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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 12 marzo 2017 alle ore 12:18
    Nubi

    Nubi si agitano

    sopra l’orizzonte

    che ne raccoglie l’essenza

    goccia dopo goccia

    e la disperde

    nei colori mutevoli del tempo.

    Dal grigio ceruleo

    al blu zaffiro

    al verde smeraldo

    è una tela che ora ti appaga,

    ora ti angustia,

    distillando sogni

    dal  viaggio

    che dalla cima dell’onda

    ti depone a riva.

  • 12 marzo 2017 alle ore 12:10
    Trappola

    Chiusa in una trappola da cui non so uscirne, anelo un po' di libertà.
    La mia anima scalpita, si dibatte per liberarsi, ma non c'è via d'uscita.
    Una prigione invisibile, catene che stringono il cuore.
    Solo un tuo sorriso saprebbe darmi le ali per volare in alto.
    Ma il tuo sorriso è lontano e la trappola è ancora attorno a me.

  • 11 marzo 2017 alle ore 21:07
    Baci e frustate

    E ci riveliamo tutti colpevoli
    nell'incapacità di convincere gli occhi
    a guardare oltre il proprio naso

    e capire che nelle storie d'amore
    tra i guerriglieri del mondo
    e i militi ignoti morti per la libertà

    i pensieri languiscono oltre i giorni

    E concepiamo la vita
    come un'unica luce d'egoismo

    nonostanteci accorgiamo
    dello splendere degli arcobaleni

    belle meteore da abbracciare
    quando i desideri ci tormentano
    e insultare se gli stessi tacciono

    E c'imponiamo d'intraprendere
    continui viaggi nell'interiorità

    tra le passioni e i cinismi del cuore
    sommersi in soffocanti paure

    baci e frustate donate all'anima
    repressa nella sua muffosa oscurità

    dove gufi malvagi
    intonano le loro tristi nenie

    mentre i fantasmi venuti
    dal mare scarlatto dell'esistenza
    seguitano a vivere
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

     

  • 11 marzo 2017 alle ore 20:39
    Ora che fossi foglia

    Ora che fossi foglia
    saprei staccare
    il taglio del sole
    aspettare
    in autunno stanche vene
    toccare
    fremiti di fusti
    cantare
    la voce del vento

     

  • 11 marzo 2017 alle ore 20:06
    Maratoneti

    Sono stanchi
    ma felici
    ​d'aver percorso
    insieme
    il lungo e tortuoso
    tracciato
    ​I maratoneti
    non gareggiano
    ​l'un contro l'altro
    ​Gareggiano con se stessi

  • 11 marzo 2017 alle ore 18:03
    Vorrei serenità diffusa

    Vorrei serenità diffusa
    come sui prati primavera
    che porta il vento d’orizzonte
    come il suo sguardo
    dove si posa,
    sorso di primula
    sorriso d’una rosa.
    Ma se m’attardo
    sui volti in questa strada
    il sole tiepido non scalda
    persiste l’ombra gelida
    e la contorta scia
    del graffio d’una spina.
    Non bastano sue labbra
    ferite a sangue
    lo strazio dolce sullo stelo
    lo sforzo
    di mordere la luce
    ché pervada.
    Però un pallore diafano rimane
    ebbro d’ostinazione
    per me dono di brezza,
    il suo profumo.

  • 11 marzo 2017 alle ore 14:15
    Dimensioni vaste d'attimi

    È così la sera, simile a un drappo
    che si apre con l’acerbità di un cenno.
    La mano rovista, mette a nudo
    separa l’inutilità dal vero dell’affanno.
    L’indomani, andando per le strade,
    tenersi alla scia: farne un luogo di culto
    da non disperdere, non rimescolare.
    E tanti domani, troppi da accalcare
    sul raggio mite che si prolunga nella fuga.
    Tanti, voglio sommarli
    su una fune che si svolge
    a legare gli attimi, quando riposano
    sul greto del respiro.
    Il sonno che ci assorbe
    permeato da una luce immobile
    e la voce ancora che apparecchia sillabe
    per mandarle a vivere
    in tre (o infinite) dimensioni.

     

  • 11 marzo 2017 alle ore 13:02

    Passiamo la vita a rincorrere persone che valgono zero, convinti che sia la cosa "Giusta" perché seguire il cuore è importante e fondamentale. La verità è che il cuore va seguito laddove ci porta in luoghi dove viene arricchito e curato. Quando seguiamo il cuore rincorrendo qualcuno che si nega, che ci toglie, ci ferisce e ci scarica contro i suoi errori e limiti, credetemi... Quello è il caso in cui il cuore va messo a tacere perché è arrivato il momento di seguire la ragione.

  • 11 marzo 2017 alle ore 0:29
    Come onde

    La pelle urla,
    è in crisi di astinenza
    vorrebbe tenerezza
    sentire ancora forte
    l’emozione del cuore
    al tocco delicato
    delle tue labbra morbide.
    Davanti agli occhi passano
    come onde i ricordi
    di quei giorni lontani…
    e i baci e le carezze
    e gli abbracci avvolgenti
    che ho ancora nella pelle
    mi sconvolgono la mente
    allora alzo la voce
    e chiedo loro di tornare
    per regalarmi un'ultima
    struggente
    ebbrezza d’amore
     

  • 10 marzo 2017 alle ore 21:07
    La cospirazione del buio

    E' sera
    l'aria fredda del maestrale
    intrisa del profumo di sale
    mi turbina intorno
    a invadermi l'anima
    lasciandola intrappolata 
    tra le maglie del suo effluvio
    Ingigantito dall'impazienza
    salto gli alti muri dei miei pensieri
    sperando che la sorte
    mi salvi acchiappamdomi al volo 
    E mi perdo in quei cristalli
    e nei loro magici disegni 
    facendomi piccolo e meschino
    con i tormenti che perforano la mente
    nella silente animosità degli occhi
    sorpresi dalle file di fascino
    che diffondono a iosa i peccati
    E asciugo le mie lacrime al vento
    sorridendo alla vita
    e alla mia ironia che fugge
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 10 marzo 2017 alle ore 20:40
    Ritorno al futuro

    Con il cuore tremante e la fronte sudata

    ridisegno i giorni
    alla ricerca della liberta' smarrita

    con uno sguardo al passato
    e la mente rivolta al futuro

    Nuovi inizi e nuovi orizzonti

    mi proiettano in ampi spazi
    di riflessione e di pensiero

    e ridestano l'anima

    assopita nel calore dei valori intrinsechi
    della dignità e dell'amore per la vita

    E conservarli quale tesoro di famiglia

    a cui attingere nel piacere
    del mio ritorno al futuro
    .
    Cesare Moceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 10 marzo 2017 alle ore 19:45
    Come un vulcano

    Sei come
    un vulcano silente
    Aspetti di scagliare
    i tuoi pensieri infuocati

  • 10 marzo 2017 alle ore 17:55
    Bei momenti

    S'era assente il tuo profumo
    Proprio giù mi sentivo
    Come il gelsomino m' inebriava
    D' esso tutto mi riempivo

    Ramingo me ne andavo
    Vagavo a te pensando
    Poi ridendo comparivi
    I scuri capelli dimenando

    Giornate proprio nere
    Quei pensieri rallegravano
    Poteva tutto anche finire
    Ma bei momenti ricordavano

    Non son proprio finiti
    Qui son ancora innamorato
    Continui son quei momenti
    Per altri versi son ispirato

  • 09 marzo 2017 alle ore 12:52

    Non illudetevi che "Costruire realtà" sia aver realizzato sogni e obiettivi. Non illudetevi che fingere che tutto vada bene sia il modo migliore perché le cose girino nel verso giusto. Dove "Pochezza" regna... "Pochezza" resterà. Continuate pure ad "Ignorare" ciò che è il vero problema e continuate pure ad accanirvi con gli altri per ciò di cui siete voi gli unici responsabili. Continuate a "Far finta" di niente, tanto prima o poi il "Problema" vi divorerà e dato che avrete allontanato tutti con il vostro "IO" egoista e convinto non ci sarà nessuno a salvarvi.

  • 08 marzo 2017 alle ore 22:14
    Il ciclo dell'Eden

    Quando ormai nessuno mi voleva,
    avete accolto il mio triste cuore
    con un vero sorriso, e il timore
    di rivelarlo, con voi, taceva.

    Finalmente, qualcuno che rideva
    con me, non di me! Ancora l'onore
    di occhi sinceri ho! Il mio errore
    non riporterà il buio che splendeva!

    Vi voglio bene. Mai ricambiare
    posso la vostra amicizia, che festa
    rende ogni giornata, senza una croce.

    Spero che raggiunga, la mia voce,
    la vostra anima...la mente resta
    in attesa di una stella da donare.

  • 08 marzo 2017 alle ore 19:24
    Bramosia d'amore

    Era bello di notte sognarti
    Miglior sonno non c’era
    Con la tua testa sul mio petto
    Mi agitavo su quel letto

    Dolcemente ti baciavo e ti dicevo
    Cose belle che il tuo cuore voleva
    Eri nuda e t’ accarezzavo
    La morbida pelle che profumava

    Intensamente nel sonno ti abbracciavo
    Questo però non mi bastava
    Perché conto non mi rendevo
    Che vita senza te non esisteva

    Non basterebbe una vita
    Perché tu sia la mia donna
    Per volerti come t’ho conosciuta
    Così… dolce… per sempre e solo mia

  • 08 marzo 2017 alle ore 11:11
    centro dell'universo

    Tu,
    che la mattina ti alzi quando ancora dormono, e addolcisci il looro risveglio
    tu che sei buffa coi capelli in disordine, le pantofole e la vestaglia, e ti vedi bruttissima ma in realtà se la migliore delle principesse
    tu che..
    prima lui, loro,
    tu che sei madre anche quando non lo diventi, che sei sempre la zia perfetta,
    l'amica, la confidente
    tu che la mamma è e sarà sempre la mamma, ovunque, comunque
    tu che se lo diventi lo sarai sino alla fine, anche se negli occhi dolci e nelle mani tremanti di una dolcissima nonna,
    tu che ami sempre senza limiti, senza riserve
    tu che averti è un conto, meritarti significa essere migliori,
    amarti essere speciali
    tu,
    che se soffri è sempre dentro di te, e fuori sorridi ,
    tu che il tuo profumo, i tuoi occhi, le tue mani, un bacio
    ed entri,
    comunque per sempre,
    tu che il rispetto prima di qualunque cosa,
    come l'aria, come l'acqua, sempre
    tu irrimediabilmente in ritardo, e se capita che sei in anticipo, sei solo in anticipo sul ritardo,
    tu che non hai mai nulla da mettere, dolce machiavellica e consapevole bugia,
    tu che te l'avevo detto, lo sapevo, è (sempre) colpa tua, ed anche se (per caso) è la "tua", sarà "sempre e comunque" la sua
    tu che le amiche, quelle vere, sono speciali, e lo saranno per sempre
    tu che sei la bella copia, la versione finale, quella corretta e quasi perfetta,
    in un mondo di errori,
    tu, che non si sà come ci riesci, ma ci riesci, quasi sempre
    tu che sei tu,
    semplicemente, unica.
     

  • 08 marzo 2017 alle ore 7:56
    Lei -Ella

    Giorno della donna 8 marzo 2017

     LEI

    Come prigioniero,
    coi muri intorno di case, di ferro
    niente si vede, niente si può.
    Debbo liberarti piccolo uccello, soave bambina fragile sinuosa,
    aria che anela sospiri.
    Bianca neve, e cenere e giorni
    dagli occhi di bruma,
    dai modi di vento oscuro.
    Sono gialli i salici ed è aprile,
    sono gialli i salici ed è maggio.
    Devi liberarti…devi andare al cielo,
    devi andare a un cielo,
    dove c’è la terra e i passi.
    C’è solo lo gnomo seduto,
    uno schiavo che mangia e piove!
    E aprile è giallo.
    Avvicinati Bianca di neve,
    imprigionata di cenere.
    Avvicinati agli usci incantati dell’aria,
    avvicinati all’atrio del cielo imprigionato.
    Aprile è giallo e maggio è lontano…
    Aspetta il prigioniero steso nel suo palpito,
    aspetta che un baleno ferisca la nube
    e rompa il muro di calce
    e cada l’acqua senza rospi,
    un acqua di pianura senza sole ferito.
    Il prigioniero aspetta nell’ululo spento, nell’aprile giallo.
    Col cuore visse di una patria lontana,
    di un maggio sparito,
    di occhi senza risveglio.
    E il prigioniero visse dormiente nel ferro che scricchiola,
    il prigioniero visse nelle ore senza strade.
    Están amarillos los sauces y es abril,
    están amarillos los sauces y es mayo.

    ELLA
     
    Come prisionero,
    con muros alrededor de vidrio, de hierro,
    nada se ve, nada se puede.
    Te debo librar, pequeño pájaro, suave frágil niña sinuosa,
    aire que anela suspiros.
    Blanca nieve y cenizas y días
    ojos de bruma en la nube del viento oscuro.
    Están amarillos los sauces y es abril,
    están amarillos los sauces y es mayo.
    Debes liberarte, debes ir al cielo,
    debes ir a un cielo,
    donde haya tierra y pasos.
    Está solo el enano sentado,
    ¡un esclavo que come y llueve!
    Y abril es amarillo.
    Acércate Blanca de nieve,
    aprisionada de ceniza.
    Acércate a los umbrales encantados del aire,
    acércate a los umbrales del cielo aprisionado.
    Abril es amarillo y mayo está lejos…
    Espera el prisionero extendido en su pálpito,
    espera que un relámpago hiera la nube
    y rompa el muro da cal
    y caiga el agua sin sapos,
    un agua de llanuras sin sol herido.
    El prisionero espera con el grito apagado en el abril amarillo.
    Vivió con el corazón de una patria lejana,
    de un mayo desaparecido,
    de ojos sin despertar.
    El prisionero vivió dormido en el hierro que cruje,
    el prisionero vivió en las horas sin calles.
    Sono gialli i salici ed è aprile,
    sono gialli i salici ed è maggio.

                                                                       Francesca Lo Bue

  • 07 marzo 2017 alle ore 21:17
    Estinte ferite ...bruciano

    Combatti...ama...vivi

    Occhi che si evitano
     
    e s'incontrano
    in sussulti di simulato turbamento

    arie di calma apparente

    a pervadere di paura
    vite mascherate di artefatto coraggio

    e da flussi di rabbie falsificate
    represse in bizzarre tristezze

    ceneri di presunte vergogne patite

    E lanciano sguardi di macabri intenti
    nel mare dell'incoscienza

    che si propagano velocemente

    fino alle loro menti
    incrostate dalla loro stessa merda
    .

    cesare moceo

  • 07 marzo 2017 alle ore 20:41
    Al di là dell'apparenza

    Occhi rugosi

    fiameggianti d'ingordigia

    stringono forte il cuore

    quasi a volerne leggere
    i segreti più reconditi

    e tracciarne il destino
    tra gli artigli del vivere

    E violarne le crepe

    perturbate e sgomente

    esponendole al piacere
    che insozza il mondo

    abbandonate agli enigmi
    delle rabbie e dei disprezzi

    E vezzeggiarne il fascino
    .
    Cesare Moceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 07 marzo 2017 alle ore 17:24
    Molecole dell'aria t'accarezzano

    Nutrirsi, dunque
    di dolore, del torpore 
    di foglie accartocciate.
    Vaporano prospettive,
    i sogni restano 
    ombre dietro i muri.
    E tu di chi sei
    anima, legata - persa
    in visioni inesplicabili?
    Molecole dell’aria
    t'accarezzano
    senza lasciarsi vivere.
    Rimani in presse 
    di pensieri stanchi
    turbini sola 
    senza luce. 
    Sei nata da un bocciolo,
    morirai essenza, evaporata 
    negli sguardi assenti
    di un mondo piccolo
    di stordimenti.

  • 07 marzo 2017 alle ore 16:32
    5 a.m.

    Scalda le mie spalle
    il profumo del caffè.
    Al sole di questa lampadina
    il mistero comprendo
    del salto dei biscotti
    della gioia
    e dei pianeti tutti.
     

  • 07 marzo 2017 alle ore 16:27
    Ora pasta!

    Piego al giusto verso
    il verso giusto e
    poetando
    potendo potando
    il basilico pestando.

  • 07 marzo 2017 alle ore 11:50
    La donna

    E' come orchidea
    Accarezzala cogli occhi
    Amala con l'anima
    ​La donna è vita

  • 07 marzo 2017 alle ore 11:09
    Un sorriso dallo scialle di neve di marzo

    Un sorriso dallo scialle di neve
    di marzo città feroce trattengo
    appena un fiocco
    di sasso al vento
    di sguardo luce oblio
    che torna voce
    un attimo
    si fa zaffiro,
    sul proprio passo
    ricalmo muore.