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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 5 ore fa e 34 minuti fa
    Ricordi di un tempo

    In quell'angolo dei ricordi, l'anima si vestiva di melanconia emozione, dove la musica nel suo abbraccio forte trascinava delicatamente la mente in un dolce valzer indietro nel tempo, dove incastonato il nostro passato vissuto danza la nostra anima le note dello spartito del cuore dove si trasformano in ricordi indelebili da conservare nello scrigno della vita. Sono i nostri sogni incancellabili.

  • 6 ore fa e 31 minuti fa
    Sera

    La gioa stasera vorrei cantare
    quella dei balli del dopoguerra
    dei ragazzi pasoliniani vivi
    nelle loro polverose lambrette
    con la pischella in sella per la notte
    e se ce scappava un bacio era tanto
    ma hai voglia per gli amici quanto vanto.

  • Ieri alle 20:23
    Rami

    Si placa il sole sul ramo del gelso
    quanto ci siamo stati
    quasi un pomeriggio credo intrecciati
    ora siamo rossi e spaventati.

  • lunedì alle ore 14:39
    Poesia Haiku

    Forte passione tra le onde di luglio naufrago amore

  • domenica alle ore 11:30
    DISINGANNO

     
     
    Miravo a stelle per rubarne luce
    con cui inondar l’anima e il cuore
    ma si spegnean al primo sguardo mio.
     
    Chiedevo al sonno mare e solo mare
    per ripartire dal miglior fondale
    ma l’alba mi svegliava tra le antenne.
     
    Cadean versi su foglio immacolato,
    frantumi al tocco della bianca carta,
    racconti persi in un intenso affanno.
     
    Il sogno che si avvera non esiste
    se non per chi, poeta fino in fondo,
    s’aggrega lesto al volo del miraggio.
     
     
     
     
     
    *
    Data di stesura 14/07/2015

  • sabato alle ore 23:31
    Guardarmi dentro

    Guardarmi dentro
    per ritrovare il bagliore
    di una terra attraversata all'alba,
    col mio passo a forma di foglia
    che nel vento perde il suo dolore,
    custode di linfa d'amore.
    Guardarmi dentro
    e perdonarmi,
    guardarmi e sapere d'amarti.

     

  • sabato alle ore 17:03
    Il Dove dell'infinito

    Un altro tempo per salvarmi
    e ridarmi luce,
    un'altra preghiera
    nel vento del cuore
    portata ai piedi della croce,
    una danza di figure misteriose
    sotto gli alberi dell'ennesima
    illusione,
    un'erranza di parole e giorni
    dentro il mio muto sguardo,
    che desidera sapere il Dove
    dell'infinito che,
    senza accorgetene,
    mi hai donato.

  • venerdì alle ore 23:18
    Sto scrivendo con la luna alla finestra

    Sto guardando il cielo
    che mi trovo davanti,
    in questa sera di elementi
    e forze contrastanti.
    Non ho più voglia
    di incorniciare la vita
    senza il suo dolce stare intorno,
    cerco negli occhi un lampo,
    pioggia nei miei deserti,
    un suono di campane
    nel piccolo paese che tace,
    cerco per raccogliere la pace.
    Scegliere la malinconia
    di carezze avide
    che sfumano sulla sua schiena,
    dormire come un naufrago stanco,
    ma salvo sulla riva.
    Sto scrivendo con la luna
    alla finestra,
    la notte arriva con i suoi canti
    e sulle tempie le mie mani
    imprimono desideri.

  • venerdì alle ore 19:15
    Poesia Haiku

    Silenzio cupo nel cuore del vecchio uomo l'inverno parla

  • giovedì alle ore 23:01
    Centrale, Milano...

    Stazione centrale, odore di piscio, uomini addormentati sotto mucchi di ricordi. Mucchi di stracci abbandonati negli androni, dimenticati nel via vai, lasciati, schiacciati dal peso del tempo che non ha più lo stesso scorrere... Stazione centrale nella luce del sole, nell'odore di urina nell'odore del mondo che non sale mai sui treni e rimane schiacciato dal peso di tutti i ricordi. 02/07/20. h.19,22

  • giovedì alle ore 18:53
    Incastro perfetto.

    Labbra illuminate dalle stelle,
    pelle salata nelle notti
    d’estate,
    aria librante di un amore
    grande che inebria,
    in un circolo di pura luce fluida,
    magicamente,
    i nostri corpi a incastro perfetto.

    Due pezzi di un puzzle
    uno bianco e uno nero,
    due conchiglie che combaciano
    divinamente,
    si odono mari in tempesta
    diversi ma uguali.

    Due mani sinistre
    intersecate,
    alimentate dal fremito
    palpitante del cuore.
    Baci si consumano
    più veloci della luce,
    più pieni della luna.

  • mercoledì alle ore 21:01
    A mia madre

    Se il tempo la smettesse
    di ricordarmi la tua assenza,
    avrei più tempo di vederti qui,
    in carne ed ossa,
    fianco a fianco.
     
    Infilerei le curve del tuo viso,
    riempirei i solchi della tua vecchiaia
    e toccherei i cieli di quegli anni
    come accadeva sempre
    quando tu mi sorridevi.
     
    Da questa età che avanza
    ti guardo e ti riguardo ancora.
    Mi frusta a sangue, oggi,
    la smania d’afferrarti tutta
    ma... neanche un lembo del vestito a fiori!
     
    Se il tempo iniziasse
    a fare rotta in quel passato,
    avrei più tempo di rivederti lì,
    in carne ed ossa,
    fianco a fianco.
     
    Se mi desse finalmente retta,
    raschierei i miei errori
    come quando, alla lavagna,
    cancellavo i nomi dei cattivi
    quando entrava la maestra.
     
    ***
    Nel maggio del 2007, non so per quale particolare motivo, il pensiero a mia madre è stato più forte del solito da quando il 22 Settembre 1989 l'ho persa. Così è nata questa poesia che in luglio 2008 ho deciso di rendere pubblica. Quando guardiamo alle nostre esistenze e a quelle che nel tempo diventano sempre più saldate al nostro io, si ha quasi l'idea che il personale bagaglio di affetti e sensazioni non possa essere "esportato". Credo che tutto ciò avvenga per un’errata interpretazione del delicato pudore o della delicata gelosia per tutto quanto attiene alle nostre esperienze più intime. Mia madre é mia e mia resterà per il resto dei tempi, naturalmente, ma ho voluto pensare a quanti, nel ricordo della propria, non trovano la forza e il coraggio di esprimere dolore, tenerezza ed affetto. Spero quindi che qualcuno/a possa identificarsi in questi versi e a quel qualcuno/a ritengo quasi giusto regalarli. Faccio tutto ciò nell’assoluta felicità del dare e nel ricordo, indistruttibile, di mia madre.
     
    *
    Anno di stesura 2007
    Poesia tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia - 06/2010 – Prefazione di Angela Ambrosoli)
    Testo premiato alla XXXVI Edizione del Premio Firenze 2008 - Pubblicata nell’Antologia “Quando la poesia diventa vita”

  • mercoledì alle ore 18:44
    Ho chiuso un canto

    Ho chiuso un canto
    in una bottiglia
    lasciata al mare,
    ho abbandonato a fatica
    il mio richiamo all'amore
    per farlo tacere.
    Ho sperato che un'anima
    trovasse il canto
    che mi rendeva fragile,
    volevo che un sognatore
    lo ascoltasse
    per trovare il mio stesso sogno,
    volevo che arrivasse
    a quell'amante solo,
    che porta addosso come me
    un dolce dolore clandestino.

  • 31 luglio 2019 alle ore 19:07
    Mi sorrise la Signora

    Fu macchia di cespuglio

    a ostruire il passaggio

    alla Signora

    Mi sorrise Ella

    fra il chiaro scuro delle forme

    -rasserenata dall’impotenza-

    E andò

    non falciò

    il germoglio c’ancora aveva

    bulbi verdi.

     

  • 31 luglio 2019 alle ore 18:07
    Ciao pa'

    Ho visto la vita sfuggirti di mano
    spegnere il fuoco delle tue parole 
    col sarcasmo di un demone muto
    e lasciare il tuo battito
    appeso al filo dell’immobilismo
    come farfalla scolorita
    in un caleidoscopio di silenzi.

    Ho visto i tuoi occhi annegare nel pianto
    e riemergere a prua
    come delfini curiosi
    Tu
    con la tua impaziente euforia
    hai abbracciato il mio sguardo
    col coraggio delle tue paure.

    Nell'attimo fuggente
    ho colto in te
    l’anima di mio padre
    con quel sorriso così fragile
    e pieno d’amore
    in cui si riflette
    la mia essenza di giullare.

  • 31 luglio 2019 alle ore 8:45
    Lo spavento

    Brutto è quando hai dolore
    Che ti spaventi e non ti curi
    Ce l' abbiam tutti 'sta mania
    Mai saper vogliam la malattia

    Sempre la ricerca dice una cosa
    Cùrati che torni come una rosa
    Conoscevo una con i dolor di pancia
    Macchè! Invece era in gravidanza

    Mammelle prostate e difetti vari
    W i medici anche se tanto cari
    Possiam così in santa pace stare
    Perché c' è chi serio il medico sa fare
     

  • 29 luglio 2019 alle ore 18:11
    Ho cercato l'estate nella tua bocca

    Ho cercato l’estate nella tua bocca
    come flusso di parole sarcastiche
    in palindromici gemiti.
     
    Sul quaderno delle tue labbra inquiete
    le stigmate di un orgasmo afferrato
    sono la mia ode blasfema al cielo
    e non sorprende
    l’ignavia del tempo
    a masturbarsi di attimi
    quella gola profonda
    che inghiotte la sete
    di un desiderio mai arso.
     
    Ho cercato l’estate nella tua bocca
    prima che Dio mi presenti il conto
    e spenga, di me, l’ultima sigaretta.

  • 29 luglio 2019 alle ore 7:59
    Tutto di te ancora mi attraversa

    Tutto di te ancora mi attraversa
    e il passaggio è linea e solco.
    Leggero incide la mia vita 
    quel "sempre"che incauto ti sfuggì
    alla svolta del nostro cammino
    effimero istante
    attimo sospeso in un sommesso spicco
    prima del bivio.

  • 27 luglio 2019 alle ore 12:46
    Ricordo d'estate

    Dopo i saluti
    e gli arrivederci
    con i Poeti dell’Ariete
    inizia l’estate...
    la stagione più breve e più amata
    mi auguro che sia ancora in grado
    con le mie liriche di toccare il cuore
    dei miei lettori
    e che io possa partecipare agli incontri
    con animo più sensibile e aperto
    e che possa albergare sempre maggiore amicizia
    tra i componenti di questo gruppo.

  • 26 luglio 2019 alle ore 23:15
    Indecenza

    Politici amici;
    politici nemici.

    Indignazione;
    corruzione.

    Indecenza;
    Incompetenza.

    Povera Italia;
    o' Italia mia.

  • 26 luglio 2019 alle ore 20:05
    Anima fluida

    Ero lì
    Sono lì
    lapislazzulo
    su palpebra d'etere
    - suo sogno -
    A sua azzurrita coda
    sosta il mio corpo
    - Profilo d'organza
    è il peplo sull'anima -
    E mi par d'essere
    anima fluida
    - laddove i suoni cullano -
    libera spaziare.
     

  • 26 luglio 2019 alle ore 8:41
    Sul tavolino c'è il chiaro di luna

    Sto sveglia sulla lontananza
    - è lampante: che poi ritorna 
    al posto che occupava sempre

    qualcosa di speciale 
    qualcosa di normale
    presenza volto odore

    la chiara scrittura del quotidiano
    malauguratamente 
    come palla di carta
    messa a tacere nel cestino

    C’è il poster di cento anni 
    ha la faccia del sole 
    e un sasso da lanciare al mare
    la grande sfida alla gravità
    e subito l’abbraccio, dove
    specchiare gioie di fragili cristalli

    Sono vecchia – ho cento anni
    germogli da poco nati sono legni 
    le braccia hanno lasciato giri di collane

    il collo è un orfano 
    è la gruccia senza camicia

    come sarebbe facile se fossi te
    (darmi la mano quando esci dallo sguardo)

    Poesia edita in "Canti di carta" © Fara Editore 2017

  • 25 luglio 2019 alle ore 21:48
    Pietruzze colorate

    Negli ardenti pomeriggi che il sole lo bruciava, il mare,
    e le sabbie incandescenti vestivano di beige i sassi,
    io non guardavo l’onda, come accadeva all'alba,
    non sbirciavo, tra i riflessi, pesci in vena di specchiarsi.

    Non tastavo con i piedi l’alta roccia del fondale.
    Non m’immaginavo Ulisse, come accadeva all'alba.
    Me n’andavo a testa china, sugli alti zoccoli di legno,
    coi pensieri dei miei anni a seguire curve d’acqua.

    Poi, al primo luccichio, circoscritto era il mio il regno.
    Genuflesso e speranzoso, io cercavo le pietruzze colorate.
    Senza alzar granelli a iosa, sotto l’afa degli agosti bruzi,
    esigevo quelle più capaci d’arricchire lontanissimi sultani.

    Pretendevo le brillanti per poi accettare anche le strane
    o, almeno, quelle meno opache quando l’onda le lasciava.
    Messe in tasca ad una ad una, costruivo arcobaleni
    da vuotare poi, a sera, sopra il marmo della mia cucina.

    Quanto male mi facevo, sui ginocchi ore ed ore,
    nella presa dei colori, di qualcosa che segreto più non era.
    Che silenzio, colmo d’incalzanti fantasie novelle,
    in quel metro quadro del sogno, dell’unico allora possibile!
     
     
     
    *
    Stesura anno 2006 - Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia – 06/2010 – Prefazione di Angela Ambrosoli) – Poesia finalista al Premio Firenze 2007 – Pubblicata dal Mensile di cultura Il Saggio (11/2011)

  • 25 luglio 2019 alle ore 14:06
    Ispirazione grado 0

    Inutile chiedere
    all'Arte dell'Arte
    quando un suono verde
    d'alga m'ovatta-
    la Stella d'Oriente
    è velata-
    come sfregio
    creo copie
    di un qualunque
    me stesso
    M'assillano
    pensieri
    di forma
    sbiadita
    e agorà di parole
    morte
    Vero,
    l'Inclinazione
    gioca al piattello:
    lei tira a segno
    e fa di me
    il suo bersaglio.

  • 25 luglio 2019 alle ore 14:02
    Lady Evil (portrait)

    LADY EVIL (PORTRAIT)

    sacra dea arte irriverente 
    pietra ametista gli occhi
    senza pietà lo sguardo
    secco greto la bocca
    di sassi viola i denti
    a manciate in acrilico
    sorriso e lacrime
    -succo di more amare
    su gote vinaccia -
    cadono a picco
    nel vuoto pauroso
    nel gelo che lasci