username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 5 ore fa e 38 minuti fa
    Qualcosa è andata perduta

    Qualcosa è andata perduta
    Le schegge saltano
    E anche la celluloide
    Dalle strette cuciture
    Dei vestiti
    Un triangolo orizzontale
    Stella di un buco
    Senza spazio
    Nessun sogno
    La pantera spalma gli
    Artigli nel parco serale
    Con la pioggia capovolta
    Gli stessi fiori di prima
    Bisogna aspettare
    A forfait
    Sui passi accasciati
    Della stagione
    Ombre passeggiatrici
    Più accigliate della
    Luna eterna
    Un solo dipinto
    Fino alle punte dell'erba
     

  • Ieri alle 20:42
    Come l'angelo mundo

    Sempre riconosciuto
    come una persona forte

    ora finisco i miei giorni

    a singhiozzare su fogli vuoti

    bianchi d'inedia

    ritirato nella mia fragilità nascosta

    a sognare e complottare
    contro il destino

    E tutti i giorni
    getto pensieri alla rinfusa

    a combattere l'ignoranza
    che impera nella mente

    pensando alla vita
    che non finirà

    almeno fino a quando
    ci saranno ignoranze come la mia
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • Ieri alle 20:40
    L'estasi più dolce

    Occhi frementi e languidi
    fan divenir involontario turgore
    il piacer nell'interiorità solitaria
    nel desiderio d'intimità appaganti
    Là anche le rose le più intristite
    riprendono vigore e sensualità
    tra carezze vellutate di mani
    intraprendenti in profondità
    e labbra grandi e piccole
    addolcite da fiati disinibiti e saettanti
    a tintillar bottoncini sollecitati
    E gorghi di vita vorticosi
    traccian ruscelli a sboccare
    nel grande mare dell'estasi più dolce
    .
    Cesare Moceo Poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Sento la terra franare sotto questo respiro affannato
    come assenza di vocali
    in un cruciverba  libero
    che muore
    per insussistenza di parole.

    Io
    col fardello di silenzi stanchi
    sbuccio mele a colazione
    per ingannare il tempo
    e prometto
    al seme acerbo
    che avrà vita nuova
    un giorno
    pur sapendo che il destino
    gli ha già opposto il suo rifiuto.

    Non sparigliano questi occhi
    neanche il senso dell'attesa
    e si prostra
    la mia bocca
    all'amara scia del sale
    come ferita di ringhiera
    sulle parentesi della mia pelle.

    Se almeno franassi sulle mie paure
    potrei morire da eroe.

  • sabato alle ore 10:01
    Al reparto perduti

    Puntuale e fatidica
    compare alla porta
    la megera 
    in carne e aghi
    Altra dose di morte dipinge
    sugli spettri
    degli irrecuperabili 
    Scolpisce il reparto 
    di balzi leggeri
    sul marmo viscido
    seminato 
    a chiazze
    di pianti disperati
    Ammaliante è
    sempre più
    dagli occhi di sparviero
    tuttavia
    nessuno ha coraggio 
    di curarsene 
    Solo lo specchio
    ancora pensante
    che domina il fondo 
    tintinna sprovveduto
    come la terra
    sotto l’accanimento d’un treno 
    ad alta velocità.
    L’angelo candido
    incede 
    senz’anima
    scopre gli avambracci
    sfatti di rassegnazione
    e colpisce

  • venerdì alle ore 20:40
    Quando l'anima parla di...nascosto

    Pomeriggi a spasso

    rendono protagonista
    un ensemble di pensieri

    sonoritá dell'anima
    dalle memorie classiche

    nel loro diritto
    di manifestarsi diversi

    in libertà

    pronti a raccontarsi
    cullati dalle melodie del mare

    E ritraggo nei miei occhi
    la sua bellezza interiore

    a rendersi essa stessa
    vera icona di resilienza
    .
    Cesare Moceo poeta

  • venerdì alle ore 20:38
    Profumo di primavere già scorse

    Scrivo

    ed è come se risorgessero in me
    i desideri dell'infanzia

    con la loro impulsività a sfociare ora
    in fervori tremolanti

    Versi

    vellutate sinfonie dell'anima

    che nella mia fragilità emotiva
    trasformano sottili scie di emozioni

    in solchi d'Essere
    seminati a pane duro e sacrifici

    e concimati d'orgoglio
    a germogliare struggenti nostalgie

    che fanno tanto amare che odiare
    con la stessa passione

    E nel mio esser vecchio ponte
    che nessun più attraversa

    mi sembro d'appartenere ormai
    a crepuscoli di futuro

    prosternati al tempo che fugge
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • venerdì alle ore 20:34
    Dolori assopiti

    Non voglio raccontar
    dei miei viaggi

    affinchè vi dèstino tristi pensieri

    ma solamente i sentimenti
    dentro la solitudine e l'abbandono

    E supplico le Nereidi
    e il loro soffrir d'amore

    a accompagnar le mie vigorie perdute

    e spinger le emozioni
    verso salvifiche certezze

    a coprirle di stupore

    cedendo l'una
    negli abbracci dell'altra

    e cospargendole di sfumature eroiche

    strette

    in immense passioni
    e sorrisi di disperazioni e ebbrezze

    E s'accolgon invero

    con preferito orgoglio
    d'esser zimbelle

    nella venialità del tempo

    rassegnandosi piacenti
    alle insidie dell'interiorità del mondo
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • venerdì alle ore 14:47
    Il solco nell'anima

    Non riesco ancora
    a capire...
    Forse ciò è un pregio
    Non staccherò, così, il mio pensiero
    dal ricordo del tuo sguardo...
    Quando sorridevi
    al mio apparire
    inatteso e desiderato

    Ero felice...allora

  • giovedì alle ore 22:24

  • giovedì alle ore 18:24
    Bolle di sapone

    Guarda il bimbo sul balcone
    volar bolle di sapone
    che da poco ha soffiate
    su nell'aria colorate.

    Ecco il vento le ha imbarcate
    e di già sono lontane
    ma brillanti per il sole
    sì che ride ed è felice.

    Poi cominciano a scoppiare
    ed in terra giù a colare
    a instillargli dispiacere
    prima prova del dolore.

     

  • giovedì alle ore 15:00
    Sagome d'attesa

    Sagome d'attesa
    fuori e dentro le stazioni,
    una partenza,
    un arrivo,
    un viaggio prefigurato
    ed un altro compiuto.
    Binari costanti
    su visionarie terre,
    speranze addolcite
    da floridi luoghi
    e colori palpitanti;
    speranze nell'ombra
    dopo scarni confini divisori,
    speranze dentro
    mani strette,
    senza parlare.
    Sagome all'alba
    sveglie già da ore,
    sguardi nel vento
    di ricordi
    tremante anche di dolore,
    sguardi ancora
    propensi ad amare,
    coraggiosi spiriti
    che inseguono verità
    e che non temono di tornare.

  • mercoledì alle ore 18:35
    La montagna

    Si profila all'orizzonte
    piantata tra lago e cielo
    la montagna imponente
    con il volto segnato
    da infinite vicende
    da che emerse dal fondo
    ove pregna di acque
    era ai pesci rifugio
    con foreste marine
    di prezioso corallo.

    Ora azzurre carezze
    prende il sasso scosceso;
    vento, piogge, tormente
    sferzan pascolo e bosco;
    le stagioni ben sente
    dai suoi piedi al bel sommo
    circonfuso di luce
    quando il sole fa giorno.

  • mercoledì alle ore 17:41
    Dentro Hope

    Hope abita sotto il blu come tutti
    solo che il suo è qualche tono più giù.
    Lui parla una lingua sconosciuta - ma non è quello-.
    Dice “siamo con noi” non è un'incertezza
    “io sono te, tu potresti essere me”.
     
    Ci crede: il dentro è uscito e intorno è così grande.
    Perciò colpisce a ripetizione la tempia: pulsa la vita circolare dei gesti.
    Il carillon della giostra meccanica dà vita a un balletto da burattino
    senza un compagno, dietro al volo passato per lui e rimasto da sempre.
    Un richiamo in un Fuoritempo dove ogni lingua è coro -è spiazzante-.
    Lo spartito lo leggono tutti -anche Hope trova la chiave-.

     

  • mercoledì alle ore 0:22
    Ricordi

    Ti rivedo in un dipinto 

    era nascosto nel vecchio baule della polverosa soffitta 

    in cui un tempo giocavamo insieme .

    Passeggiavi  per le strade di Montmartre

    Vestita di fiori

    Avevi negli occhi il riflesso dorato 

    Di una giornata piena di gioia e sole

    Con la collanina di perle appesa al collo sottile ,

    Dono della nonna.

    Ricordo il suo scialle arcobaleno 

    I capelli argentei minuziosamente raccolti 

    Le sue mani avvizzite prendono le tue 

    E danzate per la stanza spoglia 

    Impreziosita solo da una luce fioca .

    Le acque della Senna creano una dolce musica .

    Poi apri la porta e corri via 

    Con me .

    È’ un traboccare di vita ,

    Non la puoi fermare.

    La piazza è ricca di pennelli e di colori .

    Seduta composta 

    su una seggiola di fronte a me 

    Ti lasci disegnare gli angoli della bocca

    Vermiglia. 

    E sorridi.

    Ti guardo 

    Vedo il pallore delle tue guance 

    smunte .

    È’ l’ultima primavera . 

    Posseggo un’ immagine di quella gioventù

    Rimasta eterna,

    Di quel pomeriggio insieme 

    Le carezze gentili 

    Mentre corri e mi sfuggi 

    Su e giù per le scale di Parigi .

    È’ scesa la pioggia 

    Poi timidi fiocchi hanno imbiancato La città .

    È’ arrivato dicembre .

    Leggo di te sulle cartoline sbiadite di Natale 

    Con gli occhi chiusi 

    E ogni volta ti vedo tornare

    Candida 

    Come questa neve .

  • martedì alle ore 20:36
    Profumo di primavere già scorse

    Scrivo

    ed è come se risorgessero in me
    i desideri dell'infanzia

    con la loro impulsività a sfociare ora
    in fervori tremolanti

    Versi

    vellutate sinfonie dell'anima

    che nella mia fragilità emotiva
    trasformano sottili scie di emozioni

    in solchi d'Essere
    seminati a pane duro e sacrifici

    e concimati d'orgoglio
    a germogliare struggenti nostalgie

    che fanno tanto amare che odiare
    con la stessa passione

    E nel mio esser vecchio ponte
    che nessun più attraversa

    mi sembro d'appartenere ormai
    a crepuscoli di futuro

    prosternati al tempo che fugge
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • martedì alle ore 20:34
    Quando l'anima parla di...nascosto

    Pomeriggi a spasso

    rendono protagonista
    un ensemble di pensieri

    sonoritá dell'anima
    dalle memorie classiche

    nel loro diritto
    di manifestarsi diversi

    in libertà

    pronti a raccontarsi
    cullati dalle melodie del mare

    E ritraggo nei miei occhi
    la sua bellezza interiore

    a rendersi essa stessa
    vera icona di resilienza
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrerodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • martedì alle ore 20:32
    L’anima parla

    Che meravigliosa sensazione che pervade quando tocchi con mano l'affetto e la stima che ti vengono elargiti...grazie Antonietta Caramanico...

    Un segno...
    attendo,
    e,
    questa volta,
    la mia anima
    parlerà.

    Prenderai
    la mia mano?

    Sarai con me?

    Il mio io
    è affranto
    e
    i miei pensieri
    scivolano
    a ricordi dolorosi.

    Sarai capace
    di rinfrancarlo?

    Sai,
    mio dolce amico,
    i miei nodi
    vogliono
    una chiave
    per essere
    sciolti!

    Ecco,
    mi sono
    raccontata!

    Ho voglia
    di sentirmi
    libera
    e
    spiccare
    quel meraviglioso
    volo,
    che appartiene
    all’eternità.

    So
    che non è
    ancora
    il momento
    di andare
    e
    allora
    il cuore
    ti affiderò!

    Curalo!

    @antoniettacaramanico
    ore:22,59
    20 maggio 2019....dedicata a te Cesare.....ed è per te

  • martedì alle ore 15:08
    Incanti di sabbia

    Il sole è un abbaglio
    dall'eternità,
    l'oro della sabbia 
    ha i tuoi occhi
    Poche cose 
    sanno irradiare
    l'ordine del caos 

  • martedì alle ore 10:52
    Intenso

    Calamitata… ascolti, la finezza della mio cuore …l’intensità della mia brevità! T’amo. Luciano Capaldo ***” La brevità è una grande attrattiva dell’eloquenza”- Cicerone

  • lunedì alle ore 21:02
    Ondate d'emozioni

    Ondate d'emozioni

    a divenire essenze del "nulla"
    e spargersi ovunque

    sentimenti

    trini e unici o forse ancora meno

    simboli di voler essere
    luci luminose di sregolatezza

    Illusioni

    seduttrici e inquiete

    solitarie e tristi

    coraggiose e ribelli

    a sentirsi bizzarrìe difettose
    tra pensieri stirati

    nell'abitudine a viver da sole

    e procurarsi gli alimenti
    tra gli assedi d'ogni parte
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrerodoc @ Tutti i diritti riservati

     

  • lunedì alle ore 20:59
    Ironiche parole

    Inchiostro e pennino s'abbracciano
    a stringer la morsa del pensier languente

    giocarci accanto

    insieme

    nella passione più sfrenata

    a colpire in pieno
    le meravigliose note del vivere

    Restauro il mio volere
    nell'ironia buia e sconsacrata

    di farne rivoluzionario spirito
    d'ogni tempo

    e regalarne gli estremi frutti

    con la loro essenza
    a contrastare e combattere

    l'ingordigia affamata
    e trasgressioni di finte tradizioni

    La' uomini e situazioni
    restano a convivere

    con il pensare più impuro

    dove tormenti e tumulti
    impazziscono d'odio

    e nascondono tutte
    le interiori tensioni

    in questa volontà e nell'illusione
    di una felicità... conquistata

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati
     

  • lunedì alle ore 20:57
    Il divenir dei giorni

    Mi è tempo di percorrer
    il viver con altri ritmi

    mi è tempo di dar spazio
    ad Angeli e Demoni

    narrar del futuro
    che potrebbe più non essere

    e con i battiti a saltar
    osarne il canto

    Un tempo
    la gioventù parlava d'amore
    e d'altro lui stesso adesso conta

    tremule passan le ore
    a raccontar la vita

    d'anima trafitta e gioie violate

    E mentr'io continuo a far "il grande poeta"

    do vile incenso a poveri riti
    e vano lamento al mio destino
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrerodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • lunedì alle ore 13:16
    Come il Sole

    Come il Sole ce ne andiamo di notte
    risorgiamo al levarsi del giorno
    dall'aprire primo degli occhi
    al fermarsi nostro del cuore.

    Oh, il Lume di codesta Terra
    mai dà fine alle orbite intorno
    volta a volta allegrando i viventi
    nel perenne ritorno in stagioni!

    Però a noi non fu dato l'eterno
    che in promessa di religioni
    solo un attimo al corpo concesso.

    Ah, le nostre stagioni non tornano
    ché nessun può riavvolgerne il filo.

  • domenica alle ore 18:13
    Strada (acrostico)

    sconfinamento a sfondi, infine
    triste lo spazio cresce
    rorido d’interferenze, in noi
    affioranti -le curve spoglie-
    diafana luce che ha gettato
    a cedui passi, istanti.