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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • Ieri alle 15:41
    Dio ha parole

    Dio ha parole, stravolge pezzi 
    in versi, che son luminosi
    e necessari a volte
    apparire diversi dentro il tempo 
    dell'universo sottilissimo pensiero 
    divino
    Un libro da aprire e sfogliare è lui
    con tinte dai sapori caldi 
    di un padre presente
    e costantemente impegnato
    nei diari delle vite consacrate
    in passi azzardati 
    dietro amici del dolore che macabro è
    ma ammiratori ne ha
    distruttori, delle anime perbene
    nelle ombre, divenute silenzi

  • martedì alle ore 13:19
    E così via

    E così via

    E’ quando ti volti indietro

    che accusi il tempo,

    che restituisci colore al colore

    odore all’odore

    e così via…

    Sensi o sensazioni,

    il rumore cupo del cuore

    che sbatte contro la ragione

    che ridona la vista

    ricorda la memoria

    smentisce ogni impegno

    in nome della semplicità

    delle piccole cose

    ...che hai vissuto inconsapevole

    e così via…

    Ho impegnato il mio tempo

    ignorandone il suo oceano

    come fossi un pesce

    interessato solo a nuotarci dentro

    dimenticando che

    la sua misura sono

    le trasformazioni.

    Si posano addosso, esse,

    come neve che si squaglia

    non appena decidi di utilizzarla

    e così via…

    Il tempo però che ho perduto

    per il mio amore

    per il nostro amore,

    ha reso importante il mio tempo

    ed è solamente...mio

    ed è solamente ...tuo

    e così sia…

    Luciano Capaldo

     

  • lunedì alle ore 23:39
    Stasera ho guardato le case

    Stasera ho guardato le case
    dalla strada percorsa nel vento,
    stasera ho sentito un qualcosa
    di malinconico e sereno
    nel guardare certe finestre
    addormentate
    o col bagliore di luci tranquille.
    Tutto intorno sembrava
    immerso in un profondo
    e dolce riposo,
    un richiamo al silenzio
    e, poi, alle voci
    di un celestiale coro.
    Tutto sembrava un dormiveglia
    sulla strada verso casa,
    l'estate mi aiuta a trarre più vita.

  • lunedì alle ore 14:27
    Baciami, ora

    Baciami, ora.
    Che il miele della tua bocca
    si sciolga, piano, al calore della mia pelle.

    Scoprimi, con le labbra soltanto.

    Sfiora i capelli, scomposti,
    seta tra le tue dita,
    che alle ciocche si intrecciano,
    uva fragola tra i fili ramati.

    Accarezza le palpebre,
    tremanti,
    che ai tuoi occhi i miei sottraggono,
    d’incanto rapiti.

    Soffia brividi alle ciglia scure,
    trama d’ombra e pudore
    sulle guance arrossate,
    ricamate di stelle d’avorio.

    Assapora la bianca curva del collo,
    gustane il frutto dolce a piccoli morsi,
    ascolta il mio battito fondersi al tuo,
    ancora, e ancora.

    Percorri questo mio corpo,
    arrendevole al tuo tocco,
    disarmata e nuda spiaggia,
    che al tuo profumo si dona.

  • domenica alle ore 22:44
    Nei miei occhi altri pensieri

    Nei miei occhi
    altri pensieri
    cadono dentro giorni
    con i sogni esistenti
    dietro vetri di finestre
    e gli alberi che vedo
    parlano nel vento,
    parlano di un Dio
    che vive in ogni memoria
    e angeli cantano
    per lenire nei ricordi
    le ferite.

  • domenica alle ore 17:28
    Alato è il pensiero

    Alato è il pensiero
    che sorge da una visione
    di libertà dell'anima,
    che scavalca i muri
    di un'oppressiva casa.
    Alato è il cuore
    nei gesti di purezza,
    nei silenzi che oltrepassano
    il vaneggiare di parole ricamate.
    Alato è quell'amore
    che anche da lontano
    si mantiene vivo,
    che si cerca quando piove
    e fa buio,
    quando negli occhi
    si vede un dolore
    e le nostalgie diventano
    tracce di persone
    che se ne sono andate.
    Alato è l'amore
    quando in un abbraccio
    il male viene anestetizzato
    e si guarisce con le carezze,
    per guardare un cielo
    senza memoria.

  • sabato alle ore 19:01
    Tacita la voce

    Tacita la voce
    di quell'amore riverso
    negli occhi
    che, troppo spesso,
    hanno pianto,
    occhi che guardano
    l'argento delle stelle,
    che un tempo furono parole,
    parole d'amore
    sopra il dolore,
    parole, poi, cadute,
    scarnificate,
    ma non dimenticate.
    Tacita nell'ombra
    sta la voce che cantava
    e mistica a se
    tutto il senso rivelava.

  • venerdì alle ore 16:45
    Quell'uomo è ancora in cammino

    Un'armonica dentro la giacca,
    il cappello sembrava far parte
    della sua testa
    ed un paio di baffi gli coprivano
    la bocca che non sorrideva più
    sulla sua faccia.
    Era l'uomo che aveva sulla fronte
    dolci rughe custodi di un tempo,
    ormai, andato,
    i suoi pensieri erano come
    dorati chicchi di grano
    sparsi in una notte senza dei
    o senza un Dio giusto e sovrano.
    L'uomo dallo sguardo lontano
    e profondo camminava
    sui sentieri nascosti del mondo,
    dipingendo le sue albe
    e i suoi tramonti
    con la malinconia dei suoi silenzi.
    Qualche volta, lo vedo
    dai vetri della mia finestra,
    quell'uomo è ancora in cammino
    e ad ogni passo arriva una risposta.

  • 31 luglio 2021 alle ore 22:33
    Ma tu non lo sai

    Permane il fuoco delle tue parole
    dentro i miei pensieri randagi
    che ti cercano al tramonto,
    ma tu non lo sai.
    T'incontro mentre si sgretola il giorno,
    ma tu non lo sai.
    Piango nel silenzio di lacrime
    che provengono da un tuo sogno
    che mi racconti,
    ma tu non lo sai.
     

  • 30 luglio 2021 alle ore 22:22
    Narrava il folle

    Narrava il folle,
    narrava d'amore,
    narrava di un tempo
    in cui ogni parole si faceva fiore,
    narrava di quando
    era uno stato privilegiato
    il perdere la ragione per amore,
    poi narrava di stanze nascoste
    illuminate soltanto
    da un barlume di luce lontano,
    dove la notte si tramutava in abisso
    e il suo pianto ricopriva l'intero palazzo.
    Narrava il folle,
    narrava di dilemmi
    e di giochi incongrui del destino,
    narrava di paradossi lungo il cammino,
    narrava di richiami dal cielo,
    di petali sparsi sui dolori,
    di speccchi rotti alle pareti,
    di sorrisi deformati
    e di incastri insensati.
    Narrava il folle
    e continuerà a narrare
    di enigmi e d'amore
    e di enigmi d'amore.
     

  • 30 luglio 2021 alle ore 21:23
    Frammento

    Solo 
    una parola
    Per descrivere il mio
    desiderio

    Sognarti

  • 29 luglio 2021 alle ore 10:45
    Mi prende, la sera

    Mi intriga
    e a punti scelti mi ricama
    Mi tesse
    Mi aggroviglia
    In fili di seta cruda
    punto a punto
    impolvera di stelle
    questo cielo che è il mio
    Mi raccatta la sera
    dagli angoli di bui incastrati
    fra muri di incensi
    profumati di templi
    E di preghiera m'incanta
    il mesto pianto
    di una me - qualsiasi -
    che vita ha perduto
    fra la sera e la luna
    fra l'alba e un tramonto
    Mi prende la sera
    mi intriga mi incanta mi tesse
    Aggroviglia mie vite a vite altre
    La mia in ombra in ombre d'altri
    e si fa sera
    M'intriga la sera
    a punti scelti ricama
    incensi incastrati
    fra muri di fuori ai templi
    e incensi fumanti
    a impolverare di cielo codesto istante di vita ricamato
    fra fili crudi di seta.

  • 28 luglio 2021 alle ore 15:03
    Rischiando l'oblio

    Ho rotto inutili calchi di gesso
    per avere l'argilla fra le mani
    e impastare nuove forme d'amore,
    messe da parte per quel tempo
    in cui cadranno i cieli
    e la mia terra diventerà scura,
    rischiando l'oblio
    del mio innamorato canto.

  • 28 luglio 2021 alle ore 1:52
    Disegnatore di case

     

    Premessa

    La terrazza di casa mia (a Reggio Calabria in via Italia, quartiere Santa Caterina, dove ho vissuto fino al conseguimento del diploma di Geometra) e la passione giovanile per il disegno hanno ispirato questo componimento, fedele resoconto in versi di alcune tra le più belle immagini che ho nel cuore.
    Aggiungo, ma solo per completezza di informazione, che nel più bel cortile del mondo (quello della palazzina dove abitavo io) all’età di 10 anni incontrai un geometra intento a seguire dal vivo i lavori per la costruzione di un garage. Quella chiacchierata con l’uomo in cravatta, qui non esposta, mi fece innamorare di quel mestiere. Questa poesia vuole essere il ricordo di un sogno inevaso. Poi, infatti, la vita mi ha riservato altro, ma questa è un’altra storia…
    Aurelio Zucchi (Roma, 11/06/2009) 
    *
    Ricordi ancora quelle belle volte
    quand’aspettando il fine primavera
    o la fanfara della festa estate,
    staccavi scaglie di meriggi al giorno?

    Salivi, con la palla ed un fratello,
    per quei gradini che contavi sempre,
    le rampe di riverberi e fragranze
    e su quei muri si segnava un nome. 

    La vita era di mille vite insieme,
    pistacchio e cioccolato a far la torta
    che panna e frutta sormontavan tutta.

    Poteva capitarti un pezzo grande
    o il poco che giustificasse il gusto
    e succedeva che in quella fetta
    neanche l’ombra della bianca crema
    od il color di fragola o ciliegia!

    Ma poi, appena quella era ingoiata,
    tu t’accorgevi ch’era pure buona
    e, al diavolo, se per una  volta 
    il caso favorito non ti aveva.

    Lasciamelo dir,  la tua terrazza
    era a dir poco un po’ particolare
    qual campo noi da gioco pensavamo
    su un mattonato di seconda scelta
    pieno di gobbe ed indecenti crepe.

    Ma come facevate, tu e Antonello
    a tirar sempre quasi rasoterra?
    D’accordo, tu eri già un po’ calciatore
    ma lui …. che undici anni aveva appena?

    Quando alla fine stanco si sedeva
    o per falso dolore si lagnava, 
    per te era segno ch’era giunta l’ora
    della merenda che giù l’aspettava.
    Te lo prendevi in braccio a spupazzarlo
    e insieme guardavate il vostro mare
    e quindi, giù, correndo di gran lena
    a riportarlo al covo interno 6
    dove qualcuna l’aspettava fiera
    con nella mano pane e mortadella.

    Tu invece lesto sopra ritornavi,
    stavolta a due a due i tuoi gradini 
    che sempre tutti bene ricontavi
    per il timor d’averne perso uno.

    Lasciavi l’uscio d’abbaino aperto
    e t’affacciavi al vento e al parapetto
    dal lato di quell’ultimo tramezzo
    e da gendarme perlustravi il porto.

    Confessa, maledici quel palazzo
    che alto, troppo alto, t’impediva
    di buttar l’occhio pure sul naviglio
    verso quel molo nell’aperto mare?

    Chissà le quante volte t’hanno chiesto
    qual è il mestier che tu vuoi far da grande?
    Il pescatore o il marinaio oppur
    del faro più lontan sarai guardiano?

    Disegnator di case voglio fare
    tu rispondevi e non avei dieci anni,
    e, via, cucine letti sale e bagni
    tracciati e ritracciati sui quaderni
    per poi strapparli in mille e mille pezzi
    se una misura giusta non tornava.

    Poi nella vita tu hai fatto d’altro
    così come la vita t’ha permesso
    ma, per favore, se lo vuoi, mi tiri
    planimetrie perfette dal cassetto,
    con tutte le finestre della casa
    rivolte al mare che da quel terrazzo…?

    *
    Poesia vincitrice del XIV Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio-Città di Eboli” (Eboli 31/07/2010)
    Mensile Il Saggio 08/2010
    Menzione Speciale I Ed. Premio Thesaurus Sez. inedita “Trofeo Salvatore Quasimodo” (2012)

  • 27 luglio 2021 alle ore 22:26
    Anni diluiti

    Anni diluiti
    dentro silenzi incombenti,
    dentro abiti sbagliati,
    dentro specchi
    che catturano per istanti
    la mia anima
    che sfugge alle persone.
    Anni dietro le quinte,
    anni a stringere i pugni,
    anni a stare ferma sulle soglie
    a desiderare,
    a sognare tra le trame di stelle
    di un cielo quasi dimenticato,
    anni a contare i passi del passato.
    Dietro i vetri
    è rimasto il mio viaggio,
    ma il mio respiro
    rimane vero.

  • 27 luglio 2021 alle ore 20:13
    La Notte

    Fuggo il giorno
    Quando
    Sul mio letto
    Ritrovo la notte
    E con essa,
    I miei sogni.
    Il buio regala
    Magie, Dolcezze
    Cancella brutture.
    Le stelle scintillanti
    Sussurrano musica
    Dolce e soave
    Col canto della luna
    Che sorride gioiosa
    Invitando al riposo
    Il giorno che rinasce.
    Mentre io
    Rincorro la notte.

  • 26 luglio 2021 alle ore 19:40
    Una preghiera

    Una preghiera matura
    nell'ombra della notte,
    quando il silenzio
    copre le strade
    e certe distanze
    sembrano meno lontane
    da questo antico paese,
    dove le memorie
    sono dentro il suono
    delle campane.
    Una preghiera cerca
    la sua voce
    ad ogni passo fatto
    con fatica,
    ad ogni volo d'uccello,
    ad ogni amore
    che si tiene per mano
    varcando l'inverno,
    ad ogni solitudine
    che dimentica un incanto.

  • 26 luglio 2021 alle ore 19:05
    A notte si placa

    Il giorno scompone e sconvolge
    il passaggio del tempo
    a notte il movimento si placa
    rende tenero ogni colore urticante
    morbido ogni suono graffiante
    Carezza e avvolge la notte
    come nessuno e niente
    mai può fare.

  • 26 luglio 2021 alle ore 16:39
    Frammento

    La melodia
    dei nostri sguardi

    Essi danzano
    sulle note
    del piacere sublime...

    Unico e infinito

  • 26 luglio 2021 alle ore 13:04
    Dell’amore, secondo me

     
    Per caso, avete visto l’amore?
    Oh Signore, devo chiedergli un favore!
    Cosa dite? È birichino?
    Sì, lo so.
     
    Se lo prendo lo strapazzo.
     
    Non può esser che da sempre
    giochi sempre a nascondino.
    Ieri là, oggi qua, domani boh...
    si traveste ma... é sempre bello.
     
    Cerchiamolo, diamoci da fare!
     
    Tu! Vai in quella direzione
    dai bambini con il lecca lecca in mano,
    dalle madri colte al volo in un sorriso,
    da quei figli che lo hanno propiziato.
     
    Voi, invece, stazionate sotto il cielo.
     
    E aspettate, aspettate buoni buoni
    nostra luna con la scorta delle stelle
    verso cui lucidi occhi, quattro almeno,
    lanceranno tenerissimi sospiri.
     
    Dai, non perdiamo altro tempo!
     
    Qualche altro, dall’olfatto buono,
    si immetta nel sentiero di collina
    e controlli la freschezza tra i roseti
    o i profumi delle primule odorose.
     
    Forza, non restiamo imbambolati!
     
    Quattro o cinque, coraggiosi,
    per favore si dirigano pazienti
    all’inizio dell’amplissima radura
    dove udranno gridi di guerra.
     
    Non si arrendano alla prima eco!
     
    Specie là, la ricerca insista
    tra una bomba e un’altra ancora,
    tra le polveri delle vite ignare
    o tra sagome d’innocenti in fuga.
     
    Io dico che ce la faremo.
     
    Quanto a me, sto per recarmi
    nelle zone colorate, giù al mare,
    e aspettando che m’arrivi l’alba
    guarderò tra le pieghe delle onde.
     
    Chi lo trova, avvisi gli altri.
     
    Se lo prendi, quello è tipo che t’ascolta,
    che si scioglie in mille pezzi e te ne regala uno.
    Non prendiamoci la briga di rimproverarlo,
    dicono che lui ha sempre ragione.
     
     
     
    *
     
    Anno di stesura 2008
    (Tratta da “Appena finirà di piovere” – Global Press Italia 06/2010 – Prefazione di Angela Ambrosoli)

  • 26 luglio 2021 alle ore 12:02
    Tornerà

    Tornerà la vita
    sì lo farà
    Ruberà venti alla resa
    donerà cristalli del Tempo
    c’ogni cosa contiene
    E sarà colore del cuore
    l’infinita poesia.

  • 25 luglio 2021 alle ore 21:28
    Frammento

    Nel sogno
    verrei
    Prima che sorga
    l'alba

    È insonne la notte
     

  • 25 luglio 2021 alle ore 18:35
    Esito Delle Guerre

    L’arruffio d’una barca in avaria
    Avvampata sotto l’arsura
    Di un sole tanto audace
    Alla ricerca dell’attracco
    Al molo che argina il mare
    Prodigo di avannotti
    Mentre nell’aria gabbiani
    Sorvolano i moti del mare
    E le sventure dei gommoni
    Affollati di speranze
    Stracolmi di paure
    E incertezze
    Attuali e remote
    All’orizzonte l’aliscafo
    Anfitrione dei mari
    Alitato dai venti e dai motori
    Angustia e angoscia i pensieri
    Man mano che si accorcia il tempo
    E solo poi stupisce e allibisce
    Colui che allarga le braccia
    Per alleviare il tormento
    E passare da l’angustia
    Ad una allestita accoglienza
    Che dona loro la speranza
    E l’animo per il futuro.

  •                        
     
    Amore
    Non morire
    Dura tutta la vita
    Amore
    Sei come l'aurora
    Nasci e ti perdi nella sera
    Amore
    Sei come il crepuscolo
    Ti tuffi nel seno della notte
    Amore
    Sei come il vento
    Spiri tutti i sentimenti
    Amore
    Sei come il mare
    Mai sempre calmo
    Amore
    Sei come la pioggia
    Attesa e poi bagni di pianto
    Amore
    Sei come la nebbia
    Ti dissolvi nel nulla
    Amore
    Sei luminoso
    E poi buio come la notte
    Amore
    Sei un vulcano
    Esplodi ardi e ti raffreddi
    Amore
    Sei come la neve
    Candido e poi gelido. 
    Amore
    Sei una fiamma
    Che si spegne per non ardere.
    Amore
    Sei come una foglia
    Voli come una bianca farfalla
    E poi precipiti nel nulla.
    Amore
    Non morire
    Dura quanto vorrei.
    Amore!

  • 24 luglio 2021 alle ore 23:16
    Il vivibile tra noi

    Il vivibile tra noi
    è chiuso dentro parole
    che riescono a delineare quasi
    il contorno del cielo,
    arrivando in certi angoli in ombra
    dove sono sospese certe verità,
    certe emozioni,
    certe difficoltà,
    certi errori.
    Il vivibile tra noi
    ha dei confini instabili,
    ha delle finestre spalancate
    su notti di magie
    e notti di lacrime,
    notti ingenue di falene
    e notti di scelte d'amore,
    notti di silenzi
    e notti di attese.
    Il vivibile tra noi
    s'incarna in un bacio,
    in un incontro di anime
    che si leggono negli occhi.