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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 27 maggio 2017 alle ore 12:34
    Un confine oltrepassato

    Vedevo nei tuoi occhi
    l'amore ormai
    contaminato
    da un confine
    oltrepassato,
    inaridendo
    i fiori
    e le promesse
    che avevamo
    tra le mani strette
    all'anima,
    toccata
    dal ghiaccio
    di quello
    che è rimasto
    del nostro giardino
    segreto,
    dove ogni giorno
    nascevano nuove ali
    per candidi voli
    fra le tue braccia.

  • 27 maggio 2017 alle ore 11:37
    Vento di Sole

    Tu sei il vento di sole che perpetua i tramonti.....

  • 27 maggio 2017 alle ore 0:45

    La vita stringe spesso la gola, lascia segni che non guariranno mai, assapora il meglio di te e te lo strappa. A volte ti concede qualche regalo, ma quando te lo offre se non sei abbastanza sveglio da afferrarlo ecco che sfuma proprio sotto ai tuoi occhi e quando ne scorgerai la polvere sarà troppo tardi. Da anima semplice e persona comune ho semplicemente capito che nella vita sempre avanti si deve andare e l'unico modo per farlo è  UN PASSO ALLA VOLTA.

  • 27 maggio 2017 alle ore 0:04
    Fruscii sugli orli

    Il corpo si fa denso
    riflesso delle mani
    graffi e fessure, gocce
    pause e fruscii sugli orli.
    Non finire non tacere,
    Il corpo è l’attimo
    prima dell’impronta.
    Il sì rubato
    il t’amo sordo,
    la ritrosia per le scarpe
    in un batter d’occhio
    convulsa distopia.
    Ciglia che spostano il paesaggio
    - sulle autostrade piove,
    in qualche modo
    si tratta di poesia.

  • 26 maggio 2017 alle ore 23:12
    Lasciami andare

    l'amore non fa sprechi
    ma nulla ha a che vedere con il resto
    se finisce

    lasciami andare
    nella tua stretta
    coltello senza manico

    lasciami andare via
    ora che la certezza ti fa scudo

    lasciami andare tu
    ché io non posso ancora

  • 26 maggio 2017 alle ore 19:03
    Su punte di piedi spaiati

    Vivo sospeso
    su punte di piedi spaiati
    tra queste lenzuola che sanno di ignoto
    e di pasti consumati
    mentre masturbo l'idea di un altro dove
    ingoiando le mie stesse emozioni
    come satrapo di tricche ballacche
    in astinenza di rime.

    Non sei aria
    se io non sono vento
    e ruggine la mia pelle
    quando la tua bocca non miete baci
    perchè le mie labbra scivolano
    nell'assemblea del tuo respiro
    ed affoga il mio coito di parole
    nelle intercapedini dei nostri silenzi erosi.

    Non cercarmi ovunque
    se non hai il coraggio delle imperfezioni.

     

  • 26 maggio 2017 alle ore 12:12
    Il Vento Alita

                                             
     
     
     
    Alito del mio cuore
    Forte respiro
    Soffia
    Spazza via i grigi
    Disegni del cielo.
     
    Placa la tua ira
    Fai ritornare il sereno
    Fai spuntare il sole
    Per riscaldare i cuori gelidi.
     
    Disegna nel cielo il tuo arco!
     
    Celati nel misterioso tramonto
    Respira la luna
    La marea di lucciole
    Per farla brillare con essa.
     
    Apri il magico mantello stellato
    Oscura i mille pensieri dell'uomo
    E regalagli la dovuta
    E sospirata serenità.
     
     
    “ La luna con le sue amiche luci della notte, tutto può.”
     
     

     

  • 26 maggio 2017 alle ore 9:05
    Perché?

    Per convertire tutti gli infedeli!

    Persone innocenti uccidete…
    la vostra non è religione,
    anche se voi lo credete.

    Per vendicarci delle vostre bombe!

    La guerra non è soluzione,
    mai... solo feriti e morti:
    questa è l’unica conclusione.

    Per godere per sempre in paradiso!

    Sono i desideri distorti
    ad avvelenare la mente.
    Ci saranno, di là, risorti?

  • 25 maggio 2017 alle ore 22:42
    Giugno (in acrostico)

    Giunco di frali buccole col vento 
    in corsa al mare
    urta
    gangli di spuma
    ne frantuma
    oro di cielo sale.
     

     

  • 25 maggio 2017 alle ore 20:59
    Cercate fra i doni di Dio

    Ho visto miseria
    tra grida d'aiuto
    e dita bruciate...
    in roveti ardenti
    Vorrei gridarlo
    alle nuove gioventù
    e far lor vedere
    con occhi diversi
    ripieni d'amore
    di voglia di fare
    attecchita dentro
    sentimenti infiorati
    di suggestioni e ricchezza
    E quando lo dico
    potete credermi folle
    nel pianto dirotto
    degli occhi già stanchi
    così nel mio tempo
    io perdo calore
    e rido di me
    per quei segni di vita
    E resto abbracciato
    a mutilati sorrisi
    e nel loro rimpianto
    ancor m'abbandono
    pensando al mio tempo
    che già se n'è andato
    e al volere che muore
    ogni giorno d'un poco

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 25 maggio 2017 alle ore 16:26

    Le persone che incontriamo sicuramente ci cambiano e ci formano, ma ringraziate sempre di aver avuto una mamma ed un papà eccellenti, che anche se hanno sbagliato hanno fatto un buon lavoro. Ricordate che se siete delle belle persone è perché tutto è partito da loro... Gli altri hanno solo aggiunto esperienza sulle basi da loro stessi trasmesse. Io ho avuto questa fortuna

  • 25 maggio 2017 alle ore 7:23
    Tout court

    Ho accanto la grammatica
    della fantasia
    e passi di Freud, per capirci
    ancor meno sulla mania di vivere
    Poi qualche disegno di Chagall 
    per una fuga azzurra
    dove il sì è libera intesa con l’inconscio

    “Ricordi, stella, quando si leggeva Prévert
    mimando i giochi insoliti dei versi?”
    Ricordo, sì,
    lacrime sposar sorrisi
    e il fuoco ghermire il ghiaccio

    Tutto e l’opposto, stretti abbracciati

    Volutamente mi lasciavi, per poi tornare
    Eri grande e bambino, attore e scena

    Quando partivi ti chiamavo Fermo
    Al ritorno Mon cher Firmin

  • 24 maggio 2017 alle ore 20:45
    Disuguaglianza

    Altra occasione è l’acqua
    di là del valico al confine
    turba ludibrio pubblico
    di bolsi lidi
    ché vivo è il calice di sale
    cui sembra avventi il passo
    e goffo poi
    s’attinge come un bue.

  • 24 maggio 2017 alle ore 20:43
    Lontana madre

    Un altro due novembre senza mai
    il sorriso di un fiore sul tuo marmo
    lontana madre decomposta ormai
    nel fiume di memoria già in disarmo.
     
    Il tempo eterna le sentenze crude
    del palpito di un cuore in agonia
    ricuce cura fa l’anestesia
    trapianta e asporta da chirurgo rude.
     
    E franto per congiungermi all’oblio
    che ti nasconde madre, al guscio aspiro
    della dimenticanza nel tuo stringermi
     
    al sole nudo al bacio di un respiro
    al bagno nel tuo pianto senza tingermi
    di grigio e allo svanire in un fruscio.

  • 24 maggio 2017 alle ore 20:39
    "muti passaron in quella notte i fanti"

    Non lasciar solo il mio cuor

    felicità

    tra le albe calde del tuo cielo
    e il freddo andare del mio passo confuso

    E nei tramonti d'ogni 'oggi'

    carichi di smunti volti e cuori inariditi

    sciogli il mio canto dal tuo abbandono

    accetta le mie parole

    in questo giorno magico e mariano
    foriero di caldi ricordi

    e siano esse corona
    che ti cinga come allor di premio

    E rimango qua

    tra queste onde

    con gli occhi accesi di speranza

    e la mente persa
    nei sussurri d'un gabbiano che piange il suo cibo.

  • 24 maggio 2017 alle ore 20:30
    Definizione #6

    Qualsiasi arte 
    la tua infelicità 
    rovina.

  • 24 maggio 2017 alle ore 13:24
    L'amore toroidale

    Tutto è vortice
    nelle corrispondenze
    che si nutrono
    di intesa e comprensione.
    Gira su se stesso il sentimento
    tornando dal vertice alla base
    e ricomincia il giro,
    si rinnova
    nell'unica logica evidente
    che tutto l'amore che dai
    indietro ti ritorna.

  • 24 maggio 2017 alle ore 11:15
    L'ucciole

     
     
    C’è la luna
    Ci sono le stelle
    Ci sono quelle
     
    C’è Ella!
     
    La bambolina
    Che il vento
    Le fruga la pelle
     
    Di giorno  sogna
    E non solo quello
     
    La notte si dona
    A futili illusioni

    Il tempo di volare
    E si è in un ricordo.
     
     
    “ Le lucciole sono belle per tutti, le lucciole sono utili per pochi. “

  • 24 maggio 2017 alle ore 1:42

    In molti pensano che stare soli sia una sconfitta. La verità è che stare soli non è essere soli o sentirsi soli. Stare soli è vivere a pieno se stessi, la vita, la quotidianità... E' aver imparato che per ogni problema hai solo un'arma da sfoderare: te stesso! Stare soli è aver capito che il rapporto più bello e più intimo lo hai con te stesso. Essere soli è stare vicino a qualcuno che solo ti fa sentire... Soli è aver bisogno per forza di qualcuno per sentirsi bene, sereni e appagati. Io non mi sento sola da un pezzo ormai. Io a nessuno darei più l'indipendenza raggiunta! Forse condividerei del tempo, ma il resto me lo tengo stretto e caro. Soli è sentirsi persi e a metà.... IO CI SONO INVECE E AL 100%. Chi sta solo continua ad amare, continua ad assaporare sentimenti, gioie, dolcezze esattamente come chi ha qualcuno vicino, ma nella vita non esiste solo l'amore... Esiste anche la rabbia, i problemi, il confronto , l'incazzatura, la giornata si e quella no. C'è il momento buono e quello di merda! Una persona in pace con se stessa sa goderseli TUTTI! Non esiste solo l'amore per un uomo o per una donna.. Esiste quello per i figli, per le proprie passioni, per il proprio tempo, per i propri spazi, per gli amici, per le persone che verranno e soprattutto quello PER SE STESSI! Una persona "Single" NON è UNA PERSONA A META'! NE TRAUMATIZZATA, NE CHE HA SMESSO DI AMARE, NE INCAPACE DI DARE... E' SOLO UNA PERSONA CHE HA IMPARATO A SCEGLIERE A CHI DARSI! Io la mia "SOLITUDINE" se così proprio la volete chiamare... LA AMO.

  • 23 maggio 2017 alle ore 22:25
    Little wise

    Il senso del domani mi s’ammorba

    Riflesso sulle mani il suo tremore

    E attendo che la luce poi s’assorba

    nel freddo di quest’orma di dolore.

     

    Col viso di tua madre come goccia

    Nell’ombra asciutta dentro queste gore

    Ch’è scorsa molle al taglio d’una roccia

    Sino alla terra pregna del tuo umore.

     

    E in quella terra quando è notte fonda

    Convoglierò le lacrime non piante

    Del trascinio di giorni sotto il sole.

     Riparerò le mie consunte suole

    con il sorriso che ora m’è distante,

    e pace finalmente si profonda.

  • 23 maggio 2017 alle ore 21:57
    Un gesto come un verso

    Permane ciò che appare in uno specchio
    e si ancora a circuito neuronale
    o annega come un gesto accidentale
    nel cono d’ombra opposto accolto in secchio?
     
    Se si dissolve per non arder vecchio
    nella memoria tridimensionale
    rinforma come amalgama ancestrale
    in collimate tracce d’apparecchio.
     
    E come un verso sgorga all'improvviso
    ristora col suo ritmo e alla memoria
    sembra ancorato per l’eternità
     
    ma se non lo si schizza come un viso
    non lo si appunta almeno in istruttoria
    sul taccuino, al poeta svanirà.

  • 23 maggio 2017 alle ore 20:50
    Manchester

    Esposti alle decisioni assurde del destino

    contro il quale non possiamo appellarci

    viviamo subendo
    i guizzi di primitive immediatezze

    laceranti sentimenti di disarmonie
    a scorrazzare tra i venti impetuosi del vivere

    e tramutare in dolore affollate orge di male

    E senza combattere...uccidono
    .
    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 23 maggio 2017 alle ore 20:47
    Sogna,mia anima in pena

    Sotto tenera età
    già s'è spenta ogni natura

    Allegrie d'infelicità

    senz'altro scopo e senza saper nulla di sé

    si perdono tristi tra le banalità insignificanti d'ogni esistenza

    E ringrazio la memoria che concede gli eterni sonni

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 23 maggio 2017 alle ore 19:11

    Non sopporto comportamenti isterici in generale. Quelli dove vengo rimproverata in base alla scelta su chi deve o no far parte della mia vita. Non sopporto frasi del tipo: "Lui si e io no"... "Io zero e lui 100"... "Lui non vale nulla e gli dai tanto e io che ho dato tanto non conto nulla" ecc... Mettiamo in chiaro alcune cose: Il mio cervello non ragiona sempre come il vostro, anzi quasi mai, ma soprattutto le mie scelte arrivano dal mio percorso personale con quelle persone. Detto questo io le ho vissute, io so quanto mi hanno dato, lasciato e anche tolto. Per tanto SOLO IO decido chi deve stare più in alto e chi più in basso, ma soprattutto SONO E SARO' SEMPRE IO A DECIDERE CHI RESTA E CHI... VA! 

  • 23 maggio 2017 alle ore 14:59
    Nuovo sole d'Icaro

    E dagli opposti incanti
    e incandescenze implose
    di nuovo sorge il sole d’Icaro
    annulla atopici frammenti
    e il gelido crinale del vuoto oltre le porte.
    Atavica sorella, la solitudine
    dal grembo ch’è abusato
    carezza, spenta, l’amaro ritmo delle doglie
    in grisaglie di cielo
    con noi assenti, d’ultimo distacco.