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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 settembre alle ore 17:13
    Mentre scrivo di noi

     
    Il cielo è azzurro oggi
    mentre accarezza dolce la città
    e i suoi bambini ridono felici
    e la sua gente passeggia serena ai lati dei due mari.
    In questo giorno d'anticipo d'estate
    e il sole protegge fiero un popolo ferito
    mentre provo a scrivere di noi.
    Il cielo è rosso ora
    mentre schiaffeggia severo la città
    e i suoi bambini piangono di dolore
    e la sua gente corre e grida impaurita
    sotto le ciminiere alte di un mostro troppo grande.
    In questo giorno d'anticipo d'estate
    e la luna protegge fiera un popolo ferito
    mentre provo a scrivere di noi.
    Sotto questo sole e questo cielo azzurro
    sotto questa luna e questo cielo rosso
    le case sono rosa veleno
    le croci nero carbone
    l'antico acquedotto romano crolla a pezzi
    e così la storia di una città
    e di lato un mostro troppo grande
    ride cattivo.
    mentre provo a scrivere di noi.

  • 14 settembre alle ore 17:10
    Certe Poesie

    Nascono così certe poesie al sud
    Te le ritrovi in un calice di vino
    In un tramonto estivo, su di un tavolo bagnato,
    In un bar qualunque mentre guardi il mare.
    Nascono così certe poesie al sud
    Le raccogli dal chiacchierare allegro della gente,
    Dal vento fresco sulla pelle scura
    Dai sorrisi illuminati dal sole, dai baci sotto una luna gigante.
    Nascono Così certe poesie al sud
    Fra gli ulivi o dentro grappoli di uva
    Appoggiate delicate sulla sabbia bagnata
    Naturalmente, senza cercarle
    Nascono così e arrivano su onde leggere, calme
    Tra i vicoli di città antiche.
    Nascosto così certe poesie al sud.
    Spontaneamente.

  • 14 settembre alle ore 11:58
    Dal cuoio al buio | poesia breve

    Senza vita, io muoio.
    Se muoio, soccombo;
    mi sbuco dal cuoio,
    e nel buio mi piombo.

  • 14 settembre alle ore 4:13

    Sono quella che sono e non voglio essere diversa! Ho lottato con me stessa, ho fatto guerre interiori che avrebbero messo a tappeto chiunque e ne sono uscita. Non dico che non sbaglio e nemmeno che sono d'esempio, ma sono questa e mi amo! Ho imparato a mie spese quanto costa a volte rispettarmi. Quanto sia faticoso non ascoltare il cuore quando è lui a vincere sulla ragione! Ho imparato sulla mia pelle il significato della delusione, dei tradimenti e delle menzogne. Mi è costato caro, curare le ferite e restare quella che sono. Ho imparato a sorvolare su parole stupide, dettate dall'ignoranza e a non farmi carico del pensiero che non rispecchia la verità. Ho capito come sganciarmi definitivamente da quelle strette di mano che arrivano solo allo scopo di trascinarti in basso. Io non voglio essere diversa. Io sono consapevole che il mio percorso ha reso la mia personalità molto più dura. Ha fatto in modo che la mia personalità diventasse fortissima e a volte fin troppo, ma io oggi, sono questa! Sono una persona che conosce alla perfezione i suoi limiti, i suoi difetti e le sue paure, ma attenzione, perché questa persona conosce bene anche i suoi pregi, le sue doti e le sue qualità. Consapevole al cento per cento dei suoi punti deboli, ma anche dei suoi punti di forza! E non è vero che non piango più, che non soffro più e che me ne frego di tutto e tutti. Ho solo imparato a nasconderlo meglio. Ho solo imparato a superarlo meglio. Ho imparato cosa conta e cosa no e soprattutto chi conta e chi no! Non è vero che la precedente "Me" non esiste più, certo che esiste... Lei, adesso è solo un po' nascosta dietro le sue corazze da guerriera. Si è difesa troppe volte per poter girare a spalle nude e cuore scoperto. La persona che ero, ancora esiste, ha solo capito che il bello che si nasconde in lei non deve essere più regalato al mondo intero, ma solo a chi ha saputo guardarla con occhi diversi. Mi sono sentita dire molte volte che non capisco e alzo muri insormontabili. Che tristezza mi viene nei confronti di queste "Piccole" persone, nel vedere che non capiscono che dopo averci sbattuto una volta contro quel muro, basterebbe restare di fronte ad esso, poco tempo lì di fronte... Fermi e aspettare... Un piccolo e semplice gesto, ma di un enorme significato. Un gesto che dimostrerebbe che in loro c'è la voglia di restare veramente e non di andarsene a cercare qualcosa di più "Semplice" da ottenere. Perché non esistono muri insormontabili... Esistono muri che vuoi o non vuoi abbattere. Esattamente come non esistono "Incomprensioni" insuperabili, ma solo incomprensioni che vuoi o non vuoi superare. La differenza sta solo in quella parola: "Volere"! Non sono cambiata, mi sono nascosta. Non sono morta buona e rinata cattiva, sono morta e rinata più forte. Ho solo capito che solo chi dimostra di volere davvero "Me persona" merita di oltrepassare i muri! Il resto deve restare all'esterno di tutto ciò che è il mio vero essere. Io non sono nessuno, però ho imparato a volermi bene. Ho imparato che per avere il meglio delle persone me lo devo guadagnare, anche scontrandomi con loro, anche soffrendo a volte, anche sbagliando e chiedendo scusa... Ecco, ho solo imparato che sono meritevole dello stesso trattamento, della stessa considerazione e comprensione. Io merito di essere capita, aspettata, cercata e a volte rincorsa. Io merito qualcuno che abbia paura di perdermi e che abbia voglia di venirmi a riprendere oltre tutto e tutti. Merito qualcuno deciso, che dimostri senza troppe parole ciò che dice di volere! Io merito lo stesso medesimo trattamento che concedo alle persone a cui dico "Sei importante"... "Ci tengo"... "Ti voglio bene"! Tutto il resto è solo "Chiacchiere"!! 

  • 13 settembre alle ore 23:47

    Vorrei portarti con me. Vorrei portarti ovunque vado, in ogni momento, in ogni attimo, in ogni mio passo e in ogni respiro. Vorrei sentirti sempre vivo e felice di appartenermi. Vorrei capissi che i giorni senza di te a volte diventano pesanti e spesso ingestibili. Vorrei svegliarmi con te addosso, sentirti dentro me e sulla pelle. Perché ogni "Buongiorno" sia davvero un buon principio di giornata. Vorrei coricarmi con te ogni sera con la certezza che non mi hai mai abbandonato durante la giornata e addormentarmi con ancora la sensazione di averti vicino. Vorrei portarti con me sempre caro mio "BUON UMORE"! Però... Il mondo è popolato anche da chi non avendoti mai conosciuto, prova con ogni mezzo a portarti via a chi cerca in ogni modo di proteggerti. Le giornate sono fatte di incontri e di scontri. E quando ti scontri con qualcuno che ha dimenticato di indossarti, prova a spogliarti ed indossare i tuoi abiti. C'è una parte di mondo che incapace di trovarti con le proprie forze, laddove ti trova negli altri, tenta di distruggerti. Il buon umore non è qualcosa che conquisti togliendolo agli altri. Il buon umore è qualcosa che parte da dentro, da una positività di animo e da una forza mentale che solo tu puoi raggiungere. Imparare a distinguere motivi e persone che meritano un po del tuo buon umore è fondamentale perché questo fa in modo che tu non ne resti mai completamente privo. A volte dobbiamo anche capire che gli "Attacchi", le "Critiche" e le "Balle" che ci vengono rivolte, possono essere una valida motivazione di "Buon umore"! Del resto essere un motivo di "Fastidio" a volte è positivo. Spesso significa che siamo molto più "Importanti" di ciò che vogliono far credere. Approfittatene e fate di tutto questo, motivo di "Orgoglio" perché credetemi, il problema è loro... Non vostro. 

  • 13 settembre alle ore 21:46

    - LA VITA INSEGNA - La vita insegna sempre. Anche nel silenzio. Quando non ti mostra strade nuove, vie di uscita o possibilità, lei ti sta insegnando qualcosa. Nel buio si può imparare a camminare e a ritrovare la luce. Nel silenzio si impara ad ascoltare. Il silenzio fa paura a volte, tanta, ma la paura va provata per poterla affrontare e superare. Le vie di uscita vanno cercate, anche a piccoli passi, perché solo quelle conducono a nuove strade. La vita insegna sempre. Insegna con un abbraccio, perché abbracciare è imparare a lasciarsi andare con fiducia nelle braccia di qualcuno. Insegna con un sentimento, perché i sentimenti rendono migliori e più ricchi dentro. Insegna con le lacrime, perché piangere molto spesso è un punto di partenza. La vita insegna qualcosa ad ogni passo che fai. Insegna dietro a tutti quei "Perché"!? Che ogni giorno pronunci. La maggioranza di quei perché non hanno risposte, la vita non le da, non le mostra, ma un giorno potrai capirne il senso. La vita insegna quando fa in modo che le cose si evolvano come speri, ma insegna soprattutto quando senza pietà ti spezza le gambe, ti toglie forza e ti lascia a terra. Rialzarsi! Proseguire! Lottare! Per imparare tutto questo devi vivere ... Perché la vita insegna! Non lamentarti troppo, non rinunciare, non arrenderti... E' solo tempo perso. Rallenta, riposa, rifletti, ma prosegui... Sempre! 

  • 13 settembre alle ore 16:10
    Cedo il nero per rose di sogni

    E cerco un passo breve
    negli echi malinconici dei fossi
    un cosa posso darti
    cerco alla finestra
    in meridiani e attriti -vengo a dirti
    la voglia del gesto che mi sei,
    il fermaglio divelto
    di come ti avvicini.
     
    Cedo il nero
    per rose di sogni -parole
    d’afona voce che s’invola.
    Rimbocco la coperta
    dove i fianchi s’allacciano
    -quegli argini
    tra le efelidi e ceneri di cielo. 
     
    Cerco il segreto del tatto
    lungo i crinali,
    se volessi sfiorarti
    adesso
    la speranza dei corpi
    colmerebbe quelle stanze clessidre
    dove ho l’alba nei piedi
    -un ballo
    sul perno della luce.
     

  • 12 settembre alle ore 22:04
    Quando cammino strade

    Non voglio più guardare facce
    che ingollano paure
    che sputano livore,
    né sguardi che non vedono
    e voci che non parlano
    e mani che non curano.
     
    Negli occhi che non piangono
    non fisserò pupille
    su bocche che non ridono
    non deporrò carezze
    a gesti che non sciolgono
    aprirò solo il buio.
     
    Non voglio più guardare facce
    curve quando cammino strade
    che odorano di pioggia:
    basterà il cielo
    dipinto in una pozza
    che stagna di stupore.

  • 12 settembre alle ore 15:33
    Lato a lato

    Fa’ come se fosse
    casa tua
    questa fortezza
    di pelle e cardini.
    I cancelli e i passi sono uguali,
    non bussare - e muovi il tempo:
    lato a lato, sto.
    Come dire,
    basterebbe l’aria
    per aversi.
    E le mani piene.

  • 12 settembre alle ore 8:11
    La mia terra

    Mi cibo di lei
    di quella terra rossa sotto i piedi
    che profuma di storia,
    di muretti a secco a divider poderi e casette in pietra e trattori lenti
    e di un sole caldo in un cielo azzurro
    le rondini e gli ulivi
    e poi le spighe di grano felici mosse a danzar dal vento.
    Fresco e fiero l’orgoglio di Puglia
    fatto di storia antica e vigneti verde acceso  e nero intenso color vino
    e donne anziane chinate a raccoglier vita
    e i bambini intanto  giocano innamorati nell'erba alta
    e le coccinelle e le farfalle a volteggiar serene
    in lembi di un tacco bagnati dal mare intorno.
    Quella terra rossa sotto i piedi
    che profuma di storia
    e il sole caldo in un cielo azzurro
    e le rondini
    e gli ulivi
    e tutto il resto.
    Mi cibo di lei,
    la mia terra.

  • 12 settembre alle ore 8:07
    In te

    È nel tuo sorriso
    Che batte forte il mio cuore
    È nei tuoi occhi belli
    Che si riflette il mio amore
    È nel viverti sempre
    Ogni momento, ogni attimo
    Ogni giorno e ogni ora
    Il posto dove soggiorna la mia
    Serena felicità.
    È nel tuo abbraccio
    Che il mio dormire diventa dolce

  • 11 settembre alle ore 19:30
    Vorrei darti un abbraccio

    Vorrei darti un abbraccio o due, o mille... Vorrei dirti le parole più belle anche senza avere risposte Vorrei che tu sapessi di un cuore ... e di tristezze e di affanni ... Vorrei darti la mano, aprire finalmente i pugni chiusi... poter correre passeggiare, inciampare, rotolare... e poi ridere, ridere di noi. Vorrei l'emozione che porta il tuo nome Vella Arena

  • 11 settembre alle ore 18:23
    Arrivò all'ìimprovviso

    Arrivò all'improvviso
    quell'aereo si schiantò
    il pianeta tremò difronte
    ad un boato che nel cielo
    occhi arrivarono scrutandolo
    e pensando da lontano
    Immediatamente la notizia
    si diffuse, in quel vuoto
    devastante, ove invisibili pianti
    presero posto ad urla silenziose
    fornite a televisioni
    che fecero il giro di tutto il mondo
    con il fiato sospeso, in interminabili
    voci di domande numerose

    11 settembre

     

  • 11 settembre alle ore 17:30
    Ombre

     
     
     
    Nel turbamento dell'aria
    La luna muove le braccia
    Limpide e pure.
     
    Il vento strofina
    Le foglie degli alberi
    Sul cane che grugnisce.
     
    Gente!
     
    Non chiedetemi nulla
    Lasciate le porte aperte
    Sento e vedo le vostra ombre
     
    E prima che l'alba
    Inizia il suo cammino
     
    Raggiungerò e poggerò
    Le mie mani luminose
    Sulla sua ombra
     
    Mentre cammina serena
    L'abbraccerò e placherò
    Il mio avido cuore.
     
     
    Cit. “ La vita è tutta una finzione, è un gioco a vivere. “
     

     

  • 11 settembre alle ore 14:34
    I figli di Aleppo

    Hanno smesso i sorrisi e anche il pianto
    i bambini di Aleppo.
    Lacrime e sorrisi, per sgorgare
    vogliono case di libertà e pane profumato,
    vogliono giochi di bambole e di speranze
    corse nei prati non violati.
    I figli della guerra
    camminano sui fumi e sulle pietre aride
    quando non vengono traslati oltre la paura.
    Guardano frantumarsi la pace,
    hanno imparato come muoiono i sogni
    insieme ai cari.
    Ai piccoli fratelli lasciati a terra
    con gli arti mancanti e gli occhi
    con l’ultima scintilla che arde vita.
    Hanno perso di vista gli angeli custodi
    hanno visto in cielo un fuoco che non scalda
    e il gelo scendere, cupo e vasto.  
    In tanti hanno disegnato
    resti sventrati, nel non colore.
    Mandano segni,
    stanno aspettando
    sotto le porte della cattività.

     

     

  • 10 settembre alle ore 22:52
    Esperide

    Vedo le vele
    da stanze rosse
    mischio parole
    e muschi in sale
    cadono flutti
    di palmi e sete
    spoglie e arse ancora
    faglie di sguardi.
    Il sogno a vie 
    strascica gli orli
    vicina esperide 
    apre la conca
    slanci di gioie
    epilessie
    in nude retine
    di meta e viaggio.
     

  • 10 settembre alle ore 13:28
    Dov'è andata la notte?

    E' qui intorno il deserto
    nello spazio orizzonte. Cammino
    contro il sole che sale
    con un lato scoperto.
    Finalmente fa sera
    e la parte mi brucia,
    poggio l’altra al dormire.
    Ed il giorno risale,
    riprende
    nel deserto il cammino,
    scoperto
    su quel lato fa male.
    Ora è piaga e non vedo
    nonostante le stelle. Mi piego
    su di un lato: è già l’alba
    che mi scalda il dolore.
    Uno strappo ci vuole
    alla piaga che strazia
    e trascino
    nel deserto immutabile
    questo corpo che trema.
    Col pugnale recido
    e nel sangue che bolle
    ce la lascio marcire.
    Ora tutto è coperto
    anche il pezzo
    che mi gocciola ancora,
    una scia nel deserto e davanti
    l’infinito per gli occhi.
    Dov’è andata la notte?

  • 09 settembre alle ore 15:15
    Il dono dello specchio

    La pietra
    lanciata da mano indolente
    ha sapore di ferro
     
    piovono ceneri
    e poco che trapeli
    occhi negli occhi.

    Colpisce
    un male incalpestabile,
    rimedi appesi come foglie
    e altre culle d’oblio.
     
    Rifugio opaco
    da porte chiuse a più mandate
    -s’è perso
    il dono dello specchio.
     
    Da un’eco sinusale
    c’è solo da aspettare
    una natura che ci annulli
    e poi ci rimodelli
    in un Monet di scie
    e oscillazioni.
    Esili fili d’erba
    a contare i cerchi del vento
    rapiti, dalla stessa
    vita principiante.
     

  • 09 settembre alle ore 12:28
    Il mezzo per il fine

    Il mezzo per il fine
    è quel confine pratico
    piuttosto grezzo, male
    dell’intelletto statico
     
    per esternare dazio
    da sfilacciate setole
    con stolide terzine
    di strazio a ciò che appare.
     
    E solide s’erigono
    barriere ad impedire
    alla visuale spazio
    che resta d’un epigono.
     
    Si cambi direzione:
    sia il mezzo solo il ponte
    di valico al confine
    ché dentro c’è la fonte.

  • 09 settembre alle ore 7:41
    Orgoglio fierezza e austerità

    Ho vissuto nella certezza che le gesta dei propri avi potessero divenire nel tempo fari di porti accesi per i posteri che cercano migliori approdi senza che essi adombrino né le virtù né i difetti e per questo convincimento ho il narcisistico piacere di mostrare le cicatrici che porto nell'anima Si potranno disprezzare le mie umili origini fatte di fame e pidocchi ma non ciò che ho costruito con dignità e fatica . Cesare Moceo @ Tutti i diritti riservati

  • 08 settembre alle ore 23:11
    Lontano afelio

    Cammino e schiaccio foglie
    dacché l’afelio
    è brillantezza
    di una visione smemorata.
    Distanze grigiocenere
    a nord del paradiso,
    non interrotte.
    Dolore d’alba a sera.
    Cammino
    gridi di sabbia e tundra
    più volte torno
    a una stasi indovina
    esilio
    accartocciato al centro.
    Sotto la giacca, fitte
    di un’enfasi
    da cui mi stacco
    per il colore, troppo.

  • 08 settembre alle ore 21:31
    Occhi che piangono

    Son qua

    a rimirare il mare e le sue onde

    riflesso variegato dei tumulti del mondo

    a curare con la salsedine
    le mie ferite mai richiuse

    cicatrici eccitate e commosse
    dell'età che ormai mi pesa addosso

    e che fa i conti con intolleranze e pregiudizi

    E là nella volontà di non farmi fiaccare
    nè dal tempo nè dal dolore

    continuo a soffrire
    per fuggire dai confini del mio Essere

    e guardare al di fuori di me

    in quell'indifferenza dove l'anima è bandita

    nel fervore di condividere
    l'essere selvaggio della natura umana
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Scottato dal camminare da sempre
    sul fuoco che cova sotto la cenere

    faccio rinascere con me ogni dì
    magnanime rinunce

    pennellate di pace a venirmi in soccorso

    fra i marosi ancora impetuosi
    della mia avanzata età

    e irradiarmi di luce calma
    nel pieno rigoglìo del mio tramonto

    torbido di sinceri desideri e di ribollenti passioni
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati Foto

  • 08 settembre alle ore 20:59
    L'aridità di certe paludi

    Stramazzano nell'anima
    flebili raggi di sole a penetrare
    la penombra grigia dei tormenti
    trascinando dietro di sé
    minute pallide emozioni
    che si mescolano tra loro
    nel destino infame di illudere la vita
    E subito vortici di venti gelidi s'aggirano
    con entusiastico fervore
    in quell'angusto spazio mortale
    alternati a calde saette
    in un miscuglio il cui terribile impeto
    erompe nella delusione e nella follia
    dando peso e grande valore
    agli altari fumanti del Nulla
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 08 settembre alle ore 9:04
    Quando ti muore un cane

    Quando ti muore un cane
    muori un po' anche tu.
    Si porta via una parte di te,
    della tua storia,
    di quello che sei stato
    e forse non sarai più.

    Quando ti muore un cane
    ti giri a cercarlo
    ma lui non c'è più.
    È stato parte
    di quello che sei stato.
    Ti ha fatto smettere di piangere
    perché guardando lui
    le lacrime non servivano più.

    Quando ti muore un cane
    metti insieme gli scatti della tua vita,
    un filmino in bianco e nero
    che conosci solo tu.

    E chi non ha mai avuto un cane
    non potrà mai capirlo,
    che quando ti muore un cane
    muori un po' anche tu.