esso!

  • 23 aprile alle ore 14:34
    E poi

    Una luce rossastra illumina l’orizzonte,
    i sogni pescati dentro gli orli dei nostri cuori,
    cuciono idilli sopra la nostra pelle…
    Il sole riaffiora e io mi accendo di te.
     
    La fragranza del tuo intimo inonda il mio respiro,
    penetra e si espande allagando i miei desideri.
     
    l’unica soluzione è lasciarti andare,
    rinascere mille volte dentro istanti prepotenti,
    affondata dolcemente dentro la mia passione,
    vibri sussurrando di aggrapparmi alla tua anima.
     
    E poi il nulla…
     
    Resto intrappolato dentro un tumulto
    che ha solo una via,
    morire dentro te per tu rivivere me…
    Insinuatomi al tuo centro trovo i battiti di vita.