username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 13 aprile 2017 alle ore 11:34
    Perdite

    Ho rinchiuso il mio dolore
    fra muri di cemento

    ma trasuda,
    lascia chiazze e manda odore.

    Questo, mal sopportano,
    certi condomini, così soli,
    così attaccati

    al telefono dell’amministratore.

    Non sapevo che le macchie di superficie
    potessero turbare così,

    non sapevo di avere macchie.

  • 12 aprile 2017 alle ore 21:05
    In noi poeti tutto è memorabile


    dove i pensieri
    cavalcano il tempo
    regalando
    pezzi di vita alle emozioni
    il cuore
    con i suoi palpiti
    amoreggia con l'anima
    E non potrete mai capire
    nè noi poter spiegare
    il vuoto che circonda
    le avventurose peripezie
    del nostro Essere
    i giochi goliardici della fantasia
    che trasformano l'oscurità in Luce
    Noi ad accettarci
    figli ribelli di questo mondo
    e inviare messaggi
    senza preoccuparci di niente
    E inseguiti dagli spettri degl'insuccessi
    rincorriamo il presente
    col piacere d'aborrire i "professori"
    nella crocefissione della critica
    e nella rassegnazione agl'insulti.

     

  • 12 aprile 2017 alle ore 20:39
    Vivro' sempre nel mondo di dentro

    Mi capita spesso di guardare al passato

    con la malinconia d'un uomo
    orfano di un mondo che non ha più

    E scrivo convinto ogni mio verso

    caricandolo di visionaria fantasia

    nell'intento di farlo divenir padre d'altri versi

    fasci di pensieri a brillare di luce propria

    avvolti in grida di silenzi
    a colmarli d'immensità

    nell'orgoglio d'una freschezza culturale

    che riveli al mondo
    piacevoli sensazioni di futuro

    e racconti ai posteri
    ogni sentire dell'anima
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 12 aprile 2017 alle ore 17:46
    Desolate mappe

    Poi desolate mappe
    da sregolato incidere
    su stele scorticate dal dolore

    cuori di paglia nei frattali
    -le chine- tacitare un patto
    d’estremo limen: leghe su leghe 
    in memoria obliata, dettaglio
    di un remoto bisogno di Pangea.

  • 12 aprile 2017 alle ore 17:36
    Che forma hai?

    Vorrei abbracciarti
    ma non ti riconosco,
    non riesco più
    a trovare le tue forme.
    Eppure ti ricordo,
    vestita in nero
    quando mi rubavi il cuore
    e lo nascondevi 
    tra i tuoi solchi,
    prima di mutare
    la tua veste in argento.
    Era il preludio 
    al tuo dissolverti nel nulla.
    Sento ancora la tua voce
    ma ciò che mi rimane 
    è un misero contatto
    sui motori di ricerca.
    Eppure ti amo ancora.

  • 12 aprile 2017 alle ore 6:30
    La vedi questa luna

    La vedi questa luna
    piena di te stasera?
    Quella che vedo io ...
    un po' velata
    e così bella?
    Avrei voluto la vedeste tutti
    che la vedessi tu
    chiara-mente.
    E il cielo s’imbruniva
    e tu
    mia dolorante
    al buio
    di stelle
    di spazio esausto.

  • 11 aprile 2017 alle ore 20:52
    Verginità ancora intatta

    Mi suggestiono piacevolmente
    in questo mio eterno presente

    e nelle sue metamorfosi generazionali

    nel desiderio di sollecitarne
    le emozioni e la conoscenza

    E mostro tutte le mie bontà
    nelle sofferenze patite

    coltivate nei vivai delle rime

    a ostentare al mondo

    la natura del mio esser solitario
    e delle mie poesie

    E offro il mio estro
    ancora per un nonnulla

    solo qualche spicciolo
    di misera critica

    ammantata di misero amore

    a cantare l'epopea d'un uomo
    che si ribella a se stesso
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

     

  • 11 aprile 2017 alle ore 20:37
    Stamattina,svagando tra il mio intimismo

    Se mai
    riuscissi ad arrivare al cielo

    vorrei che tu fossi con me

    a godere delle meraviglie della vita
    viste dall'alto

    da un'altra angolazione
    con lo sguardo della contemplazione

    E mi accingo alla grandezza del vivere
    sognando strade d'eremitaggio

    nel nostro cammino fiabesco e misterioso

    tra il cinguettio degli uccelli
    e le suggestioni dell'anima

    E mi aggiro in quei dintorni aspettando l'Ascesa
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 11 aprile 2017 alle ore 20:30

    Arrivi ad un certo punto in cui non ti interessano più le ragioni degli altri e credetemi, non è egoismo. Semplicemente le hai ascoltate troppo e soprattutto troppe volte sono passate avanti alle tue. Hai perdonato, giustificato e compreso, ma ogni giorno le ferite diventavano più grandi. Ecco che ad un certo punto volti pagina. In fondo una pagina bianca mette positività e soprattutto dona la speranza di poter finalmente scrivere uno di quei capitoli indimenticabili della vita.

  • 11 aprile 2017 alle ore 18:53
    Non ti dirò "Ti amo"

    Non ti dirò
    "Ti amo"
    come un bambino fa a un fiocco di neve
    sciogliendolo per averlo.

    Quando sarà
    sarà come un uomo
    fa ad una stella
    troppo distante
    per raggiungerla
    mentre lei da lontano
    brilla
    e con la sua luce
    lo scalda e lo fa
    brillare.

    Se è questo il modo
    in cui una come te
    e uno come me
    possono trovarsi
    così sia
    Vita mia
    Amore mio
    Fede mia
    il mio "ti amo"
    sarà per sempre.

  • 11 aprile 2017 alle ore 18:51
    Intatta sorella

    Ti aspetterò mia anima...  
    sorella mia,  
    meraviglia
    della mia stupida vita.

    Fossero giorni  
    mesi  
    anni ancora
    accanto agli anni  
    già passati...  

    io aspetterò  
    e aspetterò ancora,  
    fossi qui
    dietro l'angolo o
    dall'altra parte  
    di un altro mondo
    ti aspetterò.

    È la mia anima  
    che hai,
    è la tua anima
    che mi ha cercato
    e trovato.

    E io che sono tuo
    tuo resterò
    oltre la fine
    dei tempi.
    Ti lascio  
    tutto il tempo  
    del mondo...  

    ma vieni
    dolce sorella,
    non tardare,  
    non ho altra compagnia  
    nella mia anima  
    che la tua.  
    E la tua bellezza intatta
    immensa
    nei miei ricordi.  

     

  • 11 aprile 2017 alle ore 14:37
    Come un violino

    Come una piuma
    nel vento,
    una fiaba sussurrata
    nella notte,
    un cielo visto
    dal riflesso
    di uno specchio
    di una stanza
    vissuta e respirata,
    ma nascosta
    nell'incostanza.
    Come un violino
    in un angolo buio,
    che sogna
    un assolo
    sulla scena in luce
    del mondo,
    come una luna lontana
    che strega
    e cambia le maree,
    così una donna
    sa misteriosamente
    essere,
    aspettando il silenzio
    che profetizza
    l'amore.

  • 11 aprile 2017 alle ore 13:44
    Ruga

    La me che rispecchia
    ‘sì giovine ruga
    a margin di pelle
    appesa

    Curiosa la linea
    il bel cercar persegue
    fra le dune il momento
    che tal sorte ha deciso

    Non v’è storia
    di re e battaglie
    a saggiare cimenti
    Sol lune
    ad accoglier altre lune
    E albe dorate
    -son loro gli aratri-
    ch’han solcato
    di rughe la pelle.

     

  • 11 aprile 2017 alle ore 11:49
    Fortuna

    Se potessi accattivarmi Buona sorte,
    lo farei con dolci e mille torte…

    ma se tento di afferrarla
    lei mi sfugge…
    e rincorrerla, credete,
    mi distrugge.

    Civettuola come dama appare
    e non brava a soddisfare le altrui brame
    se non con artifici e trame

    Eppur non chiedo che di gloria mi ricopra
    né che mi porti in volo ad alta quota…

    solo che Luce dopo tanto torni
    e il suo trionfo si canti
    al suon di liuti e corni.

  • 11 aprile 2017 alle ore 11:44
    Orrore

    Menti turbate

    da inumane scene

    Cuori percossi

    da dolore e angoscia

     
    Respiri morenti

    su volti che impetrano vita

    Crudeltà oltre l’inimmaginabile

     
    Difficile trovare parole

    per descrivere l’inferno

     
    L’orrore rende muti.

  • 11 aprile 2017 alle ore 7:15
    Or ora

    Ho provato a guardare fuori
    qualche lunghissimo minuto
    erano le otto e trenta
    e tra i lampioni costernati di silenzio
    fiori coltivati, vetri, porte chiuse, pietre
    sul salice la luna l’ho vista immensa
    col viso degli afflati intatti.
    Era la stessa giunta or ora
    ho steso un velo su uno squarcio
    stavo sulle punte
    non c’era bisogno forse
    ma sai, sono salita su una scala
    con il gradino d’oro
    chissà da dove era spuntata.
    Ora che leggo echi colgo il senso
    poggio la fronte dove sì vorrei 
    non sono amara né confusa
    ora, sento una canzone
    muoversi sull’altura.

  • 11 aprile 2017 alle ore 0:41

    Ti lasci scorrere tutto sulla pelle come se non fosse niente. Lasci che ogni cosa scivoli via e non lasci tracce o residui nel cuore e nell'anima. Sei forte e ne sei consapevole, quindi piangerti addosso non è da te. Hai imparato a restare in piedi, a sorridere e a dire:"Io non ho bisogno di niente e di nessuno"! Quante volte avrai mentito a te stessa per arrivare veramente a questa consapevolezza. Quante volte te lo sei ripetuto per arrivare ad essere una grandissima guerriera... Troppe! Oggi cammini distante da tutto ciò che non ti appartiene, ne prendi le distanze e ti stringi al cuore di pochi. Oggi riconosci la differenza tra "Ciò che conta" e ciò che "Lascia il tempo che trova"! Oggi hai veramente capito che l'unica persona di cui non potrai mai fare a meno sei proprio TU.

  • 11 aprile 2017 alle ore 0:31
    Un bacio

    Se mi incontrassi nella notte,
    mi prenderei a bastonate.
    Ancora.
    Non mi basto mai
    ma al buio di nuovo mi illudo
    di potermi disertare
    in un bacio.

  • 11 aprile 2017 alle ore 0:23
    Ode alla vita

    Domani forse
    smetterò di dormire,
    rimarrò chiuso
    nei cessi
    ai grandi magazzini,
    mangerò caramelle rosa
    e starò a terra.
    Tutta la notte
    faccio un giro
    in bicicletta
    tra i palazzi grigi
    dei quartieri malfamati
    i lampioni spaccati
    e neanche una stella.
    Forse tutto il giorno
    rimango al cinema
    a guardare
    pellicole sbiadite
    sbronzo di popcorn
    andati a male
    e bollicine.
    Pensavo alle moquette
    e al velluto rosso
    che sarebbe bello
    dormirci.
    Pensavo alla strada ghiacciata
    e se è scomodo
    spacciare eroina
    coi guanti bucati
    quando fa freddo
    anche nei sobborghi
    in mezzo al cemento.
    Pensavo alla neve
    se cade mai sui grattacieli
    e se escono tutti
    incravattati a giocare.
    Pensavo al tramonto
    se c’è anche quando il cielo è grigio
    sul mare
    e i gabbiani piangono
    come noi
    o semplicemente dicono
    andiamocene a dormire
    nei nostri nidi
    chissà dove.

  • 10 aprile 2017 alle ore 23:45
    Seme d'eterno

    Riempito ho l'attimo
    d'ogni filo sospeso
    Chele di ragno amoroso
    ne han tracciato le trame
    Laddove simmetrie
    han corroso il disegno
    il telaio ha tramato
    nuovi merletti
    Inni di gloria
    al momento che viene
    ch'è nuovo
    ch'è sano
    ch'è seme d'eterno.

  • 10 aprile 2017 alle ore 21:24
    Destino infame

    E siam diventati tutti

    belle statuine di cristallo

    anche se incerte
    spaesate fragili

    con gli occhi tristi

    e con la malinconia
    a condizionarci nei lineamenti

    E c'inebriamo d'illusorie felicità
    nel raccontare al mondo

    il sapore degli attimi
    delle esperienze vissute

    e nel goder del piacere

    che esse restino intatte
    a ricordarci i tormenti patiti

    rivelare la natura dei pensieri
    nei giorni di frustrazione

    e le loro ristrettezze velleitarie
    a decretarne l'epurazione
    .
    cesaremoceo

  • 10 aprile 2017 alle ore 20:52
    Sorrisi e silenzi

    Sorrisi perduti

    ritrovati...dannati

    sorrisi condannati

    Assaporare i silenzi

    e ripensare a quante volte
    le mia labbra son rimaste chiuse

    abbracciate ai silenzi

    a parlare e gridare
    in mute grida urlate

    Rimpianti

    a soffermarsi con le ombre spontanee dell'anima

    a mostrarsi e illuminare le più belle emozioni

    E il resto a scivolar via
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 10 aprile 2017 alle ore 0:18
    D'improvviso e ancora

    D'improvviso e ancora
    la musica sul mare
    e il tuo esistere

  • 10 aprile 2017 alle ore 0:14
    D'etereo non finire

    Non c’è che spazio in questo cielo sfinge
    cratere e varco e dondolo di stasi
    se del notturno è l’acqua e ti sospinge
    stremata maglia d’alghe in fiotti evasi.
     
    D’etereo non finire l’alveo stringe
    si addensa poi dilaga in vene e vasi
    scompone il derma, in permanenza tinge
    si unisce al sogno di contatto e crasi.
     
    La non sopita scia, petali e dita
    lunga cascata carsica d’altrove
    aprono ante al cuore in una china
     
    lucente squarcio annulla ore di brina
    irradia dal silenzio, lo rimuove
    palpita agli occhi e batte ancora vita.

  • 09 aprile 2017 alle ore 20:37
    Il mio mondo

    Annaspando tra sentimenti e delusioni

    vive il poeta
    a apprezzare più la mente che non il corpo

    nella passione che si ritrova

    Così vivo io...nel cantare la libertà innata del mio Spirito

    Un non so che di ubriacatura quotidiana di pensieri

    cosparsi di desiderio

    che avvolgono l'anima e la rivestono di vita

    e la cambiano e la rifocillano con immensi piaceri

    E rifletto...

    e mi costruisco un mondo tutto mio

    in cui apprezzare amare e desiderare

    sempre più il mio Essere
    e la voglia di donarmi al mondo e agli uomini

    in un nutrimento d'amore e di pace

    con la solitudine
    a far quasi da segretaria all'esistenza
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright