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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 8 ore fa e 43 minuti fa
    Inutile rivolta

    Un bacio
    di ghiaccio
    mia amata,
    sul cuore
    mio pirata scagliasti
    e [lui] freddato rimase
    da quel fulmineo
    sguardo
    come una saetta.
    Rivoltoso
    il sole cercò
    di riportar
    pace tra
    quel tiranno
    bacio

    quel cuore
    malato: ma
    or anch'esso 
    giace
    in un campo
    di girasoli
    diafani e neri
    imprigionato dentro
    solitaria speranza.

    Taranto, 13 agosto 2018.

  • 8 ore fa e 47 minuti fa
    Risveglio

    Mi è giunto il tuo pensiero... Delicato Testardo Era quasi l'alba

  • mercoledì alle ore 16:13
    Mi tengo tutto...tutto serve! (Pride)

    Mi tengo tutto ciò che ho, ben stretto
    (...tutto serve!)
    Mi tengo tutto ciò che ho: ciecamente,
    cinicamente e strenuamente.
    (...tutto serve!)
    Mi tengo il (mio) dolore,
    mi tengo la (mia) insicurezza,
    mi tengo la (mia) confusione,
    mi tengo la (mia) infinita nostalgia
    e tutta la (mia) dolcezza
    (...tutto serve!).
    Mi tengo i (miei) bagliori notturni,
    mi tengo il (mio) stupore,
    mi tengo i (miei) sogni diurni,
    mi tengo i sogni quelli chiusi in un cassetto
    mi tengo le parole che non ho (mai) detto,
    mi tengo il (mio) fervore;
    (...tutto serve!).
    Mi tengo le (mie) tristezze e le (mie) malinconie: 
    che sono tutte mie
    Mi tengo i (miei) ricordi belli ed anche quelli brutti
    e me li tengo proprio tutti;
    (...tutto serve!).
    Mi tengo il (mio) stupido orgoglio ferito,
    mi tengo le (mie) ferite,
    mi tengo i (miei) sbagli fatti: che tanto hanno influito;
    mi tengo il (mio) fare lunatico e tutte le (mie)
    inutili battaglie: quelle perdute e quelle vinte,
    quelle concluse e quelle (mai) finite...quelle finte!
    (...tutto serve!).
    Mi tengo le (mie) inquietudini
    mi tengo il (mio) passato e il (mio) presente
    mi tengo le (mie) strane manie e le (mie) cattive abitudini,
    mi tengo tutto quanto: che è sempre meglio di niente!
    (...tutto serve!).
    Mi tengo la (mia) naturale paura della morte,
    mi tengo la (mia) voglia di vivere, a volte;
    mi tengo la (mia) joye de vivre d'ieri, la (mia) voglia
    morire di oggi, nonché le (mie) naturali ed insane emozioni,
    mi tengo le (mie) ipocrisie e le (mie) contraddizioni;
    (...tutto serve!).
    Mi tengo il (mio) pensiero libero ed il (mio) mondo,
    mi tengo il (mio) curioso sentire e vedere...le cose a tutto tondo;
    mi tengo le (mie) piccole e buone "cose",
    mi tengo il (mio) vivere alla giornata, senza futuro:
    né in grande o in piccola dose;
    mi tengo il (mio) mollare ed il (mio) tener duro!
    (...tutto serve!).
    Mi tengo il (mio) senso di vuoto ed i (miei) pensieri: tristi e cupi,
    mi tengo la (mia) misantropia e la (mia) testardaggine;
    mi tengo le (mie) fatue illusioni e le (mie) disillusioni:
    in dentro dei "dirupi" ,
    mi tengo le (mie) giravolte col tempo e la (mia) stupidaggine,
    (...tutto serve!).
    Mi tengo i (miei) sogni svaniti e quelli realizzati,
    mi tengo le (mie) occasioni perdute ed i (miei) fallimenti,
    mi tengo i (miei) pugni presi in...faccia (sui treni mai presi)
    e quelli dati
    mi tengo, sì, mi tengo i (miei) malcontenti i (miei) tradimenti,
    (...tutto serve!).
    Mi tengo le (mie) fantastiche allucinazioni e la (mia) ingenuità,
    mi tengo i (miei) alti e bassi ed i (miei) malumori;
    mi tengo le (mie) debolezze e la (mia) umana fragilità,
    mi tengo il (mio) romanticismo démodé e le mie fantasie: coi (miei)
    tanti languori!
    (...tutto serve!).
    Mi tengo la (mia) solitudine e la (mia) anima inquieta e ribelle
    mi tengo le (mie) insofferenze ed i (miei) beceri idealismi;
    mi tengo i (miei) qualunquismi ed i (miei) falsi moralismi,
    mi tengo i (miei) antiquati principi: trovati sotto cattive stelle
    vissuti sulla mia pelle!
    (...tutto quanto serve!).
    Mi tengo la (mia) indifferenza e la (mia) apatia,
    mi tengo (mio) immenso rimpianto di vita vissuta...passata!
    Mi tengo (mio) indelebile rimpianto per le persone amate
    (perdute) andate via,
    mi tengo la (mia) vita di merda...: che non l'ho cercata!
    (...tutto serve!)
    Mi tengo il (mio) inguaribile "male di vivere" ed il
    (mio) incurabile istintivo "spirito di sopravvivenza",
    mi tengo il (mio) cuore, a volte tenero altre di pietra: ma già
    pronto ad ogni evenenza!
    Mi tengo il (mio) grande cuore - che batte - spesso ferito, ed oramai
    inaridito spento;
    mi tengo il (mio) raziocinio e la (mia) razionalità, il (mio) momento,
    mi tengo il (mio) tenero dolce cinismo, la (mia) calda freddezza, il (mio) lurido
    fare di ghiaccio,
    mi tengo la (mia) sporca rabbia in corpo e (mia) fottuta vita:
    e con lei vò a braccio!
    (...tutto quanto serve!).
    Mi tengo (miei) castelli di sabbia: scivolati in mare;
    mi tengo (miei) ricordi di allora: di estati in riva al mare;
    mi tengo (miei) ricordi di estati: ad aspettare a nuotare,
    a ballare, a volare via a...
    (...tutto quanto serve!).
    Mi tengo tutto ciò di cui ho scritto in queste
    insulse righe:
    e lo porto sulle (mie) spalle,
    mi tengo tutto ciò di cui ho scritto in queste
    insulse righe:
    e lo vivo sulla (mia) pelle,
    mi tengo tutto ciò perché è (mio),
    mi tengo tutto ciò perché è quanto mi resta!
    (...proprio tutto serve, sì, tutto quanto serve!)...
    ma non so se mi basta!

    Taranto, 20 giugno 2013 (modificata in data 10 maggio 2016).

  • mercoledì alle ore 14:59
    E'soltanto un funerale

                                                     da: Delio Tessa, poeta anarchico milanese.
    E'soltanto un funerale:
    cornacchie andate a male,
    suonano violini guzla
    e trombettieri del Piave;
    "Dove sono gli invitati?"
    grida un vecchio indiano
    con la stampella d'oro in mano:
    "Forse sono andati a male
    anche loro"
    risponde la moglie del morto.
    E'soltanto un funerale:
    la chiesa è chiusa, allora
    dritti al camposanto!

    a: Vladimir Majakovskji, poeta rivoluzionario (russo)...amante della vita!

     

  • Sempre = tutti = (li trovi li vedi li senti)
    da ogni dove, in ogni dove: migrantes!
    Parton tutti lontano da dove per andare...
    lontano da dove; pieni di sogni
    sono e di speranze, e di illusioni;
    parton tutti lontano da dove: carichi di illusioni ma
    senza soldi, disperati, senza nulla da perdere.
    Migrantes!
    Lasciano le loro case e le loro famiglie per
    andare in un punto, verso l'ignoto;
    per andare in un punto...lontano
    da dove: basta che sia lontano,
    lontanissimo dalla loro miseria, dalla
    loro fame di...sogni;
    basta che il vento, anzi, un vento di libertà
    li porti...lontano da dove: migrantes!
    Migrantes!
    Ma il porto d'approdo è
    pieno di trappole, migrantes,
    il porto d'approdo è scaltro,
    spietato con voi, migrantes;
    non lascia scampo a quelli come voi: migrantes!
    Il porto d'approdo, le terre di approdo
    non amano i viaggiatori come voi: perché
    han paura del vostro anelito di libertà;
    della vostra sete di nuove terre...
    hanno paura della vostra disperazione, migrantes!
    Migrantes!...
    Ma voi non vi lasciate abbagliare,
    e non vi lasciate accecare dall'odio (di quell'approdo,
    di quelle terre)
    non vi lasciate ingannare, non vi lasciate fottere,
    non vi lasciate illudere (da quell'approdo,
    da quelle terre...mai, migrantes!).
    Migrantes: non vi lasciate umiliare mai.
    E non perdete il rispetto di voi stessi;
    continuate a sognare, a lottare,
    a credere...
    nella forza della speranza e del coraggio: migrantes!
    Migrantes!
    Siate sempre fieri di voi stessi, abbiate
    sempre fede...(solo) in voi stessi;
    contate (sempre e soltanto)...su voi stessi, o
    migrantes!
    Migrantes!
    Mantenete intatta e pura
    la vostra dignità,
    la purezza dei primordi che è in voi;
    non smettete mai di sentire...il vento
    che spira forte da sud (quello è)
    il vento del cambiamento,
    migrantes!
    Migrantes!
    Abbiate sempre sete:
    di giustizia, di pace
    e fratellanza, migrantes!
    Migrantes!
    Non smettete mai
    di guardare: verso
    l'orizzonte,
    di cercare
    nel cielo il punto d'incontro
    con l'infinito, 
    di camminare lungo
    una strada chiamata...domani,
    di immaginare il sole
    che nasce;
    di camminare ed arrivare
    ad una strada chiamata...domani:
    quella è la vostra meta, migrantes!
    Migrantes!
    Non smettete mai
    di essere voi (stessi);
    di essere padri e figli,
    madri e sorelle,
    uomini e donne: ricordatevi
    quelli siete voi, migrantes!

    Taranto, 11 febbraio 2013.

  • lunedì alle ore 21:16
    Chissà

    Nella sala d'attesa... Ad aspettare il treno che non arriverà mai Se non fossi lì t'avrei persa per sempre Non è illusione È amore

  • lunedì alle ore 18:30
    Al confine di una chimera sbiadita

    Torneremo a voltarci indietro
    anche se non lo vogliamo,
    torneremo a ricucire
    quel cielo antico strappato
    che avevamo indossato,
    dove tutte le stelle
    si confusero con la luce
    dei sogni che avevamo
    contemplato,
    ma il nostro desiderio
    più grande
    rimase impigliato
    tra le pieghe di quel cielo
    onirico e stellato,
    dove vivono ancora
    gli inattesi e freddi
    buchi neri
    e la memoria di ciò
    che eravamo
    resta al confine
    di una chimera sbiadita
    nei nostri occhi
    dal sale bagnati.

     

  • lunedì alle ore 16:50
    Solo con te nei miei pensieri

    Sto qui al mare 
    Sempre a pensarti
    Senza goder mai più
    Della tua presenza

    Vorrei averti qui
    Ti cerco e non ti trovo più
    Rovistando tra i pensieri
    Felicità di ieri

    Mentre le onde s' infrangono
    Con violenza sugli scogli
    La mia mente come loro
    Ritorna nel suo perpetuo movimento

    Vorrei afferrarti per mano
    Sempre calda come il sole di oggi
    Certo più forte del pensiero
    Oscurato da un mondo senza te

    Gli stridenti gabbiani si avvicinano
    Planando per cibarsi
    Poi mi guardan minacciosi
    Scrollandosi le piume

    Mi avverton di andar via
    Ramingo allor vago per la spiaggia
    Solo con te nei miei pensieri
    Mia unica e cara compagnia

  • lunedì alle ore 10:44
    Al voto!

    Passano gli anni
    e ritornano le solite facce
    le promesse fantastiche
    sorelle alle frottole.

    Si scindono partiti
    s'inventano contenitori
    a intercettare sostenitori
    fra disgustati elettori.

    E' tutto un muoversi
    di soldi e sondaggi
    d'intese e di scontri.

    E' servizio al Paese
    confronto d'idee
    per chi ancora ci crede.

  • domenica alle ore 21:36
    La scoperta

    Nel gelido tepore
    di quei freddi e lunghi inverni
    il mio cuore si bagnò di solitudine:
    fu allora che scoprii
    d'esser nudo innanzi
    al mistero
    della vita e della morte...
    annusai d'esser uomo veramente.

    Taranto, 22 gennaio 2018.

  • domenica alle ore 21:32
    Strani luoghi

    A Katmandu
    non esiste (la) luna piena
    ma soltanto "petali di sole"
    che si schiudono al crepuscolo;
    a Katmandu
    le farfalle non sono scimmie
    impazzite
    ma soltanto "ladre di parole".

    a: Robert Wyatt

    Taranto, 15 febbraio 2018.

  • domenica alle ore 21:22
    Ascolto, ascolta...

    Ascolto il mio silenzio: ascoltare
    il proprio silenzio
    colma i vuoti da sempre vuoti
    dissonanti e remoti;
    ascolta il suo (di) silenzio: ascoltare
    i silenzi altrui svuota
    di vuoto il proprio vuoto, sia
    quello sconosciuto eppur lo già noto.
    Una piccola candela
    come una cometa nella notte
    arde vispa forte arde;
    eppoi lentamente si consuma: nessuno
    mai, però, va ascoltando il suo
    "silenzio".

    Taranto, 15 febbraio 2018. 

  • domenica alle ore 21:15
    Avec le temps

    Al ragazzo il vecchio disse:
    "con il tempo avec le temps...
    tutto si consuma, lentamente tutto
    si consuma,
    il tempo tutto consuma (e divora): il fuoco lento
    d'una candela smunta o quello fatuo delle passioni;
    tutto si consuma, le catene si spezzano;
    la solitudine è la nostra libertà:
    soltanto l'uomo solo è veramente libero
    ragazzo: lascia così che sia,
    lascia che il tempo consumi
    con il tempo avec le temps...
    la paura della solitudine passa,
    passa la paura della malinconia;
    la paura di essere amati e quella
    della morte passano,
    Tutto alla fine passa: perciò, ragazzo,
    - dammi ascolto -
    lascia che sia
    lascia che scorrano le cose
    lascia pure che trascorra e passi il tempo:
    e vada per la sua strada...
    con il tempo avec le temps".

    da: Leo Ferré (a Leo Ferré).

    Taranto, 5 settembre 2017. 

  • domenica alle ore 11:14
    ANTICHI CAVALIERI SOSTANO

     
     
    Nel borgo del duemila tutto tace.
    Antichi Cavalieri sostan fieri;
    attendono quel freddo locandiere
    che schiuda l’uscio fresco di vernice
    all’aria netta di leggenda eterna
    perché si posi in ritrovata lena
    tra nuovi e vecchi tarli adesso sparsi
    sott’occhi ignudi di trofei dormienti.

    Su, da tempo, li aspettano le dame
    a mo’ di madri riposate a lungo,
    innamorate del previsto sgarbo
    di un muto lattante che pria o poi,
    non più immobil perla tutta rosa,
    dal fondo della tana paradiso
    e dal tepore d’immacolata coltre
    si desterà braccando lesto il seno.

    Stagion dei sempre vivi eroi
    a tutti annuncia già il suo ritorno.
    Altèra e schietta, oggi si prepara
    a rinnovare i sogni un dì spezzati
    dal Nuovo Evo dei previsti cieli,
    delle ventur vagliate una ad una
    e dei respiri freddi e soppesati,
    del nulla che ormai non ci consola.

    Antichi Cavalieri sostan fieri.
    Si guardan tutt’intorno frastornati,
    le grate d’ombra solo rischiarate
    dai riflessi di tegole argentine.
    E c'é chi lustra lame affezionate,
    chi già si appresta con arditi guizzi
    ad allestir lo sventolio di chiome
    alla conquista degli amori persi.
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2005

  • domenica alle ore 8:32
    Le ore in una stanza

    una stanza tale fatta di ore
    di gente rude e introversa, studiando
    del profilo il vizio fragile e poi
    dagli zigomi riderne
    cercando lo spregio per gli anni
    per una ruga che non riesce
    a stirarsi in felicità.
    nessuno che asciughi la brina
    dei nostri occhi affondati
    anche se un giovane oggi
    forse un creativo
    portava un pistillo di sole
    mi sfregava sul fianco
    odore di pioppi e wisteria.
     

    Ispirata a "Les demoiselles d’Avignon, Pablo Picasso,1907

  • sabato alle ore 16:43
    Er bon governo

    Un bon governo, fijji nun è cquello
    che vv'abbotta l'orecchie in zempiterno
    de visscere pietose e ccor paterno:
    puro er lupo s'ammaschera da aggnello...
    nun ve fate confonne: un bon governo
    se sta zzitto e ssoccorre er poverello.
    Er restante fijjoli, è tutt'orpello
    pe accecà ll'occhi e ccomparì a l'isterno.
    Er vino a bbommercato, er pane grosso,
    li pesi ggiusti, le piggione bbasse,
    bbona la robba che pportàmo addosso...
    ecco cos'ha da fà un governo bbono;
     e nno ppiaggneve er morto, eppoi magnasse
    quant'avete, e llassavve in abbandono.

    (da: "Sonetti", G.G. Belli) 

  • venerdì alle ore 17:04
    Ischia7appunti

    una Nike conficcata nel ventre. Qualcuno dice : hey  e scivola in venti metri di fiamme. Siesta delle lucertole a cascata. 

    Il villaggio fa schiuma semplice. Ogni giorno. Una specie di sciarbodio sacro.Dalle sartie troppo ingarbugliate.

    La signora straniera passa a cavallo dell' asino. Sulla fila delle valigie
    abbandonate per strada.

    Con i lacci sciolti delle scarpe. Il tramonto rosso. Ciao isola benedetta.Tutto finisce in  un secondo.

    Ha da passà sta nuttata e' càffè...
     

  • 15 agosto alle ore 14:35
    Forse troverò

    Senza più nessuna
    promessa d'amore,
    senza più coprire
    il dolore,
    senza più difese
    o favole da inventare,
    senza più rincorse
    e muri da innalzare,
    amami anche così
    senza dirmi niente,
    facendomi perdere
    nel tuo sguardo
    stregato d' incanto,
    perché solo perdendomi
    nel mistero di questo amore
    sterminato e solo,
    forse troverò tutta
    la bellezza e verità
    che cercavo.

  • 15 agosto alle ore 11:28
    BIANCA VELA

    Di mare in mare naviga il pensiero
    ossessionato dal trovar la luce
    di bianca vela nel mezzo dei marosi
    da riportare indenne al porto mio.
     
    Viaggiatore è il risveglio nuovo
    di un’estate che non vuol morire,
    menefreghista dell’età che passa
    e provocante come donna astuta.
     
    Se riuscisse a scorgerla qualcuno,
    si rechi presto, qui, in questa casa
    a dare a me l’esatta posizione
    perché raggiungerla io possa
     
    e, capitàno del tempo che mi resta,
    ancora prima di condurla in rada,
    la porti a spasso in acque di fiducia
    standomi zitto su cronache d’adesso.
     
    Farò una sosta in centro d’universo
    gettando l’ancora tra il verde e il blu
    dove i miei bagni facevo a testa in giù,
    dove i miei anni accarezzavo piano...
     
    per non scalfire pelle e gioventù.

  • 14 agosto alle ore 21:49
    Ci è stato dato

    Ci è stato dato del tempo,
    ci è stato dato del dolore
    da superare,
    ci è stato dato amore,
    ci è stato dato un vulnerabile
    cuore,
    ci è stato dato del veleno
    da estirpare,
    ci è stato dato di perdonare
    e di essere perdonati,
    ci è stato dato più di un muro
    da oltrepassare
    ed un fuoco nelle vene
    per amare
    e dal male purificare.
    Ci è stato dato il pianto
    di calde lacrime
    per far fuoriuscire
    la tenera nostalgia
    e la tristezza,
    ci è stata data la tristezza
    per capire la felicità,
    ci è stato dato il sorriso
    per sostenere l' amarezza.
    Ci è stata data memoria
    per essere più profondi
    e non ricadere negli errori,
    ci è stato dato del coraggio
    da dimostrare,
    ma anche coraggio da custodire
    e vigliaccheria da seppellire.
    Ci è stata data la parola
    per rafforzare un' idea,
    ci è stato dato silenzio
    da scegliere
    e separare dalle parole,
    ci è stato dato un mondo
    da accettare e anche rispettare,
    ci è stata data passione
    da proteggere per sognare
    e ancora sognare,
    ci è stata data l'emozione
    di un bacio
    per unire due anime
    nella stessa poesia.

     

  • 14 agosto alle ore 7:59
    Ai volatili fiori

    Ai volatili fiori
    il viso alterato del transfert
    cerato profumo a ogni fiuto.
    Le mani, l’innesto.
    Ma io, c’ero?

  • 14 agosto alle ore 4:00
    Lei verrà

    Verrà la morte e
    avrà
    i miei occhi
    ma non la loro
    luce.

  • 13 agosto alle ore 20:07
    Spettacolo ammaliante

    Questo spettacolo guardo
    Quando la stanchezza
    Spesso verso il tardi
    Batte la freschezza

    Quando chiaro lo vedo
    È una meraviglia
    Davvero mi delizia
    Come mia figlia

    È fino alla morte
    Spettacolo ammaliante
    Negli occhi e nel cuore
    Bellezza come tante

    Spesso non siam tranquilli
    Ha ricordi lontani
    Qualche fumata si fa
    Com'altri vulcani

    Nominato in poesia
    Tanti l'han immortalato 
    Tanti pittori l'han dipinto
    Solo Raffaello l'ha scordato

  • 13 agosto alle ore 16:28
    SCIAMI DI STELLE

     
    Sciami di stelle al debutto
    velano la luce della luna
    a me che aspetto solo comete,
    a me che mi ostino a inseguire
    le scie del passato,
    le chiome dell’oggi,
    i traccianti del futuro.

    Tardano, i miei astri.
    Forse svolazzano,
    ubriachi d’inebrianti fantasie
    marcite nel cuore d’impaziente poeta.

    Del giorno che sta per arrivare,
    io non guarderò l’alba questa volta,
    né il carrubo sulla collina.

    Questa volta
    non mi farò bruciare dal sole.

    Schiverò la giostra dell’anima
    ma quando arriverò al mare
    sarò ancora malato.
     
     
     
     
     
     
     
    Stesura Anno 2004
    Pubblicata sulla testata giornalistica www.quicalabria.it
    Premio speciale IL SAGGIO (Concorso di Poesia Il Saggio Ed. 2007 – Eboli)

  • 12 agosto alle ore 17:04
    Lungomare rem

    Una lingua di silenzio
    taglia le coltri 
    Sui fianchi
    il libeccio si mescola
    con il ruvido del sale