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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 febbraio alle ore 22:45
    Sotto l'ombra di quel salice

    Continuo ad essere
    sotto l'ombra di quel salice,
    in quei pomeriggi
    di respiri semplici
    con pensieri malinconici.
    Continuo a chiedere
    la Verità, l'essenza,
    continuo a vivere il destino,
    l'assenza,
    continuo il sogno
    con le lacrime,
    continua il mio amore
    a crescere.
    Sotto l'ombra di quel salice
    ho sorriso alla vita
    con un sorriso dimezzato,
    con il cuore da ferite
    già tracciato.
    Continuo ad essere ombra
    sotto l'ombra di quel salice,
    dove nascondo la mia voce,
    dove s'intravede un Dio
    con il suo cielo.

     

  • 28 febbraio alle ore 18:29
    Da punte di ali, lo sguardo

    Dal nido dell’aquila

    dalla punta d’ala

    guardo

    il tuo volo planare

    su onda bassa increspata

    - sui suoi ricci

    il cuore lasciare -

    Dalla cima del monte innevato

    dalla punta dell’ala

    ti guardo

    - lascio piume sull’onde -

    Fui sirena

    - invitante

    in crespi d’onde maliziose -

    Ti rapii

    nel mentre in onde salate

    lavavo il mio canto di vita

    E tu osservavi

    da cime innevate

    Ti persi

    nello scambio di cime

    per onde salate

    Son ora gl’orizzonti lontani

    riflessi di canapo e d’onde

    e nidi di aquile e gabbiani

    - da punte di ali -

    a guardare.

  • 28 febbraio alle ore 14:41
    Divento

    Divento terra
    per conservare le tue orme,
    divento vento per cullare
    i ricordi con le lacrime
    e quelli dolci
    come un tuo ritorno.
    Divento pagina bianca
    quando cambia il tuo umore,
    divento preghiera
    davanti al dolore,
    divento strada e orizzonte
    per fuggire altrove,
    divento voce
    se non trovi tu le parole,
    divento alba,cielo e stelle
    nel tuo stesso pensiero,
    divento profonda tristezza
    senza il tuo sguardo d'amore.

     

  • 27 febbraio alle ore 18:14
    Isolamento

    E anche questo vuoto
    di scaffali mi entra in testa,
    tarlo mattiniero,
    fedele compagno di solitudine
    più scelta che imposta.
    Mi muovo appena,
    non respiro quasi
    incontrando chiunque
    e lasciandolo distante,
    semmai vicinanza
    ci sia mai stata prima.

    E' il mio habitat ideale,
    da tempo
    quasi lo aspettavo
    ed ora che ci sono dentro,
    penso alla follia
    di ritrovarmi isolato
    in un mondo spolpato
    dalla paura
    dell'incontrollabile.

    Lucido spettro
    di egoismi creati
    là fuori
    per farti fuori.

  • 26 febbraio alle ore 16:04
    Lo sguardo del rumore del mare.

    Non è facile cominciare il giorno,
    offrendo nelle mani,
    illusioni e ricordi
    per ritrarre lo sguardo
    di chi veste del mare, il rumore
    nel candore dei raggi del sole.
    Sono un po’ disegnati
    i suoi occhi di cobalto
    in un paziente sorriso danzante,
    quasi un faro d’inverno,
    per dirigere diversi passi incerti.
    Sono occhi che evadono le parole,
    mai seri, un po’ leggeri,
    ma quando essi celano l’anima,
    l’eguale sentimento indifeso
    pare solo vivere,
    ancora, di un unico attimo eterno.
    Poiché più non sono ombre,
    gli amanti che guardano
    camminare il presente
    alla finestra l’una dell’altro.

  • 26 febbraio alle ore 13:39
    Innamorato

    O Milly
    la nostra unione
    continua come
    se non si fosse
    mai interrotta
    ed anzi aumenta
    la sua grandezza
    la nostra comune passione
    per la poesia ci ispira sempre nuovi versi
    i nostri cuori formano un unico suono
    vivremo insieme per sempre
    perdonandoci  a vicenda dei nostri errori.
     

  • 25 febbraio alle ore 17:58
    Piano le gocce e noi

    Piove così sottile
    molto in silenzio
    piove di sole spento
    piove perché
    anche il grigio parla una lingua
    e sporca le rose
     
    Piovono sassi sul fogliame
    una cenere nuova fa distanza
    È marcia la terra
    spariscono orme
    di quando si aspetta un raggio
    un bagliore un fuoco
    un “quanto mi scaldi”

    un come
    vaporizzato
    dalla meccanica dei fluidi
    così che va
    tutto ciò che abbiamo
    che siamo
    -e ora come stai?-
    dalla terra in su
     
     

  • 24 febbraio alle ore 16:16
    [Nacqui...]

    Nacqui in una tempestosa notte:
    brulicante assai di forti scosse, tuoni e saette;
    mia madre d'un tanto travagliò, anzi,
    di molto sofferse nel mentre del parto
    ma mi condusse poi con sicura mano
    e tranquilla lungo lo strano e fascinoso viaggio:
    attraversando, cioé, le malsane strade
    e strette assai della vita!

    Taranto, 13 febbraio 2016. 

  • 24 febbraio alle ore 11:59
    Svelato dai tarocchi

    Si è nascosta al nostro sguardo
    lo spicchio di luna del mattino
    al primo riflesso della luce,
    come la notte precedente dietro
    nubi a perdita d’occhio. L’azzardo
    è stato affidarle quel destino
    bugiardo, nello scontro veloce
    tra due universi. E se il metro
    puro di ogni scelta è la passione,
    potremo assolverci, vento di mare
    e acqua di rupe sullo stesso fianco
    d’orizzonte. Che siano i rintocchi
    dell’età a rapirci, picchi d’emozione
    in diretta di giorni da abitare
    nell’amore e quell’abito bianco
    di chiffon svelato dai tarocchi.
     
     

  • 24 febbraio alle ore 9:59
    La montagna

    Vecchio gigante dai capelli bianchi
    testimone di questa terra verde
    dove il tuo pianto gelido si perde
    scendendo giù dai poderosi fianchi.
    La tua ombra rapida mi agguanta
    quando il sole si arrende alle tue spalle,
    la tua mole torreggia nella valle
    mentre la notte di nero ti ammanta.
    Nel freddo del mattino già sei desto
    al primo sole che pallido appare,
    bianche nebbie ai tuoi piedi a riposare,
    fumi diffusi per cui ancora è presto.
    Col giorno che s’avanza nuova vita
    si fa spazio in quest’aria adesso tersa
    come cercando l’innocenza persa
    di quell’età che subito è finita.

  • 23 febbraio alle ore 21:41
    Non devo più nascondermi

    L’aria, fuori dal torrione,
    è diversa dalla mia.
    Beccheggia tra le invitanti strade
    fin troppo larghe perché anch’io
    non le guadagni come gli altri.

    Mi metterò, quindi,
    lo zaino delle smanie in spalla,
    provando a oltrepassare indenne
    la folta siepe che separa me
    dall’uniformità.

    Quando sorrido e quando no,
    avverto al cuore un’onda lunga
    più o meno avendo l’impressione
    d’essere io, io solo al mondo,
    a saperlo fare.

    In più,
    chiudo gli occhi a quanto gira attorno
    e li apro ai menestrelli della vita
    col grave errore
    di perdermi chissà che cosa della ruota.

    No!
    Non devo più nascondermi
    nel collo altissimo di un dolce vita,
    tra il pulviscolo di questo nuovo cielo,
    in grembo a riccioli di nuvole
    che… non sono mie!

    No!
    Non devo più nascondermi
    nelle cantine delle dolci orme,
    in pance di scintille di bellezza
    o aggrappato come rospo raro
    all’àncora scaduta d’annegati sguardi.

  • 23 febbraio alle ore 11:03
    Il nostro sogno

    A volte uscivamo dalle stagioni
    andando con le mani nella sabbia a cercare,o sui ciottoli
    con gli impermeabili e il mare,
    il vento e nessuno vicino a quel mare.

    Andavamo lì per restare.E tu mi dicevi "c'è tanto vento",
    ti chinavi sui sassi e dicevi "guarda"
    e io mi chinavo nella voce delle onde del mare,del nostro sogno.

  • 22 febbraio alle ore 21:30
    Hai voglia che sia pura

    Hai salvato qualcosa
    dall’altra parte del mattino?
    fuggito via da un pozzo vuoto
    di desideri
    con una lama scintillante
    - il tuo sole malato -
    hai sgozzato l’amianto
    e grandi scheletri di ruggine
    disseppellito plastiche
    ed epistemi ambigui
    -e quanta melma
    sotto uno scialle finto verde.
    Il tuo ludo terreno
    di sanguinanti rovi
    ti celebra da tuniche bruciate.
    Terrore d’esser vivo all’argine
    di salme e voli bassi,
    hai voglia che sia pura questa fine
    ancora un giorno per gettare il seme
    l’ottavo giorno, di astragali
    sui sassi neri del tuo passo.

  • 20 febbraio alle ore 23:50
    Certe discese e risalite

    Tanto nella vertigine
    ci siamo caduti

    e non nascondo ch’è stato pauroso
    il sollevare ali nello zolfo,
    immenso il blu nel paracadute
    di baci al fruttosio puro

    nel sottosopra da non dire
    se ci siamo allacciati con giudizio
    o s’è affidato a un fil di ragno
    quest’oncia di sussulti
    che l’aria non afferra e regredisce
    in un buco maestoso

    fino alla luce quando viene improvvisa
    rivelazione ch’eravamo in cerca
    dell’essenza

     

  • 20 febbraio alle ore 19:09
    Lievi vesti

    Non sentii quelle vesti
    né il tessuto pesante
    dei tramati secoli

    Non ebbi vista
    che lor'altri non ebbero
    fra l'ombre del mondo

    Indossai le vesti
    ricamate dai secoli

    Ai miei occhi
    aggiunsi gl'occhi d'altri

    Assaporai
    lembi caldi di sangue non mio
    e riconobbi
    la disperata danza del mio

    Non portai mantelli
    ad appesantire il mio andare
    che non fossero dei miei compagni

    E fu lieve il mio passo
    ché d'altri fu il volo

    Fu palpebre d'angeli
    al cielo ancorate

    Non seppi mai se il dolore
    e l'amore fossero
    di chi

    Né mai seppi
    se fossi fragile frangia
    o permanente tessuto

    La leggerezza del viaggio mi disse
    che il viaggio è mantelli
    ornati di sangue e occhi
    di voli leggeri
    in fregi ricamati d'organza

     

  • 20 febbraio alle ore 16:28
    Haiku

    Come cometa
    Svolazzi d'improvviso
    E poi svanisci

  • 20 febbraio alle ore 13:48
    Scambi di pensieri

    Scambi di pensieri,
    pensieri con le ali,
    ali che si aprono
    anche nei temporali,
    temporali che ricordano
    ferite nei cuori,
    cuori coraggiosi
    che conoscono le spine,
    spine dentro gli amori,
    amori che resistono
    fra dolcezze, incanti
    e dolori.
    Dolori che ci cambiano,
    dolori che rimangono,
    dolori che si assopiscono,
    dolori che si curano con i sogni
    e con la poesia nei giorni,
    giorni che ci chiedono,
    giorni che ci rispondono,
    giorni che si vivono,
    giorni che inevitabilmente
    sfumano.

     

  • 20 febbraio alle ore 13:45
    Vola poesia

    O poeta libera la tua fantasia
    slega i lacci della tua anima
    vola leggero
    scrivi per diletto
    e passione amorosa
    scegli la rima più bella
    la più dolce melodia
    trasmetti il tuo messaggio
    d’eterno amore
    solo così festeggeremo
    l’odierno di’.
     

  • 20 febbraio alle ore 11:05
    Haiku

    Veste elegante
    La coccinella rossa
    Porta fortuna

  • 20 febbraio alle ore 9:11
    Regal pensiero

    Oggi ti penso
    mentre mi sorridi
    assorta nei tuoi pensieri
    il nostro amore
    si accresce ogni giorno
    sempre di pù
    innamorati come il primo giorno
    scopriamo lati del nostro carattere
    sempre più in comune
    passano le stagioni
    il nostro amore sempre rimarrà.
     

  • 19 febbraio alle ore 21:23
    Haiku

    Sembra elegante
    La coccinella rossa
    E' predatrice!

  • 18 febbraio alle ore 19:21
    Prima della sera

    Non trovo la tua voce
    a spogliarmi di bugie
    e a rivestirmi di nuove verità,
    difendendomi
    dal tempo della polvere
    in cui cadevo,
    perdendo il senso,
    lasciandomi un abbraccio
    prima della sera,
    dentro un pianto trattenuto
    in uno sguardo d'angelo ferito.

  • 18 febbraio alle ore 14:38
    Così vicini... Così lontani

    Siamo vicini fisicamente
    ma lontani con la mente
    i pensieri si accavallano
    i perchè si accumulano.
    Si arriva al punto di pensare
    che forse abbiamo smesso di amare.
    Se però ci fermiamo a riflettere
    ci accorgiamo che non dobbiamo permettere
    che l'ansia e il tormento ci divorino
    ed ecco suona un campanellino...
    basterebbe stringersi la mano
    per evitare di andar lontano
    guardarsi negli occhi
    e dimenticare i battibecchi.
    Lottare per riuscire
    fortemente a far uscire
    i nostri pensieri e i nostri tormenti
    eliminando gli annebbiamenti.
    Ma non sempre funziona
    e il perchè non si sa
    o forse non si vuole vedere
    perchè noi siamo
    così vicini
    così lontani.

  • 18 febbraio alle ore 13:23
    È solo acqua che cola

    Ho sempre paura
    di svegliarmi un mattino triste di pioggia
    che cola da finestra socchiusa,
    che batte e si posa
    su gelida lastra di tomba.
    Che sia pioggia e nient'altro, che dica
    che tu non sei stata,
    che era un sogno
    quell'alito in petto
    e quel battito d'ali
    a sfiorare le labbra.
    Ho paura
    di svegliarmi morto, com'ero,
    nella gelida tomba di bianco, di nulla,
    di pioggia, che è solo acqua che cola.

  • 18 febbraio alle ore 13:20
    Parco dei daini

    Restare qui con l’erba senza sole
    e pietre nella pozza
    a respirare leccio 
    in questo quadro di erme. 
    Lo sguardo al tondo delle foglie
    ai rami duri, al cielo
    perenne
    sempre uguale.
    E stiamo qui, ogni mattina
    prima del vento,
    quando nel parco intatto 
    tornano i daini.