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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 22 giugno 2017 alle ore 12:48
    Io non mi nasondo

    Fischio nel buio sei ormai o Felicità a sibilar ancora nelle orecchie e ricordarmi la tua dimora senza più abitarla Brucio al mondo le arcaiche arche delle mie pochezze e la mia anima e il suo difetto d'abitudine ai silenzi e alle ossessioni frustrazioni del cuore obbligato a vivere autonomo in quest'orizzonte coperto di nuvole e di niente e perdere il sonno per quel che non potrà più ricevere E per Voi per come m'avete accolto al di là del mio mare maroso metto in scena tutto me stesso e le mie piaghe Io che sento scorrere nelle mie vene i grandi oceani e le loro agitate acque Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 22 giugno 2017 alle ore 11:20
    Milano

    Non morite ancora.
    Non morite,
    ora che il mio amore,
    ha riportato il paradiso in terra,
    e ha riempito l'aria di cannella,
    ha fermato il tempo nel buio di una stanza, con le sue labbra di seta nera,
    e tra le sue braccia ha rotto il terrore dei senza terra.
    Ora il terrore è vinto,
    e la mia patria è tornata e vive,
    dove io sono. Al suo fianco.

  • 22 giugno 2017 alle ore 10:28
    Basta chiuder gl'occhi a quattro mani

    Prima che la notte
    sia di voce di campane,
    di antichi fantasmi
    mai sopiti coi loro tintinnii
    di catene, un ago di luce
    dalle stelle vorrei rubare;
    e sul mio petto così appuntare
    l’istante in cui t’appartengo
    uguale al flutto del mare
    che la sabbia lascia gravidaIn questa poesia d’amore
    che da sempre si rinnova
    con l’alta e la bassa marea
    tu m’appartieni

    Barriscono i clacson
    nel traffico odierno;
    ma basta chiuder gl’occhi,
    un momento perché
    sia scalza sulla spiaggia
    a correre con te felice
    rompendo con una risata
    gli alti spruzzi
    che dal mare si levano
    *Di Viola Corallo e Giuseppe Iannozzi*

  • 21 giugno 2017 alle ore 15:37
    Nelle file

     
    Se fossimo tutti nelle file
    immagina
    il momento evacuato delle origini
    e dolore negli occhi d’iridi sconosciute
    tutti alla ricerca di una strada
    con i tarli nello stomaco
    e pezzi che si staccano
     
    immagina, cosa ci porteremmo in tasca
    il giocattolo dei sogni per i figli
    tre quattro noci per la fame
    o la chiave di una vita di separazioni
    aperta al dubbio di aride stanze
    in un paese dalla faccia che non guarda
    offuscato al cuore
    (cuore al centro l'ultimo rifugio)
     
    Quali parole, quali fiotti di fango
    alla domanda se il mare
    è uguale -e il cielo
    Quale disegno delle nuvole
    per ricordarci le erte rampe
    su di noi, fiori di fosso
    nel velo nero del sole   

  • 21 giugno 2017 alle ore 14:06
    Al riverbero del sole

    Bella la Luna,
    che brilla inquieta
    al riverbero del sole
    nel tiepido tramonto
    delle sere d'Estate;
    in questo giardino
    di gelsomini sognanti
    ti ho baciato per
    morire in te
    ti ho amato per
    esistere in te
    e con te, nascere
    al di là dei sogni,
    accarezzando sussurri
    al gracidare di rane
    e suoni d'orchestra lontane.

  • 21 giugno 2017 alle ore 12:13
    Ascoltando voce di rasoio

    Io mi chiedo perché
    Sei sparita quando dicevi
    che andava tutto per il meglio,
    che le tue ciglia non mordevano lacrime
    Sei andata via
    lasciando un buco nella vita mia

    Alle pareti sopravvivono le tracce
    di tutti i quadri che hai portato con te
    Sulla scrivania, accanto al calamaio
    riposa la cornice
    che fa prigioniera la tua immagine
    Sei andata via nel più freddo giorno d’inverno
    Hai detto che andava tutto a meraviglia,
    che non mi dovevo meravigliare
    se ridevi a ogni ora
    Però poi ti accendevi una sigaretta
    e la mano l’allungavi verso il bicchiere pieno

    Sei andata via che era quasi Natale
    Qui fa un freddo cane, proprio come allora:
    le strade sono battute da uguale solitudine,
    gli ambulanti vendono castagne calde in strada
    e i bambini giocano a palle di neve
    E’ che non me ne sono fatto ancora una ragione

    Chissà se adesso mi stai pensando
    o se mi stai dimenticando nell’orgasmo
    d’una nuova felicità a me ignota più della verità
    Ma lo so, sono gli oziosi pensieri
    di uno che piano piano aggiusta la puntina sul piatto
    per poi accasciarsi in poltrona
    sotto la voce di rasoio di Cohen

    Sei andata via
    in un giorno che non potevo sospettare
    Non ti potrò perdonare mai:
    il clima di festa mi ha sempre danneggiato
    Sono ancora qui al punto di partenza,
    preso sotto inganno
    in un Natale e in una primavera di rane,
    mentre rimetto a posto la puntina sul vinile

    Manchi tu, ma Gesù risorge sempre
    Sempre uguale a sé ogni anno
    Ogni anno in silenzio ti rimpiango
    insieme a tutti i miei dischi in vinile

  • 21 giugno 2017 alle ore 12:10
    Il Vivere

     
     
    Sotto un cielo terso
    Ricco di stelle
     
    Il profumo d'Eterno
    Illumina l'anima
     
    Ed io conto le lucciole
    E respiro il Tuo corpo
    Essenza di vita.
     
    Sotto i riflessi della luna: 
     
    Oltre l'Ignoto
    Riecheggia l'eco
    Immortale e Divino
     
    Qualcuno osserva
    La vita  degli altri
    Cinta di creste dorate
    Da spighe di grano
     
    Voi non sapete
    Quanto è dolce
    Camminare
    Nella Luce Divina.
     
     

     

  • 20 giugno 2017 alle ore 19:34
    L'ultimo giro d'occhi

    L’ultimo giro d’occhi
    è ballo.
    Fallo con me
    prima che assorba notte il fiato
    e molli carne molle la catena.

    L’ultimo giro d’occhi
    e torni per un lampo verde madre.
    Io terrò insieme membra e mani
    come tamponi sulle piaghe
    di baci a guance nude.

    L’ultimo giro d’occhi
    per veder l’orto ridere di fiori
    di zagare e zampilli d’acqua luce.
    Il libro rosso, un sogno di scintille
    che odorano di pane.

    L’ultimo giro d’occhi 
    sui pampini d’estate 
    ai corvi nelle stoppie.
    M’arrampico sul ramo 
    di fico - sembra carezzi casa.

    L’ultimo giro d’occhi 
    e scende a terra 
    l’ombra che peschi l’acqua 
    alla correggia, fresca
    per le due prugne colte.

    L’ultimo giro d’occhi
    e tu sei stanca
    nel vuoto verderame.
    Da solo ballo 
    e perdo un’altra madre.

  • 20 giugno 2017 alle ore 18:43
    Apprezzo nebbie nuvole fulmini e saette

    La mente ricurva su pensieri sciancati ricorda solerte com'era bella la vita quando vivevo il mio mondo da piccolo incosciente Venti d'odio infuocato arroventati in fornaci d'onore soffiano adesso dai deserti del Nulla a condannar nel disprezzo e rallegrar le buone coscienze alleggerite dei sensi di colpa E basta dire ancor che in me leggete solo malinconia io dico di quel che m'accade e raccontarlo oltre che un orgoglio per me è anche un dovere Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 20 giugno 2017 alle ore 18:41
    Via Bagni 11

    La' potrete anche dir di non ricordare chi sono stato io mentre per me è importante ricordare chi siete stati Voi Di quelle mura subii tutti i sudori la mia fame e la loro ricchezza nel sacrificio delle mie intimità sommerse e annegate nella felicità di vedermi dipinto principe di me stesso E vissi la guerra crudele dei miei sdoppiamenti di sorelle e fratelli assieme vili ed egoisti di gelidi distacchi a misurare lor stessi abbandonati senza scampo a rimpianti e zavorre Ripasso adesso le epoche di quella vita nei ricordi nitidi e senza nostalgia d'attimi d'annebbiamento in mille notti a far da seme a mille nuovi giorni E finalmente ora morir di vita Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 20 giugno 2017 alle ore 18:39
    Ho bisogno di una balia

    Segni veritieri della vita s'intravedono sotto vesti che coprono infamie d'equilibri imperfetti che sovrastano la ragione nei ritmi falliti della recita delle idee Panorami di pensieri visti attraverso lo sconfinamento d'affreschi di falsi pittori artisti dell'illegalità e di pennellate anemiche di sentimenti a produrre morti orfani e vendette mentre più indietro Loro amanti vanno lieti a scambiarsi abbracci effusioni e fiori E nascondere gli abissi . Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 20 giugno 2017 alle ore 18:37
    Vivo,aspetto e...spero

    Paesaggi d'anime ammantate di silenzi abbellite di tormenti rotolati nel tempo da lassù nella Tua assenza a creare deserti ai piedi di colline infiorate d'illegalità arbusti malefici a far da alte mura di protezione d'onorate società che non vanno mai in pensione che giocano con le coscienze e con le amputazioni con i dolori e le infelicità " Avanti ! S'accendano i lumi nelle sale della mia reggia Signori ! Ha principio la vendita delle mie idee " E del mio corpo Cesare Moceo © ® Tutti i diritti risevati

  • 20 giugno 2017 alle ore 18:34
    Voi cornuti e contenti

    Voi adesso a sfrecciare comodi su fuoribordo di presunzioni a nutrire la vostra fame da cannibalismo sociale salvo declamarvi di gesti e d'abitudini francescane Voi che vi rallegrate di certe pervicacie stagionali schiattandoci in faccia le strade del rancore a illuminare i nostri guai Voi purtroppo per voi vostro malgrado felici cornuti e contenti Cesare Moceo @ Tutti i diritti riservati

  • 20 giugno 2017 alle ore 18:32
    Incontrarsi

    Ancora una volta fermenti rapidi e diretti attecchiscono i ritmi del cuore a far rivivere i fantasmi riflessi dagli specchi della vita e riscoprire convivenze di piacere tra rischi e rinunce e tormentate sofferenze E riscoprire con l'amore il proprio sé libero nel desiderio di sensualità nella voglia di aversi nel piacere di continuare abbracciati in un tutt'uno fin quando appagati dalla passione si realizzano i sogni Ancora una volta Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 20 giugno 2017 alle ore 7:49
    Non è

    Non è tanto quel che dici, ma come lo dici
     
    non sono perfetto
     
    non ricorda un incipit né un epilogo
    ma sbianca le foglie
     
    ed io corro nel brivido
    accecata, convinta
    di sciogliere le gambe dell’atleta
     
    in inciampi di petali
    avrei voglia d’un fluttuare insensato
    o del tuo strazio in erba, che mi assurge.

  • 19 giugno 2017 alle ore 18:36
    Sottile il freddo

    Sottile, il freddo
    all’angolo ruvido del collo
    quando muove un assalto
    dalle creste del cuore
     
    un’ansia di natura balzata su
    come sartia all’albero
    mentre s’aggrappa al mal di mare 
    - da cui non mi difendo

  • 18 giugno 2017 alle ore 21:24
    Tu sei al balcone grande

    Ti vedo a volte
    che sei al balcone grande
    dove dal basso sembra ci sia festa
    e sia perenne
    sotto la tenda a righe
    gonfia di luce.
     
    L’ombra del gomito
    è poggio a sguardo assorto
    in briciola di cielo
    al brontolio di fumo
    di strada sorda
    al vaso col tuo fiore.

  • 18 giugno 2017 alle ore 20:21

    L'amore non dimentica mai davvero. Ciò che ha goduto di un sentimento vero non muore mai, resta... Restano gli attimi, le sensazioni e anche i profumi. Resta la gioia di essere tra i pochi eletti capaci di provarlo. Resta la fierezza di non averlo tradito, svenduto o privato di niente. Esso mostra un sorriso anche mentre con passo lento pian piano si allontana perché sa di non aver rimpianti, sa di aver lottato in modo onesto fino alla fine. Consapevole che i suoi passi adesso hanno nuove direzioni perché l'amore non lotta mai da solo. Chi sa amare veramente vede e sente cose che chi non sa farlo non vedrà e non capirà mai. E credetemi se dico che è un peccato, perché l'amore insegna cose che niente altro potrà mai insegnare. Insegna il rispetto, l'umiltà e insegna che voler bene è essere semplicemente complice di un'altra anima. Amare non è morire in solitudine e nemmeno vegetare in una gabbia. Amare è libertà, è appartenersi dentro mantenendo propri spazi, proprie idee ed essere sempre ognuno proprietario del proprio mondo senza sminuire quello dell'altro. L'amore condivide e non toglie! Rispetta e non tradisce. Libera e non incatena. L'amore è gioia solo per chi ne capisce il senso, per il resto del mondo è solo qualcosa che distoglie da se stessi, senza capire che l'amore non toglie a se stessi, ma migliora e arricchisce. Ho amato e come una persona capace di amare dico: "Ringrazio ogni tempo speso per amore, ogni lacrima, ogni gioia e ogni delusione. Ringrazio Dio di avermi dotata di questa capacità". L'amore dona, ma anche quello più forte raggiunge il suo tramonto quando ad alimentarlo è la superficialità, perché una persona che sa amare non è mai superficiale.

  • 18 giugno 2017 alle ore 13:52

    Ho avuto una sensazione strana al mio risveglio questa mattina. Una sensazione di pace. Quella sensazione che si prova quando improvvisamente ti rendi conto che i pensieri, le preoccupazioni, le delusioni e tutto ciò che fino al giorno prima ti accompagnava sono sparite. Improvvisamente non sei più la stessa persona che si è coricata, ma sai di aver fatto quell'ultimo scalino che ti mancava per ritrovare te stesso. Credo di essere finalmente libera da ogni ombra del passato. Non mi interessa più ciò che prima mi dimenava, non mi angoscia più ciò che prima mi tormentava e guardo altrove... Più lontano di come avessi mai immaginato. Se devo essere sincera, mai avrei creduto di arrivarci, ma l'Inferno è talmente brutto che l'unica cosa che inconsapevolmente cerchi è la porta d'uscita. Sono fuori finalmente e adesso non mi preoccupo più di chi o cosa io possa aver lasciato là dentro, ma sono certa di cosa io abbia ritrovato ora che sono fuori. Non so dare consigli a riguardo, so che è stata durissima... L'unica cosa che vi posso dire è che amarsi conta e in modo fondamentale. Nessuno ritroverà mai la pace se non si ama veramente. Solo l'amore per se stessi, il rispetto per se stessi e la volontà di non perderli possono combattere l'inferno. Ora ho solo un obiettivo... AVANTI e SENZA RIMPIANTI! Forse sono questi i veri "Addii"... Viva la libertà dell'anima. 

  • 18 giugno 2017 alle ore 8:55
    Ti amo

    Per niente stanco della mia remissività m'aggrappo con forza ai fili che muovono la vita a sorreggermi delle mie stupide illusioni E galoppiamo insieme nel piacere di non spegnere mai i nostri sogni che avvolti dalla luce intensa dell'amore ancor ci affascina e ci ammalia legandoci al nutrimento della passione del nostro vivere e ci risarcisce dei tormenti e delle ossessioni patite E mi sarebbe piaciuto poter esser più forte e forse anche più uomo ma mi son perso nel mio amare . Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 18 giugno 2017 alle ore 8:44
    Da vecchia

    Da vecchia, imparerò
    l'indicibile essenza delle rughe
    in trama estesa
    assolta da una bellezza effimera.
    L’albero sempre più blu
    già mi trema, rizoma nelle vene
    prosciugando l’ardesia.

    Sabbia e diamante
    rifletterò bagliori
    in muta foce

    una ballata in cenere
    mi sveglierà, dopo che un sogno
    trasalirà d’insonnia
    profondamente mia.

     

  • 17 giugno 2017 alle ore 22:44
    Riscrivi il tempo

    Riscrivi il tempo e pensi
    a quello che è passato
    e poi lo scegli, fra tanti
    dispiaceri. È lui che vuoi
    non lo cambieresti, neanche
    per un miliardo di stelle
    anche se sono più belle
    più intelligenti. Ti accontenti
    non dici niente, ma capisci
    che la tua ragione di esistere
    può aiutare a dimostrare
    che non bisogna demoralizzarsi
    perché c'è solo un'alternativa
    o proseguire, oppure spegnere
    tutti i riflettori e prenderci il posto
    che ci aspetta lassù, senza ma
    senza se, nel paradiso spensierato
    dei colori infiniti, ove il tramonto
    si addormenta rapidamente
    abbracciato ai pensieri finiti

     

  • 17 giugno 2017 alle ore 21:01
    Fenomeni

    Fenomeni senza tempo Profezie inascoltate rimaste intrappolate nei gorghi delle intenzioni si muovono usate e abusate dalla scaltrezza degli uomini affossando nella rumorosa realtà che unisce e disunisce E siamo ognuno a presentare la nostra Luce nella dissoluzione del suo calore in un gioco di riflessi e di ombre che solo lui capisce tocchi tremuli e vibranti guizzanti negli sguardi sfuggevoli degli occhi apparentemente distratti a esprimere la loro realtà mutevole e artefatta Cesare Moceo @ Tutti i diritti riservati

  • 17 giugno 2017 alle ore 20:59
    Non è tutto oro

    Buongiorno e buon wkd a tutti Non è tutto oro,ciò che riluce Gravato dalle fatiche e dalla disperazione prego il mio Cristo d'assistermi in questi miei giorni d'inferno E sorrido amaro pensando alla blasfemia del mio pensiero unica fede e certezza del mio esistere e alibi inattaccabile delle mie sconfitte Nè mi rallegrano più i momenti di catarsi scaturite da epiche parole pronunciate nello strazio di un tempo che non tornerà più . Cesare Moceo @ tutti i diritti riservati

  • 17 giugno 2017 alle ore 20:57