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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 26 marzo 2017 alle ore 10:11
    Su strade a dondolo

    Ad occhi aperti le distanze
    per andare, tornare
    e riandare a precipizio 
     
    rinnovare l’aria che preme in corsa
    accertarsi della riga negli occhi
    tesa ad assottigliare il bianco sfarfallio
    dei passi del percorrersi.
     
    Al fulcro disgeli delle forme
    dissimili e congruenti,
    al centro il soffio tuo
    di voce, demiurgo
    al senso di abitarti.

  • 26 marzo 2017 alle ore 10:00
    Intrecci di memoria

    Adesso che i tuoi passi
    ridestano il selciato
    di mie stagioni vive
    avido vigili
    al prezzo del distacco
    la luce tenera
    e in volto io
    precipito lo specchio
    lontano quanto ieri
    nel fondo dei vent’anni.

    Si fonde musica e colore
    - intrecci di memoria -
    l’infanzia vivida
    montessoriana
    al cappelletto rosso
    che poggia al ciuffo chiaro
    l’appena accolto
    in classe nuova
    con le manine a porgere la cesta
    dell’offertorio.

     

  • 26 marzo 2017 alle ore 9:56
    E se fosse tuo figlio

    E se fosse tuo figlio 
    destinato al macello
    come l'agnello che allieta il tuo desco?

    E no tuo figlio no
    è della superiore specie umana
    quella che a spezzar femori s'allena
    quella che spara alle spalle
    - per carità, si difende così! -
    quella che erige mura di spavento
    per arginare il diverso da sé
    - che diverso non è -
    solo perché lo specchio in cui si mira
    è rotto e devia verso l'altro
    il disgusto per sé.

    E se fosse tuo figlio
    destinato al macello
    come l'agnello che allieta il tuo desco?

     

  • 25 marzo 2017 alle ore 17:00
    Argentata quiete

    Argentata quiete 
    di palpebre abbassate,
    il velo sull’area di Broca 
    finge silenzio da sommesso incastro
    cavo della sera, già luogo
    del riposare tra le tue mani.
    Al tramontare del nord un abbaglio 
    espande -la finestra non ha scuri-
    se poi non c’è una nube
    realmente le onde vedo camminare.

  • 25 marzo 2017 alle ore 8:38
    CUORE

    Ho lasciato
    che il dolore
    annegasse
    in un mare 
    di malinconia
    nella speranza
    che non cambiasse
    la rotta del mio 
    destino.
     

  • 24 marzo 2017 alle ore 23:08
    Mi sei costola

    mi sei costola 
    dove tendere più del fiato 
    carezza d’avena da cui non mi distolgo

  • 24 marzo 2017 alle ore 23:07
    Circondami di te

    circondami di te
    rinvengo lunghi istanti 
    dell'aria rarefatta

  • 24 marzo 2017 alle ore 20:50
    L'epopea del malaffare

    Tratteggi della mente

    danno luce
    a fasci di pensieri

    intenti a risvegliare
    l'anima che giace assopita

    deserta

    delusa d'aver accolto
    nel suo essere

    solo pretesuosità

    attimi d'ideali senza corpo
    a ospitare dettagli succosi

    sorprendenti e indipendenti

    ma sempre e solo pretesti

    a infangare lo spirito dei tempi
    e il fermento delle idee

    E accettare con piacere
    il mentire a se stessi

    assetati di lussuria

    nell'alibi di dar credito
    a volontà benefiche

    per mascherare con abilità
    le proprie malefatte
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

     

  • 24 marzo 2017 alle ore 17:22
    Voglia ancora di te

    Cuore di te sempre pieno
    Inerte se non vicina
    Quante volte ti ridico
    La voglia di te

    Solo se ti penso
    La vita ha senso
    Col tuo sguardo
    Subito m'hai rapito

    L'incrocio coi tuoi occhi
    Del tutto mi divertiva
    Riempiendomi i giorni
    Perché mi ridevano

    Immane desiderio
    Forte abbracciarti
    Stringerti a me
    Allontanando la tristezza

    Tanto mi piaceva
    Quella stranezza
    Il tempo che si fermava
    Davanti a tal bellezza

    Sì... voglio ancora te
    Con corpo e mente
    Col cuore sempre colmo
    Che batte solo per te

  • 24 marzo 2017 alle ore 16:49
    Orizzonti

    Verso l'orizzonte
    abbiamo serrato
    le nostre mani
    con le nostre vite
    in modo che nulla
    possa impedire
    il nostro viaggio 
    d'amore.
     

  • 24 marzo 2017 alle ore 14:28

    Ammortizzo sempre i colpi della vita. Ne faccio armi per il mio domani, armature per i miei nemici e forza per i miei passi. Non a caso mi chiamano "Capa tosta"! So lottare anche quando resto sprovvista di pallottole e a mani nude su terreni aridi! So resistere, so affrontare e vincere. E anche se perdo non mi fermo... La sconfitta su di me assume l'aspetto di una "Motivazione" in più per ricominciare e farcela!

  • 24 marzo 2017 alle ore 12:03
    La terra che nessuno ha promesso

    Sotto questo grigio cielo di periferia andare da soli 
    dove nessuno conosce il tuo nome
    dove tu non sai nome alcuno
    dove le storie iniziano e non finiscono mai

    andare verso la terra dove la salvezza vive 
    perchè nessuno sa nulla sull'inizio della storia di ognuno
    e nessuno aspetta la fine 
    e nemmeno una qualsiasi fine 

    e allora ancora e sempre spogliati da ogni pretesa, presunzione e rancore
    verso la terra  che nessuno ha promesso 
    andare.

  • 23 marzo 2017 alle ore 22:59
    In viaggi di cristallo

    Frammenti in viaggi di cristallo 
    a un tratto diveniamo diffrazioni
    d’universo. Lui, ride dei nomi delle strade
    ma non evito io di ricordarli
    da un fulmine sereno, i passi che riflettono 
    colloqui, mormorare d’attese 
    poi il crollo nella gioia
    e l’orecchio del silenzio 
    fermo ad ascoltare 
    il peso del profondo.

  • 23 marzo 2017 alle ore 22:49
    Tempesta

    ascoltare che sale dal mare la tempesta l'onda che curva frantumi di cristallo e scivola nell'aria - un fulmine l'addensa

  • 23 marzo 2017 alle ore 21:14
    Caso mai,tu vai per la tua strada

    M'affrretto
    a distoglier lo sguardo

    da sciocche anime
    votate alla collera

    col tanfo della lussuria

    a avvolgerne
    i gangli delle menti

    e folgorarne gl'intelletti

    E mascherate ombre
    celano il futuro
    e si rallegrano
    in sorrisi da diavolo
    nelle pieghe buie della vita
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 23 marzo 2017 alle ore 20:39
    La mia gioia di vivere

    Nidifico come un falco pellegrino
    nei sottotetti del mio alto pensare

    al riparo dai condizionamenti
    e dalle storture della vita

    E' la mia storia

    che parte da lontano

    quando tanti anni fa

    "mi ritrovai in una selva oscura
    con la dritta via ch'era smarrita"

    E mi rifugiai in questo mondo spartano

    a proteggere dalle intemperie

    il mio corpo a goccia
    e "il mio andar da fumetto per bambini"

    nel piacere di questo mio scrivere

    che m'impone in dignitose ansie

    il mio cuore

    riveduto e corretto
    ma sereno nei suoi battiti al mondo.
     

  • 23 marzo 2017 alle ore 11:57
    La voz de la rosa (A Rosa Silverio)

    Lo que no se puede decir,
    sale a caballo de tu voz
    clara y tierna, de foresta y mares,
    alta y ancha libertad de aguila,
    grito sangriento de los callados.

     

  • 22 marzo 2017 alle ore 21:46
    Bolle di pensieri...volano

    Con i sensi a frantumarsi
    in mille ostinazioni

    scambio col mio corpo
    occhiate di compassione

    a provar pena per la pelle
    incisa dalle preoccupazioni

    pur nel desiderio
    di sconfiggere timori e dispiaceri

    E mi ritrovo
    a sbirciare nel passato più lontano

    guardandolo rimpicciolire sempre più

    fino a divenire
    una macchia indelebile dei ricordi

    Ora

    che la libertà mi morsica nel mio andare

    il futuro sembra scivolarmi addosso
    e contorcersi nell'anima

    inebetita dal cadere dei pensieri
    che fluttuano giù dalla mente

    E bevo quei pensieri
    come fosse miele secreto da api divine
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 22 marzo 2017 alle ore 21:24
    Fui

    Fui greco e saraceno
    arabo e normanno
    francese nella testa
    spagnolo nell'inganno.
    Risoluto e trasparente
    come acque terse
    che sgorgano d'Alcantara.

    Vivido e possente
    sicano d'intelletto
    fiero dell'esistere
    fra le alture e sopra i mari.

    Aquila dalle ali immense,
    in cerca di nuovi amori
    provvista
    di occhiali spessi
    per non vedere il male.

  • Mai c'è stato nulla di scontato

    nell'essere e nel cuore a rinnovarci ancora

    Noi

    sempre e per sempre fianco a fianco

    compagni dei nostri momenti

    ad aiutarci a divenir migliori

    e far come se fosse ogni volta
    la nostra prima volta

    a donarci

    le meravigliose freschezze del nostro viverci

    E fuggiamo a rinchiuderci
    nelle stanze dei pensieri ardenti

    correndo a perdifiato nella nostra intimità

    col piacere di possederci

    a respirare e mordere nella passione
    il bello della vita

    amandoci per ciò che siamo

    e conservando in noi

    il segreto di veder le cose
    ognuno con lo sguardo dell'altro

    E non far nulla per rendere tristi i ricordi
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata Copyright

  • 22 marzo 2017 alle ore 18:37
    Voglia di te... una malattia

    Come ridevo
    Se ti guardavo e... morivo
    M'intontivi
    E allora fermavi
    Anche il tempo
    Era grande
    Quel desiderio di te
    Una bella malattia
    Che mi coglieva
    Che la mente mi logorava
    Giornate viaggiando
    Con la mia fantasia
    Sempre sperando
    Con la mente di qua e di là
    La realtà desiderando
    Poi tutto s' è avverato
    Con un piacere che intenso
    È diventato
    Standoti sempre vicino
    Col cuore di te
    Sempre pieno
     

  • 22 marzo 2017 alle ore 3:46
    Puntoluce

    È puntoluce
    il sentiero che verrò a cercare
    tra corridoi di silenzi incontrastati.
    Penso agli scherzi degli interruttori
    e all'etimo della fiamma, alla sua vastità. Rubo la voce
    quel po’ di fenditura divenuta calda.
    È nota d’oboe, se ne va
    a cantare nella tromba delle scale.
    Mi arrampico, prima che si confonda
    tra errori divini e fasti di lucernari.
    Vorrei abbracciare l'attimo
    destinato a colmare il Tempo,
    tutta la pelle si commuove.

  • 22 marzo 2017 alle ore 3:44
    Né qui né altrove

    Petali sepali e spine conservo
    ogni minuzia che ti disegna
    riso, cipiglio, fruscio invisibile
    mani bambine nell'adagio di uno spartito
    Giù la chiave, nel solito antro
    dove una corale canta a più toni
    un silenzio straniero
    Contemplo il tuo giardino, di sera
    eccoli i boschi smisurati
    che si frappongono agli occhi
    nell'ora in cui si le finestre s'accendono
    Le vie desolate, avidi passi
    ho percorso guardandomi indietro...
    che pena quel quadro anonimo
    appuntato a un chiodo di vento!
    T'ho vista scendere dagli ultimi istanti
    e la foschia m'ha preso la mano
    un pezzo di vita s'è addormentato
    sul caldovuoto del tuo cuscino
    Mi dileguo insieme alla notte
    ma un fragore prende a confondermi,
    c'è una chiusa che bussa alla porta
     

  • 21 marzo 2017 alle ore 20:32
    A mio fratello Piero

    Ce ne andiamo
    passeggiando nella felicità della nostra solitudine

    a cercare l'argilla giusta
    per purificare i pensieri

    e rivestirli dei colori che più amiamo
    senza mentire al mondo e a noi stessi

    anche nel tormento di scoprire
    che quegli abiti non esaltano il nostro incarnare

    E vinciamo la sofferenza con l'amore

    Noi

    riflessi negli specchi del vivere

    nell'orgoglio di sapere
    che nemmeno le rughe

    hanno rovinato il fiorire della nostra mente.

    cesaremoceo
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  • 21 marzo 2017 alle ore 19:44
    Non datemi tramonti da guardare

    Non datemi tramonti da guardare
    né voglio un àncora che affondi piano:
    ce l'ho dipinta dentro l'agonia.