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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 dicembre 2020 alle ore 14:04
    Quando...

    Quando tutto mi si comprime
    nel petto,
    quando mi sento senza senso,
    quando arrivo a ingoiare
    il sale di lacrime
    che mi rubano piccoli voli
    d'infinito,
    istanti di felicità imprecisa,
    quando guardo in faccia la vita
    mi fermo ad amare nel silenzio,
    nella voce del vento,
    nell'odore della pioggia sull'erba,
    nei colori di ogni stagione,
    nella memoria,
    in una canzone,
    in una sera d'assenza
    devastante.

  • 14 dicembre 2020 alle ore 11:03
    Inquietudine

    Non basta uno squarcio d’azzurro
    tra nuvole poste sul piede di guerra,
    sorde al richiamo di spostarsi un po’,
    determinate a completare l’opera.
     
    È l’inquietudine di questi tempi,
    la paura di aver paura della paura,
    del declino dei valori umani
    che pure è palese, è sotto gli occhi.
     
    Nei giorni in cui tutti protesteremo
    per una guerra che offende il mondo,
    terre e cuori non subiranno sismi.
     
    Ci apriremo in un grande girotondo
    e in mezzo metteremo gli sciacalli
    e li derideremo e li consumeremo
    tra i fumi più densi dei loro errori.
     
    Poi, forse, questo stesso squarcio
    si tramuterà in cielo, mai così atteso.
      
    *

    (2009)

  • 13 dicembre 2020 alle ore 19:13
    E il silenzio si fa notte

    Poi
    il silenzio si fa notte
    la cacofonia del giorno
    si fa canto armonico
    ammorbidito dal momento

    La solitudine
    si fa tenera compagnia
    Il manto celeste è bruno abbraccio
    Il silenzio è tenerezza

    Spalle forti
    è il ciel ch'avvolge
    e coccola
    Materno utero è la notte ch’accoglie

    Nel silenzio della notte
    ogni vibrazione di lancetta tintante
    è armonia di tempi dilatati dentr'al Tempo
    E il silenzio si fa notte.

  • 13 dicembre 2020 alle ore 16:26
    È Natale, auguri, felice anno 2021

    È Natale, auguri, felice anno 2021
    Siedo in silenzio, chino il capo
    e chiudo gli occhi, guardo con
    l’immaginazione dentro il cuore.

    Tranquillo scaccio i pensieri, mentre
    mente e pensieri dalla testa vanno al cuore.
    Signore, guardaci con tenerezza e aiutaci
    a liberare la nostra  sorgente interiore,
    come i raggi del sole che riscaldano
    e illuminano tutti quelli che
    sono alla sua luce.

    Signore, è Natale, tendi la mano
    agli oppressi che disperano nella
    povertà e nella debolezza.
    Re dell’universo, brilla la cometa,
    fa’ che in ogni cuore c’è bontà e dolcezza.

    È Natale, brilla nell’anima il perdono,
    diamoci la mano tutti quanti,
    con forza e amore, e guardiamoci
    negli occhi per vedere i nostri cuori.
    Signore, tu che conosci l’universo
    aiutaci a trovare il granello di
    Felicità per poterlo seminare.
    Signore come puoi giudicare
    il mondo se risalta la sua ingiustizia?
    mostra la grandezza del tuo
    amore per noi in questo momento
    che tutta  la creazione geme ed è in travaglio.

    Signore della pace, dono di pace
    per l’intera umanità, vieni a vivere
    nel  cuore di ogni uomo e di ogni famiglia.
    Sii tu la nostra pace e la nostra gioia!
    Signore, affidiamo a te il primo giorno dell’anno,
    fai gioire le Nazioni, perché sei tu che governi
    le Nazioni sulla Terra.

    Buon Anno!

    16/10/2020

  • 13 dicembre 2020 alle ore 13:05
    Di là dal mare

     
     
    Di là dal mare,
    nell’oltre martoriato dalle fantasie,
    nella regione dell’ultima ragione che rimane,
    di là dal mare il cielo si abbassa.
    Si china, prostrato e consenziente,
    a dare in prestito un po’ di blu che abbonda
    per riversarlo appena sotto l’orizzonte.
     
    Noi poeti siamo piccoli,
    noi che in un verso reclamiamo verità,
    siamo una goccia della nostra riva.
    Le prime luci che accendono la baia
    spengono di già il nostro ardire
    e rimaniamo qua, a raccontarci i fatti della terra.
     
     
    *
     
    Data di stesura 25 Aprile 2009
    Testo pubblicato nell’Antologia Poesia sotto le stelle (2013)

  • 12 dicembre 2020 alle ore 12:15
    Voglio riprendermi i sogni

    Voglio riprendermi i sogni,
    voglio sentire di esistere
    con tutto il mio affannato cuore,
    con gli angeli che cantano
    e che mi consolano
    con il loro sacro mistero,
    con il mare che mi parla
    in segreto di amanti
    e vagabondi
    naufragati nella terra della luce,
    dopo mille ombre negli occhi.
    Voglio notti stellate,
    notti d'amore stregate,
    notti di luna piena,
    notti per i miei voli
    liberi da paure e catene,
    voglio il Bene,
    voglio il tepore del sole
    negli sguardi,
    voglio dimenticare il dolore,
    voglio affidare al vento
    tutti i miei silenzi,
    tutte le poesie d'amore,
    tutto quello che rimane di me
    per poterlo far giungere a te.

  • 12 dicembre 2020 alle ore 8:35
    Senryu

    Sei come duna
    nel deserto infuocato
    Aperta al vento

  • 11 dicembre 2020 alle ore 21:08
    Pioggia sottile

    È discreta la pioggia
    d'autunno
    Silenziosa e sottile

    Non ama far rumore
    Vuole solo compiacere
    le nostre intime passioni

    Essa cade lenta...
    E sa ascoltare!

  • 11 dicembre 2020 alle ore 18:16
    Voglio sedermi

    Voglio sedermi
    su quel ricciolo sfasato
    all'angolo del sorriso
    di madame Luna

    Dondolare nel suo pensiero condiscendente
    e seguirne l'onde

    Dondola dondola
    dondola
    madame Luna

    Mi culla madame Luna

    Giù da basso
    il mondo dondola
    fra l'ombre e luci

    -di suo sorriso figli-

    E io
    seduta nel ricciolo sfasato
    sorrido

    Guardo il mondo
    da beata posizione
    e sorrido

    Felice fu il momento
    che il ricciolo sfasato
    accolse il mio desio

    Nell'angolo del sorriso
    il mio sogno sorride.

     

  • 11 dicembre 2020 alle ore 17:24
    E non mi arriva il mare...

    E non mi arriva il mare
    sorde orecchie e muti occhi
    si affidano ad una antica conchiglia.
    Voglio solo la nostra salsedine,
    rimasta imprigionata fra le
    pieghe di un costume
    nascosto sul fondo di un borsone
    ...anch' esso dimenticato.
    Si è fermata ogni cosa da allora;
    l'azzurro di un cielo estivo,
    il verbo amare, il sudore di complici corpi
    e...quella salsedine al sapore di libertà.
    Uno strano odore di disinfettante
    città di flaconi di gel
    ed il lattice copre le unghie.
    Mezzi volti in giro e rabbia nei rossi occhi
    di gente che ormai deprime se stesso.
    Viaggiamo tutti in parallelo
    ad un mondo che abbiamo conosciuto e
    amato e odiato ed ora desideriamo
    ritorni fra noi ma adesso
    ...non mi arriva il mare.

  • 11 dicembre 2020 alle ore 12:21
    La notte di Natale

    L'aria fredda dalla neve
    si colora di rosso, per via di quel fiocco
    al portone d'ingresso
    Se schiudi un po' l'uscio,è aria di festa
    già stata annunciata
    da luci di vetrata
    Ed all'interno profumo di cannella
    girotondo di bambini e di cuscini,
    odor di brodo che vien dalla cucina
    sfrigolío nelle teglie, di arrosto e cotechino
    profumo di ciambelle e biscotti.
    E' vigilia
    Sarà ressa questa notte
    alla messa di Natale tanto attesa
    Saran salmi, saran preghiere e profumi forti
    d'incenso e di candele.

  • 11 dicembre 2020 alle ore 12:02
    Quale poesia?

    Che forza quando l’anima disloco
    lungo i reconditi sentieri immensi
    di cielo, terra, mare e anche di me!
    Oppure è lei a far, del corpo, piuma?
     
    Cielo
     
    Trapasso il prisma del segreto cielo,
    di qua e di là le stelle col moschetto
    a preservare me, viaggiatore
    alla ricerca dei pianeti nuovi.
     
    Parto dal sole che mi dà in regalo
    un largo nastro dei potenti raggi
    e sembro proprio quel gabbiano
    la prima volta visto da bambino.
     
    Terra
     
    Guadagno il ventre dell’antico bosco
    ed il percorso mi è facilitato
    dal rasoterra di viole nane
    che petali spalancano al passaggio.
     
    Nel verde è l’eco di languide voci,
    di musiche dai prìncipi donate
    a more e bionde da innamorare
    prima e di più di magici castelli.
     
    Mare
     
    Son capitano del vascello azzurro
    che scansa i neri scogli sotto prua
    per arrivare all’isola deserta
    sui giochi d’acqua e i coralli rossi.
     
    A riva pianterò sicura tenda
    da cui uscire di mattina presto
    per controllare l’ancora e lo scafo
    e, poi, andare a caccia del tesoro.
     
    Me
     
    Io entro col più garbato intento
    nel corridoio che mi porta al cuore
    per far la prova delle cento chiavi
    fino a trovar la stanza degli specchi.
     
    Tra quei riflessi, i più argentini,
    solo l’amore intendo io scovare
    per misurarmi dopo con la Terra
    nel riproporlo, se si può, ad arte
     
    ***
     
    Siano benedette di Erato le labbra
    mentre mi lagno della scarsa vena
    di belli inchiostri sulla scrivania
    assai incapaci di registrar parola.
     
    La mia poesia, la migliore,
    è solo quella che non scrivo mai,
    trattenuta nel cavo della gola
    per esser bisbigliata e non stesa.
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2009
    Mensile Il Saggio 02/2011

  • 11 dicembre 2020 alle ore 11:11
    La stella a sei punte

    Puntuale nell’orario,
    come un orologio di colpe ingiuste,
    l’ultimo treno arriva al gelo…
    Chiuso il cancello che spazza via
    vecchiaia e giovinezza,
    La vita si congeda dalla luce.
     
    Il delirio trova il senso,
    tra filo spinato e fucili spianati,
    orribile è lo smarrimento dentro
    una crudeltà che dissolve la materia…
    Tutto è creato per cancellare il ritorno.
     
    I volti straniti cercano conforto
    dentro le proprie parole,
    unico elemento che toccano ancora il cuore…
    Bugiarde,
    donano barlumi di speranza
    a pensieri ormai implosi.
     
    Gli occhi eternamente tristi,
    vivono in flebili sospiri,
    di noi che non conosciamo qui brividi.

  • 10 dicembre 2020 alle ore 19:15
    Al tuo cuore

    Mia piccola realtà,
    lasciami avvicinare
    al tuo cuore,
    ai suoi lamenti
    e alle sue gioie,
    al suo battito
    di vita
    e ai suoi sogni.
    Lascia che ti dia
    le mie mani
    e partiamo
    sul sentiero
    dove saremo
    tu ed io
    per sempre.
    E in quella
    bolla magica
    nessuno potrà entrare
    per ferirti. Mia piccola realtà,
    lasciami avvicinare
    al tuo cuore,
    ai suoi lamenti
    e alle sue gioie,
    al suo battito
    di vita
    e ai suoi sogni.
    Lascia che ti dia
    le mie mani
    e partiamo
    sul sentiero
    dove saremo
    tu ed io
    per sempre.
    E in quella
    bolla magica
    nessuno potrà entrare
    per ferirti. Mia piccola realtà,
    lasciami avvicinare
    al tuo cuore,
    ai suoi lamenti
    e alle sue gioie,
    al suo battito
    di vita
    e ai suoi sogni.
    Lascia che ti dia
    le mie mani
    e partiamo
    sul sentiero
    dove saremo
    tu ed io
    per sempre.
    E in quella
    bolla magica
    nessuno potrà entrare
    per ferirti.

  • 10 dicembre 2020 alle ore 19:12
    Soffio di vita

    Un lampo
    e sei tu,
    un lampo
    e sei altrove.
    Una folata di vento,
    un pensiero fugace,
    un soffio di vita,
    un caldo abbraccio
    dell'anima
    e tocchi l'infinito.

  • 09 dicembre 2020 alle ore 18:13
    Aquile solitarie

    Io e te
    - aquile solitarie -
    sulle sponde del Cielo
    Becchi incrociati
    nel riflesso della fonte:
    mani e pelle e bocche e becchi
    aggrappati al grano dell’amore
    Io e te
    ali a scuotere il volo
    fra lingue di cieli distanti e larghi
    Cunei di vento
    ci avvicinano
    ci decimano
    Io e te
    - aquile in volo -
    soli e insieme lontani e accanto
    Sbraniamo brandelli di cielo
    ingoiamo gl’istanti
    di mani e pelle e bocche e becchi
    l’ingurgitiamo
    - famelici amanti in eterno -
    l’assaporiamo
    - famelici amanti del Sempre -
    Mai sazi voliamo
    - aquile solitarie -
    sulle sponde del Tempo
    soli e insieme
    lontani e accanto.

     

  • 09 dicembre 2020 alle ore 8:47
    Il tempo da dimenticare (Tiempo para olvidar).

    Il tempo da dimenticare
     
    Ore, ore che passano in lento incolore trascorrere.
    Ore della vita nuda e vorace,
    ore rimaste indietro opache, malvolute.
    Trascorrere dolente del tempo sprecato, slavato,
    senza carne di ricordo né brume nostalgiche.
    Ore del tempo  minaccioso, ingannevole,
    ore che non torneranno né dovranno tornare!
    Ore del sangue fatidico e impudico,
    della antica fatica inutile.
    Ore del corpo distratto e piegato,
    ore senza niente,
    succo della vita spenta…
    ore che pregano per la propria morte.
     
    Stilla l’elemosina della luce dall’impeto di un segreto calice.
    Sogno lontano dove giocano la luna e le voci,
    con l’orizzonte muto del dolore nella macina dei giorni torbidi.

    **********************
    Tiempo para olvidar
     
    Horas y horas que pasan en lento incolor transcurrir.
    Horas de la vida voraz,
    horas malqueridas del desleído transcurrir,
    sin carne de recuerdo, sin bruma de añoranzas.
    Horas del tiempo amenazante, engañador.
    ¡Horas que no volveràn ni deberàn volver!
    Horas de la sangre fatídica e impúdica,
    de la antigua fatiga inútil.
    Las horas del cuerpo distraído y doblado,
    horas sin nada,
    zumo de vida apagada...
    horas que claman la propia muerte y finitud.
     
    Gotea la limosna de la luz, ímpetu de un càliz secreto.
    Visión lejana,
    donde juegan la luna y las voces
    con el horizonte mudo de dolor,
    cuando se machacan los días turbios.
     
     

  • 09 dicembre 2020 alle ore 7:13
    Consapevolezza

    La vita è stata dura,
    prima ci ha fatto incontrare
    e poi ci ha divisi.

    Lontani dagli occhi
    ma non dai  nostri cuori,
    soffriamo in silenzio
    perché non abbiamo altra scelta.

    È stato difficile incontrarti e poi diverti lasciare,
    ma il nostro destino era già segnato.
    Per noi non c'era alcuna speranza.
    Noi eravamo destinati a soffrire.

    Anche se sappiamo che mai nulla
    potrà veramente dividerci.

  • 08 dicembre 2020 alle ore 20:54
    La tua anima in volo

    La tua anima in volo
    su questo silenzio
    si ferma tra le stelle
    ed io sogno ancora
    di essere davanti
    ai tuoi occhi,
    per dimenticare
    le crepe nel cuore,
    per ricominciare a sentire
    la voce dell'amore,
    rimasta muta tra le ombre
    e le tensioni,
    tra i pianti e le disillusioni,
    tra le assenze logoranti
    e i desideri chiusi a chiave.
    La tua anima in volo
    guardo con incanto
    e dal cielo
    piume d'avorio cadono
    sulle mie impronte nel fango,
    rendendole candide e leggere,
    radici di nuove chimere.

     

  • 08 dicembre 2020 alle ore 19:40
    Le mie povere parole

    Mi restano le mie povere parole,
    scarne da non riuscire
    a riempire le sere
    di ultime memorie,
    senza quel vento
    proveniente dalla potenza
    di un Dio,
    senza musiche
    di misteriose terre,
    senza il timore
    di rompere
    le gabbie dorate costruite
    per non agire e
    vivere nelle nebbie.
    Mi restano le mie povere parole
    in queste mie preghiere
    di solitudine,
    silenzio e fuoco delle vene.
    Povere parole
    scarto tra fogli bianchi
    per celebrare il mio dolore,
    che rimane
    nei miei occhi stanchi.

     

  • 08 dicembre 2020 alle ore 13:57
    Il tempo che rimane

     
    L’ortolano,
    il salumiere,
    la fòrmica della mia cucina,
    la terrazza,
    il porto sotto,
    il cortile,
    vetri rotti ed io che gioco.
     
    Le canzoni sempre uguali,
    la fisarmonica di Gianni,
    le note che ho imparato,
    un re minore ed io che canto.
     
    Il primo pesce all’amo,
    l’Alighieri sul divano ocra,
    il piede rotto sulla spiaggia,
    un nuovo amico ed io che parlo.
     
    Il mare in mano,
    la cabina 23,
    un metro per volare,
    il fiato trattenuto,
    lei zitta ed io che amo.
     
    Capelli neri,
    un abbaino,
    i fantasmi inventati,
    la pelle sua sulle mie gambe
    uno scalino ed io che sogno.
     
    La casa si svuota,
    mia madre vacilla,
    il treno parte in fretta,
    Roma aspetta ed io che penso.
     
    Il tempo che rimane
    cattura le curve di ieri.
    Le stringe in un anello
    dentro il quale io vivo.
     
    *
    Anno di stesura 2005
    La poesia (in assoluto tra le mie preferite) è un concentrato prezioso di alcune delle tante profonde verità vissute nella maniera più intensa di cui allora ero capace.
    È tratta dal mio primo romanzo “Viaggio in V classe” pubblicato da Edizioni Il Filo, con l’amabile prefazione del Dr. Pietro Zullino, persona alla quale devo tantissimo nel difficile percorso letterario intrapreso. Spero ardentemente che da lassù egli continui ad incoraggiarmi, a guidarmi e ad assistermi per ogni parola che, uscita dal cuore, dovesse andare ad annerire il bianco di un qualche foglio.
     
    Aurelio

  • 08 dicembre 2020 alle ore 10:22
    Senryu

    Mia cara amica
    io vorrò rinascere
    Per amare te

  • 06 dicembre 2020 alle ore 11:04
    Potevo io essere re

    La volta ch’aspettavo il vento
    in alba d’insistente pioggia,
    successe un vero finimondo
    e stavo diventando quasi re.

    Gli alberi si scansarono
    a passi indietro d’elefante.
    Le nuvole, irriconoscibili,
    non più in libera caduta.

    Il fango s’asciugò veloce
    e fece di sé piastrelle in luce.
    Il mare, incredibile il mio mare,
    sempre azzurro dietro i vetri.

    Da solo nella nuova terra,
    i flosculi di cardo a sentinella,
    equilibrista improvvisato
    attesi quindi ch’arrivasse il vento.

    Al primo alito da Nord,
    fronte al cielo, offrii la gola
    per rompere di netto le sue corde,
    noiose fabbriche di parole belle.

    Al gelido schiaffo successivo,
    protèsi, da condannato a morte,
    gli occhi tutti spalancati
    per farli rasoiare a sangue.

    Così - pensavo - finalmente
    quegli occhi avrebbero perduto
    la vista amara dei malanni,
    perfino quella dei potenti.

    All’ultima raffica tagliente
    avevo già buttato la camicia
    per fare in modo che nudo nudo
    il cuore mio fosse colpito.

    Col cuore,
    l’infinita rabbia per il buon mondo che non c’è...
    Nel cuore,
    l’ingenua tenerezza per il mondo che sta qui...

    Ma ritornò l’odiata calma.
    Il sole, adesso, sgomitava forte
    tra plumbee macchie ancora
    bruciando l’ultimo mio sogno.

    Le onde formarono plotoni
    attenti all’assoluta pace attorno.
    I boschi, ai bordi di collina nuova,
    scrollarono la brina dalle chiome.

    Non so se quella volta
    fu l’unica occasione della vita,
    quel treno puntualmente perso
    all’ultima stazione del destino.

    L’aria, l’acqua e la terra
    mi corteggiarono incalzanti
    per dare il loro benvenuto
    al fuoco che tenevo dentro.

    Governatore improvvisato,
    potevo io essere re
    ma senza scettro né corona
    il cuore tutto mi ripresi.
     

    *
    Anno di stesura 2005
    Mensile Il Saggio n.158 Maggio/2009 All. Speciale Poesia

  • 05 dicembre 2020 alle ore 18:40
    Bacio

    Quando succede un bacio, le anime si riconoscono, il sangue comincia a fluire veloce, il cuore batte forte, forte e come per magia si asciugano gli oceani, le montagne spariscono, la notte e il giorno si incontrano.
    Quando succede un vero bacio, due persone iniziano a capire cosa può succedere nell’amore, nell'amore di un bacio si possono scrivere storie di mani sulla pelle e sensazioni nuove; perché quando succede un bacio la realtà diventa malleabile come cera calda,
    labbra su labbra, baci su baci e amore tanto amore.

  • 05 dicembre 2020 alle ore 17:00
    Stai con me

    Stai con me
    Quando cadrà la notte
    e la terra sarà buia
    e l'unica luce che vedremo sarà la luna
    no, non avrò paura, non avrò paura
    finché tu sarai con me, sarai con me
    e caro, caro sta' con me.

    Se il cielo che noi guardiamo
    dovesse crollare e cadere
    e le montagne dovessero sbriciolarsi nel mare
    non piangerò, non piangerò, non verserò una lacrima
    finché tu sarai con me
    e caro, caro stai con me.

    Ogni qualvolta sarai in difficoltà, starai con me?
    oh adesso, adesso stai con me
    o stai con me, stai con me.